Esperienze non troppo felici di conversione da Latex a ebook

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    Salve a tutti,

    il mio editore, completata la pubblicazione cartacea di un libro che mi sono incaponito a scrivere in LaTeX, nonostante le sue preghiere di lasciarglielo impaginare con InDesign, vuole ora che sia prodotto il formato epub (almeno).

    Come tutti sapete la cosa non è affatto scontata e indolore. Ho pensato di raccontare qui le mie scarne esperienze di conversione da da LaTeX a ebook, non esaltanti per la verità. Le racconto ugualmente, sia nella speranza di far risparmiare tempo a chi muova i primi passi che con lo scopo di chiedere aiuto e consigli.

    Ho tentato essenzialmente due vie:

    1) pandoc per andare da LaTeX a epub e poi cercare di sistemare in Sigil il risultato ottenuto.

    2) Tentare la via ebook-convert (che da quello che ho capito dovrebbe essere legato al programma Calibre).

    Vediamo la prima via.

    Prima cosa stranissima: pandoc non sa trattare il comando \input. Se avete dei capitoli in file separati dovete inserirli nel file principale manualmente. Altrimenti non se ne parla.

    Dopo di che la conversione in epub funziona e Sigil è in grado di aprire il risultato. Neanche male, a prima vista. Il problema è che saltano completamente indici, riferimenti bibliografici, riferimenti incrociati. Per un libro di 430 pagine con 1500 note, 300 riferimenti bibliografici, 500 riferimenti incrociati, 6000 voci di indice, la ricostruzione manuale è un lavoro di considerevole entità.

    Fine della via 1, per il momento.

    Vediamo la seconda.

    Se non ho frainteso, prima di applicare ebook-convert occorre avere l’HTML del testo. Sembra si possa ottenere con latex2html. Istallato il programma (mi pare non più manutenuto), e dato il comando latex2html mio_file_principale.tex ricevo il messaggio di errore:

    Error: No such image type ”.
    This installation supports (first is default):

    Pensando ci fossero problemi con le 4 immagini contenute nel testo (1 PNG e 3 PDF) ho rimosso completamente le istruzioni che le riguardavano. Ma l’errore rimane identico.

    Fine della seconda via, per il momento.

    Qualche idea per muoversi?

    Grazie e un saluto cordiale
    Marco

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    • #95099
      OldClaudio
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        Caro Marco,
        l’argomento e-book è già stato trattato su questo forum e credo di aver contribuito anch’io qualcosa, ma non molto importante.

        Ho lavorato e sto lavorando ancora ad un procedimento per la casa editrice che di solito pubblica i miei scritti, per produrre e-book. `Naturalmente io produco per questa casa editrice ciò che conosco, se lo conosco bene; altrimenti le espongo le mie difficoltà.

        Se non ricordo male, Calibre ha la funzione di conversione partendo dall’HTML e dal formato DOC(X); Mi pare che possa provarci anche con il formato PDF,; in ogni caso i risultati sono generalmente penosi; dipende dal contenuto del testo, ma sostanzialmente la cosa funziona solo con sorgenti puramente testuali, senza note, senza figure, e senza una quantità di cose che LaTeX può produrre facilmente nel file PDF di uscita, ma che il convertitore non riconosce. Inoltre la scelta dei font svanisce; se si cerca di inserire delle immagini bisogna farlo dopo la conversione, usando una adeguato editor di e-pub, come Sigil; il sezionamento a livello di capitoli sembra che rimanga, ma sezionamenti di livello subordinato sono persi. Se si allarga o si restringe la finestra di visualizzazione dell’e-book/EPUB [uò darsi che il ocnvertitore cerchi di dividere in sillabe in fin di riga ma lo fa con le regole inglesi. (0er la verità ho provato diversi convertitori, e non ricordo quale dividesse in sillabe con le regole inglesi. In ogni caso questo succede anche con il file prodotto da Sigill.

        Non sono riuscito a mettermi in comunicazione con l’autore di Sigil, per richiedergli la gestione diretta della matematica, della sillabazione e di alcune altre cose.

        Tuttavia i risultati meno indecenti li ho ottenuti come hai fatto tu con pandoc+Sigil; sempre indecento sono, ma un po’ meno che con altri convertitori;

        Nota che Adobe Acrobat Professional XI, ottimo sotto molti aspetti, ha integrato un convertire PDF -> DOCX e anche un convertitore automatico PDF -> EPUB; ma anche epr questa via i risultati sono indecenti se il file PDF è ottenuto con LaTeX; un po’ meno indicenti se il file PDF è ottenuto con Word e se il contenuto del file NON contiene matematica, immagini in formato diverso dal PNG, note di qualunque genere, lista puntate o numerate, e ogni altra cosa così utile e facile da ottenere con LaTeX.

        Sembra che InDesign sia in grado di eseguire la conversione diretta PDF -> EPUB; non l’ho provato perché ho già speso troppi euro cercando di acquistare software commerciale che prometteva conversioni perfette, e elaborazioni dei file PDF eccezionali, ma ho buttato via i miei soldi, preferendo rinunciare al rimborso, ma togliendomi la soddisfazione di scrivere al servizio clienti di quelle ditte quello che pensavo del loro software e del loro servizio di assistenza — non faccio nomi per ovvi motivi.

        Io non ho intenzione di imparare a scrivere in HTML, né in XML, né in MathML, quindi rinuncio al formato EPUB.

        Devo anche dire che il formato EPUB basato sull’HTML, ha i limiti di questo linguaggio, in particolare non ha il concetto di pagina, che invece è uno dei punti di forza di LaTeX e del formato di uscito PDF; in epub gli indici sono formati mediante collegamenti ipertestuali ai titoli si sezioni e sottosezioni; le note sono quasi impossibili, perché vanno sempre a fine documento (cioè dove nessuno le legge — non voglio generalizzare sulla base della mia esperienza, ma quando ho per le mani libri veri o testi elettronici che dispongono di note di fine testo, non mi sogno nemmeno lontanamente di andarle a leggere; già una nota nel corpo della pagina ti obbliga a spostare lo sguardo da un’altra parte, perdendo il filo della lettura, ma se poi una nota è a fine libro, la distrazione e l’interruzione del filo della lettura è ancora più deleterio).

        Allora?

        Allora la soluzione che ho trovato è quella di creare una classe LaTeX che legge in un file di configurazione il formato dello schermo per il quale produrre un e-book e poi la classe compone il testo col mark-up LaTeX in un file PDF, la cui pagina virtuale ha le dimensioni dello schermo. Tutti i lettori di e-book, i vari tablet, iPad grandi e mini, dispongono di un visualizzatore di file PDF All’occorrenza esiste l’Adobe Reader.app, che legge e riproduce i file PDF in modo migliore dei visualizzatori di serie. Inutile dire che questa app non è disponibile per diversi smartphone; ma per i visualizzatori più grande essa è disponibile; Io dispongo di un Galaxy Tab 3 e la cosa funziona benissimo.
        \Nel creare la classe bisogna fare attenzione ad un certo numero di controlli per rimpicciolire, solo se fosse necessario, alcune cose troppo grandi, come tabelle, sistemi di equaioni, eccetera, ma la cosa non è tragica, perché quando si legge basta strisciare due dita per allargare l’immagine; oppure basta ruotare il lettore di 90 gradi e il tutto diventa più grande da solo.

        In sostanza la “mia” casa editrice ha accettato questa soluzione e produrrà e-book in formato PDF adatti allo schermo specificato dal cliente; epr organizzazioni di maggiori dimensioni basta predisporre tre o quattro versioni PDF per formati standard e queste vengono lette benissimo, magari senza riempire lo schermo se il rapporto di forma della pagina è diverso da quello dello schermo, ma è accettabile.

        Spero che fra i frquentatori del forum ci sia qualcuno con esperienze migliori con la produzione di e-book a partire da sorgenti LaTeX.

      • #95100
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        Grazie OldClaudio per la tua esauriente risposta.
        In realtà, quello che mi prospetti come problema principale (la mancanza del concetto di pagina in HTML) non è tra le cose che mi angustia maggiormente. In fin dei conti, se le note compaiono alla fine del capitolo, non è una tragedia, esistendo il link ipertestuale che ti riporta al punto in cui si trova la nota, una volta che l’hai letta.
        Il mio problema è piuttosto che il comando latex2html neanche mi parte, dandomi l’errore che ho riferito. Quindi si tratta di una via che non posso neanche cominciare. Naturalmente non so se latex2html, a differenza di pandoc, mi possa restituire voci di indice e riferimenti incrociati. Non è che ci speri molto, ma volevo almeno verificarlo.

        Interessante la soluzione della classe con le dimensioni del dispositivo mobile preimpostate per il pdf finale. Perdona la domanda: è una classe tua privata o l’hai resa disponibile alla comunità?

        Grazie ancora e un saluto cordiale
        Marco

      • #95101
        OldClaudio
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          mstorti” post=94734Grazie OldClaudio per la tua esauriente risposta.
          In realtà, quello che mi prospetti come problema principale (la mancanza del concetto di pagina in HTML) non è tra le cose che mi angustia maggiormente. In fin dei conti, se le note compaiono alla fine del capitolo, non è una tragedia, esistendo il link ipertestuale che ti riporta al punto in cui si trova la nota, una volta che l’hai letta.
          Il mio problema è piuttosto che il comando latex2html neanche mi parte, dandomi l’errore che ho riferito. Quindi si tratta di una via che non posso neanche cominciare. Naturalmente non so se latex2html, a differenza di pandoc, mi possa restituire voci di indice e riferimenti incrociati. Non è che ci speri molto, ma volevo almeno verificarlo.

          Interessante la soluzione della classe con le dimensioni del dispositivo mobile preimpostate per il pdf finale. Perdona la domanda: è una classe tua privata o l’hai resa disponibile alla comunità?

          Grazie ancora e un saluto cordiale
          Marco

          Come ti ho detto, con pandoc ho ottenuto i risultati meno indecenti. Non mi sono preoccupato di vedere che cosa succede con le note, con lindice e con i riferimenti ipertestuali interni. Ma certo bisogna lavoraci sopra molto con Sigil. Se si tratta di solo testo la strada è percorribile. Le tre figure PDF che hai inserito trasformale in PNG e poi con Sigil le inserisci e le “linki” come vuoi. Se configuri bene la linea di comando con le opzioni giuste in relazione al tuo testo, riesci ad ottenere di più, ma certamante la trasformazione LaTeX ->epub con pandoc non è così problematica e vengono riconosciute tutte le strutture, con qualche inceppamento matematico; lascia perdere l’ambiente figure, casomai avessi fatto degli stemmata dei codici a cui ti sei riferito.

          No la classe a cui sto lavorando è di proprietà della casa editrice per al quale sto facendo questo lavoretto. In ogni caso ti garantisco che non si tratta di cose complicate; sono alla portata di tutti; basta conoscere un minimo di funzionamento interno con relativa programmazione anche in linguaggio nativo TeX; ma poi il lavoro lo fa tutto il pacchetto geometry al quale basta specificare dei margini rispetto allo stock paper (lo schermo) di pochi millimetri: da 5 mm a 10 mm.

        • #95102
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          Proseguendo il mio “corpo a corpo” con la conversione di LaTeX in epub, mi sono imbattuto in htlatex (un comando associato ad tex4ht).
          Un articolo (http://peterwittek.com/2013/11/comparing-latex-conversion-tools/) prometteva una conversione che salvaguardasse i riferimenti incrociati e mi ha dato qualche speranza.
          Tra parentesi, l’unico vero problema di pandoc è quello dei riferimenti incrociati. In fin dei conti l’indice analitico non è davvero necessario. La ricerca per parole chiave che tutti gli e-reader hanno lo sostituisce egregiamente (anzi è addirittura migliore come soluzione). Con pandoc l’unica soluzione sarebbe quella di prendere i file xhtml derivanti dalla conversione e scrivere un programma in C o in Perl che rimetta a posto i riferimenti incrociati. Francamente non è una via comodissima.

          Purtroppo le prime esperienze con htlatex non sono state esaltanti. Si blocca appena incontra riferimenti bibliografici. Si può andare avanti comunque ma il risultato è che produce solo la prima pagina (quella che non ha riferimenti bibliografici). Insomma un fiasco totale. Qualcuno ha esperienze con l’uso di questo strumento?

          Giacché ci sono, un’altra domanda. Stavolta la rivolgo a OldClaudio. Egli scrive:

          In ogni caso ti garantisco che non si tratta di cose complicate; sono alla portata di tutti; basta conoscere un minimo di funzionamento interno con relativa programmazione anche in linguaggio nativo TeX; ma poi il lavoro lo fa tutto il pacchetto geometry al quale basta specificare dei margini rispetto allo stock paper (lo schermo) di pochi millimetri: da 5 mm a 10 mm.

          Capisco perfettamente il riferimento al pacchetto geometry e, a questo punto, mi domando: non basta quello (cioè impostare le dimensioni giuste e i margini giusti)? Perché parli di “programmazione anche in linguaggio nativo TeX”? Che necessità c’è di essa?

        • #95103
          OldClaudio
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            mstorti” post=94782
            Giacché ci sono, un’altra domanda. Stavolta la rivolgo a OldClaudio. Egli scrive:

            In ogni caso ti garantisco che non si tratta di cose complicate; sono alla portata di tutti; basta conoscere un minimo di funzionamento interno con relativa programmazione anche in linguaggio nativo TeX; ma poi il lavoro lo fa tutto il pacchetto geometry al quale basta specificare dei margini rispetto allo stock paper (lo schermo) di pochi millimetri: da 5 mm a 10 mm.

            Capisco perfettamente il riferimento al pacchetto geometry e, a questo punto, mi domando: non basta quello (cioè impostare le dimensioni giuste e i margini giusti)? Perché parli di “programmazione anche in linguaggio nativo TeX”? Che necessità c’è di essa?

            Bisogna fare qualche conto; se tu hai le dimensioni dello schermo mediante il rapporto di forma e la diagonale e vuoi rendere il programma sufficientemente autonomo, senza obbligarti a fare i conti a mano, devi poterli far fare al programma stesso, perché comunque geometry necessita di base e altezza, non di diagonale e rapporto di forma.
            Se vuoi rendere la classe abbastanza autonoma devi proporzionare i margini a larghezza e altezza, visto che i margini saranno comunque di pochi millimetri; chiaro che con un tablet da 7 pollici di diagonale, non ti puoi permettere i margini che puoi permetterti con un iPad grande; tanto per fare le proporzioni , le dimensioni dello schermo di un iPad grande non sono molto diverse da quelle di un foglio B5, solo che l’iPad ha un rapporto di forma di 4:3 (cioè 1.333) mentre il foglio B5 ha le proporzioni ISO, cioè della radice quadrata di 2.
            Un tablet da 7 pollici di diagonale ha le proporzioni pressappoco di un foglio A6; il rapporto di forma potrebbe essere 1,5, non molto distante dalla radice di 2, In ogni caso vedi che nell schermata di un iPad grande ci puoi mettere agevolmente il tuo materiale e lasciare di comodi margini attorno, giusto per non avere il testo che sfiori la cornice dello schermo, diciamo 10-12mm; mentre per un tablet medip-piccolo, dei margini di 6-8 mm sono da preferire, altrimenti la superflue utile della gabbia di stampa risulta troppo piccola.

            Insomma qualche calcoletto va fatto; certo puoi usare il pacchetto calc; ma i comandi nativi di e-TeX (facenti parte di pdflatex da circa 9 anni) sono più diretti e non occupano la memoria che le macro del pacchetto calc invece consumano. Meno pacchetti carichi meglio è, come regola generale, quindi se vuoi fare dei conti con dimensioni o con numeri interi i comandi \dimexpr e \numexpr sono facili da usare e ben documentati (da terminale texdoc etex), oppure Guida GuIT, oppure Il LaTeX Reference Manual commentato da scaricare dalla sezione di documentazione di questo forum.

            Naturalmente tutto ciò è “forse” necessario se vuoi automatizzare il funzionamento della classe, non è necessario se dai a mano di volta in volta dello schermo o se imposti la letura di una file di configurazione, oppure se scegli la via interarattiva mediante i comandi \typein e \typeout nativi di LaTeX.

          • #95104
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            Ciao,

            vedo che qualcuno ha fatto conversioni sul formato Latex.

            Sono disperata e spero che se qualcuno ha la possibilità possa guidarmi nel trovare un modo di convertire un documento latex a word.

            I miei prof vogliono fare le correzioni su un word per essere più veloci… lasciamo perdere tutto quello che ci sarebbe da dire… a un mese dalla consegna credo che devo solo cercare il modo di riuscire a fare sto word… poi sottometterò un latex… almeno sulla forma finale non mi arrendo.

            In ogni modo ho una tesi formata da un documento master e i vari file dei capitoli.
            Ho scaricato simpletex4th… e letto mille altre cose… ma il punto è che proprio non capisco che devo fare.

            Vi prego se qualcuno ha un’idea e non è troppo un sacrificio può spiegare a una un po’ impedita come me cosa fare?
            Grazie!!!

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