Il sistema TeX e i tablet e microtype

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    OldClaudio
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      Cari amici, vorrei portare a vostra conoscenza alcune esperienze che ho fatto recentemente.
      Mi è stato chiesto da un editore di predisporre una classe epr pubblicare e-book.
      Vi sono due aspetti distinti in questa operazione: Uno è il formato degli schermi dei dispositivi handheld (che abbrevierò in HH), l’altro è il formato del file.
      Cominciamo da questo secondo punto: il formato forse più diffuso è il formato epub. Scrivere direttamente un file epub è una cosa che non ho nemmeno osato tentare, ma ho provato a trasformare quanto si può ottenere con i programmai del sistema TeX; l’esperienza con tex4ht permette di ottenere i file in codice xhtml ma poi quando uno va a vedere che cosa contiene si può mettere le mani nei capelli se il file latex da cui si è partiti contiene matematica, figure, tabelle, liste e compagnia. Visto il genere di documenti che scriviamo noi tutti frequentatori di questo forum, direi che questa strada è preclusa visti i risultati improponibili.
      In commercio ci sono alcuni programmai commerciali o gratuiti che dicono di poter fare il lavoro; una via è la seguente: si compila un sorgente LaTeX con pdflate e si produce il fiel PDF; questo lo si aprec on Adobe Acrobat Professional e lo si converte in formato docx; il risultato è già degradato a questo punto, am è facilmente editabile per esempio con LiBreOffice Writer; Questo programma permette di salvare il risultato in formato epub. Risultato improponibile, nuovamente! Un altro è il programma shareware Wondershare PDF converter o in sostituzione il programma Wondershare PDF editor; permette di passare direttamente dal file PDF al file EPUB, ma ancora il risultato è improponibile. Tutte queste conversioni potrebbero forse andare bene con un documento che contenga solamente testo; si perdono alcune cose strada facendo, come i titoli in nero e altre cosette del genere, ma poi tutto sommato il testo epub è accettabile. ma appena appena ci si mette dentro qualcosa che non sia puro testo, qui vengono i capelli dritti.

      Secondo argomento: un altro formato che va bene per gli e-book è il formato PDF; siccome il formato di uscita è rigido e non si adatta automaticamente alle dimensioni delo schermo come succede con il formato epub, ciò si ingrandisce o rimpicciolisce per presentare la pagina a pineo schermo, am non si ricompone come succede con il formato epub. Per mantenerne la leggibilità bisogna creare il PDF con le dimensioni giuste o quasi perché l’ingrandimento o il rimpiccilimento non siano eccessivi e non presentino sullo schermo caratteri da prima elementare o caratteri da leggere col microscopio.

      Ho creato la classe che mi veniva richesta con le opzioni per gli schermi. invece che per la carta; per ora ho esaminato solo uno schermo grando come quello dell’iPad, poco più piccol di una pagina B5, e uno schermo piccolino come quello del galaxy TeX3 da 7pollici, che è poco più piccolo di una pagina A6.
      L’esperienza non è cattiva, ma ho voluto provare a comporre con i tre programmi pdfLaTeX, XeLaTeX e LuaLaTeX per vedere se ci siano delle differenze significative; in ogni caso la classe prevede l’uso di microtype e da sola riconosce quale sia il motore di composizione, adattando le chiamate ai vari pacchetti a seconda del motore.
      Tutto bene, ma cis sono alcuni commenti da fare in merito si risultati che ho ottenuto con un file di prova prevalentemente testuale, am contenete matematica tabelle, figure singole o anche figure affiancate, ciascuna con la sua didascalia, liste di ogni genere, cambiamenti di carattere, compreso il teletype, indice generale con il collegamenti ipertestuali, e i collegamenti ipertestuali interni al documento stesso. Un tipico documento di quelli che siamo abituati a produrre.

      Ripeto tutto bene; i commenti riguardano i tempi di compilazione, la qualità del PDF, l’ingombro finale.

      1) tempi di compilazione: pdfLaTeX il più veloce; XeLaTeX appena un poco più lento; LuaLaTeX lentissimo, in rapporto almeno 10 a 1 rispetto ai temi di pdfLaTeX. Mi domando perché.

      2) qualità; con lo schermo grande al qualità è ottima; con lo schermo piccolo bisogna intervenire per ridurre el dimensioni di certe tabelle, di certe figure e persino della matematica; quindi bisogn stare molto attenti di quel che si vuole produrre; il problema principale è la matematica, anche componendo in corpo 10, perché alcune formuel a piena pagina sullo schermo grande possono richiedere uno scalamento alla metà, quindi possono diventare leggibili solo col microscopio.
      La presenza di microtype si fa sentire: infatti con pdfLATeXe LuaLaTeX che impiegano microtype anche per l’espansione dei caratteri, non solo con la protrusione fuori dei margini, la composizione viene molto meglio e le righe che sformano sono poche; si aggiustano di solito piuttosto bene con l’aiuto alla sillabazione o con qualche raro capoverso composto in stile sloppy, ma tutto sommato sono solo pochi ritocchi. Invece XeLaTeX che usa microtype solo per la protrusione ha moltissime righe che sforano e l’aggiustamento richiede un lavoro non da poco — naturalmente con lo schermo piccolo, perché con lo schermo grande non ci sono problemi compositivi con nessuno dei tre programmi.

      3) ingombro in memoria: le dimensioni dei file non differiscono molto conla composizione a schermo grande o con quella a schemro piccolo; quelle del file di prove con lo schermo piccolo sono: pdfLaTeX 1,317,339 byte; LuaLaTeX 828,220 byte; XeLaTeX 68,081 byte. Queste enormi differenze di contenuto informativo dentro i rispettivi file mi hanno stupito moltissimo e non ho spiegazioni convincenti; probabilmente XeLaTeX è il più snello perché non ricorre all’espansione dei font richesta da microtype; perché i file PDF prodotti da LuaLaTeX e da pdfLaTeX differiscano di circa mezzo megabyte mi stupisce e non trovo spiegazione; è vero che la qualità della compressione del contenuto è migliore con LaaLaTeX, ma continua=o a essere stupito dell’ammontare.

      Conclusione: con lo schemro grande ci si può anche rilassare e usare il font normale di 12pt, mente con lo schermo piccolo bisogna necessariamente usare il font base di 10pt; tuttavia la qualità degli schermi che ho avuto occasione di provare è tale che leggere sulla carta o sullo schermo è la stessa cosa.

      Spero che questi risultati possano esseere interessanti; se qualcuno, però, ha suggerimenti diversi per produrre risultati migliori, crdo che il nostro gruppo possa apprezzare e quindi speroc he questo lungo messaggio possa vere qualche intervento da parte di altri frequentatori.

      Ciao
      Claudio

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      • #91731
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        Intanto grazie per aver condiviso la tua esperienza!

        OldClaudio” post=91279Cominciamo da questo secondo punto: il formato forse più diffuso è il formato epub. Scrivere direttamente un file epub è una cosa che non ho nemmeno osato tentare, ma ho provato a trasformare quanto si può ottenere con i programmai del sistema TeX; l’esperienza con tex4ht permette di ottenere i file in codice xhtml ma poi quando uno va a vedere che cosa contiene si può mettere le mani nei capelli se il file latex da cui si è partiti contiene matematica, figure, tabelle, liste e compagnia. Visto il genere di documenti che scriviamo noi tutti frequentatori di questo forum, direi che questa strada è preclusa visti i risultati improponibili.

        Purtroppo credo sia un problema intrinseco agli ePub (come penso qualsiasi formato di ebook). Gli ebook non sono un granché per qualsiasi cosa diversa da testo + qualche piccola immagine. Il modo più semplice di inserire delle formule è quello di renderle in PNG o SVG e includerle come immagini. L’ultima versione delle specifiche degli EPUB, la numero 3, prevede la possibilità di inserire formule matematiche come MathML, ma (1) non so quanti nuovi dispositivi supportino questa versione dell’EPUB, sicuramente tutti i più diffusi ereader finora usciti non la supportano, (2) nel caso di formule particolarmente complesse i risultati non credo siano paragonabili a una formula prodotta da LaTeX su un PDF (3) non ho idea di come vengano rese le formule lunghe sugli schermi piccoli (strabordano? vanno a capo automaticamente? con quali criteri?).

        OldClaudio” post=912791) tempi di compilazione: pdfLaTeX il più veloce; XeLaTeX appena un poco più lento; LuaLaTeX lentissimo, in rapporto almeno 10 a 1 rispetto ai temi di pdfLaTeX. Mi domando perché.

        Può essere il caricamento dei font? http://tex.stackexchange.com/questions/75118/why-does-it-take-lualatex-so-long-to-load-fonts-and-can-i-speed-it-up

        OldClaudio” post=912793) ingombro in memoria: le dimensioni dei file non differiscono molto conla composizione a schermo grande o con quella a schemro piccolo; quelle del file di prove con lo schermo piccolo sono: pdfLaTeX 1,317,339 byte; LuaLaTeX 828,220 byte; XeLaTeX 68,081 byte. Queste enormi differenze di contenuto informativo dentro i rispettivi file mi hanno stupito moltissimo e non ho spiegazioni convincenti; probabilmente XeLaTeX è il più snello perché non ricorre all’espansione dei font richesta da microtype; perché i file PDF prodotti da LuaLaTeX e da pdfLaTeX differiscano di circa mezzo megabyte mi stupisce e non trovo spiegazione; è vero che la qualità della compressione del contenuto è migliore con LaaLaTeX, ma continua=o a essere stupito dell’ammontare.

        La risposta è di nuovo nei font: [tt]xelatex[/tt] e [tt]lualatex[/tt] comprimono i font, in maniera diversa, [tt]pdflatex[/tt] no:
        http://tex.stackexchange.com/questions/54435/pdf-file-size-with-lualatex-vs-xelatex
        http://tex.stackexchange.com/questions/14102/file-size-difference-between-xelatex-and-pdflatex
        http://tex.stackexchange.com/questions/137451/why-does-lualatex-produce-smaller-files-than-pdflatex-in-this-example

        Risultati di un test su un uguale documento compilato con i tre diversi motori:
        `% pdffonts lualatex.pdf
        name type emb sub uni object ID
        ———————————— —————– — — — ———
        NBMKCE+LMRoman10-Regular CID Type 0C yes yes yes 4 0
        % pdffonts xelatex.pdf
        name type emb sub uni object ID
        ———————————— —————– — — — ———
        OOYSRC+CMR10 Type 1C yes yes no 4 0
        % pdffonts pdflatex.pdf
        name type emb sub uni object ID
        ———————————— —————– — — — ———
        WPOZJD+CMR10 Type 1 yes yes no 4 0`

        OldClaudio” post=91279Spero che questi risultati possano esseere interessanti; se qualcuno, però, ha suggerimenti diversi per produrre risultati migliori, crdo che il nostro gruppo possa apprezzare e quindi speroc he questo lungo messaggio possa vere qualche intervento da parte di altri frequentatori.

        Qui https://github.com/GuITeX/guidaebooklatex c’è la bozza di una guida di Pietro Giuffrida sulla produzione di ebook con LaTeX. Anche se sono interessato agli ebook, non l’ho mai letta perché non ho ancora avuto modo di cimentarmi nell’avventura di generare un ebook a partire da un sorgente LaTeX, però potrebbe esserci del materiale interessante (anche se mi sembra ancora in uno stato molto embrionale).

      • #91732
        OldClaudio
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          Grazie @elrond per le tue informazioni. Certo che la spiegazione per quel che mi sorprende devono esserci, ma resto comunque stupito per la grande influenza che la compressione dei font esercita sulle grandezze finali, visto che tutti includono un subset dei glifi contenti nei font, e questi subset sono numericamente uguali epr tutti e tre i risultati.; inoltre l’espansione dei font non sembra più costruita partendo da font creati apposta come era nelle versioni iniziali di microtype, ma la cosa sembra che si ottenga direttamente con comandi interni del linguaggio pdftex che sta sotto ai due motori che lo usano.

          Grazie mille. e grazie anche del link alla guida tematica in costruzione. La leggerò sicuramente; ne avevo gia visto un primissimo abbozzo; nel frattempo ho letto degli ebook ePub sull’argomento e ora ho un’idea piuttosto precisa di quello che c’è dentro la scatola.ho anche trovato un editor con interfaccia grafica per creare direttamente file epub, si chiama Simil; l’ho scaricato, ma non l’ho ancora installato; è software libero.

          Le preoccupazioni che condividi è che, appunto, si tratti di formati basati sul xhtml che non conosce il concetto di pagina, ma conosce solo il concetto della finestra dove deve presentare il risultato a schermo, quindi, come nei WYSIWYG, il concetto base è che devono essere velocissimi per presentare il risultato, e questo va a scapito di quello che possono maneggiare.
          In un articolo di qualche anno fa su ArsTeXnica, Kaveh Bazargan aveva presentato un software della sua ditta per ricomporre al volo ogni testo in pdf e per al volo intendo con la stessa velocità con cui si sposta il tablet dal verticale all’orizzontale. Ne ha fatto una dimostrazione e noi presenti siamo rimasti affascinati. Il punto importante è che aveva trovato il modo di far fare in tempo reale la ricomposizione a Plain pdfTeX in modo da essere competitivo con la velocità degli altri formati basati su html, ma senza gli inconvenienti di questi ultimi. Peccato che il programma sia proprietario della sua ditta; non so come e achi lo venda, ma certamente non è di pubblico dominio.
          Vedi TEX as an ebook reader

        • #91733
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          Ricordo il lavoro di Alberto Pettarin, che si occupa della questione almeno dal 2011.
          http://www.guitex.org/home/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=6&id=64036&Itemid=71&lang=it


          @Claudio

          Hai fatto benissimo a sollevare la questione. Se è vero che fra qualche anno dovremo accettare che una parte delle pubblicazioni sarà in formato elettronico, bisognerà fare i conti con l ePub. E questo a prescindere dalla complessità del documento.

          Ciao
          Ivan

        • #91734
          OldClaudio
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            Grazie Ivan del link al vecchio messaggio; vodo che nella linea di discussione hai partecipato anche tu.

            Ma vedo anche che le conclusioni relative al software disonibile nel 2011 sono più o meno quelle che ho indicato io: gli epub si creano bene se non c’è nient’altro che testo.
            Nota che la strada tex4ht l’ho provata anch’io con le opzioni per ottenere la matematica in MathML, ma il risultato che ho ottenuto è pessimo, per non dire impresentabile.

            In sostanza io ho concluso, differentemente dal messaggio inziale di quel filone, che il formato PDF, benché non si riformatti automaticamente alle dimesnsioni dello schermo, è ancora usabile bene /benino fino a schermi di 7″ di diagonale; se si scende agli SmartPhone, iPod e simili “giocattolini” tascabili, non vale la pena perderci tempo, perché la finestra di lettura è decisamente troppo piccola; non sarebbe adatta nemmeno per un formato epub “senza matematica”; già sul 7″ una formula un po’ complessa deve venire scalata troppo per farla stare nella larghezza delleo schermo( 90mm meno 5mm per lato per dare un po’ di respiro alla pagina lasciano 80mm per il testo e la matematica; decisamente pochi).

            La presentazione di Pettarin conclude per: formato PDF per schermi grandi; formato epub per schemri di meno di 6″ per testi con pochissima matematica elementare.

            Magari oggi ci sono dei reader che accettano anche lo standard MathML, quindi certe limitazioni del 2011 non ci sono più, ma resta il punto che non puoi scrivere matematica seria su uno schermo di 6″ o più piccolo. Io per ora suggerirei di usare sulo il formato PDF; gli esperimenti che ho fatto con il mio Galaxy da 7* mi dimostrano che ci vule un po’ di lavoro per arrivare al risultato senza righe che escono dallo schermo, ma si può fare e ne vale la pena.

          • #91735
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            Anche io mi sono posto questi questioni. Avendo un kindle sarebbe l’ideale avere degli ebook fatti a regola d’arte come latex sa fare.
            Dal basso della mia ignoranza posso dire ciò che io ho fatto con libri di pubblico dominio che spesso si trovano in rete sotto coma di orrendi pdf creati a partire da file word e impostati per fogli a4.

            Semplicemente faccio un grosso copia, e incollo in un file latex con questo preambolo:
            `
            \documentclass[10pt]{book}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[a6paper]{geometry}
            \usepackage[english,italian]{babel}
            `

            Poi ci gioco un pò (tutte scuse per perdere tempo a cazzeggiare con latex) e me lo imposto come dico io improvvisandomi book designer della prima ora.
            Nulla di trascendentale, semplicemente magari modifico il numero a piè di pagina, elimino piedi e testatine e lascio solo il numero al centro.

            Per la matematica formule troppo lunghe sono da evitare questo si, ma in generale posso dire che nonostante siano file pdf il risultato di lettura sul kindle è ottimo.

          • #91736
            dianoia
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              La versione ebook del Latex Companion secondo voi è stata curata con LaTeX.
              Obiettivamente fa la sua figura in tutti i formati, a giudicare da questa recensione:
              http://tex.blogoverflow.com/2013/10/the-latex-companion-ebook/
              Mi sembrava di aver letto da qualche parte delle informazioni sulla sua realizzazione, in cui spiegava che tutte la matematica è stata trasformata in immagini e quindi importata, però non riesco più a trovare la fonte.

              Secondo la mia opinione – niente di più che la mia opinione – cercare di ottenere dei pdf da destinare agli ebook readers non è allo stato attuale una soluzione vincente, perché le differenze tra un dispositivo e l’altro possono anche essere significative, e l’utente medio finirebbe per sopportare una resa mediocre o rinunziare al prodotto. Quei cosi, almeno allo stato attuale, vogliono html, e html bisognerebbe dargli.

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