Re: Esperienze non troppo felici di conversione da Latex a ebook

#95103
OldClaudio
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    mstorti” post=94782
    Giacché ci sono, un’altra domanda. Stavolta la rivolgo a OldClaudio. Egli scrive:

    In ogni caso ti garantisco che non si tratta di cose complicate; sono alla portata di tutti; basta conoscere un minimo di funzionamento interno con relativa programmazione anche in linguaggio nativo TeX; ma poi il lavoro lo fa tutto il pacchetto geometry al quale basta specificare dei margini rispetto allo stock paper (lo schermo) di pochi millimetri: da 5 mm a 10 mm.

    Capisco perfettamente il riferimento al pacchetto geometry e, a questo punto, mi domando: non basta quello (cioè impostare le dimensioni giuste e i margini giusti)? Perché parli di “programmazione anche in linguaggio nativo TeX”? Che necessità c’è di essa?

    Bisogna fare qualche conto; se tu hai le dimensioni dello schermo mediante il rapporto di forma e la diagonale e vuoi rendere il programma sufficientemente autonomo, senza obbligarti a fare i conti a mano, devi poterli far fare al programma stesso, perché comunque geometry necessita di base e altezza, non di diagonale e rapporto di forma.
    Se vuoi rendere la classe abbastanza autonoma devi proporzionare i margini a larghezza e altezza, visto che i margini saranno comunque di pochi millimetri; chiaro che con un tablet da 7 pollici di diagonale, non ti puoi permettere i margini che puoi permetterti con un iPad grande; tanto per fare le proporzioni , le dimensioni dello schermo di un iPad grande non sono molto diverse da quelle di un foglio B5, solo che l’iPad ha un rapporto di forma di 4:3 (cioè 1.333) mentre il foglio B5 ha le proporzioni ISO, cioè della radice quadrata di 2.
    Un tablet da 7 pollici di diagonale ha le proporzioni pressappoco di un foglio A6; il rapporto di forma potrebbe essere 1,5, non molto distante dalla radice di 2, In ogni caso vedi che nell schermata di un iPad grande ci puoi mettere agevolmente il tuo materiale e lasciare di comodi margini attorno, giusto per non avere il testo che sfiori la cornice dello schermo, diciamo 10-12mm; mentre per un tablet medip-piccolo, dei margini di 6-8 mm sono da preferire, altrimenti la superflue utile della gabbia di stampa risulta troppo piccola.

    Insomma qualche calcoletto va fatto; certo puoi usare il pacchetto calc; ma i comandi nativi di e-TeX (facenti parte di pdflatex da circa 9 anni) sono più diretti e non occupano la memoria che le macro del pacchetto calc invece consumano. Meno pacchetti carichi meglio è, come regola generale, quindi se vuoi fare dei conti con dimensioni o con numeri interi i comandi \dimexpr e \numexpr sono facili da usare e ben documentati (da terminale texdoc etex), oppure Guida GuIT, oppure Il LaTeX Reference Manual commentato da scaricare dalla sezione di documentazione di questo forum.

    Naturalmente tutto ciò è “forse” necessario se vuoi automatizzare il funzionamento della classe, non è necessario se dai a mano di volta in volta dello schermo o se imposti la letura di una file di configurazione, oppure se scegli la via interarattiva mediante i comandi \typein e \typeout nativi di LaTeX.

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