Predisporre un libro multiautore.

  • Creatore
    Topic
  • #95724
    Up
    0
    Down
    ::


    Buonasera,
    rieccomi qui dopo un po’ di tempo con un nuovo quesito e tanta voglia di fare.

    Fra qualche mese potrei avere l’occasione di avere la responsabilità di un progetto editoriale per un libro scientifico (piuttosto vario in argomenti: matematica, fisica, informatica) scritto a più mani. Quello che mi spetterebbe sarebbe il compito di preparare i modelli .tex, e le istruzioni per usarli, da dare ai vari autori (verosimilmente uno per capitolo). Terminato il loro lavoro dovrei raccogliere il tutto, uniformare le varie parti (se necessario) e comporre il libro da mandare in stampa (cosa di cui non mi occuperò io). Ancora non ho date certe ma verosimilmente, almeno la prima parte di modelli e istruzioni, dovrà essere pronta per ottobre/novembre.

    Saranno due persone a occuparsi di tutto questo (di cui una spero di essere io) e da quanto mi è stato detto avranno “piena autonomia” nel decidere come sarà a pubblicazione.

    In pratica dovremmo: decidere come vogliamo che venga fuori il libro, allestire una sorta di pacchetto autori “tipo” ArsTeXnica coerente con quanto deciso, ricevere i vari file una volta che saranno stati scritti e mettere tutto insieme.

    Nella mia mente (sopratutto perché sarebbe la prima esperienza in tal senso) ritengo che la semplicità sarà un’arma molto forte per fare qualcosa di bello, ma semplicità non vuol dire ingenuità né superficialità…per lo meno non nel mio modo di vedere le cose

    A questo punto sono qui a chiedere consiglio a voi esperti su quale potrebbe essere un percorso di (ri)lettura (ed esercizi) per prepararmi al meglio delle mie possibilità (nel tempo a disposizione) per il compito che (spero) mi sarà assegnato.

    Di seguito vi indico quello che ho già letto (e “quanto” l’ho letto) fin’ora:

    -L’Arte (due volte e mezza in ordine dall’inizio più un n grande di consultazioni. Sto rileggendo d’accapo l’ultima versione..non posso ancora dire di conoscerla Bene però credo di sapere cosa poter trovare di quello che potrebbe servirmi);
    -Codifiche in TeX e LaTeX (almeno tre volte);
    -Saper Comunicare (due volte per intero più consultazioni al bisogno);
    -Il LaTeX Reference Manual commentato (almeno tre volte più spot al bisogno, questo lo rileggerò di sicuro che è un pozzo di cose che vorrei ricordarmi bene);
    -Introduzione alla creazione di file di classe (due volte, fati gli esercizi e riscritti i codici, è passato qualche mese e credo lo rileggerò volentieri);
    -Appunti di programmazione in LaTeX e TeX (devo finire ancora il secondo capitolo 🙂 …essendo passato un po’ di tempo lo riprenderò comunque dall’inizio);
    -Git 4LaTeX (letto e chiesto informazioni finché non ho capito; ora uso Git normalmente, quasi, senza problemi).

    Inoltre ho letto i manuali dei seguenti pacchetti che (tra gli altri) mi pare utile segnalare di aver letto:

    -hyperref (una volta tutto, scoprendo molte “cose che noi umani nemmeno possiamo sognare”… e che mi sono dimenticato, ma ora “so”, più o meno, che miracoli posso andare a cercare di fargli fare :-))
    -xparse (una volta, l’ho usato per creare qualche comando, non lo conosco bene e non ho i comandi sulla punta delle dita..ma credo di sapere come trovare le informazioni per farne di nuovi);
    -etoolbox (sfogliato alla ricerca alcuni comandi che mi servivano…non lo conosco!);
    -arara (sempre sia lodato)
    -mathtools (lo conosco abbastanza bene e secondo me apporta buone novità).

    Oltre alle letture, un po’ di esperienza fatta:
    A parte le due tesi e credo ogni cosa che ho scritto negli ultimi dieci anni, di recente (grazie all’aiuto preziosissimo di Claudio Beccari) mi sono affacciato alla programmazione e ho scritto un pacchetto di tools matematici per richiamare pacchetti e impostazioni che uso molto frequentemente in quello che scrivo; una classe con pacchetto allegato per scrivere dispense matematiche (anche questi non sono più di una classe e un pacchetto di impostazioni senza profonde modifiche alla classe base usata: scrartcl); una modifica al pacchetto di copertina delle tesi della mia facoltà per adattarla a qualcosa che per me era più “bello” e adatto a come volevo scrivere la tesi (questo è stato davvero un bellissimo e utilissimo esercizio che, sempre principalmente grazie a Claudio, mi è stato davvero utile e mi ha insegnato molto). Ah, ho fatto il mio bellissimo libro.cls come da esercizio di “Introduzione alla creazione di file di classe” 🙂 (assolutamente privo di qualunque cosa se non il preambolo di praticamente ogni book in italiano). Infine, giusto per comodità ho creato un miovarioref.sty implementando una modifica all’omonimo pacchetto che tempo fa mi fece Enrico. Il tutto sempre passando per il .dtx e creando l’omonima guida pdf. Non ho ancora mai caricato niente on-line (e sarei curioso di sapere come fare nonché desideroso di scrivere qualcosa per cui valga la pena farlo :-)).

    Direi che questo è tutto. Nella mia testa sarebbe il caso che leggessi ancora:

    -la Guida GuIT (consultata a spot e che stamperò e rilegherò nei prossimi giorni i tre volumi);
    -The $\epsilon$-TeX manual (stampato è sul comodino);
    -How to Package your LaTeX Package (idem);
    -Font e Tipografia (idem);
    -The geometry package (consultato a spot ma mai Letto);
    -la documentazione della classe memoir (l’ho aperta oggi per la prima volta, mi sono spaventato, l’ho chiusa…domani ci riprovo :-)).

    il materiale è tanto, il tempo non è tanto (nemmeno poco però), un’idea di priorità e organizzazione dello studio e del lavoro direi poca… Dunque, nel tempo che aspetto di sapere se avrò il piacere o meno di occuparmi del progetto, che programma di letture/esercizi mi consigliate di seguire?

    Grazie mille, come sempre, per tutti i consigli che mi darete.

    Ciao ciao,

    Corrado.

Visualizzazione 33 filoni di risposte
  • Autore
    Risposte
    • #95725
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Corrado, non mettere il carro davanti ai buoi.
        Se tu e l’altra persona avete carta bianca per predisporre tutto quel che occorre per il libro multidisciplinare di cui parli, cominciate assieme, con carta e matita e qualche bottiglia di una bevanda a voi gradita, a buttare giù le specifiche per l’aspetto grafico. decidete se trasmettere queste specifiche agli altri autori (lo consiglierei) fornendo loro una classe di base con l’impaginazione già fatta.
        Non aspettatevi che i vari autori siano coerenti sia per i pacchetti che usano, sia per le macro che si definiscono, sia per lo stile di scittrura LaTeX che usano. Per cui il vostro compito sarà quello dei curatori.
        Magari dovrete uniformare i pacchetti usati dai vari autori, cercando di eliminare pacchetti simili e incompatibili. magari avrete autori che definiscono macro con lo stesso nome ma contenuti e funzionalità di verse per scopi diversi.
        La cosa migliore sarebbe quella di lavorare con Git, ma non è detto che gli autori abbiano familiarità con questo metodo di lavoro.
        Cercate di farvi consegnare bozze (sorgente e file composto) via via che le cose procedono, in modo da arricchire la classe con la chiamata ai pacchetti e con le macro e gli ambienti necessari, sempre documentando il tutto e ridistribuendo ogni nuova versione in modo che i vari autori si adeguino immediatamente a quanto voi “prescrivete”; siate naturalmente aperti a suggerimenti provenienti dagli autori, ma non lasciatevi intrappolare nelle loro idiosincrasie e nei loro “capricci” spesso immotivati.

        Un sacco di auguri; vi state impegnando in un lavoro non semplice, ma direi che avete cominciato con il piede giusto.

        Claudio

      • #95726
        robitex
        Amministratore del forum
          Up
          0
          Down
          ::


          Ciao. Buongiorno a tutti.
          Io terrei le cose più semplici possibili, nel senso che un file di classe permette di comporre il documento in modi diversi senza cambiare il contenuto dei capitoli.
          Quindi, preferirei distribuire un file di classe molto semplice in modo che gli Autori comincino subito a lavorare così da vedere qualcosa di concreto nell’immediato. Nel tempo la classe può evolvere e trovare con l’esperienza un suo equilibrio tipografico.
          A mio avviso è molto importante un manuale anche sintetico della classe: io non ho seguito questa regola (anche se le mie classi le uso solo io purtroppo) e mi ritrovo spesso ad aprire il codice solo per ricordarmi come si chiama un comando.

          Molte decisioni verranno in base all’esperienza in LaTeX degli Autori, ma una cosa è imprescindibile:
          codificare i file sorgenti in Unicode utf-8!!!!!

          Altro suggerimento è questo:
          creare un account su un servizio di cloud storage come Dropbox o Google Drive o ecc.
          In questo spazio ogni Autore può avere una cartella dove salvare i propri file componenti.
          Nel documento principale vi saranno delle istruzioni \input tipo:`\input{nomeautore/nomecapitolo}`
          Un po’ quello che succede quando scriviamo gli articoli per ArsTeXnica a più mani, solo che qui la soluzione è perfetta perché ogni Autore lavora esclusivamente sui propri file.

          Per il momento lascerei perdere sistemi di web TeXing come shareLaTeX e writeLaTeX.
          Ovviamente, di questa esperienza potrai presentare un resconto su pro e contro difficoltà e possibili miglioramenti proprio su ArsTeXnica.
          Buon lavoro!!!!!
          R.
          Ps. 5 punti esclamativi mi sembrano sufficienti…

        • #95727
          Up
          0
          Down
          ::


          Non ti dimenticare della parte grafica 😉 Quindi aggiungi all’elenco di cose da leggere L’Arte di disegnare con LaTeX, L’arte di fare grafici con LaTeX (la trovi sul sito di Lorenzo come documento a sè o direttamente nell’Arte), Creare grafici con pgfplots (articolo di Roberto e Agostino per Ars 12) e l’Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria (fra le guide tematiche) per esempi di codice molto semplici.

          Ciao
          Claudio

        • #95728
          Up
          0
          Down
          ::


          Ricordo che ieri avevo risposto a Claudio…evidentemente mi sono dimenticato di inviare la risposta 🙂 vabbè.

          Dunque, innanzitutto grazie a tutti e tre per la fiducia, i consigli e l’entusiasmo che mi state mostrando 🙂

          D’ora in poi (e fino a “prova contraria”) solo supporrò di essere uno dei due fortunati (credo lo saprò tra un paio di settimane) quindi tutto quello che scrivo è riferito a cose che mi piacerebbe proporre/fare in quel caso e non, ovviamente, a cose che farò di sicuro…

          Riguardo a ciò che scrive Claudio, ho sempre immaginato di creare un file di classe e di lavorare con Git per lo meno con il mio collega. Per lavorarci con gli autori credo servirebbe almeno un incontro esplicativo (che sarebbe utile anche per molte altre cose…) ma temo sarà difficile avvenga (seppur non impossibile…). non avevo proprio pensato di farci consegnare delle bozze intermedie (idea molto saggia!), che però non saprei proprio come far scandire (se temporalmente o per stati di avanzamento o …).

          Non ho mai pensato di cominciare a lavorarci imbastendo le cose da solo e preventivamente. Quello che mi preme di più è arrivare alla fatidica serata “con una gradita bottiglia” in grado di dare un contributo riguardo idee e segni da gettare a matita (che in questo momento non mi sento molto di poterlo dare con cognizione di causa) e in grado di dare un contributo nel trasporle in un file di classe LaTeX (che mi sento di poter dare un po’ di più ma comunque non come credo sarebbe Bene).

          Riguardo a cosa inserire/non inserire/concedere/vietare…credo che, almeno per quanto riguarderà me, il problema sarà più nel non farsi incastrare che nell’essere aperti. Come dicevo, comunque, il mio motto sarà semplicità ed efficacia. Andare a mettermi in progetti più grandi di me per creare qualcosa che non so gestire pieno di fronzoli (facilmente inutili se non dannosi) lo trovo, sinceramente, (passatemi il termine) stupido.

          Non ho mai creduto che uno stesso capitolo potesse essere scritto a più mani (e ora che mi ci avete fatto pensare, effettivamente, dovrei tenerne conto…ma credo che lo saprò a tempo debito ed è inutile fasciarmi la testa prima che si sia rotta :-)), piuttosto i capitoli saranno (quasi tutti) scritti da persone differenti… la mia idea era proprio salire sulle spalle di ArSTeXnica e strutturare il lavoro come il suo pacchetto autori: chiedere un file con i pacchetti, uno con i comandi e gli ambienti, uno con il documento principale.

          Una cosa di cui sono ignorante al 100% e che mi sono reso conto che non avevo segnalato è la composizione del file di stile per biber (che tra l’altro…sarà da far configurare in locale ai vari autori immagino…)

          Il manuale della classe intenderei scriverlo direttamente con il dtx (quando sarà il momento) sennò credo che diventerà impossibile stargli dietro (a tal proposito sono curioso di come fare la suddivisione in capitoli della documentazione, come inserire sul bordo a margine i comandi con in parte la loro descrizione, come inserire esempi di “codice applicato”, … tutte cose che nei miei primi dtx non ho mai fatto e nelle guide che ho letto non ho trovato…qualcuno ha per caso un dtx da suggerirmi di guardare per vedere com’è fatto?)

          Riguardo la codifica io non ho alcun dubbio: utf8 ogni giorno e due volte la domenica…e se fosse per me (per quanto io usi quasi sempre TeXShop) mi farebbe piacere che tutti lavorassero con TeXWorks (sopratutto per le righe autoconfiguranti, per la risoluzione di eventuali problemi che potrebbe pormi qualche autore, ecc)..ma so che vivo nel mondo dei sogni quindi non ci spero :-)…in ogni modo mi rendo conto che il fattore “codifica” sarà un osso duro da affrontare tra i vari seguaci di latin1 e macosroman… (ma credo che impostarlo di default nel file di classe potrebbe essere un’arma utilizzabile…il problema restarà la configurazione dell’editor..vabbè..vedremo a tempo debito come sarà la situazione una volta che saremo davanti agli autori in carne e ossa)

          Creare un account dropbox o altro e farlo usare a tutti credo sia difficile tanto (se non di più) quanto condividere il tutto in un account bitbucket o github (modulo che in tal caso ci sarebbe un piccolo ostacolo economico per collaborazioni con più di tre soggetti…)…ma se fosse possibile lavorare con Git, per me sarebbe incomparabilmente meglio… in ogni modo non lavorando in diverse persone sullo stesso file non so quanto potrebbe essere saggio rendere tutti in grado di aprire, leggere e modificare i file di tutti gli altri…

          Riguardo in fine la grafica non me ne sono dimenticato, non ho riportato le mie (scarsissime) competenze perché ritenevo che in quanto curatore e non autore, non fosse interessante in questo contesto. In ogni modo:

          -L’Arte di disegnare l’ho letto un paio di volte;
          -L’Arte di disegnare grafici anche quello credo un paio di volte;
          -Commutative diagrams using TikZ mi è stato utile in più di un’occasione;
          -Introduzione all’uso di TikZ in ingegneria l’ho sfogliato spesso ma alla ricerca di codice di cui fare copia-incolla e poi da modificare ad hoc;
          -introduzione all’uso di TikZmark l’ho letto spesso (e credo di sapere dove trovare tutto quello che miserve) perché trovo utile evidenziare alcune note a margine nella bozza della mia tesi e non sapevo come fare (alla fine sono finito nell’adottare il “decido io le coordinate volta per volta” :-));
          -Creare grafici con pgfplots non lo conoscevo e lo andrò a cercare di sicuro (in ogni modo ormai, quando mi serve grafica, carico sempre pgfplots :-)).

          Diciamo che non sono assolutamente esperto e non ricordo quasi nulla ma sono sempre riuscito a fare piuttosto bene quello che mi serviva (diagrammi di funzioni, schemi di automi ibridi, riquadri elastici da inserire in luogo di figure non ancora incluse per tenere traccia dello spazio esatto che occuperà (draft non è poi così preciso…), e poco altro) nulla di particolare o avanzato o anche solo avvicinabile alle magie che si vedono in giro…però è un argomento che me lo farò interessare di sicuro..è che mi risulta difficile studiare qualcosa senza aver nulla di reale a cui applicarlo…quindi la mia competenza TikZ è limitata a quel poco che mi è servito ed è in attesa che mi serva a qualcosa di più… mi affascina molto!

          Riguardo la relazione su ArsTeXnica…sarebbe un piacere e spero sarò all’altezza di dare un contributo valido alla rivista. Sicuramente farò del mio meglio anche in tal senso! (A tal proposito ho una bozza di mail con la richiesta di poter collaborare al progetto ArSTeXnica, non con un articolo ma dall’altra parte, pronta da un paio di mesi e che aspetta solo di essere spedita a Claudio… non mi va però di dare disponibilità per cose che non sono ancora sicuro di avere il tempo di fare bene…quindi la mia bella mail aspetterà tra le bozze ancora un pochino… io per primo non vedo l’ora di spedirla :-))

          in questi (credo) quindici giorni il piano di battaglia che ho in testa è:

          – finire di rileggere l’Arte (alla fine ieri notte l’ho ricominciata d’accapo :-)..ma sono già alla fine del capitolo 3 con un sacco di note già inserite :-)); [4 giorni]
          – leggere la documentazione di geometry; [1giorno]
          – ri leggere l’Introduzione alla definizione della geometria della pagina; [2 giorni]
          – leggere la documentazione del pacchetto frontespizio; [1 giorno]
          – ri leggere il LaTeX Reference Manual commentato; [3 giorni]
          – rileggere l’introduzione alla creazione di file di classe; [2 giorni]
          – leggere How to Package your LaTeX Package; [1 giorno]
          – cominciare la guida GuIT (che andrò a stampare in settimana i tre tomi) con particolare attenzione alle pagine IV-V, ai capitoli 6, 20, 19, 27 e perché no…anche 28 🙂 [il tempo che resta…]
          – inserire sostituire letture, modificare l’ordine delle stesse secondo i vostri suggerimenti 🙂 credo di poter dedicare un 3 ore al giorno, dopocena.

          -se sono più veloce (o avrò più tempo) sono molto curioso di leggere Creare grafici con pgfplots, o per lo meno sfogliarlo 😉

          Un grazie ancora a tutti 🙂

          ciao ciao

          Corrado.

        • #95729
          robitex
          Amministratore del forum
            Up
            0
            Down
            ::


            Corrado, non sono completamente d’accordo con quello che dici nel post precedente.
            Infatti, è molto molto più semplice gestire i file in una cartella condivisa in Dropbox che non farlo attraverso un repo anche privato git.

            Me lo dimostra l’esperienza di collaborazione sia con uno che con l’altro strumento.
            La cosa funziona così:
            ogni Autore ha il suo account Dropbox gratuito fino a 2 GB.
            Una cartella viene condivisa tra gli autori e ad ognuno viene assegnata una subdirectory dove salvare i file.
            Nella directory principale, la root del progetto, c’è il file di classe ed il main del documento.

            A questo punto lavorare è una questione di premere CTRL+S (save) nel proprio editor.
            In automatico il file locale viene sincronizzato con la versione on-line così come tuttii gli altri Autori riceveranno l’aggiornamento.

            Di così semplice non credo che esista niente.
            L’unico difetto è questo: serve un po’ di coordinamento via mail se si vuole lavorare sullo stesso file perché farlo in contemporanea potrebbe comportare perdita dei cambiamenti di un Autore rispetto all’altro.

            Git, ovvio, non soffre di questo problema e fa molto di più, ma al prezzo di comandi da terminale, gestione centralizzata dei merge ecc ecc.

            Quanto a costruire la classe, precisando meglio il mio suggerimento precedente, è necessario procedere per piccoli passi mano a mano che si presentano i problemi compositivi imho.

            Insomma, non s’era detto di mantenere le cose semplici?

            R.

          • #95730
            Up
            0
            Down
            ::

            Dork” post=95343Il manuale della classe intenderei scriverlo direttamente con il dtx (quando sarà il momento) sennò credo che diventerà impossibile stargli dietro (a tal proposito sono curioso di come fare la suddivisione in capitoli della documentazione, come inserire sul bordo a margine i comandi con in parte la loro descrizione, come inserire esempi di “codice applicato”, … tutte cose che nei miei primi dtx non ho mai fatto e nelle guide che ho letto non ho trovato…qualcuno ha per caso un dtx da suggerirmi di guardare per vedere com’è fatto?)

            È raro che le documentazioni di classi o pacchetti siano suddivise in capitoli, anche perché o sono veramente classi/pacchetti enormi che richiedono centinaia di pagine, oppure è perfettamente possibile limitarsi alla suddivisione in sezioni.

            Per inserire i comandi sul bordo margine in genere si utilizza il comando [tt]\DescribeMacro[/tt].

            Per il “codice applicato”, esistono una serie anche abbastanza numerosa di pacchetti. Puoi trovarne una lista qui. Se dovessi scegliere adesso, mi orienterei su tcolorbox.

            Ti consiglio di provare a partire da esempi di dtx semplici e man mano andare a leggere quelli di pacchetti “grandi” come mdframed (dove “grandi” vuol sottilineare sia la complessità del pacchetto che quella della documentazione). Esiste anche un manuale per realizzare dtx (di cui ora mi sfugge il nome).

            Dork” post=95343Riguardo in fine la grafica non me ne sono dimenticato, non ho riportato le mie (scarsissime) competenze perché ritenevo che in quanto curatore e non autore, non fosse interessante in questo contesto.

            In quanto curatore, però, puoi “consigliare caldamente” gli autori a usare i metodi “appropriati”, dove possibile naturalmente.

            Ciao
            Claudio

          • #95731
            Up
            0
            Down
            ::


            Non sapevo che con dropbox si potesse condividere una subdirectory di una directory in quel modo… (nota: ho già sia drop box, gia con alcune cartelle condivise)

            cioè dici che posso creare una cartella Libro/ io che condivido con tutti al cui interno c’è Libro.cls condiviso con tutti e sottocartelle Libro/Autore1/, Libro/Autore2/ ecc di proprietà di ciascun autore e condivisa con me (e basta: senza che risulti condivisa con gli altri) con dentro i loro file? (Ovvero fare in modo che ognuno veda i file della cartella Libro/ dalla propria cartella locale insieme alla propria sottocartella, senza che veda le sottocartelle degli altri?)

            Oppure suggerisci che tutti vedono tutto e ciascuno condivide con gli altri la propria cartella (mettendo quindi la sua porzione di giga a disposizione)..oppure … non ho capito cosa intendi…

            Per quanto riguarda la semplicità continuo a ritenerla fondamentale! Sono perfettamente d’accordo con quello che dici e i piccoli passi…dove ti è parso che io dicessi il contrario? Dicevo solo, appunto, di preparare la documentazione con lo stesso dtx che produce la classe…cosicché man mano che si fanno i passi, la documentazione è aggiornata con essa…(cosa che mi pare la più semplice).

            Io con git ho usato davvero pochissimo i comandi da terminale (uso SourceTree e mi trovo stra bene) in ogni modo, come dicevo, non credevo di usarlo con gli autori ma bensì con il mio collega.

            La mia idea, per rendere il tutto semplice, era:

            -decidiamo la base da cui partire e poniamo la base (semplice ed essenziale) del file cls usando un dtx che ne produca anche la documentazione (e per questo mi piaceva l’idea di poter descrivere i comandi in modo leggibile);
            -predisponiamo (come ho visto per ArSTeXnica) file del tipo autore_main.tex, autore_command.tex, autore_package.tex da distribuire insieme al file Libro_autore.tex (con solo gli \input che competono all’autore stesso). In questo modo la compilazione di ognuno sarà veloce e semplice;
            – se poi il tutto e sincronizzato in un dropbox allora lusso perché noi potremmo prendere i vari contributi con in ordine pacchetti e impostazioni richiamati da ciascuno e poter uniformare, fondere, aggiornare il file di classe secondo le esigenze che verranno fuori man mano.

            in questo modo però non sono tutti che vedono e compilano tutto ma ciascuno vede e compila il suo, mentre noi vediamo tutto e compiliamo il tutto..
            E proprio perché non credo (sono quasi certo) che non ci saranno più autori per uno stesso capitolo, nessuno (tranne noi due) lavoreremo sullo stesso file…da cui ottimo dropbox per gli autori, ottimo git per noi due (per operare sul file dtx senza doversi necessariamente vedere)

            A questo punto, come suggerisci, se il file di classe e la documentazione sono on-line e condivisi con tutti allora, quando lo aggiorniamo, si che ci basta (a noi ) un [tt]save[/tt] e tutti avranno tutto aggiornato. Ma condividere tutto fra tutti temo possa creare più problemi che benefici.

            Cosa dici?

          • #95732
            Up
            0
            Down
            ::

            cfiandra” post=95346
            È raro che le documentazioni di classi o pacchetti siano suddivise in capitoli, anche perché o sono veramente classi/pacchetti enormi che richiedono centinaia di pagine, oppure è perfettamente possibile limitarsi alla suddivisione in sezioni.

            Per inserire i comandi sul bordo margine in genere si utilizza il comando [tt]\DescribeMacro[/tt].

            Per il “codice applicato”, esistono una serie anche abbastanza numerosa di pacchetti. Puoi trovarne una lista qui. Se dovessi scegliere adesso, mi orienterei su tcolorbox.

            Ti consiglio di provare a partire da esempi di dtx semplici e man mano andare a leggere quelli di pacchetti “grandi” come mdframed (dove “grandi” vuol sottilineare sia la complessità del pacchetto che quella della documentazione). Esiste anche un manuale per realizzare dtx (di cui ora mi sfugge il nome).

            grazie mille ci darò di sicuro un occhio e proverò di sicuro ad applicare le cose che leggo ai miei piccoli pacchettini già fatti 🙂

            cfiandra” post=95346
            In quanto curatore, però, puoi “consigliare caldamente” gli autori a usare i metodi “appropriati”, dove possibile naturalmente.

            Pienamente d’accordo, speriamo di riuscirci 🙂

            Grazie mille,

            Corrado.

          • #95733
            Up
            0
            Down
            ::


            Se ti può interessare, la classe suftesi mette a disposizione la struttura di documento collection, creata appositamente per comporre raccolte di articoli ovvero curatele. Sono previste parecchie personalizzazioni ma, come è noto (forse 😉 )
            suftesi ha delle restrizioni abbastanza rigide per quanto riguarda la possibilità di modificare i molti layout che metter a disposizione.
            Ma se ti piacciono quelli che già ci sono credo che sia una soluzione semplice. Io ho già usato la classe per progettare una rivista, che di fatto è un volume collettivo come quello che devi fare tu, con la sola differenza che il tuo volume collettivo non ha uscita periodica.
            Sarebbe anche una buona occasione per testare l’opzione documentstructure=collection che di fatto non è molto usata né conosciuta.

            Ciao
            Ivan

          • #95734
            robitex
            Amministratore del forum
              Up
              0
              Down
              ::


              In Dropbox se condivisi una cartella la condividi tutta perciò non si può impedire ad un autore di leggere i file degli altri. Perché sarebbe un problema?

              Altrimenti occorre cambiare schema e fare una condivisione coordinatore/autore ed assemblare tutto.
              R.

            • #95735
              Up
              0
              Down
              ::


              L’idea coordinatore/autori è quella che avevo in mente. In ogni modo non sarebbe minimamente un problema che gli altri vedano il lavoro dei colleghi (spero e conto siano tutti civili :-)..l’unico problema che mi viene in mente potrebbe essere qualcuno incuriosito da una porzione di codice di un collega, che va a curiosare e, in buona fede e per genuino imprevisto, magari modifica il sorgente… in ogni modo non lo ritengo abbastanza probabile da crederlo un problema!) ma credo sarebbe un problema che ogni autore debba compilare ogni volta tutto il libro coi contributi di tutti: tempo di compilazione a parte, c’è da mettere in conto che dovrebbe esserci già da subito un “ordine” dei capitoli, una struttura fissata non solo nella nostra testa ma già implementata…senza contare che il file comune potrebbe essere modificato potenzialmente contemporaneamente da dieci persone diverse… quindi secondo me ogni autore è meglio che abbia il suo [tt]main_autore.tex[/tt], che si compila e modifica in autonomia (comunque secondo le nostre direttive…che si accorderanno con le loro esigenze) e poi assembliamo noi. In questo modo, per stadi, (credo che) sarà anche più semplice aggiornare il file di classe man mano che arrivano versioni dei contributi.

              Quindi da quanto mi dici su dropbox sarei orientato su una cartella condivisa tra me e il mio collega con le varie sottocartelle degli autori ciascuna condivisa con il solo autore titolare della stessa, al cui interno c’è la loro versione locale con il solo loro capitolo. Esternamente (nella cartella principale condivisa tra noi due) ci sta il main.tex vero e proprio con la versione in progress della classe i .tex globali e uniformati dei comandi, del preambolo che magari richiama direttamente i rispettivi file .tex degli autori nelle varie sottocartelle: loro compilano il loro e noi (volendo in diretta coi loro cambiamenti) possiamo compilare il tutto…

            • #95736
              Up
              0
              Down
              ::


              (oltre al fatto che un errore nel sorgente di un autore bloccherebbe la compilazione a tutti quanti…)

            • #95737
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Corrado, c’è un modo semplice per evidenziare a margine la descrizione sia del codice, sia della documentazione; è quello di leggere la documentazione e, direi, che How to package your package sia una buona cosa.

                Confesso che io uso questi strumenti meno di quanto dovrei, ma ho una certa esperienza con alcuni pacchetti. (un pacchetto non è una classe ma può diventarlo; vedi stuttura e documentazione di toptesi; la classe è formata da poche righe che riciamano toptesi.sty un pacchetto che fa tutto quello che sembra che sia fatto dalla classe).

                Per la gestione della classe documentata e del suo file dtx devi (quasi) per forza usare la classe ltxdoc; ci sono anche altre classi che permettono di gestire contemporaneamente la documentazione e il codice, ma, anche se permettono di creare file di documentazione più attraenti e colorati, on hanno, secondo me, la semplicità della classe ltxdoc. Con questa classe puoi avere un preambolo che auto-estrae il codice prima di comporne la documentazione, per cui nella parte del puoi caricare il pacchetto appena estratto e lo puoi usare.

                Recentemente ho coricato un piccolo pacchetto testhyphens; ne trovi il file dtx nell’albero texmf-distr/source/latex/testhyphens; la documentazione contiene non solo esempi d’uso del pacchettino, ma anche cose scritte in lingue diverse, greco compreso (compresi trucchi vari per mostrare nel file di documentazione una specie di verbatim che contiene il greco (cosa abitualmente impossibile da fare con pdflatex e i pacchetti normali o i comandi del nucleo di latex)).

                Comunque, come ti abbiamo detto tutti, procedi per piccoli passi.

                Ciao
                Claudio

              • #95738
                robitex
                Amministratore del forum
                  Up
                  0
                  Down
                  ::

                  Dork” post=95357
                  Quindi da quanto mi dici su dropbox sarei orientato su una cartella condivisa tra me e il mio collega con le varie sottocartelle degli autori ciascuna condivisa con il solo autore titolare della stessa, al cui interno c’è la loro versione locale con il solo loro capitolo. Esternamente (nella cartella principale condivisa tra noi due) ci sta il main.tex vero e proprio con la versione in progress della classe i .tex globali e uniformati dei comandi, del preambolo che magari richiama direttamente i rispettivi file .tex degli autori nelle varie sottocartelle: loro compilano il loro e noi (volendo in diretta coi loro cambiamenti) possiamo compilare il tutto…

                  Tieni conto che in questo modo gli autori non possono compilare il documento finale composto ma solo i propri sorgenti, a meno che ci sia un main locale.
                  Buona serata.
                  R.

                • #95739
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Mi inserisco sommessamente ed in punta di piedi…

                  Noto che sul piano della tecnica avete esposto un sacco di annotazioni utilissime e sensate. Non sono in grado di apportare nulla a quanto leggo; anzi, archivio il thread nel mio cheetsheet personale per future riletture ed approfondimenti.

                  Apprezzo molto il discorso della bottiglia da condividere, che è un aspetto che personalmente non sottovaluterei :-); su questo tema in Italia qualsiasi regione presenta argomenti di tutto rispetto.

                  Quello che mi sfugge è come vi volete muovere sotto l’aspetto grafico, di come viene fuori l’impaginazione, al di là degli aspetti della composizione con LaTeX.

                  Non mi pare di avere visto citato, tra i molti, il libro di Bringhurst; se ti occupi anche dell’aspetto grafico forse potrebbe esserti utile.
                  Allo stesso modo mi sembra che non sia nominato Tufte. I suoi libri interessanti sono 4. Gli spunti non mancano.
                  Ha scritto e messo a disposizione anche una classe (usata per i suoi libri); magari un’occhiatina potrebbe aiutarti.
                  Non tanto per usarla tal quale quanto per affrontare anche qualche valutazione diversa da quelle meramente teXniche.

                  Anzi, se qualcuno l’ha usata e —anche sinteticamente— vuole darne conto gliene sarei grato.
                  Mi incuriosisce ma ancora non mi ci sono cimentato.

                • #95740
                  Up
                  0
                  Down
                  ::

                  robitex” post=95362


                  Quindi da quanto mi dici su dropbox sarei orientato su una cartella condivisa tra me e il mio collega con le varie sottocartelle degli autori ciascuna condivisa con il solo autore titolare della stessa, al cui interno c’è la loro versione locale con il solo loro capitolo. Esternamente (nella cartella principale condivisa tra noi due) ci sta il main.tex vero e proprio con la versione in progress della classe i .tex globali e uniformati dei comandi, del preambolo che magari richiama direttamente i rispettivi file .tex degli autori nelle varie sottocartelle: loro compilano il loro e noi (volendo in diretta coi loro cambiamenti) possiamo compilare il tutto…

                  Tieni conto che in questo modo gli autori non possono compilare il documento finale composto ma solo i propri sorgenti, a meno che ci sia un main locale.
                  Buona serata.
                  R.

                  Mi pare tu ritenga negativo qualcosa che a me pare positivo. Però non capisco il negativo. (modulo comunque il fatto che poi non sarò io a decidere da solo) io farei (due autori, due curatori non autori)

                  `
                  Libro/(condiviso solo tra i curatori)
                  libro.tex
                  comandilibro.tex
                  peambololibro.tex
                  librocorrente.cls
                  libroaggiornato.cls
                  Libro/autore1/(condiviso solo con autore1)
                  mainautore1.tex
                  comandiautore1.tex
                  preamboloautore1.tex
                  librocorrente.cls
                  libroautore1.tex
                  Libro/autore2/(condiviso solo con autore2)
                  mainautore2.tex
                  comandiautore2.tex
                  preamboloautore2.tex
                  librocorrente.cls
                  libroautore2.tex
                  `

                  in cui i file principali sono nella forma:
                  `
                  %libro.tex
                  \documentclass[%opzioni
                  ]{librocorrente%la versione attuale che hanno gli autori
                  %libroaggiornato%la versione in aggiornamento da testare e confrontare con la precedente
                  }

                  \includeonly{%può sempre essere utile anche noi compilare solo una parte
                  autore1/mainautore1,
                  autore2/mainautore2%
                  }

                  \input{preambololibro.tex} %che sarà un'unione ragionata di quelli degli autori e delle loro esigenze
                  \input{comandilibro.tex} %come sopra

                  \begin{document}
                  %titolo e colophon
                  %prefazione
                  %indici
                  %eccetera
                  %
                  \include{autore1/mainautore1.tex}
                  \include{autore2/mainautore2.tex}
                  \end{document}
                  `

                  `
                  %libroautore1.tex
                  \documentclass[%opzioni (draft, ecc)
                  ]{librocorrente}

                  \input{preamboloautore1.tex} %in cui ci scrive il suo preambolo
                  \input{comandiautore1.tex} %in cui ci scrive nuovi comandi e ambienti

                  \begin{document}
                  \include{mainautore1.tex} %in cui ci scrive quello che vuole
                  \end{document}
                  `

                  Per me in questo modo c’è massima libertà e “leggerezza di calcolo” verso gli autori (eliminando alla radice possibili conflitti che possano sorgere a loro a causa degli altri) e massima possibilità di gestione/test a noi (senza rovinare o intaccare in alcun modo il lavoro degli autori: tutte le modifiche vengono fatte sui file riassuntivi [tt]preambololibro[/tt] e [tt]comandilibro[/tt]).

                  Cosa c’è che non va o può essere migliorato in questa idea sul come gestire le cose?

                  grazie mille 🙂

                  Corrado

                • #95741
                  Up
                  0
                  Down
                  ::

                  frix” post=95364
                  Quello che mi sfugge è come vi volete muovere sotto l’aspetto grafico, di come viene fuori l’impaginazione, al di là degli aspetti della composizione con LaTeX.

                  credo che qui sarà il nocciolo della (per lo meno mia) semplicità. L’argomento mi interessa molto e mi affascina, ma non ne so. Quindi a meno che il mio collega non sia un esperto io proporrò, con molta decisione, di basarci su una classe/grafica già rodata e magari anche ben compatibile o modellabile per eventuali progetti futuri (tipo le classi standard o in un intorno di quelle…) apportando modifiche man mano se necessarie/coerenti/utili agli autori (ma sinceramente se parliamo di disegnare la pagina credo che non ci sia troppo da modificare le già diverse e bellissime proporzioni che ci offrono le classi base o classe/pacchetti famosi e usati da molti, oltre che scritti da persone che magari ci ha studiato anni…)

                  frix” post=95364
                  Non mi pare di avere visto citato, tra i molti, il libro di Bringhurst; se ti occupi anche dell’aspetto grafico forse potrebbe esserti utile.

                  Prima o poi quel libro sarà mio 🙂

                  frix” post=95364
                  Allo stesso modo mi sembra che non sia nominato Tufte. I suoi libri interessanti sono 4. Gli spunti non mancano.
                  Ha scritto e messo a disposizione anche una classe (usata per i suoi libri); magari un’occhiatina potrebbe aiutarti.
                  Non tanto per usarla tal quale quanto per affrontare anche qualche valutazione diversa da quelle meramente teXniche.

                  Questo non lo conosco né l’ho sentito (come dicevo, da questo punto di vista sono raso terra) lo terrò senz’altro in considerazione, grazie.

                  Ciao ciao e grazie mille 🙂

                  Corrado.

                • #95742
                  robitex
                  Amministratore del forum
                    Up
                    0
                    Down
                    ::

                    Dork” post=95365

                    [quote=”Dork” post=95357]…
                    Quindi da quanto mi dici su dropbox sarei orientato su una cartella condivisa tra me e il mio collega con le varie sottocartelle degli autori ciascuna condivisa con il solo autore titolare della stessa, al cui interno c’è la loro versione locale con il solo loro capitolo. Esternamente (nella cartella principale condivisa tra noi due) ci sta il main.tex vero e proprio con la versione in progress della classe i .tex globali e uniformati dei comandi, del preambolo che magari richiama direttamente i rispettivi file .tex degli autori nelle varie sottocartelle: loro compilano il loro e noi (volendo in diretta coi loro cambiamenti) possiamo compilare il tutto…

                    Tieni conto che in questo modo gli autori non possono compilare il documento finale composto ma solo i propri sorgenti, a meno che ci sia un main locale.
                    Buona serata.
                    R.

                    Mi pare tu ritenga negativo qualcosa che a me pare positivo. Però non capisco il negativo. (modulo comunque il fatto che poi non sarò io a decidere da solo) io farei (due autori, due curatori non autori)

                    `
                    Libro/(condiviso solo tra i curatori)
                    libro.tex
                    comandilibro.tex
                    peambololibro.tex
                    librocorrente.cls
                    libroaggiornato.cls
                    Libro/autore1/(condiviso solo con autore1)
                    mainautore1.tex
                    comandiautore1.tex
                    preamboloautore1.tex
                    librocorrente.cls
                    libroautore1.tex
                    Libro/autore2/(condiviso solo con autore2)
                    mainautore2.tex
                    comandiautore2.tex
                    preamboloautore2.tex
                    librocorrente.cls
                    libroautore2.tex
                    `

                    in cui i file principali sono nella forma:
                    `
                    %libro.tex
                    \documentclass[%opzioni
                    ]{librocorrente%la versione attuale che hanno gli autori
                    %libroaggiornato%la versione in aggiornamento da testare e confrontare con la precedente
                    }

                    \includeonly{%può sempre essere utile anche noi compilare solo una parte
                    autore1/mainautore1,
                    autore2/mainautore2%
                    }

                    \input{preambololibro.tex} %che sarà un'unione ragionata di quelli degli autori e delle loro esigenze
                    \input{comandilibro.tex} %come sopra

                    \begin{document}
                    %titolo e colophon
                    %prefazione
                    %indici
                    %eccetera
                    %
                    \include{autore1/mainautore1.tex}
                    \include{autore2/mainautore2.tex}
                    \end{document}
                    `

                    `
                    %libroautore1.tex
                    \documentclass[%opzioni (draft, ecc)
                    ]{librocorrente}

                    \input{preamboloautore1.tex} %in cui ci scrive il suo preambolo
                    \input{comandiautore1.tex} %in cui ci scrive nuovi comandi e ambienti

                    \begin{document}
                    \include{mainautore1.tex} %in cui ci scrive quello che vuole
                    \end{document}
                    `

                    Per me in questo modo c’è massima libertà e “leggerezza di calcolo” verso gli autori (eliminando alla radice possibili conflitti che possano sorgere a loro a causa degli altri) e massima possibilità di gestione/test a noi (senza rovinare o intaccare in alcun modo il lavoro degli autori: tutte le modifiche vengono fatte sui file riassuntivi [tt]preambololibro[/tt] e [tt]comandilibro[/tt]).

                    Cosa c’è che non va o può essere migliorato in questa idea sul come gestire le cose?

                    grazie mille 🙂

                    Corrado[/quote]
                    Ok.
                    R.

                  • #95743
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      Dork” post=95366

                      Quello che mi sfugge è come vi volete muovere sotto l’aspetto grafico, di come viene fuori l’impaginazione, al di là degli aspetti della composizione con LaTeX.

                      credo che qui sarà il nocciolo della (per lo meno mia) semplicità. L’argomento mi interessa molto e mi affascina, ma non ne so. Quindi a meno che il mio collega non sia un esperto io proporrò, con molta decisione, di basarci su una classe/grafica già rodata e magari anche ben compatibile o modellabile per eventuali progetti futuri (tipo le classi standard o in un intorno di quelle…) apportando modifiche man mano se necessarie/coerenti/utili agli autori (ma sinceramente se parliamo di disegnare la pagina credo che non ci sia troppo da modificare le già diverse e bellissime proporzioni che ci offrono le classi base o classe/pacchetti famosi e usati da molti, oltre che scritti da persone che magari ci ha studiato anni…)

                      frix” post=95364
                      Non mi pare di avere visto citato, tra i molti, il libro di Bringhurst; se ti occupi anche dell’aspetto grafico forse potrebbe esserti utile.

                      Prima o poi quel libro sarà mio 🙂

                      frix” post=95364
                      Allo stesso modo mi sembra che non sia nominato Tufte. I suoi libri interessanti sono 4. Gli spunti non mancano.
                      Ha scritto e messo a disposizione anche una classe (usata per i suoi libri); magari un’occhiatina potrebbe aiutarti.
                      Non tanto per usarla tal quale quanto per affrontare anche qualche valutazione diversa da quelle meramente teXniche.

                      Questo non lo conosco né l’ho sentito (come dicevo, da questo punto di vista sono raso terra) lo terrò senz’altro in considerazione, grazie.

                      Ciao ciao e grazie mille 🙂

                      Corrado.

                      Il libro di Bringhurst è citato anche nella guida tematica che dovresti avere già letto relatic=va al disegno grafico della pagina. Vi è anche mostrato il layout del testo di Bringhurst.
                      Comunque, parere personale, non credo che i layout di tufte, bellissimo, sia adatto ad un testo multidisciplinare che contiene le materie indicate da Corrado. Il layout di Bringhurst è realizzato già nella calsse suftesi che è già stata suggerita, ma, sempre secondo il mio parere personale, trovo che le testaine abolite e sostitire da “inscrizioni” nel margine non sia adatto ad un libro con i contenuti indicati da Corrado.

                      Corrado, leggiti il libro di Bringhurst in inglese; oltre ad una quantità di informazioni tipografiche utilissime, molte descrizioni di font, poche, pochissime indicazioni utili sulla matematica e sulle scienze sperimentali, il suo inglese è talmente elegante che è un piacere leggerlo anche se quel che dice non ti servisse a niente (ma ti serve, non avere paura di perdere tempo).

                      Il concetto principale è che il disegno della pagina, la scelta dei font, del corpo, dell’avanzamento di riga, della giustezza, delle informazioni di “navigazione” del testo, eccetera devono essere di supporto al lettore per leggere agevolmente, capire bene il messaggio scritto senza essere disturbato da decorazioni fini a se stesse. Quindi i layout più semplici sono tanto più graditi quanto maggiore è il testo (inclusa la matematica o i codici); I layout più elaborati (tufte, per esempio) sono adatti a libri in cui il contenuto grafico, il numero di illustrazioni sono numerose, molto numerose, mentre la quantità di testo è ridotta.

                      Personalmente possego uno dei libri di tufte, bello da sfogliare, scomodo da leggere (sempre parere personale).

                      Approvo pienamente il tuo orientamento verso le classi standard; tieni presente come quasi standard la classe memoir, e non leggerne la guida sequenzialmente ma, capitane le filosofia, cerca quello che ti interessa in modo puntuale, non sequenziale. Esamina suftesi; Ivan che l’ha scritto ha posto importanti vincoli al layout e agli stili che puoi usare, ma sono migliaia di combinazioni ed è difficle che non ne trovi una adatta. Ma, questo è importante, tu e il tuo collega ricordatevi di discutere in anticipo con chi pubblicherà il testo il formato fisico della pagina e come la tipografia vuole che sia presentato il file PDF con il testo composto. Suftesi permette di scegliere diversi formati di pagina preconfezionati con la pagina già di misura esatta. per alcune tipografie va bene. Altre tipografie preferiscono la pagine fisica composta su ua pagina virtuale di maggiori dimensioni con i crocini per le imposizioni e per la rifilatura delle segnature. Suftesi consente di farlo, ma devi pensarci in partenza.

                      memoir permette di gestire il layout della pagina in modo del tutto arbitrario e se viene bene o se viene male dipende da chi ocnfigura la pagina; ma usando memoir ha tutti gli strumenti necessari per fare un buon lavoro.

                      Suftesi permette di comporre il tio di documento “collection”; come ti ha detto Ivan è stato ancora usato poco e ci sono forse delle cose da mettere a punto. Una di queste è l’eventuale bibliografia separata per ogni capitolo tematico.

                      Quelo che è importante segnalare a te e al tuo co-editor è di non preoccuparvi di usare hyperref per un libro a stama; sulla carta non si può cliccare per nevigare nel libro, quindi niente collegamenti ipertestuali, ma questo potrebbe richiedere un uso attento del pacchetto varioref per aiutare il lettore a trovare rapidamente gli ggetti flottanti che non si trovano nella stessa pagina del testo che vi fa riferimento; magari conviene ridefinire alcuni comandi che siano un poco più italiani anche grammaticalmente (preposizioni articolate, non preposizioni semplici), ma questa è una cosa che definirete voi; l’importante è segnalare agli autori che devono usare i comandi di varioref e questo va scritto nel manualetto.

                      Ciao
                      Claudio

                    • #95744
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      OldClaudio” post=95371
                      Il libro di Bringhurst è citato anche nella guida tematica che dovresti avere già letto relatic=va al disegno grafico della pagina. Vi è anche mostrato il layout del testo di Bringhurst.

                      Si si, quello lo avevo già sentito!

                      OldClaudio” post=95371
                      Corrado, leggiti il libro di Bringhurst in inglese; oltre ad una quantità di informazioni tipografiche utilissime, molte descrizioni di font, poche, pochissime indicazioni utili sulla matematica e sulle scienze sperimentali, il suo inglese è talmente elegante che è un piacere leggerlo anche se quel che dice non ti servisse a niente (ma ti serve, non avere paura di perdere tempo).

                      Sarà fatto 🙂 (aggiunto al carrello, domani sono via, sabato non so se le poste sono aperte..in ogni modo ricarico e lo ordino :-))

                      OldClaudio” post=95371
                      Il concetto principale è che il disegno della pagina, la scelta dei font, del corpo, dell’avanzamento di riga, della giustezza, delle informazioni di “navigazione” del testo, eccetera devono essere di supporto al lettore per leggere agevolmente, capire bene il messaggio scritto senza essere disturbato da decorazioni fini a se stesse. Quindi i layout più semplici sono tanto più graditi quanto maggiore è il testo (inclusa la matematica o i codici); I layout più elaborati (tufte, per esempio) sono adatti a libri in cui il contenuto grafico, il numero di illustrazioni sono numerose, molto numerose, mentre la quantità di testo è ridotta.

                      Sono pienamente d’accordo.

                      OldClaudio” post=95371
                      Approvo pienamente il tuo orientamento verso le classi standard; tieni presente come quasi standard la classe memoir, e non leggerne la guida sequenzialmente ma, capitane le filosofia, cerca quello che ti interessa in modo puntuale, non sequenziale. Esamina suftesi; Ivan che l’ha scritto ha posto importanti vincoli al layout e agli stili che puoi usare, ma sono migliaia di combinazioni ed è difficle che non ne trovi una adatta. Ma, questo è importante, tu e il tuo collega ricordatevi di discutere in anticipo con chi pubblicherà il testo il formato fisico della pagina e come la tipografia vuole che sia presentato il file PDF con il testo composto. Suftesi permette di scegliere diversi formati di pagina preconfezionati con la pagina già di misura esatta. per alcune tipografie va bene. Altre tipografie preferiscono la pagine fisica composta su ua pagina virtuale di maggiori dimensioni con i crocini per le imposizioni e per la rifilatura delle segnature. Suftesi consente di farlo, ma devi pensarci in partenza.

                      memoir permette di gestire il layout della pagina in modo del tutto arbitrario e se viene bene o se viene male dipende da chi ocnfigura la pagina; ma usando memoir ha tutti gli strumenti necessari per fare un buon lavoro.

                      Suftesi permette di comporre il tio di documento “collection”; come ti ha detto Ivan è stato ancora usato poco e ci sono forse delle cose da mettere a punto. Una di queste è l’eventuale bibliografia separata per ogni capitolo tematico.

                      I commenti sulla documentazione di memoir erano ironici. Ho già scaricato la guida di suftesi e la documentazione di memoir (cioè..li ho aperti su due desktop vicini :-)) e gli ho dato un occhio al volo (non ancora sufficiente da farmi un idea però). L’idea di (proporre di) usare suftesi mi tranquilliza, quella di usare memoir mi stimola ma mi mette un po’ di ansia non avendolo mai usato prima. Sicuramente con quest’ultimo comincerò a lavorare ma non so ancora se lo farò già in questo contesto (poi, ammesso che sarò uno dei due…non ho comunque alba di chi possa essere né delle competenze dell’altro, quindi per il momento io parlo per me come se saremo due Corrado :-))

                      Al problema della bibliografia multipla ci avevo pensato. Credo che i singoli capitoli non saranno troppo corposi. Certo è che gli argomenti saranno diversissimi e scorrelati tra loro quindi una bibliografie locali potrebbero essere una buona cosa. Questo di sicuro sarà un passo importante ma non il primo, intanto è bene che ogni autore faccia il suo bel file biblio_autore.bib. Dove e come metterle credo (correggetemi se sbaglio) lo si possa decidere in un secondo momento (magari non terzo…)

                      OldClaudio” post=95371
                      Quelo che è importante segnalare a te e al tuo co-editor è di non preoccuparvi di usare hyperref per un libro a stama; sulla carta non si può cliccare per nevigare nel libro, quindi niente collegamenti ipertestuali, ma questo potrebbe richiedere un uso attento del pacchetto varioref per aiutare il lettore a trovare rapidamente gli ggetti flottanti che non si trovano nella stessa pagina del testo che vi fa riferimento; magari conviene ridefinire alcuni comandi che siano un poco più italiani anche grammaticalmente (preposizioni articolate, non preposizioni semplici), ma questa è una cosa che definirete voi; l’importante è segnalare agli autori che devono usare i comandi di varioref e questo va scritto nel manualetto.

                      Non sono certo che resti “solo” a stampa. In ogni modo io uso già varioref e lo spingerò molto (scusate se no dico lo “imporrò” ma non ce la faccio proprio a pensare di impormi…). Tra l’altro io uso una versione modificata da Enrico che ormai è diventata un miovarioref.sty e carico direttamente quella…quindi sul discorso “riferimenti fruibili alla lettura” sfondi una porta aperta, ma credo che hyperref farà comunque parte della classe (anche perché così lo faccio caricare direttamente alla fine in automatico e cerco così di evitare problemi).

                      Per ora vado avanti con la rilettura dell’Arte poi, come detto comincerò con la documentazione sull’impaginazione (nel frattempo magari mi è anche arrivato il libro di Bringhurst…) e infine rivedrò e approfondirò quella sulla scrittura di classi e pacchetti.

                      Per trovarci a disegnare il libro serve sia sapere come ci piacerebbe il risultato (per condividere e fare insieme qualcosa di bello) che avere un’idea “al volo”, mentre si parla, di cosa o come fare a ottenerlo (se ad esempio viene fuori il discorso delle bibliografie a ogni capitolo e, per esempio assurdo, suftesi non potesse proprio farle…vorrei conoscere la classe abbastanza da saperlo, appunto, al “volo”..così o cambio idea sulle bibliografie o so che devo eliminare tutto quello che pensavo di usare direttamente con suftesi e orientarmi, per esempio, su memoir…[è e resta un esempio…per rendere l’idea]).

                      Più o meno è lo stesso discorso (ma più a monte) che mi faceva Claudio (cfiandra) per il Tikz…se non so un minimo cosa e come poterlo fare non posso nemmeno suggerire soluzioni (oltre che non poterle realizzare). Desidero quindi arrivare meglio che posso, col tempo che ho ancora a disposizione, riguardo come impaginare (unitamente a tutte le altre scelte tipografiche), sulle potenzialità delle classi che considero ma ancora non conosco (suftesi e memoir) e su come poter realizzare quello che ho in mente (magari a tracce ma un’idea piuttosto chiara voglio averla “prima” di sicuro). Questi sono, nella mia testa, i miei primi tre passi per fare il quarto insieme con il mio collega con una ragionevole sicurezza di non inciampare da solo 🙂

                      (stasera nanna presto, sveglia presto e domani un bel sentiero di 13km per 1400m di dislivello totale con un caro amico :-), sperando di trovare meno neve possibile ;-))

                      Ciao ciao e buona serata,

                      Corrado.

                    • #95745
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      L’idea di (proporre di) usare suftesi mi tranquilliza

                      ciao dork,
                      ricordati che con suftesi devi inserire il colophon. Magari non è un problema, ma tienilo presente.

                      ciao
                      Andrea

                    • #95746
                      Up
                      0
                      Down
                      ::

                      Dork” post=95375Più o meno è lo stesso discorso (ma più a monte) che mi faceva Claudio (cfiandra) per il Tikz…se non so un minimo cosa e come poterlo fare non posso nemmeno suggerire soluzioni (oltre che non poterle realizzare).

                      Puoi sempre chiedere al forum 😉

                      Il punto, secondo me, è che puoi comporre un bellissimo libro, perfettamente impaginato, rispettando ogni santo criterio tipografico che ti può venire in mente, ma se le figure sono immagini di bassa risoluzione la qualità ne risente. Non c’è storia. Confronta i documenti a e b.

                      Considerando il carattere scientifico, si dovrebbe riuscire a trattare la maggior parte dei grafici.

                      Ciao
                      Claudio

                    • #95747
                      claudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        una domanda come garantire l’omogeneità di tikz ?
                        mi spiego con un esempio semplice
                        supponiamo di voler disegnare 10 sistemi di riferimento
                        come faccio per avere le linee dello stesso spessore le frecce con la stessa punta etc..
                        è possibile centralizzare queste definizioni?
                        se voglio sostituire le frecce con dei pallini come evitare di riaprire 10 file e cambiare su ognuno
                        la definizione di freccia?
                        ciao

                      • #95748
                        robitex
                        Amministratore del forum
                          Up
                          0
                          Down
                          ::

                          claudio” post=95407una domanda come garantire l’omogeneità di tikz ?
                          mi spiego con un esempio semplice
                          supponiamo di voler disegnare 10 sistemi di riferimento
                          come faccio per avere le linee dello stesso spessore le frecce con la stessa punta etc..
                          è possibile centralizzare queste definizioni?
                          se voglio sostituire le frecce con dei pallini come evitare di riaprire 10 file e cambiare su ognuno
                          la definizione di freccia?
                          ciao

                          Puoi definire uno stile in un file e caricarlo in ognuno dei sorgenti che creano le figure.
                          R.

                        • #95749
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Che problemi potrebbero esserci a caricare pgfplots direttamente con la classe e impostare li lo stile?

                        • #95750
                          Up
                          0
                          Down
                          ::

                          claudio” post=95407una domanda come garantire l’omogeneità di tikz ?
                          mi spiego con un esempio semplice
                          supponiamo di voler disegnare 10 sistemi di riferimento
                          come faccio per avere le linee dello stesso spessore le frecce con la stessa punta etc..
                          è possibile centralizzare queste definizioni?
                          se voglio sostituire le frecce con dei pallini come evitare di riaprire 10 file e cambiare su ognuno
                          la definizione di freccia?
                          ciao

                          Credo sia piuttosto semplice e si può trovare la risposta anche sull’Arte di disegnare con LaTeX. Come dice Roberto è necessario definire degli stili con il solito [tt]\tikzset[/tt]. Il punto, però, è che la definizione di questi stili deve avvenire nel preambolo del documento principale per garantire la loro efficacia a livello di documento. In quel modo se vuoi cambiare la punta di tutte le frecce da [tt]latex[/tt] a [tt]stealth[/tt], lo si fa una volta sola nel preambolo.


                          @Dork
                          : non ci sono problemi, gli stili verrebbero definiti nella classe. A me come soluzione però non piace molto: quando si scrive una classe o un pacchetto è bene cercare di essere il più generali possibile. Nello specifico, se usi la classe per un secondo libro e vuoi cambiare solo le impostazioni dei grafici, ti tocca fare i cambiamenti nella classe. Invece, tenendo gli stili nel preambolo, puoi usare la classe così com’è senza intervenire più.

                          Ciao
                          Claudio

                          Ciao
                          Claudio

                        • #95751
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          @fiandra: grazie. Sto pensando a come poter unire l’utile al funzionale… al momento (dopo la tua osservazione che condivido a pieno) considerando però che gli autori avranno ciascuno il proprio preambolo in un file a parte (caricato con \input in quello principale), se gli inserisco codice esplicito in quello principale rischio modifiche, problemi, ecc. (resto dell’idea che più è semplice, anche per loro, meglio è). Credo che una buona soluzione intermedia sia fare un pacchetto di stile (magari anche caricato in automatico dalla classe). In caso di aggiornamenti tra un passo e l’altro (o per eventuali modifiche in pubblicazioni future) sarà sufficiente modificare il pacchetto di stile ad hoc e, semplicemente, ridistribuire la versione aggiornata senza modificare alcunché nel codice visualizzato nei singoli file principali dei vari autori. Se poi si fa un’opzione alla classe per non caricarlo (o per caricarlo…) il tutto diviene ancora più flessibile.

                          Che dici?

                        • #95752
                          Up
                          0
                          Down
                          ::

                          Dork” post=95419@fiandra: grazie. Sto pensando a come poter unire l’utile al funzionale… al momento (dopo la tua osservazione che condivido a pieno) considerando però che gli autori avranno ciascuno il proprio preambolo in un file a parte (caricato con \input in quello principale), se gli inserisco codice esplicito in quello principale rischio modifiche, problemi, ecc. (resto dell’idea che più è semplice, anche per loro, meglio è). Credo che una buona soluzione intermedia sia fare un pacchetto di stile (magari anche caricato in automatico dalla classe). In caso di aggiornamenti tra un passo e l’altro (o per eventuali modifiche in pubblicazioni future) sarà sufficiente modificare il pacchetto di stile ad hoc e, semplicemente, ridistribuire la versione aggiornata senza modificare alcunché nel codice visualizzato nei singoli file principali dei vari autori. Se poi si fa un’opzione alla classe per non caricarlo (o per caricarlo…) il tutto diviene ancora più flessibile.

                          Che dici?

                          Mi sembra un’osservazione corretta e una buona idea.

                          Ciao
                          Claudio

                        • #95753
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Signore e signori, tremate: mi hanno preso!!! 🙂 🙂 🙂 🙂

                          Partiremo con il primo di ottobre (siamo in due più la coordinatrice del progetto) e al momento no so nulla più di quanto già detto: la prima riunione non è ancora stata fissata.
                          L’avventura sta per cominciare: allacciate le cinture!

                          Intanto un mega grazie per quanto già avete fatto per me, ma non temete: non è finita!! 🙂

                          Ciao ciao,
                          Corrado.

                        • #95754
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Buongiorno a tutti. Si comincia.

                          A gestire la parte LaTeX sarò solo io. Ho studiato suftesi e ho fatto una prova con collection. Sembra molto valido e adatto alle mie esigenze ma ho riscontrato le seguenti problematiche/cose che non mi andrebbero bene:

                          1 – quando si inverte l’ordine standard dei titoli/autori (da autore sopra il titolo ad autore sotto al titolo), il cambiamento non avviene nell’indice che resta: voce principale “autore” e come sottotitoli il titolo dell’intervento. Ecco io vorrei (in realtà mi è stato chiesto esplicitamente) che nell’indice ci fosse il titolo come voce principale e sotto, come voce secondaria, gli autori. Quello non ho capito come invertirlo (sempre si possa…ma se è stato previsto per le pagine interne penso di si). Ho comunque scritto direttamente a Ivan per chiedergli come fare o se può integrare la funzione.

                          2 – i titoli interni (dei vari interventi): prendiamo il seguente codice (che rappresenta un intervento)

                          `\author{A.~Utore} %riportare tutti e soli gli autori effettivi del capitolo
                          \title[]{}

                          \maketitle

                          %\chapter{capitolo}

                          \section{sezione}
                          foo
                          \begin{teorema}
                          1+1=0
                          \end{teorema}
                          }`

                          così com’è, c’è il titolo e subito sotto (come un article) segue il testo; ma il teorema è numerato 0.1. Se invece decommento il capitolo allora la numerazione del teorema è giusta 1.1 ma il capitolo (giustamente) va a pagina nuova lasciando una pagina solo per il titolo. A me questo non va bene: non posso avere una “vera” pagina di titolo ogni intervento. C’è un modo per avere un effetto article? (tra l’altro è così che sono identificati nella guida “articoli” quindi dovrebbe essere la configurazione standard prevista…) io per il momento ho risolto definendo il comando (anche perché mi piace l’idea di avere i capitoli così posso numerarli alla “elements” :-))
                          `
                          \newcommand{\capitoloLIBRO}[2][]{\begingroup
                          \let\clearpage\relax
                          \let\cleardoublepage\relax
                          \chapter[#1]{#2}
                          \endgroup\relax}`

                          che ne pensate? Stasera mi occupo della bibliografia che mi serve ad ogni capitolo e leggerò L’arte di creare bibliografie multiple con LaTeX. Se avrò dubbi, so dove trovarvi 🙂

                          Ciao ciao e grazie 🙂

                          Corrado.

                        • #95755
                          Up
                          0
                          Down
                          ::

                          Dork” post=96783Buongiorno a tutti. Si comincia.

                          A gestire la parte LaTeX sarò solo io. Ho studiato suftesi e ho fatto una prova con collection. Sembra molto valido e adatto alle mie esigenze ma ho riscontrato le seguenti problematiche/cose che non mi andrebbero bene:

                          1 – quando si inverte l’ordine standard dei titoli/autori (da autore sopra il titolo ad autore sotto al titolo), il cambiamento non avviene nell’indice che resta: voce principale “autore” e come sottotitoli il titolo dell’intervento. Ecco io vorrei (in realtà mi è stato chiesto esplicitamente) che nell’indice ci fosse il titolo come voce principale e sotto, come voce secondaria, gli autori. Quello non ho capito come invertirlo (sempre si possa…ma se è stato previsto per le pagine interne penso di si). Ho comunque scritto direttamente a Ivan per chiedergli come fare o se può integrare la funzione.

                          2 – i titoli interni (dei vari interventi): prendiamo il seguente codice (che rappresenta un intervento)

                          `\author{A.~Utore} %riportare tutti e soli gli autori effettivi del capitolo
                          \title[]{}

                          \maketitle

                          %\chapter{capitolo}

                          \section{sezione}
                          foo
                          \begin{teorema}
                          1+1=0
                          \end{teorema}
                          }`

                          così com’è, c’è il titolo e subito sotto (come un article) segue il testo; ma il teorema è numerato 0.1. Se invece decommento il capitolo allora la numerazione del teorema è giusta 1.1 ma il capitolo (giustamente) va a pagina nuova lasciando una pagina solo per il titolo. A me questo non va bene: non posso avere una “vera” pagina di titolo ogni intervento. C’è un modo per avere un effetto article? (tra l’altro è così che sono identificati nella guida “articoli” quindi dovrebbe essere la configurazione standard prevista…) io per il momento ho risolto definendo il comando (anche perché mi piace l’idea di avere i capitoli così posso numerarli alla “elements” :-))
                          `
                          \newcommand{\capitoloLIBRO}[2][]{\begingroup
                          \let\clearpage\relax
                          \let\cleardoublepage\relax
                          \chapter[#1]{#2}
                          \endgroup\relax}`

                          che ne pensate? Stasera mi occupo della bibliografia che mi serve ad ogni capitolo e leggerò L’arte di creare bibliografie multiple con LaTeX. Se avrò dubbi, so dove trovarvi 🙂

                          Ciao ciao e grazie 🙂

                          Corrado.

                          Non ti consiglio quella lettura, o almeno non più.
                          Per bibliografie da mettere a ogni capitolo, affidati alle funzioni di biblatex.

                          Ciao
                          Tommaso

                        • #95756
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          ok, grazie mille!
                          Appena vedo ti faccio sapere!

                          Ciao ciao,

                          Corrado.

                          PS: il problema dell’indice ho scoperto consistere “solo” che nella definizione della classe l’inversione con gli if avviene solo per il titolo e non per il toc riga 1666. Per il resto credo che il problema sia solo che i titoli sono trattati come capitoli veri e propri ma non vengono numerati. Infatti così è espressamente scritto a pag. 41 della documentazione. Si potesse far in modo che venissero numerati si risolverebbe tutto. (ho già scritto a ivan) Così di potrebbe nell’indice gli interventi numerati, si potrebbe numerarli con lo stile elements, eccetera.

                        • #95757
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Non sono riuscito a fare molto oggi per il libro, memoir non l’ho visto ma ho fatto una prova con SUFtesi impostando il tutto per funzionare con lo stile [tt]book[/tt]. L’altro mi piaceva di più indubbiamente (anche per i comandi che metteva a disposizione). Vedremo il paragone anche con memoir, anche così comunque è molto carino.

                          In questo caso credo che la soluzione migliore per la bibliografia sia un bel
                          \printbibliography[chapter=], se fanno tutte le citazioni esplicite (dubito), mentre
                          \printbibliography[keyword=] altrimenti (credo sia più facile chiedere di inserire un campo in più, vistop che posso al limite farlo io…, piuttosto che una citazione nel testo :-))

                          notte notte

                          Corrado.

                        • #95758
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Ciao a tutti. Aggiornamento:

                          Abbiamo deciso (probabilmente) di abbandonare suftesi e spostandoci su memoir. Ci piaceva l’idea di comporre qualcosa di nostro (il “probabilmente” tra parentesi nella prima frase dipende proprio da come valuteremo il risultato finale). Inoltre abbiamo deciso di creare una pubblicazione parallela con i medesimi contenuti ma strutturata e impaginate per essere letta agevolmente dalle persone con disturbi specifici dell’apprendimento (che orribile “etichetta”…vabbé) il tutto secondo le linee guida della British Dyslexia association e usando i font liberi Lexia (che sono davvero molto carini e anche se hanno solo la forma senza grazie con serie normale e nera, sono più che sufficienti allo scopo…anzi: di più sarebbero troppi :-)); inoltre probabilmente ci sarà richiesta anche una versione html (che non ho ancora idea di come fare, mi è stato suggerito di guardare htlatex…anche se per ora non saprei nemmeno da che parte prendere un libro html di 150 pagine…)

                          Dunque il lavoro per ora è a questo punto:

                          – i contributi alla fine arriveranno tutti composti con un article standard in cui sono stati caricati solo i pacchetti url, graphics e amsfonts, con la preghiera di non caricare ulteriori pacchetti né definire macro (tutto questo non è dipeso da me) e poi mi occuperò io di adattarli come meglio credo. Forse alla fine è la soluzione migliore… mah, non sono ancora del tutto convinto ma forse alla fine è davvero meglio così…inoltre al libro saranno “collegati” file esterni (essendo una pubblicazione on-line). Collegamento e file che devo ancora capire in cosa consitano, visto che non ho ancora contributi. Quindi su questo aspetto non posso dare ulteriori dettagli.

                          – abbiamo deciso di impaginare tutto per essere composto in b5, quindi ci sarà una versione b5 “pura” per la visione a schermo e una b5 composta su a4 coi crocetti di taglio per chi volesse stamparla conforme all’idea originale (il libro sarà elettronico);

                          – per la gabbia di testo ho tenuto la proporzione aurea approssimata a 89/55, correttamente scalata per contenere righe lunghe circa 65 caratteri (corpo 10 per i kpfont nella versione standard, corpo 12 per i Lexia nella versione DSA) e adattato a un numero intero di righe; (integrare i Lexia è stato istruttivo, per quanto, alla fine, semplice)

                          – inoltre abbiamo trovato un artista (Mariarosa Sturmigh) che ci ha disegnato una simpatica BAND (composta da: Bruno (il sassofonista), Arancio (il batterista), Noce (il chitarrista) e Dora (la cantante)) che accompagnerà il lettore a bordo pagina con delle, qui è proprio il caso di dirlo, “note” a margine. Nelle eventuali pagine in cui non saranno presenti le rock star, per non lasciare le pagine vuote, inseriremo solo i loro strumenti preferiti. Per comporre le note abbiamo pensato che una soluzione carina fosse quella di sfruttare un “piedistallo” in cui inserirle: così da ottenere anche l’effetto di non far galleggiare nel vuoto i personaggi.

                          il codice prevede nel preambolo quanto segue (se poi decideremo di non evidenziare nulla nel testo, ma solo scrivere delle cose allora la parte relativa a #2, così come quella compresa tra makeatletter..makeatother (al momento è così perché non ancora integrata nella classe), verranno eliminate):

                          `\usepackage{soul}
                          \usepackage{marginnote}
                          \usepackage[customcolors]{hf-tikz}
                          \hfsetfillcolor{blue!10}
                          \hfsetbordercolor{blue}
                          \usetikzlibrary{positioning,calc,shadows}

                          %: NOTE A MARGINE COMMENTI AL TESTO
                          % basato su:
                          % http://tex.stackexchange.com/a/52336/13304
                          %\definecolor{HLcolor}{RGB}{124,18,18} %standard
                          \definecolor{HLcolor}{RGB}{42,193,43}
                          \definecolor{HBcolor}{RGB}{174,124,112}

                          \sethlcolor{HLcolor!20}

                          \makeatletter
                          \newdimen\SOUL@dimen %new
                          \def\SOUL@ulunderline#1{{%
                          \setbox\z@\hbox{#1}%
                          \SOUL@dimen=\wd\z@ %new
                          \dimen@i=\SOUL@uloverlap
                          \advance\SOUL@dimen2\dimen@i %\dimen@ exchanged too
                          \rlap{%
                          \null
                          \kern-\dimen@i
                          \SOUL@ulcolor{\SOUL@ulleaders\hskip\SOUL@dimen}% new
                          }%
                          \unhcopy\z@
                          }}
                          \makeatother

                          \newcommand\tikzmark[1]{\tikz[overlay,remember picture] \node (#1) {};}

                          \newcommand\MarkText[3][1cm]{%
                          \marginnote{\tikzmark{e}\color{yellow}%
                          \tikz[remember picture]{%
                          \node[drop shadow,top color=HLcolor!80, bottom color=HBcolor!100,rounded corners,draw,text width=0.9\marginparwidth,font=\itshape](n){#3};}
                          }[#1]\tikzmark{s}\hl{#2}%
                          \begin{tikzpicture}[remember picture, overlay]
                          \draw[HLcolor] let \p1 = (s), \p2 = (e) in ($(\x2,\y1)-(\marginparsep,0)$) — ($(n.north west)!0.5!(n.south west)$);
                          \end{tikzpicture}%
                          }`

                          chiaro che il posizionamento in altezza della nota (default: 1cm) verrà di volta in volta modificato per “sorreggere” bene il personaggio di turno.
                          al momento il codice è di questo tipo nel testo:

                          `\marginpar{\includegraphics[width=\marginparwidth]{../BAND/NoceX}\par\leavevmode\par\MarkText[-1.49\baselineskip]{}{ciao ciao ciao}}`

                          dove il \par\leavevmode\par serve per far scendere di due righe il punto di ancoraggio della linea che “supporta” il basamento (immagino si possa fare di meglio ma così l’effetto è molto carino e funziona :-))

                          e con questo codice all’inizio quando la BAND si presenta (chiaramente è facile che prima della versione finale sarà modificato)

                          `\par
                          \enskip\includegraphics[width=.22\textwidth]{../BAND/ArancioX}%
                          \includegraphics[width=.22\textwidth]{../BAND/NoceX}%
                          \includegraphics[width=.22\textwidth]{../BAND/DoraX}%
                          \includegraphics[width=.22\textwidth]{../BAND/BrunoX}

                          \tikz[remember picture]{%
                          \node[drop shadow,top color=HLcolor!80, bottom color=HBcolor!100,rounded corners,draw,text width=0.9\textwidth,font=\itshape](n){\color{yellow}{\qquad Arancio \qquad\quad Noce\qquad\qquad\enskip Dora\qquad\qquad\quad\enskip Bruno}};}`

                          – ora sarà da costruire la pagina del titolo con uno sfondo colorato e la BAND in qualche forma, dovrò definire (o scegliere) uno stile per i titoli degli interventi (che dovranno comprendere i nomi degli autori) e i vari sotto-sezionamenti

                          – quando mi arriveranno i contributi poi potrò pensare allo stile generale e altre cosette sfiziose inerenti al testo.

                          Per ora vado avanti con quello che mi manca, e un po’ di studio 🙂

                          domanda:
                          se volessi inserire una sorta di texture verticale lungo ogni pagina nel lato interno, in modo che quella destra e sinistra si tocchino a centro pagina come potrei fare?…mmm..però questa potrebbe essere una domanda di interesse collettivo: la inserisco in una discussione dedicata 🙂

                          a presto!

                          ciao ciao,
                          Corrado

                      Visualizzazione 33 filoni di risposte
                      • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

                      Go to top