La posizione di LaTeX nel flusso di lavoro

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  • #95342
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    Una cosa che mi incuriosisce, e che potrebbe interessare anche altri: qual’è la posizione di LaTeX nel flusso di lavoro dei frequentatori di questo forum? È uno strumento di cui ci si serve ‘semper et ubique’, o forse uno strumento che viene utilizzato prevalentemente nella fase finale di una composizione o ricerca, quando si tratta di dare una bella forma a quello che si è scritto?

    Io stesso, che sono un patito Mac e lavoro nel campo delle scienze umanistiche, scrivo tutto quello che scrivo con un programma di nome Scrivener, che, per quanto mi riguarda, come ‘ambiente di lavoro’ è quanto di meglio ci si possa augurare, e mi servo di LaTeX prevalentemente per dare a quello che ho scritto una forma tipograficamente curata.

    Ma posso immaginare che chi lavora in altri campi del sapere (linguistica, matematica, e in genere ogni tipo di ricerca o attività che comporta l’uso di formule) si serva di LaTeX in ogni fase del suo lavoro. Comunque sia, mi sembra che uno scambio di vedute in merito potrebbe essere utile, anche perché per alcuni di noi potrebbe aprire prospettive finora ignorate,

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    • #95343
      OldClaudio
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        Secondo me usare i programmi di composizione del sistema TeX serve per dare forma ad un testo, non necessariamente complesso e pieno di formule, ma se è complicato e/o prieno di formule, , quei programmi del sistema TeX sono la soluzione.

        Ma vorrei specificare: io sono un altro utente Mac; non ho mai usato Scrivener, perché mi pare la versione Mac dello strumento Word per le macchine Windows e in sostanza di tutte le macchine, vista la diffusione capilalre di MS Office che esiste anche per Mac. Di word processor ce ne sono tanti; alcuni come Scrivener permettono di riorganizzare il materiale scritto in modo più semplice che con altri programmai; ma in quanto a messa in pagina con qualità tipografica, per ottenere buoni risultati bisogna lavoraci di più che con i programmi del sistema TeX.
        Anche su L’Arte di scrivere con LaTeX sono esposti pro e contro la composizione interattiva dei word processo e la composizione differita dei programmi del sistema TeX che non sono word processor ma programmi di composizione tipografica.

        Infine ti dico subito che i programmi del sistema TeX non servono solo per comporre bene la matematica oltre al testo circostante. quei programmi con gli opportuni pacchetti. servono per comporre testi umanistici complessi (non puramente testuali) come per esempio i testi greci con il mark-up tipico dei filologi classici per inserire, disinserire, commentare, numerare, completare, eccetera, che si trovano descritti nel pacchetto teubner (purtroppo questo per ora funziona solo con pdflatex); se apri il teminale del Mac, vi scrvi dentro il comando texdoc teubner-doc, e ne leggi la documentazione scopri che quelle notazioni filologiche non le puoi fare altro che con pdflatex e il pacchetto teubner. Non c’è Scrivener o Word, o Writer che tenga. [Un po’ di réclame non guasta, visto che l’ho scritto io 😉 ]

      • #95344
        Doc
        Partecipante
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          Sono un umanista e sto preparando due edizioni critiche di testi greci, una principale ed una molto più breve. Le sto scrivendo direttamente in latex, anzi xelatex.

          Uso Libreoffice solo per le sciocchezze di tutti i giorni o per i lavori per cui mi è chiesto il file word.

          P. S.: sono un utente Gnu/Linux.

        • #95345
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          Mettiamola così…i miei lavori si dividono in quelli che dovranno avere una forma compiuta (ultimamente sopratutto relazioni e resoconti con tabelle, formule, figure…) e quelli che non dovranno avere una forma compiuta (appunti vari, note etc).

          Nel primo caso utilizzo direttamente LaTeX. Un pò perché dopo le prime relazioni mi sono fatto un template che riutilizzo e, quindi, la fase di impostazione di latex è abbastanza rapida e un pò perché ho sempre odiato scrivere formule e tabelle in word o similari.

          Per quanto riguarda gli appunti normali invece spesso seguo la via del txt o di Evernote a seconda dei casi. Se durante il lavoro ho per esempio generato dei risultati spesso insieme ai risultati metto un txt con i miei commenti. Evernote invece lo uso in altri casi in cui magari non mi sto riferendo a dei risultati particolari ma a tutto il lavoro.
          Negli ultimi mesi invece i programmi classici di videoscrittura li ho utilizzati in sola lettura 😉

          Insomma per me la discriminante è lo scopo per cui sto scrivendo. In ogni caso non mi piace lavorare due volte sullo stesso testo; preferisco sempre scriverlo nell’ambiente di lavoro “finale”

          PS. utente Mac anche io ma temo che su altri OS mi comporterei alla stessa maniera 😉

        • #95346
          robitex
          Amministratore del forum
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            Parmenas” post=94956Una cosa che mi incuriosisce, e che potrebbe interessare anche altri: qual’è la posizione di LaTeX nel flusso di lavoro dei frequentatori di questo forum? È uno strumento di cui ci si serve ‘semper et ubique’, o forse uno strumento che viene utilizzato prevalentemente nella fase finale di una composizione o ricerca, quando si tratta di dare una bella forma a quello che si è scritto?

            Io stesso, che sono un patito Mac e lavoro nel campo delle scienze umanistiche, scrivo tutto quello che scrivo con un programma di nome Scrivener, che, per quanto mi riguarda, come ‘ambiente di lavoro’ è quanto di meglio ci si possa augurare, e mi servo di LaTeX prevalentemente per dare a quello che ho scritto una forma tipograficamente curata.

            Ma posso immaginare che chi lavora in altri campi del sapere (linguistica, matematica, e in genere ogni tipo di ricerca o attività che comporta l’uso di formule) si serva di LaTeX in ogni fase del suo lavoro. Comunque sia, mi sembra che uno scambio di vedute in merito potrebbe essere utile, anche perché per alcuni di noi potrebbe aprire prospettive finora ignorate,

            Ciao,
            nella mia professione LaTeX è parte integrante del processo di produzione dei documenti (vedi l’articolo “LaTeX e la documentazione di progetto” in ArsTeXnica n. 16 per il GuITmeeting2013).
            Quando costruisco il testo è comodo poter lavorare in un editor di testo che presenta sostanzialmente una semplice finestra vuota che assomiglia al foglio bianco. È così che posso pensare alla struttura del contenuto, alla migliore successione degli argomenti, e riformulare frasi, spostarle, inserire commenti che tracciano sia il flusso di lavoro temporale sia possibili precisazioni, correzioni, sviluppi, carenze e punti deboli.

            Poi, arriva la fase finale tipografica con gli aggiustamenti compositivi e mi ritrovo l’eleganza, la microtipografia, la pienezza del testo sulla pagina.
            Qualche collega ha sollevato la questione delle difficoltà di scambio dei file da TeX <-> Word ma ho obiettato che passare a Word distruggerebbe proprio il mio flusso di lavoro affinato nel tempo con l’esperienza.
            Del resto dipende tutto da che cosa vogliamo e lo strumento di lavoro è secondario. Se quindi mi rivolgi la tua domanda, la mia risposta è semplicemente che TeX mi aiuta a raggiungere la qualità dei contenuti che desidero.
            R.

            ps. qual’è non vuole l’apostrofo altrimenti Tommaso ti sgrida come è successo a me… 🙂

            R.

          • #95347
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            Grazie delle vostre risposte, sempre istruttive e spesso anche stimolanti e incoraggianti. Due righe di commento.

            @ Claudio: Scrivener, come TeX, non è né vuol essere esattamente un word processor; si definisce ed è un ‘ambiente di lavoro’, che permette di produrre testi che vanno poi rifiniti con un word processor o con un programma del sistema TeX. E il manuale di Scrivener è fatto appunto con LaTeX.

            E spero che non mi si accusi di dedicare troppe parole a un programma come Scrivener su un forum che è dedicato al sistema TeX. Ma lo faccio a ragion veduta. Proprio su questo forum, infatti, Scrivener merita forse, se non aperti apprezzamenti, almeno un po’ di benevolenza, visto che di tutti i programmi che producono testo (cerco di evitare il termine ‘word processor’), Scrivener è probabilmente quello più disponibile verso l’esperienza (La)TeX. L’esportazione da Scrivener prevede infatti anche l’opzione LaTeX, che passa attraverso un altro tipo di codice (‘markup language’) di nome MultiMarkdown, che è incorporato in Scrivener.

            E vedo che sulla peraltro pregevolissima guida GuIt non si parla mai né di Scrivener né di MultiMarkdown. Forse sarebbe il caso di dedicarvi in una futura nuova edizione almeno due parole, fosse solo perché Scrivener può aiutare a colmare, o almeno ad abbreviare, la distanza tra il mondo dei word processor e il mondo di TeX, che continua ad essere grande, troppo grande.

            Va aggiunto poi che Scrivener, di cui da un po’ di tempo è disponibile anche una versione Windows, ormai è usatissimo forse non ancora in Italia ma certamente nel mondo accademico di lingua e di orientamento angloamericano, perlomeno in ambiente umanistico.

            E sì, so benissimo che LaTeX viene usato anche in campo umanistico per produrre complesse edizioni critiche con ampio commento ecc. ecc. È un traguardo a cui spero di arrivare in futuro anch’io, coll’aiuto della bella guida di Jerónimo Leal e Gianluca Pignalberi, di cui ho recentemente acquistato una copia.
            Finora mi è mancato il coraggio di intraprendere una simile avventura, anche perché non riuscivo a trovare un editor che veramente mi piacesse. Ma recentemente ho scoperto TeXnicle, che di tutti quelli che ho provato mi ispira più fiducia. Per ora mi sono proposto di scrivere il mio prossimo articolo direttamente in LaTeX; poi si vedrà.

            @ robitex: grazie per la segnalazione dell’articolo, che non conoscevo ancora. E hai fatto bene a segnalarmi l’apostrofo eccedente!
            E per quanto riguarda l’appello nel ‘piedino’ del tuo messaggio: ho dimostrato l’intenzione di associarmi circa un mese fa, riempendo l’apposito modulo che ho trovato su questo sito. Non ho avuto ancora risposta, ma pazienterò!

          • #95348
            robitex
            Amministratore del forum
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              Parmenas” post=94992
              @ robitex: grazie per la segnalazione dell’articolo, che non conoscevo ancora. E hai fatto bene a segnalarmi l’apostrofo eccedente!
              E per quanto riguarda l’appello nel ‘piedino’ del tuo messaggio: ho dimostrato l’intenzione di associarmi circa un mese fa, riempendo l’apposito modulo che ho trovato su questo sito. Non ho avuto ancora risposta, ma pazienterò!

              Fantastico. Ottimo. Eccellente!!!

              Per la tua iscrizione, inoltro un messaggio a Massimiliano che con la sua abituale precisione e cortesia ti risponderà.

              Quanto a Scrivener, può essere lo strumento giusto per l’utente in funzione del lavoro svolto.
              Vedo solo una pecca, che si tratta di un software non libero e non disponibile per Linux.

              Ricordo che Frank Mittelbach uno dei principali componenti del LaTeX3 team lavora spesso con programmi a diagramma di flusso per organizzare le idee, i particolari, i dettagli ed avere anche un quadro generale.

            • #95349
              OldClaudio
              Partecipante
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                @Parmenas
                , ha esposto una difesa di Scrivener per un “word processing prograam”, come viene definito nel suo stesso sito, che non ho accusato di niente.

                È un word processor particolare con funzioni avanzate, che consente anche l’espostazione in formato LaTeX, attraverso l’uso di un mark up intermedi che non è esclsiovo di Scrivener, ma viene usato molto anche da programmi che servono epr esportare il contenuto ssmantico da un formato ad un altro, per esempio pandoc (su questo il notro socia Max ha scritto un articolo pubblicato sull’ultimo numero di TUGboat, la rivista internazionle degli utenti del sistema TeX).

                Queste operazioni di esposrtazione in una altro formato, compreso LaTeX viene eseguita anche dal software gratuito e open source Writer di OpenOffice e di LibreOffice. Posso anche essere convinto che epr un testo letterario esso vada bensiimo per il lavoro preliminare; non ho dubbi: è stato scritto da uno scrittore di romanzi. ci mancherebbe altro che abbia scritto un programma di quel genere per fare cose che non gli seervono.
                Non ho detto che Scrivere non serve a niente; ho detto che non può gestire i documenti difficili, complicati, con molta matematica (non mi risulta che gestisca anche la minima equazione, ma non disponendonel, lo suppongo dalle descrizioni che ho trovato in retem fra le qualin nonne ho trovata nemmeno una che accennasse alla sua capacità di scrivere matematica).

                Quindi come curatore della Guida GuIT, posso accettare una descrizione di Scrivenere si al massimo tre pagine nel formato B5 della guida; sempre come curatore posso poi decidere se sia nel tema delel guida o se esuli troppo dal contesto generale della guida.Mandami pure un tuo contributo, se vuoi; trovi il mio indirizzo di posta elettronica nella documentazione di molti miei pacchetti che si trovano su CTAN.

                Ciao
                Claudio

              • #95350
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                Parmenas” post=94992E spero che non mi si accusi di dedicare troppe parole a un programma come Scrivener su un forum che è dedicato al sistema TeX. Ma lo faccio a ragion veduta. Proprio su questo forum, infatti, Scrivener merita forse, se non aperti apprezzamenti, almeno un po’ di benevolenza, visto che di tutti i programmi che producono testo (cerco di evitare il termine ‘word processor’), Scrivener è probabilmente quello più disponibile verso l’esperienza (La)TeX. L’esportazione da Scrivener prevede infatti anche l’opzione LaTeX, che passa attraverso un altro tipo di codice (‘markup language’) di nome MultiMarkdown, che è incorporato in Scrivener.

                E vedo che sulla peraltro pregevolissima guida GuIt non si parla mai né di Scrivener né di MultiMarkdown. Forse sarebbe il caso di dedicarvi in una futura nuova edizione almeno due parole, fosse solo perché Scrivener può aiutare a colmare, o almeno ad abbreviare, la distanza tra il mondo dei word processor e il mondo di TeX, che continua ad essere grande, troppo grande.

                E Lyx? Mi sembra ci sia quanto meno un’analogia fra ciò che si propone Lyx e quanto dici di Scrivener. Non dubito che per un neofita ci siano dei vantaggi, ma a lungo andare quali sono “i limiti” del non poter usare direttamente il codice?

                Tutte le volte che si sente parlare di “esportazione” (da qualsiasi linguaggio a qualsiasi linguaggio) è bene tenere presente che, per quanto ben fatta, c’è sempre una “perdita”. Quanto grande dipende dal grado di precisione del tool. Se sia accettabile o meno dipende invece da ciò che deve fare l’utente.

                Ciao
                Claudio

              • #95351
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                @robitex
                : ma sembra che sia possibile usare Scrivener anche su Linux: vedi qui.

                E per quanto riguarda la non gratuità del programma: sì, so che questo è un punto dolente per molti utenti TeX, e so anche che spesso per loro non è una questione di soldi, ma di principio.

                Per me no. Per me un disegnatore di programmi è semplicemente una persona che cerca di guadagnarsi il suo onesto tozzo di pane in questo modo, e che ha anche ogni diritto di spalmarlo di un po’ di burro e marmellata. Molti programmi popolari per Mac (Scrivener, Bookends, Devonthink, 1Password, Launchbar, Mellel, Nisus, ecc. ecc.) sono la creazione o di individui o di piccoli gruppi di programmatori che in questo modo tirano a campare. E pago volentieri per un programma che considero ben fatto e che ritengo utile, soprattutto se so che così aiuto una mente creativa che probabilmente non nuoterà nell’oro, a continuare il suo lavoro.
                Nel mondo di TeX quasi tutto è gratuito, e questo ovviamente è molto conveniente e simpatico. Ma io personalmente non avrei problemi a pagare per programmi e manuali, se le regole del gioco fossero quelle.

                @ venerabile Claudio: grazie della generosa offerta; ma non pretendevo tanto, né mi considero la persona più adatta per scrivere un simile contributo, e non credo nemmeno che sia veramente necessario. Per me, sarebbe sufficiente un solo capoverso con due o tre osservazioni essenziali magari accompagnate da due link, in modo da far sapere ai non esperti che esiste anche quella strada, e dove possono trovare, volendo, ulteriori informazioni.

                @ altro Claudio: conosco LyX solo di nome, ma vi darò un’occhiata; grazie in ogni caso del suggerimento. Ed è verissimo che ogni conversione, ogni passaggio da un sistema ad un altro comporta delle perdite e dei problemi. MultiMarkdown di per sé è uno strumento utilissimo, ma so per esperienza che dopo la conversione molte cose rimangono da essere aggiustate a mano. Sono dunque d’accordissimo che di per sé è molto meglio scrivere direttamente in (La)TeX. Ma:

                1. chi, come me, lavora spesso con lunghi documenti con centinaia di note e una valanga di fronzoli di vario tipo che deve cercare in qualche modo di tenere sotto controllo e di indirizzare per la strada giusta, e non ha ancora grande abilità nel maneggiare i vari strumenti TeX né molto spazio mentale o tranquillità d’animo per risolvere certi problemi che potrebbe creargli inaspettatamente il suo strumento di lavoro, tende ad andar sul sicuro, e a servirsi di uno strumento di cui è certo che non gli creerà dei rompicapi in momenti inopportuni. Perché è vero che, come si legge nelle pagine introduttive di molti manuali, lavorare con TeX non richiede un’intelligenza da fisico teorico o da matematico consumato; ma è anche vero che per lavorarci con sicurezza ci vuole una solida esperienza, che non si acquista in due giorni.

                2. nel campo umanistico dove lavoro io, sono moltissimi gli editori e le riviste che come format per le cose da consegnare accettano solo .doc(x), o eventualmente .rtf. Dunque in certi casi è più prudente servirsi di uno strumento con un tipo di output che sarà sicuramente accettato. È vero che, come ha spiegato altrove il venerabile Claudio, gli editori che rifiutano documenti in LaTeX sono miopi; ma questo non toglie che sono tuttora numerosissimi, e questa loro miopia deve restare il loro problema, e non diventare il mio.

              • #95352
                OldClaudio
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                  Capisco tutte le tue ragioni e non né commenti n´, meno che mai, critiche da sollevare.

                  Per il piccolo contributo, se due pagine ti sembrano troppo, due capovesrsi con un apio di link, come proponi, non sono molto. 😉

                • #95353
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                  Il mio flusso di lavoro dipende dal tipo di documenti che devo scrivere.
                  Uso principalmente markpup, come multimarkdown e LaTeX, quindi scrivo quasi unicamente file di solotesto. Così non dovrei avere problemi di lettura per il futuro ‘remoto’.

                  Le applicazioni sono molteplici per il mmd: textedit, textmate, mmdcomposer, mou; capita di scrivere in txt anche da DEVONthink, visionando il file (sempre in mmd) da esso stesso o via ”mou” o ”marked2”.
                  Per LaTeX ormai mi trovo ad usare al 90% ”texpad”, che ha un omologo per ipad interessante anche se non compila proprio tutto. Non è opensource ma costa davvero poco rispetto al valore intrinseco. Più che altro è questione di abitudine all’interfaccia a due finestre.
                  Il restante lavoro lo fanno TeXshop o TeXwork

                  Per un documento strutturato lungo —una relazione progettuale, una perizia, un documento urbanistico (relazione, norme ecc.)— in genere imposto indice, idee ed appunti con Tinderbox ( la vers. six è interessantissima).
                  Poi scrivo in mmd e ri-organizzo la bozza con scrivener: trovo utili e senza confronti paragonabili le possibilità che ti danno la corkboard, le snapshot, la possibilità di fare note a un singolo documento (lo scrivening) oppure all’intero progetto, la visione di contemporanea di tre scrivening e l’etichettura (label e status) utile per avere il colpo d’occhio (in corkboard view) sulle parti da fare, su quelle in corso e quelle da fare o rileggere). Se mi serve esporto in ‘index card’ per ipad e proseguo. Mi piace scriver a schermo pieno.
                  Poi, per le prime prove generali di impostazione del documento, esporto con la funzione ‘mmd to pdf’ adoperando l’impostazione LaTeX predefinita memoir. Prima mi facevo direttamente in scrivener: preambolo, corpo e footer ma alla fine non conviene.
                  Una volta che la bozza è matura la esporto in LaTeX, elimino i riferimenti ai file che gestiscono latex (la fase più noiosa) , apro texpad e proseguo la rifinitura, che può essere anche lunga, con rivisitazioni corpose del testo. Ho diversi preamboli a cui fare riferimento a seconda delle necessità. Se il documento è lungo e\o devo lavorarci per un po’ di tempo, magari non continuativo (qualche settimana o mesi), spezzo i file e uso ”\include” così lavoro su file separati, compilo solo i pezzi che mi servono al momento. È utile se collaboro con altri che mi mandano i loro contributi in word: li importo, li edito, li compilo uno per uno e li restituisco, separatamente, ai rispettivi autori per le revisioni. Tabelle complesse (uso abbastanza longtable) e immagini ,in genere, le metto lavorando in latex, ma qualcuna anche con scrivener.

                  Personalmente scrivo anche le lettere in LaTeX, faccio prima che con un editor di testo.

                  Se serve una mano per le tre paginette su scrivener sono a disposizione
                  🙂

                  .F.

                  Mi pare che scrivener per windows manchi della parte LaTeX.
                  per linux non lo so ma ho visto anche io che il progetto è avviato.

                • #95354
                  OldClaudio
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                    Attendo le tre paginette. Il mio indirizzo di e-mail lo trovi negli articoli che ho scritto per ArsTeXnica.

                    Non parlare in prima persona, possibilmente, a mano che tu non voglia comunicare perari eprsonali. In generale ẻ meglio restare sui fatti. Mi raccomando, senza usare anglismi e senza acronimi coma mmd.

                    Come curatore è chiaro che cambierò qualcosa per armonizzare con il resto; cambierò tanto di meno quanto più le tre paginette si uniformano allo stiel =generale delle prime pagine della Guida GuIT. Ovviamante entrerai nella lista di coloro che hanno contribuito.

                    È chiaro che ognuno ha i suoi metodi di lavoro, ma sono sbalordito dal numero di software diversi che usi per lavorare su studi e ricerche prevalentemente testuali. Il bello del mondo degli utenti del sistema TeX è questa varietà di approcci.

                    Resto in attesa
                    Claudio

                  • #95355
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                    Secondo me che un programma open source non porta necessariamente a pensare che sia ”a gratis”.
                    Bensì credo che andrebbero corrisposte offerte volontarie come ringraziamento per l’uso che se ne fa e testimonianza del relativo gradimento.
                    Sicché non c’è o non dovrebbe esserci molta la differenza con applicazioni che costano qualche decina di dollari, fatte spesso da pochi appassionati.

                    Non lo dico con spirito polemico, sia chiaro. È solo una mia considerazione.

                  • #95356
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                    @ OldClaudio

                    Ok accolgo l’invito.
                    Al momento non ti dò date, lo programmo e poi sarò più preciso. Ovvio che potrai anche ritenere le paginette non utili al documento e farne a meno.

                    Per il discorso software che uso sembra più complicato di quel che è.
                    Per il multimarkdown o il markdown le app. sono tutte sostanzialmente simili e semplici, è divertente cambiarle. Ad es. marked2 serve solo per vedere, attraverso un css predefinito, un testo in md o mmd. sicché basta trascinarci sopra un file txt scritto in markup per farlo lavorare. Textmate fa un mondo di cose, tra cui un’ottima gestione dei tab per le tabelle mmd, ma ad es, non riesco ad usarci LaTteX. Mou mi è simpatica e a volte la uso per le due finestre affiancate. Alla fine però i files hanno sempre estensione txt.

                    Per il resto:

                    – DEVONthink è sostanzialmente un aggregatore di contribuiti (detto molto semplicisticamente). ad es. un dbase l’ho dedicato a LaTeX, una specie di cheetsheet con appunti, snippets ma anche pagine web del forum GUIT o TEX stackexchange,
                    – tinderbox gestisce note e consente di impostare indici e ragionamenti iniziali in modo veloce, gestibili a colpo d’occhio, in diversi modi, grafico, chart, ouliner. Scrivo appunti che si possono gestire con suoi algoritmi (agents) in maniera efficace per chiarirsi le idee. Imposto un primo indice da cui inizio a lavorare collegando e scollegando le note, riordinandole man mano che procedo. Fa anche molto altro… ma è un discorso che esula da questo contesto.
                    – scrivener, per la bozza.
                    – il resto —che è una grande parte del flusso di lavoro— è LaTeX, e anche qui i programmi sono molteplici e alla fine uno usa quello che più si avvicina al proprio modo di lavorare e\o pensare.

                  • #95357
                    robitex
                    Amministratore del forum
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                      Mah,
                      non vorrei che questi strumenti tendessero a prendere la mano, ed in conseguenza ci si ritroverebbe di nuovo a lavorare per il programma piuttosto che viceversa, il programma a lavorare per noi.
                      Ci vuole, anche qui, equilibrio.
                      Comunque, è importante che tutti i mezzi a nostra disposizione per lavorare sempre meglio siano esplorati!!!!!!

                      R.
                      Ps. ok ho messo 6 punti escalamativi…

                    • #95358
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                      @ robitex
                      Certo,
                      dubito esista un sistema universale valido per tutti
                      era così anche quando facevo l’università, non c’era internet, e per la verità manco il computer, nel senso in cui lo abbiamo ora,
                      ricordo un mac Se30 nel ‘centro di calcolo’ della facoltà con il foglio dei turni…
                      www? manco per idea…
                      per consultare riviste e libri per la tesi ho girato le facoltá di mezzo nord Italia, con borsa capiente per le fotocopie.
                      In ogni caso se devi scrivere ti farai note e appunti, li archivierai da qualche parte, ti farai uno schema (mi pare gli anglofoni lo chiamino ‘plot’) su cui ragionare… fallo come vuoi ma sei tu che lavori. Che usi carta e penna, moleskina o pc non cambia nulla.
                      4 programmi specialistici non sono un problema, oggi. Tanto più che la cosa più complicata del sistema –nel senso dello studio e dell’impegno che presuppone— è usare LaTeX.

                      Tieni anche conto che non lavoro mai ad una cosa sola per volta, sicché diventa imprescindibile predisporre un archivio digitale strutturato e trovare dei modi veloci per recuperare tutto (e ricordarlo) in tempi rapidi, senza dover ripartire da capo ogni volta.

                      Un es. stupido:
                      se non avessi attivato l’invio di una mail per i commenti in questo ‘filone’ avrei probabilmente letto il tuo post nel finesettimana. C’è la tecnologia che mi semplifica la vita, la uso fin dove riesco.

                    • #95359
                      robitex
                      Amministratore del forum
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                        Eh, ho ricordi simili.
                        Mi sovvengono la fila degli Ibm al centro di calcolo e le tastiere che facevano clic.

                      • #95360
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                        Personalmente ho sempre utilizzato Word oppure Writer di Open/Libreoffice per produrre sia i miei testi teatrali, sia per produrre degli innari musicali.

                        Da quando ho scoperto LaTex, nella fattispecie i pacchetti dramatist e songs, ho trovato il programma giusto per me.
                        Ottengo quello che voglio, dopo aver imparato qualche nozione di codice e anche grazie agli aiuti di questo forum.

                        Da questo è nata la passione per LaTex, al punto che mi ritrovo a scrivere con LaTex persino delle semplici lettere.

                        In più penso abbia giocato a favore l’essere un utilizzatore Linux.

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