uso pst-blur

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  • #91418
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    Salve,
    sto cercando di capire l’uso di pst-blur per ombreggiare del testo. Sul documento non è chiaro l’uso del pacchetto.
    Potete spiearmi come usarlo? Ci sono alternative a pst-blur?
    Grazie

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    • #91419
      Liverpool
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        Serve per ombreggiare una forma (e quindi in particolare un testo) inserito con PSTricks. Basta impostare l’opzione [tt]blur=true[/tt] per la forma.

      • #91420
        OldClaudio
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          FulvioSaccoccia” post=90963Salve,
          sto cercando di capire l’uso di pst-blur per ombreggiare del testo. Sul documento non è chiaro l’uso del pacchetto.
          Potete spiearmi come usarlo? Ci sono alternative a pst-blur?
          Grazie

          Se hai letto la documentazione non puoi non avere visto quasi due pagine di esempi sull’uso di pst-blur.

        • #91421
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          Ciao,

          questa cosa un volta o l’altra, per occasioni particolari, potrebbe interessare anche a me. Ho guardato la documentazione del pacchetto [tt]pst-blur,[/tt] ma devo dire che non ho capito come applicare l’ombreggiatura al testo. Per esempio, dove si mostra come replicare le “A” ombreggiate di pagina 1? Si mostra come farlo per delle forme come il quadrato e il cerchio, e come inserire in un box ombreggiato del testo, ma non come ombreggiare il testo stesso. Sbaglio?

          Grazie e buona giornata,
          Marco.

        • #91422
          OldClaudio
          Partecipante
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            Eppure la documentazione dice che pst-blur è una estensione delle funzionalità già presenti in pstricks; PSTricks non è solo un modo per disegnare, ma è una collezione di pacchetti; quindi per disegnare, per esempio i profili dei caratteri bisogna aver caricato pstricks insiema ead altri suoi pacchetti per faleo; poi la parola chave shadow dice di ombreggiarli e la parola chave blur dice di sfumare l’ombreggiatura.
            La prima figura della documentazione è in realtà un coniglio tirato dal cappello, perché sembra una magia, in quanto non è mostrato il codice sorgente.

            Cosa fare un questi casi? Ricordiamoci che sul nostro disco, quando abbiamo caricato una distribuzione completa, abbiamo tutto, anche i file sorgente della documentazione: andiamo dunque a cercare nell’albero del sistema TeX il file sorgente che in generale ha l’estensione .dtx, non l’estensione .tex, specialmente sa la documentazione contien anche il codice commentato. In texmf-distr/source/generic/pst-blur/ troviamo appunto il file pst-blur-.dtx. Lo apriamo con lo stesso editor che ci serve per i nostri file .tex e vediamo che la parte che comincia con \documntclass contiene le righe seguenti relative a pstricks:`\usepackage{pst-node}
            \usepackage{pst-text}
            \usepackage{pst-blur}`
            Volendo potemmo andare a leggere la documentazione degli altri due pacchetti pst-node e pst-text, ma ci vuole poca immaginazione per capire che il primo serve per gestire i nodi di un disegno e il secondo per gestire il testo; leggere la documentazione non fa male a nessuno, perché si possono imparare molte cose anche solo dalla parte descrittiva.

            Poi più avanti, come codice facente parte del commento, caratteristica dei file dtx, troviamo il codice della prima figura:`%\section{Introduction}
            % The ability to paint shadows on arbitrary shapes is a standard
            % feature of PSTricks. However, these shadows are always `hard':\\
            %{\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt}
            % \begin{pspicture}(-5,0)(10,4)
            % \psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}
            % \psframe(1,1)(3,3)
            % \pscircle(6,2){1}
            % \rput(9,2){\pscharpath{\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A}}
            % \end{pspicture}
            %}\\`

            Vediamo ounque che la prima riga del codice fuori dell’ambiente pstpicture serve per impostare due parametri validi per ogni disegno di lì in avanti dentro al gruppo dove si trova il tutto; poi c’è l’ambiente pstpicture che contiene le impostazioni delle ombre [tt]\psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}[/tt].
            Successivamente il nodo frame viene ombreggiato, il nodo curve viene ombreggiato e la lettera A viene ombreggiata; in quest’ultimo caso \rput fa il suo mestiere di collocare qualcosa ad una certa coordinata relativa; \pscharpath serve per determinare il contorno del carattere scelto con i comandi che compaiono nel suo argomento [tt]\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A[/tt]

            La seconda figura con le ombre sfumate contiene le stesse cose dentro pstpicture, `{\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt}
            % \begin{pspicture}(-5,0)(10,4)
            % \psset{shadow=true,shadowcolor=gray,shadowsize=0.15cm}
            % \psframe(1,1)(3,3)
            % \pscircle(6,2){1}
            % \rput(9,2){\pscharpath{\fontfamily{ptm}\fontsize{40}{40}\selectfont A}}
            % \end{pspicture}
            %}\\`ma prima viene impostata una serie di cose con il comando [tt]\psset{unit=0.6cm,linewidth=0.5pt,blur=true,blurradius=0.07cm}[/tt]; i primi due termini di questa impostazione sono gli stessi fatti nella figura precedente, mentre gli ultimi due riguardano la sfumatura e il “raggio” della sfumatura.

            Quindi il pacchetto pst-blur aggiunge appunto queste ulteriori parole chiave e parametri geometrici della sfumatura a quello che PSTricks riesce già a fare per conto suo, come è spiegato nelle prime righe della documentazione di pst-blur.

            OK, ammetto che avrebbe potuto essere più esplicito l’autore di questo pacchetto, ma è anche altrettanto evidente che pst-blur aggiunge qualcosa che deve essere già conosciuto, non è un pacchetto standalone, da usare da solo. Quindi bisogna conoscere il resto prima di usare questo pacchetto.

            Ragazzi, non sto qui a pontificare su come si usa PSTricks; l’ultima volta che io l’ho usato deve essere stato 20 anni fa; riconosco che è un pacchetto contenete un mucchio di funzionalità e permette di fare disegni bellissimi, ma lo trovo difficile e non lo uso mai; Ora vi potete immaginare che cosa oggi io abbia ricordato di quel che aveve visto 20 anni fa…; semplicemente sono andato a rivedermelo, per potervi commentare quanto ho scritto sopra. Quello che ho imparato in quasi trent’anni di uso di LaTeX è sapere dove si trovano le cose negli alberi del sistema TeX e andare a vedere che cosa c’è scritto dentro. Così dovreste fare anche voi; sotto il cofano del vostro motore di composizione preferito c’è praticamente tutto; aprite il cofano e guardateci dentro. Mi direte: ma non abbiamo tempo per fare queste esplorazioni sotto il cofano; io invece vi assicuro che non è tempo perso, anzi ve ne fa guadagnare moltissimo. Ricordate che quando noi vecchi abbiamo cominciato non esisteva la documentazione (se non il TeXbook e il Manuale di LaTeX, che però non erano in commercio in Italia, quindi bisognava ordinarli in libreria per poi riceverli dopo mesi e a un prezzo doppio del loro prezzo di copertina) e non esistevano i forum; abbiamo imparato ad usare Plain TeX e LaTeX andandoci a leggere i codici e cercando di capire quello che facevano. Ne eravamo gratificati dalla qualità dei risultati. 🙂

          • #91423
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            Una piccola annotazione: lo stesso autore ha anche scritto http://www.ctan.org/pkg/pgf-blur perciò credo che molte delle funzionalità di pst-blur siano anche state estese per TikZ.

            Nonostante ciò, credo che se si parla di TikZ, la soluzione migliore sia data dalle nuove funzionalità della versione 3.0.0. Eccone un esempio:`
            \documentclass[tikz]{standalone}

            \usepackage{tikz}
            \usetikzlibrary{decorations.text}

            \begin{document}
            \begin{tikzpicture}[decoration={text effects along path,
            text={text effects along path!}, text align=center,
            text effects/.cd,
            characters={text along path, text=red},
            character widths={text along path, xslant=0, yscale=1}}]
            \path [postaction={decorate}, preaction={decorate,
            text effects={characters/.append={yscale=1, opacity=0.5,
            text=gray,xshift=0.5pt,yshift=-0.5pt}}}]
            (0,0) — (4,0);
            \end{tikzpicture}

            \end{document}
            ` È tratto dalla pagina 604 del nuovo manuale, versione 19 Dicembre 2013, con qualche piccola modifica. Il risultato è il seguente:

            [attachment=880]ScreenShot2014-01-13at9.12.56AM.png[/attachment]

            Ciao
            Claudio

            Attachments:
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          • #91424
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            Ciao a tutti,


            @OldClaudio
            : sono d’accordo con te. Però c’è qualcosa che non capisco. Se in una guida inserisci delle figure che hai generato con del codice, perché non inserire il codice che le ha generate? In fondo si tratta di poco più che di un “copia e incolla”. Non sono d’accordo con l’approccio di alcuni autori di guide che “obbligano” gli utenti a fare “indagini” anche solo per realizzare degli esempi che sono riportati nella guida. Insomma, se sei l’autore di un pacchetto credo che sia soddisfacente sapere che lo usano in molti; non dovresti voler renderlo il più facile possibile? Con questo non voglio giustificare la mia pigrizia a volte a fare certe ricerche.

            La soluzione di usare [tt]pstricks[/tt] non mi piace molto, visto che ho scoperto che non può essere utilizzato con [tt]pdftex.[/tt] Preferisco di gran lunga [tt]TikZ[/tt] per diversi motivi, e consiglio a FulvioSaccoccia di passare all’uso di questo (tanto più che ora è disponibile una guida introduttiva in italiano redatta dagli autori dell’Arte).


            @cfiandra
            : come si può usare [tt]TikZ[/tt] versione 3.0.0 senza rovinare in qualche modo l’installazione di TeX Live? Credo che saperlo possa essere molto utile anche a FulvioSaccoccia.

            Ciao e grazie,
            Marco.

          • #91425
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            Marco87″ post=91020 @cfiandra: come si può usare [tt]TikZ[/tt] versione 3.0.0 senza rovinare in qualche modo l’installazione di TeX Live? Credo che saperlo possa essere molto utile anche a FulvioSaccoccia.

            Non è complicato, riporto la soluzione che ho usato io.

            Una volta scaricata la nuova release dal link reperibile in questo messaggio, occorre decomprimere il file: si aprirà una directory con tre sotto-cartelle, [tt]tex[/tt], [tt]source[/tt] e [tt]doc[/tt].

            A questo punto si apre la cartella con l’albero locale (su Mac è [tt]~Library/texmf/[/tt], per altri sistemi operativi i percorsi esatti sono riportati sull’Arte e sulla guida GuIT). Se non esiste, va creata; se già esiste, ma è vuota l’unica operazione da fare è copiare tutte e tre le sotto-cartelle di prima. Probabilmente invece, la cartella texmf ha già qualcosa all’interno: è normale se si vogliono usare pacchetti personali o non reperibili su CTAN senza doverli inserire ogni volta nella directory di lavoro. Nel mio caso c’erano già le directory [tt]tex[/tt] e [tt]doc[/tt]. Quindi ho copiato tranquillamente [tt]source[/tt], ho aperto la directory [tt]doc[/tt] e ho copiato il suo interno dentro la mia [tt]doc[/tt]. Ultimo passaggio in cui stare attenti: la cartella [tt]tex[/tt] di PGF 3.0.0 contiene 4 sotto cartelle. In genere, i pacchetti personali vanno inseriti in [tt]~/Library/texmf/tex/latex[/tt]: quindi si possono copiare all’interno di [tt]~/Library/texmf/tex[/tt] le tre sotto cartelle [tt]context[/tt], [tt]generic[/tt] e [tt]plain[/tt]. Per l’ultima, [tt]latex[/tt], bisogna copiare il suo contenuto, [tt]pgf[/tt] in [tt]~/Library/texmf/tex/latex[/tt]. In questo modo si è sicuri di non fare errori e sovrascrivere qualcosa che non andava sovrascritto.

            Ultima cosa: io ho dovuto dare da terminale [tt]sudo texhash[/tt] per aggiornare il database. Pensavo non fosse necessario con l’albero personale (in effetti mi sembra proprio che con Ubuntu non lo sia), ma alla fine è stato indispensabile.

            Ciao
            Claudio

          • #91426
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            Ciao,

            grazie per la risposta! Non sapevo se rispondere qui ho nel filone di “TikZ 3.0.0” (fatemi sapere se non va bene qui, che la cancella e la riporto nel filone giusto).

            […] per altri sistemi operativi i percorsi esatti sono riportati sull’Arte e sulla guida GuIT […]

            Purtroppo non è proprio così. Non ho idea del perché, ma sull’Arte sono stati tolti, e sulla guida del GuIT viene riportato il percorso per chi usa MiKTeX. In C ho una cartella “texlive”, e al suo interno ho due cartelle “2013” e “texmf-local”. La cartella “texmf” di cui parli va creata in una di queste due? Se sì, quale?

            Grazie e buon proseguimento,
            Marco.

          • #91427
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            Marco87″ post=91028Ciao,

            grazie per la risposta! Non sapevo se rispondere qui ho nel filone di “TikZ 3.0.0” (fatemi sapere se non va bene qui, che la cancella e la riporto nel filone giusto).

            […] per altri sistemi operativi i percorsi esatti sono riportati sull’Arte e sulla guida GuIT […]

            Purtroppo non è proprio così. Non ho idea del perché, ma sull’Arte sono stati tolti, e sulla guida del GuIT viene riportato il percorso per chi usa MiKTeX. In C ho una cartella “texlive”, e al suo interno ho due cartelle “2013” e “texmf-local”. La cartella “texmf” di cui parli va creata in una di queste due? Se sì, quale?

            Grazie e buon proseguimento,
            Marco.

            Su un mio vecchio file ho trovato:
            – Linux: ~/texmf/
            – Windows: C:\Documents and Settings\nome-utente\Documents\texmf\
            – Mac: ~/Library/texmf/

            Sulle guide però dovrebbe ancora essere spiegata da qualche parte la differenza tra albero locale e personale. Sul forum, da qualche parte, c’è senza dubbio.

            Ciao
            Claudio

          • #91428
            OldClaudio
            Partecipante
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              Marchetto, non so che cosa vuoi dire quando dici che la struttura degli alberi è spiegata sula guida GuIT solo per MiKTeX, ma nel §4.4 io ci leggo tutto quello che serve per sapere che cosa è l’albero personale; in particolare c’è scritto di consultare il documento tds.pdf con il comando texdoc tds che spiega la struttura degli alberi assunta dal sistema TeX, e, in particolare, seguita da TeXLive; per MiKTeX, forse c’è detto qualcosa di più, ma solo perché la ditribuzione MiKTeX non usa completamante la TeX Directory Syste (TDS per gli amici) descritta nel documento tds.pdf.

              Ciò premesso nella pagina 49, più precisamante nel seto coapoverso del §4.4 si legge:

              Ciò premesso, ogni utente farebbe bene a costruirsi un suo albero personale, conforme alla TDS, dove conservare le sue macro, i font che egli si crea, i pacchetti che si scrive; insomma tutto quanto gli sia strettamente personale e sia funzionale al funzionamento dei programmi del sistema TEX. Questo albero personale parte dalla cartella texmf che si trova nella sua $HOME; questo nome simbolico $HOME ha un significato diverso in ogni sistema operativo e deve essere diverso dalla ‘radice’ sulla quale sono innestati gli alberi installati dal programma di installazione. Normalmente questo nome simbolico rappresenta:
              • ~/ nei sistemi Linux;
              • ~/Library/ nei sistemi Mac OS X;
              • C:\Documents and Settings\⟨utente⟩\Documenti\ con l’installazione di MiKTEX sulle macchine Windows XP; sulle versioni Windowds Vista, Seven, Eight, vale C:\Users\⟨utente⟩\Documenti\;
              dove ⟨utente⟩ è il nome con il quale il particolare utente si è registrato sulla macchina.

              A me pare che ci sia scritto tutto quel che occorre; che cosa ti è oscuro?

              Aggiungo che sono d’accordissimo con te a proposito del fatto che non sarebbe stato difficile documentare meglio il pacchetto pst-blur. Permettimi un commento personale: le istruzioni per i compilatori di pacchetti da caricare su CTAN sono chiarissime sul fatto che i pacchetti debbano essere documentati adeguatamente. sono richiesti almeno tre file per ogni pacchetto (che a sua volta può contenere diversi file generati elaborando il pacchetto .dtx. Precisamente sono necessari almeno il file .dtx (Documented TeX file, che può essere auto-estraente oppure richiede un file con lo stesso nome e l’estensione .ins per estrarne i contenuti) un file manifest.txt e un file di testo README, senza estensione na deve essere solo testo. Il file .dtx è quello che contiene la documentazione e i file da estrarre; gli altri due debbono contenere le informazioni legali e le istruzioni per l’installazione. Compilando il file .dtx con pdfLaTeX si ottiene la documentazione; se il file è auto-estraente, si estraggono anche i fil di classe, di estensione, di definizione, di descrizione dei font, di definizione delle lingue, e compagnia bella.
              Ecco, la mia considerazione è questa: non hai idea di quanti pacchetti preziosi, non hanno documentazione alcuna, oppure ne hanno una ridotta a poche righe, assolutamente inutili; non hai idea di quanti pacchetti contengono solo documentazione in ostrogoto alto-medievale, lingua che evidentemente tutti conoscono come la lingua madre; capisco che se scrivi un pacchetto per comporre in mongolo (non è un nome scritto a caso) la documentazione sia in mongolo; è verosimile che chi vuol scirvere in mongolo conosca il mongolo anche se non è la sua lingua madre. Ma mi domando perché pacchetti di uso generale sono documentati solo intedesco, solo in litauano, solo in…; per gli altri è come si i pacchetti non fossero documentati. Confesso: ho scritto anch’io dei pacchetti con la documentazione in italiano , ma ho inserit anche la documentazione in inglese, spiegando come e perché avevo scritto una seconda documentazione in italiano. Forse non avrei dovuto farlo affatto, ma finora nessuno se ne è lamentato. TOPtesi è un tale pacchetto; viene usato anche all’estero; evidentemente la documentazione in inglese è sufficiente anche epr una persona che non conosce l’italiano.

              Ma, tornando a psf-blur, visto che la documentazione c’è, che cosa sarebbe costato all’autore di fare un po’ di copia/incolla per mostrare anche il codice sorgente dei suoi esempi? Va bene per uno che è abituato a leggere i codici sorgente, non è difficile andare a trovare come ha fatto a produrre i suoi esempi; ma sarebbe certo stato difficile per l’autore risparmiare a tutti la fatica di cercare il file sorgente; un principiante non lo saprebbe certo fare, non saprebbe nemmeno che cosa c’è dietro le quinte.

            • #91429
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              Ciao Claudio,

              hai perfettamente ragione. Usavo la versione della guida del GuIT del 12 maggio 2012 e, non so perché, mi facevo confondere dall’indicazione: “[tt]C:\Documents and Settings\[/tt]<utente>[tt]\Documenti\[/tt] con l’installazione di MiKTEX sulle macchine Windows”.

              Ora, comunque, mi rimane un problema. Nella cartella [tt]C:\Users\[/tt]<utente>[tt]\Documenti\[/tt] ho creato la cartella “texmf”. All’interno di questa ho copiato le tre cartelle “doc”, “source” e “tex” che ho trovato nel file che ha segnalato cfiandra, ovvero questo. Mi sono fermato qui, perché mi pare che già così rispetti le indicazioni che ha dato cfiandra. Però, se compilo il codice di [tt]TikZ[/tt] 3.0.0 che ha proposto, ricevo questo errore:

              ! Package pgfkeys Error: I do not know the key ‘/pgf/decoration/text effects/character widths’ and I am going to ignore it. Perhaps you misspelled it.

              Quello che ho provato a fare è stato quindi di eseguire da prompt dei comandi (con diritti di amministratore) il comando [tt]texhash.[/tt] Quello che vedo, però, è questo:

              C:\WINDOWS\system32>texhash
              texhash: Updating C:/texlive/2013/texmf-config/ls-R…
              texhash: Updated C:/texlive/2013/texmf-config/ls-R.
              texhash: Updating C:/texlive/2013/texmf-var/ls-R…
              texhash: Updated C:/texlive/2013/texmf-var/ls-R.
              texhash: Updating C:/texlive/2013/../texmf-local/ls-R…
              texhash: Updated C:/texlive/2013/../texmf-local/ls-R.
              texhash: Updating C:/texlive/2013/texmf-dist/ls-R…
              texhash: Updated C:/texlive/2013/texmf-dist/ls-R.
              texhash: Done.

              Non mi pare che venga presa in considerazione la cartella “texmf” che ho creato io, e infatti il codice di cfiandra continua a non essermi compilato. Cosa sbaglio?

              Grazie e ciao,
              Marco.

            • #91430
              OldClaudio
              Partecipante
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                Una possibile spiegazione è che tu non abbia creato una TDS; c’è scritto nella GuidaGuit che l’albero personale deve contenere una TDS, una TeX Directory Structure, e c’è scritto coma saper come è fatta leggendo con texdoc il documento tds.pdf.

                Per non sapere né leggere né scrivere, come si suole dire per intendere che si vuol fare una cosa senza sapere bene come fare (perché non si è letto, perché non si è capito, perché non si ha tempo di leggere, i motivi sono tanti), basta aprire il programmino del tuo sistema operativo che permette di vedere le cartelle e le loro strutture; poi basta andare a vedere come è fatta la cartella texmf-distr del sistema TeX e replicarne la struttura nel proprio albero personale. Non è necessario replicare la struttura completa, ma basta replicare quei rami dell’albero che interessano, salvo, eventualmente i rametti terminali che possono anche essere diversi (servono per contenere le cartelle dei propri file di classe, di stile, eccetera, personali, ed è giusto che abbiano nomi personali).

                Nella fattispecie texmd-distr contiene le cartelle: doc/, source/, tex/ oltre a tante altre.
                La cartella tex/ contiene fra l’altro le cartelle generic/ e latex/
                La cartella generic non contiene nulla relativa a tikz, ma la carella latex/ contiene molte cartelle i cui nomi cominciano con tikz.

                Ecco, allora nel tuo albero personale devi mettere la struttura delle parti che cominciano con tikz dentro a texmf/tex/latex/

                Similmente devi fare per le altre parti del pacchetto di tikz3.0.0.

                Stando alle istruzioni (che puoi leggere con texdoc texlive), che l’albero personale non richiede la presenza del file ls-R, il quale contiene il database dei nomi dei file; ciò nonostante devi essere sicuro che i programmi del sistema TeX vedano il tuo albero personale; per fare questo controlla che cosa ottieni scrivendo in una finestra comandi il comando `kpsewhich -var-value=TEXMFHOME`Sul mio Mac questo comando mi restituisce l’indirizzo [tt]/Users/claudio/Library/texmf[/tt]. A te deve restituirti qualcosa di simile, senza la cartella Library/, forse una stringa che comincia dalla radice del tuo disco C. Se non ti restituisce quella stringa, forse devi eseguire un restart del tuo sistema affinché kpsewhich possa disporre della nuova situazione di cartelle che non esisteva prima che tu le creassi. Le variabili d’ambiente come TEXMFHOME sono specifiche del sistema TeX; non sono generali come quelle del sistema operativo. Se il riavvio non basta, a rendere noto il significato di TEXMFHOME, allora bisogna andare a leggere con attenzione il manuale di TeXLive con texdoc texlive alla sezione dove si parla dell’albero personale. Finché kpsewhich non vede il tuo albero personale, non c’è nulla da fare con quanto ci metti dentro.

              • #91431
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                Ciao,

                grazie delle spiegazioni. Se eseguo il comando:
                `kpsewhich -var-value=TEXMFHOME`
                Ottengo questa risposta:

                C:/Users/Marco/texmf

                Ne deduco che [tt]kpsewhich[/tt] vede il mio albero personale. Ma l’errore di compilazione rimane.

                OldClaudio[…] nel tuo albero personale devi mettere la struttura delle parti che cominciano con tikz dentro a texmf/tex/latex/ […]

                Qui arriva il “complicato”. In quelle cartelle trovo solo dei file CLS, STY e TEX. Nella cartella “latex” del pacchetto [tt]TikZ[/tt] 3.0.0, invece, c’è una cartella “pgf” che contiene diverse altre sottocartelle, le quali contengono file STY e TEX. Cosa devo fare, spostare tutti questi singoli file direttamente nella cartella “latex”?

                Devo ammettere che anche dopo aver letto la guida del GuIT, la documentazione di [tt]texlive[/tt] e [tt]tds[/tt] sono ancora abbastanza confuso sul perché la cosa non funzioni. Non voglio mettere alla prova la pazienza di nessuno, e quindi non la tirerò avanti ancora molto. Al limite aspetterò l’uscita di [tt]TikZ[/tt] 3.0.0 su CTAN. 😉 Solo, speravo di riuscire a risolvere, anche per essere di aiuto a FulvioSaccoccia.

                Grazie mille e buona giornata,
                Marco.

              • #91432
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                Marco87″ post=91055Se eseguo il comando:
                `kpsewhich -var-value=TEXMFHOME`
                Ottengo questa risposta:

                C:/Users/Marco/texmf

                Ne deduco che [tt]kpsewhich[/tt] vede il mio albero personale. Ma l’errore di compilazione rimane.

                Attenzione, prima dicevi:

                Marco87″ post=91051Ora, comunque, mi rimane un problema. Nella cartella [tt]C:\Users\[/tt]<utente>[tt]\Documenti\[/tt] ho creato la cartella “texmf”.

                quindi se hai creato [tt]texmf[/tt] sotto [tt]\Documenti\[/tt] non può funzionare.

                Marco87″ post=91055Qui arriva il “complicato”. In quelle cartelle trovo solo dei file CLS, STY e TEX. Nella cartella “latex” del pacchetto [tt]TikZ[/tt] 3.0.0, invece, c’è una cartella “pgf” che contiene diverse altre sottocartelle, le quali contengono file STY e TEX. Cosa devo fare, spostare tutti questi singoli file direttamente nella cartella “latex”?

                Si, come dicevo nella procedura, se dentro la tua texmf ci sono già altri file, quello che devi fare è copiare la sottocartella pgf dentro la tua texmf nella directory latex.

                Ciao
                Claudio

              • #91433
                OldClaudio
                Partecipante
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                  Come dice @cfiandra, ci sono due cose che sembra non vadano; una è che kpsewhich vede il tua albero perosnale in [tt]C:/Users/Marco/texmf[/tt] e l’altra che dici di avere creato il tuo albero personale in [tt]c:/Users/Marco/Documenti/texmf[/tt]. Per la verità non dici esattamente così, ma dalle tue parole si evincerebbe quello che ho scritto qui. Forse ti sei espresso male, ma la struttura TDS la devi creare dentro la cartella che viene vista da kpsewhich. Se nella GuidaGuIT i fa riferimento a Documenti/ è perché la GuidaGuIT non può esssere aggiornata ad ogni modifica dei sistemi Windows che negli ultimi 10 anni hanno cambiato sistematicamente l’area personale. Quindi anche se viene esemplificato un path per larea personale, questa può valre per una delle versioni di Windows, non per tutte le versioni di Windows. Mi pare che ci sia scritto anche nella GuidaGuIT; contorllerò e se non ci fosse scritto, vedrò di modificare l’avvertenza.

                  L’altro “errore” discende da quel che ti ho detto io in modo corretto, ma funoso; infatti se tu hai sotto latex/ la cartelal pgf, allora è questa cartella pdf/ che devi caricare nel tua albero personale sotto latex/. Se guardi l’albero ufficiale texmf-distr. vedi che anche questo contiene la cartella pgf/ sotto latex/; contiene anche delle cartella che cominciano con “tikz” , ma se ci guardi dentro non ci trovii, per esempio, il file tiks.sty; ne segue che queste cartelle contengono moduli di estensione foriti da utenti volonterosi, ma che non fanno parte del pacchetto TikZ ufficiale. Se avessi cercato con le funzionalità del tuos sistema operativo il file tikz.sty l’avresti trovato sotto a texmf-ditr/tex/latex/pgf/frontendlayer/ e questo ti avrebbe dato una chiave per sapere dove mettere la cartella pgf di quanto hai scaricato.

                  Scusami, vedo che continuo a suggerirti procedure da mini-hacker; il tutto dovrebbe essere molto più semplice. Purtroppo non è così; nello stesso tempo se uno impara a esplorare il proprio disco, impara anche molte cose che tornano utili in molte circostanze impreviste o imprevedibili.

                • #91434
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                  Ciao a tutti,

                  ho risolto il problema. E, secondo me, c’è un errore nella guida del GuIT. Infatti nell’ultima versione leggo:

                  […] sulle versioni Windowds […] Eight, vale [tt]C:\Users\[/tt]<utente>[tt]\Documenti\[/tt]

                  A parte il fatto che è stato scritto erroneamente “Windows”, la cartella indicata non mi pare sia quella giusta. Infatti non concorda con quanto restituisce [tt]kpsewhich.[/tt] Quello che ho fatto è stato di creare la cartella [tt]C:\Users\[/tt]<utente>[tt]\texmf[/tt] e di aggiornare il filename database con TeX Live Manager. In questa cartella ho copiato le tre cartelle “doc”, “source” e “tex” presenti nel file di [tt]TikZ[/tt] 3.0.0 indicato da cfiandra. Ora la compilazione del codice di cfiandra termina senza alcun errore.

                  Vi ringrazio davvero molto per la pazienza. Spero che tutta questa discussione torni utile anche ad altri.

                  Grazie ancora e buona giornata,
                  Marco.

                • #91435
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                  Ciao,

                  scusami Claudio, avendo risolto mi sono messo a scrivere senza aver visto il tuo messaggio. Comprendo le tue motivazioni. Magari nella confusione di leggere di qua e leggere di là mi è sfuggito, ma non mi pare che ci sia scritto che il percorso potrebbe essere diverso. Se posso azzardarmi a dare un consiglio, metterei questa nozione più in vista, magari in una nota a piè di pagina proprio quando si fornisce il percorso [tt]C:\Users\[/tt]<utente>[tt]\Documenti\.[/tt]

                  Comunque grazie davvero. Ciao,
                  Marco.

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