Re: Classe book Wiley e problemi

#94678
OldClaudio
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    Spir4L” post=94294Ciao a tutti,

    ho per caso trovato online le documentclass WileySev e WileySix che, unite al pacchetto w-bookps, permettono di editare un libro nel classico stile della Wiley, rispettivamente in formato 6”x9” e 7”x10”.
    Sono entrambi facilmente scaricabili dalla pagina The Wiley Book style o qui.
    Veniamo al dunque:
    mi piacerebbe provare a redarre la mia tesi di dottorato sfruttando questo stile. Non riesco, però, purtroppo a ottenere con la classica opzione “twoside”
    un formato stampabile fronte-retro. Ho provato a spulciare nel file sty e nel pacchetto ma non ho trovato nulla che indichi come fare.
    E’ presente un comando per mostrare i crops delle pagine ma il problema non viene risolto.

    Qualcuno familiare con questo pacchetto o con le idee più chiare di me potrebbe aiutarmi? Grazie mille

    Primo: cominciamo dal redarre; questo indica che il caldo ha colpito anche te; suppngo che tu sappia beneissimo che redarre non esiste; quindi l’unica spegazione è l’effetto della calura.

    Poi veniamo al secondo punto; le classi della Wiley non sono standard, quindi, hai fatto bene a mettere i link da dove scaricarli, ma ci vuole un po’ di tempo per studiarle.
    Non è vietato usare classi poco standard o non standard per niente. L’installazione del sistema TeX completa, mette a disposizione dell’utente tante di quelle classi standard, poco standard e non standard, che sembra impossibile che ci si possa rivolgere a classi che non sono nemmeno distribuite con il sistema TeX. Aggiungo che ci sono classi, come memoir, tanto per fare un esempio, con le quali si dispone di tali e tanti comandi di personalizzazione, che sembra impossibile poter desiderare di più.

    Tuttavia se le classi della Wiley non sono caricate su CTAN e non sono distribuite con le varie distribuzioni del sistema TeX, viol dire che non sono classi con licenza librea; perciò o scrivi per la Wiley o non usi le classi della Wiley; non vedo altre possibilità.

    Supponiamo che tu sappia già che la tua tesi di dottorato verrà pubblicata dalla Wiley allora visto che le stampanti di cui disponiamo in Italia e la cara che usano è generalmente in formato ISO UNI A4, i formati di 6″ x 9″ (152mm x 229mm) o di 7″ per 10″ {178mm x 254mm — questo è molti simile al formato ISO UNI B5, ma la carta di questo formato è praticamente impossibile da comprare in Italia; bisogna ordinarla apposta alla Cartiera} non coprono una pagina A4, è molto difficile che tu possa stampare fronte retro con le pagine recto e verso sui due lati dello stesso foglio in posizioni corrispondenti in modo che le gabbie ideali che racchiudono i due testi si corrispondano anche guardando la pagina in trasparenza.

    La classe memoir permette di definire uno stock paper di un formato e una pagina di un altro formato più piccolo e di collocare il recto e il verso delle pagine nella posizione giusta del fronte e del retro del foglio stock paper. Probabilmente le classi della Wiley si accontento dei crocini sulle pagine virtuali di un file PDF, eprché poi per stampare, cioè per produrre de lastre offset da montare sulle apposite macchine, possono eseguire le imposizioni delle cacciate mettendole con i crocini in corrispondenza; e così fanno quasi tute le tipografie abbastanza avanzate.

    Perciò la domanda è la seguente: te la stampi in casa con la tua stampante in modalità fronte/retro o l’affidi a una copisteria/tipografia sufficientemente dotata di software e hardware per poter eseguire le imposizioni?

    PS: Ho cominciato a dare un’occhiata alle due classi e al pacchetto per gesire i font; tutti scirtti da Ami Hendrickson, persona molto in gamba, ma abituata a scrivere codice nativo di TeX, o codice Plain TeX. il file w-bookps.sty che solo l’estensione che ricorda LaTeX; tutti i file sembra che siano stati recentemente rivisitati negli anni 2011-2012, ma mostrano i segni del tempo; oggi nessuno scriverebbe più classi in quel modo e in particolare non userebbe più il formato PS (o EPS), perché oggi si unsa il formato PDF. Non solo ma il NFS (New Font Selection Scheme risale al 1994, ma la signora Hendrickson non ne fa uso).
    Ammetto, non ho provato nemmeno a compilare l’esempio fornito con ciascuno dei due file .zio, ma me ne è passata la voglia soltanto guardando il codice. Magari viene benissimo, anche con i Times, Helvetica e Courier, ma a mio parere questi famosi font sono fatti per essere usati in corpo 10pt, e rimpicciolendoli per i pedici diventano troppo sottili, e ingrandendoli per i titoli vengono troppo neri. Probabilmente all Wiley non importa, perché tanto all /wiley usano solo il file sorgente con classi che magari si chiamano nello stesso modo, ma usano i font di casa Wiley. Un consiglio di una persona prevenuta: lascia perdere, non usare queste classi per la tesi di dottorato, al massimo imitane il risultato usando font professionali dotati di corpi ottici (i Latin Modern, per esempio) e usando una classe configurabile per ottenere il disegno della pagina, e le pagine tecniche simili a quelle della Wiley, se ti piacciono. Tra le classi configurabili c’è la classe memoir, che ti ho già segnalato, le a classe scrbook della collezione Koma Script. Esistono poi una infinità di pacchetti che ti permettono di ottenere effetti speciali, per esempio ClassicThesis, ArsClassica; le classi tesiclassica e tesimoderna, basate su quei pacchetti; e, secondo il mio parere, la classe suftesi molto configurabile, tranne in alcuni aspetti che sono esplicitamente esclusi dalla personalizzazione; leggine la documentazione, e ti rederai conto di quel che voglio dire. Questa classe prevede già dei formati minori per scrivere testi/volumi più piccoli; ovviamente richiedono l’intervento di una tipografia/copisteria attrezzata.

    PPS: Ho aperto il file w-bksampleTypeset.pdf con Adobe Reaer: ho cliccato md+D (sul Mac; sul PC dovrebbe essere ctrl+D) e si apre la finestra che riporta le proprietà del documento; il file 5″ x 9″ non è composto su carte di quelle dimensioni ma su carta 8.5″ X 11″, che è il formato americano letter. INoltre i font usati sono i Computer Modern per la matematica, e i Nimbu*** per gli altri font testuali; È stato chiaramante composto in formato PS poi tradformato in PDF probabilmente usando ghostscript che esegue le sostituzioni con i font Nimbus; dubito che sia stato composto con pdftex, meno che mai in una versione recente, anche se il pannello lo dice; probabilmente lo si è usato per introdurre alcune limitazioni d’uso.

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