Frontespizio della tesi con LaTeX

  • Questo topic ha 11 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni fa da Lorenzo.
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  • #96033
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    Ciao a tutti 🙂

    L’anno scorso, in previsione della scrittura della tesi, mi ero diligentemente preparato il frontespizio in anticipo utilizzando il pacchetto “frontespizio”. Non potevo sapere che, per quando avrei dovuto scriverla, il frontespizio sarebbe stato modificato dall’università. E purtroppo è stato modificato in modo tale che mi è difficile riprodurlo con frontespizio (il modello nuovo è troppo folle per frontespizio; suftesi è probabilmente lo stile che ci si avvicina di più), quindi sto cercando di riprodurlo senza il pacchetto.

    So che ci sono dei buoni motivi per usare frontespizio, ma mi pare che cercare di piegare le impostazioni eleganti di frontespizio al nuovo template sia più faticoso che partire da zero.

    Vi allego quello che ho prodotto finora. Nello zip, oltre al file in .tex, c’è una cartella con il modello fornito dall’università sia in doc che in PDF. Penso che, senza essere impietosi col giudizio, il mio tex ci assomigli. Volevo chiedere consigli e suggerimenti su come migliorarlo. La spaziatura verticale mi sembra ancora molto imprecisa (che poi era il motivo per cui sarebbe meglio usare frontespizio).

    Se otterò un buon risultato, invierò il modello in *.tex alla segreteria, e cercherò di convincerli a metterlo nella pagina dell’università. Trovo ingiusto che ci sia solo un modello in .doc per il frontespizio. Sicuramente nella mia facoltà non sono in molti a fare la tesi con LaTeX, ma il modello del frontespizio in .doc non aiuta.

    Grazie a chiunque vorrà rispondere.

    EDIT: gli attachment non funzionano. Lo zip è qui: http://ge.tt/4QGzJ5r1/v/0

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    • #96034
      Francesco
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        Una volta sistemato sarò felice di usarlo, anche se nella mia tesi ho utilizzato il pacchetto frontespizio con il vecchio logo, proprio perché non ero in grado di rifarlo da zero e anche perché ritengo che sia più bello il risultato del pacchetto. Alla fine a Firenze (perlomeno nella mia “scuola”) non ci sono prescrizioni da rispettare nella tesi.

      • #96035
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        santaf” post=95622Una volta sistemato sarò felice di usarlo, anche se nella mia tesi ho utilizzato il pacchetto frontespizio con il vecchio logo, proprio perché non ero in grado di rifarlo da zero e anche perché ritengo che sia più bello il risultato del pacchetto. Alla fine a Firenze (perlomeno nella mia “scuola”) non ci sono prescrizioni da rispettare nella tesi.

        Sì, anche io avevo usato “frontespizio” quando mi ero fatto il mio template LaTeX approfittando di un po’ di tempo libero l’anno scorso. Era venuto benissimo, molto meglio di quanto sarei riuscito a fare io.

        Purtroppo nel frattempo è cambiato il modello fornito dall’università, e mi sembra che sia un po’ troppo diverso da quello precedente per continuare a usare frontespizio. So per certo che l’anno scorso *esigevano* il nuovo frontespizio – persone che si sono presentate con il vecchio sono state respinte.

        Tra l’altro il nuovo modello è veramente folle, il logo è posizionato in modo tale da venire probabilmente tagliato con la rilegatura.

        Da noi (medicina) non esistono prescrizioni rigide (es. non penso che nessuno si formalizzi sul font finché si evitano scelte bizzarre), ma ci sono delle prassi che vengono seguite da tutti (es. l’interlinea enorme, i margini larghissimi) e che il mio relatore mi ha invitato a seguire.

        Comunque quando sarà definitivo, ti avvertirò o qui sul forum o con un PM, e poi cercherò di farlo apparire sul sito dell’uni.

      • #96036
        OldClaudio
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          @grmttr
          , non ho capito se questo tuo file TeX deve servire solo per il frontespizio o per tutta la tesi. In ogni caso ci vedo errori di ogni tipo, alcuni dei quali si riflettono sulla qualità del frontespizio che hai realizzato. Certo il modello che vi viene imposto è stato predisposto da un incompetente (eufemismo); con questo non voglio dire che io sia un competente, ma di tesi e di frontespizi ne ho visti tanti e una certa esperienza me la sono fatta.

          Cominciamo dagli errori di sintassi LaTeX:

          1) Sicuramente per il frontespizio non ha bisogno di stabilire tre lingue, inglese di default, italiano e greco moderno politonico 😯 Indica solo quella che serve; italian.
          2) polutonikogreek è vecchio di almeno 15 anni, anche se ancora è mantenuto in vita per poter compilare vecchi documenti; se davvero ti servisse scrivere in greco (non il frontespizio, ma qualcosa all’interno della tesi), con gli ultimi aggiornamenti devi usare uno dei seguenti tre statement:`
          \uspackage[…,greek,…]{babel} % greco moderno monotonico
          \usepackage[…,greek.politoniko,…]{babel} % greco moderno politonico
          \usepackage[…,greek.ancient,…]{babel} % greco classico`
          3) Non entro nel merito dei font che hai scelto, ma se questo schema ti serve epr tutta la tesi, allora scrivi tutta la tesi con iwona, non con il palatino per i font con grazie, iwona per quello senza grazie e quel che mathpazo sceglie per il font a spaziatura fissa. Lascia perdere il terzo statement e per il fontespizio imposta \sffamily.
          4) Hai scelto al classe article; ma se serve per il frontespizio, passi, ma se serve per tutta la tesi la classe book, o almeno la classe report sono molto più adatte.
          5) va bene usare il pacchetto geometriy, ma con margini decenti e tenendo conto che le minipage che inserisci hanno i loro punti di riferimento, per cui i margini appaiono poi anche più piccoli di quel che apparirebbe dalle impostazioni di geometry. Bisogna aggiungere che Il frontespizio dovrebbe avere comunque la stessa gabbia delle pagine interne, eventualmente con margini diversi da quelli delle pagine interne, ma il rettangolo che circoscrive il contenuto dovrebbe essere lo stesso. C’è una guida tematica sul layout della pagina che puoi consultare/scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito.
          6) il pacchetto setspace dovrebbe essere vietato per legge; ma siccome ci sono molti che non si sono resi conto che le macchine da scrivere meccaniche non esistono più, tranne forse in qualche museo o qualche cantina (io ne ho una in cantina; me la regalò mio padre 60 anni fa) allora setspace sopravvive. Tuttavia per il frontespizio non lo si deve usare. Se serve per l’interno della tesi, allora per il frontespizio bisogna escluderne l’azione; vedi infatti che porcheria viene nelle due righe in alto a destra. Meno che mai bisogna usare \onehalfspacing.
          7) Le due minipage di mezza giustezza dovrebbero aver entrambe la stessa opzione di posizionamento verticale a seconda che tu ne vogli i contenuti allineati al top, oppure alla base.
          8 ) scale=0.12 forse va bene, nel senso che dopo un certo numero di prove hai deciso di usare quel numero, ma visto che sei dentro una minipage basta scalare il logofi alla giustezza della minipage. Ma le due minipage occupano tutta la giustezza; prima della prima minipage devi inserire \noindent, altrimenti le due minipage ti vengono spostate a desta e fra tutte e due non risultano centrate; siccome poi quella di destra ha l’allineamento a destra, mentre quella di sinistra ha l’allineamento a sinistra l’effetto della mancanza di \noindent è particolarmente evidenziato.
          9) non usare i vecchi comandi \bf, \sc, e non usare gruppi a sproposito; in particolare se hai cambiato dimensione dei font come quando scrivi \Large, se chiudi il gruppo prima che il capoverso sia terminato la spaziatura delle righe risula quella fuori dal gruppo. Non mettere emmeno \\ se dopo non c’è un’altra riga, come hai fatto epr esempio dopo la stringa “Umana}”
          10) Hai fatto l’errore opposto quando hai usato l’ambiente Huge Se usassi un ambiente flushleft e specificassi \Huge, \bfseries sarebbe corretto e non dovresti usare il gruppo interno, che tra l’altro ti obbliga a spaziature manuali, perché manca ii fine capoverso dopo la seconda riga.
          11) Iwona, che io sappia non dispone della forma maiuscoletta, quindi il tuo comando \sc non serve e a nulla, e infatti se ne vede il risultato nel file pdf che si produce.
          12) quegli \hspace{3cm} sarebbero superflui se la gabbia del frontespizio riflettesse la gabbia del testo.

          Non ti ho scritto tutto questo per avvilirti con critiche pignole, ma perché hai il desiderio di presentare un file funzionante e che produca il frontespizio secondo le specifiche della Scuola, e allora tanto vale che tu proponga un sorgente .tex impeccabile.

          Passando ai contenuti ti ricordo che le maiuscole in italiano non si usano come in inglese; le si usa solo per i nomi prpri e per i nome degli enti formati da più di due parole; pensa che la Repubblica Italiana è scritta con le due maiuscole, ma la carica istituzionale del Presidente della repubblica è scritto con una sola iniziale maiuscola. Inoltre nei titoli, o nelle intestazioni in generale, non si va mai a capo dopo un articolo, una preposizione semplice o articolata, un avverbio corto, e simili.
          Quindi se vuoi mettere su due righe il titolo scriverai [tt]Titolo\\della tesi di laurea[/tt] e per la scuola, o la scrivi so una sola riga oppure scrivi [tt\Scuola\\di Scienze della salute umana[/tt]; per la laurea scrivi su due righe [tt]Corso di laurea magistrale\\in Medicina e chirurgia[/tt]. Queste regole non me le sono inventate, ma è la prassi della buona tipografia. Poi, evidentemente, fai quello che credi, ma ti prego, dimenticati dell’inglese nella titolazione del frontespizio

        • #96037
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          @grmttr
          , non ho capito se questo tuo file TeX deve servire solo per il frontespizio o per tutta la tesi.

          Solo per il frontespizio. L’idea è di creare un PDF solo con il frontespizio, da inserire nella tesi finale con \includepdf.
          Una parte degli errori e delle brutture che hai (giustamente) sottolineato più sotto è legata al fatto che ho utilizzato una parte del preambolo della mia tesi, ma senza “ripulirlo” a dovere.

          1) Sicuramente per il frontespizio non ha bisogno di stabilire tre lingue, inglese di default, italiano e greco moderno politonico Indica solo quella che serve; italian.

          Questa è uno dei residui del preambolo della mia tesi. L’inglese di default è voluto, ma riconosco che nel frontespizio è inutile. Sono propenso a lasciare il greco però, dato che può succedere di dover inserire lettere greche nel titolo della tesi (es. uno potrebbe aver fatto una tesi sul Tumor Growth Factor beta o TGF-β).

          2) polutonikogreek è vecchio di almeno 15 anni, anche se ancora è mantenuto in vita per poter compilare vecchi documenti; se davvero ti servisse scrivere in greco (non il frontespizio, ma qualcosa all’interno della tesi), con gli ultimi aggiornamenti devi usare uno dei seguenti tre statement:

          \uspackage[…,greek,…]{babel} % greco moderno monotonico
          \usepackage[…,greek.politoniko,…]{babel} % greco moderno politonico
          \usepackage[…,greek.ancient,…]{babel} % greco classico

          Non ne avevo idea. Non avevo mai approfondito molto la scrittura in greco (a me serve ogni tanto scrivere qualche lettera, niente di più). Per la cronaca, avevo preso questa impostazione qualche anno fa (credo nel 2009) dall’Arte di scrivere in greco con LaTeX di Lorenzo (giusto per scrupolo ho ricontrollato: il documento è lo stesso e contiene ancora quell’impostazione). Forse andrebbe aggiornato?

          Grazie per il consiglio comunque – dovrò modificare diversi miei documenti suppongo.

          3) Non entro nel merito dei font che hai scelto, ma se questo schema ti serve epr tutta la tesi, allora scrivi tutta la tesi con iwona, non con il palatino per i font con grazie, iwona per quello senza grazie e quel che mathpazo sceglie per il font a spaziatura fissa. Lascia perdere il terzo statement e per il fontespizio imposta \sffamily.

          Perché no? Nella mia tesi, i titoli (\chapter, \section \subsection…) sono in sans serif, mentre il corpo del testo è serif. Ho scelto Iwona per i senza grazie perché mi sembrava elegante. Puoi spiegarmi i motivi che ti spingono a suggerirmi di abbandonare questo schema?

          4) Hai scelto al classe article; ma se serve per il frontespizio, passi, ma se serve per tutta la tesi la classe book, o almeno la classe report sono molto più adatte.

          Serve solo per il frontespizio. Concordo che per la tesi serva la classe book – che infatti ho utilizzato.

          5) va bene usare il pacchetto geometriy, ma con margini decenti e tenendo conto che le minipage che inserisci hanno i loro punti di riferimento, per cui i margini appaiono poi anche più piccoli di quel che apparirebbe dalle impostazioni di geometry. Bisogna aggiungere che Il frontespizio dovrebbe avere comunque la stessa gabbia delle pagine interne, eventualmente con margini diversi da quelli delle pagine interne, ma il rettangolo che circoscrive il contenuto dovrebbe essere lo stesso. C’è una guida tematica sul layout della pagina che puoi consultare/scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito.

          No, allora, nella mia tesi il pacchetto geometry è caricato con queste impostazioni:

          \usepackage[top=2.5cm,bottom=2.5cm,left=2.5cm,right=2.5cm,heightrounded,bindingoffset=10mm]{geometry}

          Non penso che tipograficamente siano valori molto eleganti, ma apparentemente questi sono i margini standard per le tesi. Ad ogni modo, a questo punto penso che per non fare confusione aprirò un thread a parte per la mia tesi, così questo thread può rimanere sul frontespizio.

          I valori che ho impostato nel frontespizio sono dovuti al fatto che cercavo di riprodurre il modello dell’università. In particolare, i margini inferiore, superiore e destro della pagina sono chiaramente stretti, quindi ho messo 1cm ad occhio. Se guardi il PDF, il testo di “Titolo della tesi di laurea”; “Relatore” etc. è allineato in corrispondenza della linea verticale del logo Unifi in cima alla pagina. Non c’è modo di sapere se sia casuale o voluto – io mi sono limitato a cercare di riprodurlo. Per farlo, ho messo il margine sinistro a 1cm (così che la minipage e quindi il logo risultassero in una posizione simile a quella del modello in .doc, ma sono stato costretto ad allineare il testo alla riga verticale del logo manualmente, con un sacco di \hspace. Se avessi impostato il margine direttamente a 4cm, credo che il logo sarebbe risultato molto più spostato a destra.

          Naturalmente se hai un modo migliore di ottenere questa stessa cosa, sono ricettivo.

          6) il pacchetto setspace dovrebbe essere vietato per legge; ma siccome ci sono molti che non si sono resi conto che le macchine da scrivere meccaniche non esistono più, tranne forse in qualche museo o qualche cantina (io ne ho una in cantina; me la regalò mio padre 60 anni fa) allora setspace sopravvive. Tuttavia per il frontespizio non lo si deve usare. Se serve per l’interno della tesi, allora per il frontespizio bisogna escluderne l’azione; vedi infatti che porcheria viene nelle due righe in alto a destra. Meno che mai bisogna usare \onehalfspacing.

          Tolto. Grazie 🙂

          7) Le due minipage di mezza giustezza dovrebbero aver entrambe la stessa opzione di posizionamento verticale a seconda che tu ne vogli i contenuti allineati al top, oppure alla base.

          Ok. Le ho allineate alla base con . Grazie 🙂

          8 ) scale=0.12 forse va bene, nel senso che dopo un certo numero di prove hai deciso di usare quel numero, ma visto che sei dentro una minipage basta scalare il logofi alla giustezza della minipage. Ma le due minipage occupano tutta la giustezza; prima della prima minipage devi inserire \noindent, altrimenti le due minipage ti vengono spostate a desta e fra tutte e due non risultano centrate; siccome poi quella di destra ha l’allineamento a destra, mentre quella di sinistra ha l’allineamento a sinistra l’effetto della mancanza di \noindent è particolarmente evidenziato.

          Ho messo \noindent, grazie 🙂 Non sono sicuro di aver capito cosa intendi con “scalare il logofi alla giustezza della minipage”; intendi una cosa tipo [width=\linewidth]?

          9) non usare i vecchi comandi \bf, \sc, e non usare gruppi a sproposito; in particolare se hai cambiato dimensione dei font come quando scrivi \Large, se chiudi il gruppo prima che il capoverso sia terminato la spaziatura delle righe risula quella fuori dal gruppo. Non mettere emmeno \\ se dopo non c’è un’altra riga, come hai fatto epr esempio dopo la stringa “Umana}”

          Grazie 🙂

          10) Hai fatto l’errore opposto quando hai usato l’ambiente Huge Se usassi un ambiente flushleft e specificassi \Huge, \bfseries sarebbe corretto e non dovresti usare il gruppo interno, che tra l’altro ti obbliga a spaziature manuali, perché manca ii fine capoverso dopo la seconda riga.

          Fatto, grazie 🙂

          11) Iwona, che io sappia non dispone della forma maiuscoletta, quindi il tuo comando \sc non serve e a nulla, e infatti se ne vede il risultato nel file pdf che si produce.

          Uhm, allora quello che io penso che sia small caps non è small caps…? Scusa la domanda forse ingenua, ma quello che si vede in questo documento non è small caps? http://www.geocities.ws/kijoo2000/latex_fonts.pdf (pag. 8 )

          Non ti ho scritto tutto questo per avvilirti con critiche pignole, ma perché hai il desiderio di presentare un file funzionante e che produca il frontespizio secondo le specifiche della Scuola, e allora tanto vale che tu proponga un sorgente .tex impeccabile.

          Ti ringrazio per il tempo che hai perso scrivendomi tutte queste critiche. Il motivo per cui sono venuto qui sul forum è proprio per riceverne 🙂

          Passando ai contenuti ti ricordo che le maiuscole in italiano non si usano come in inglese; le si usa solo per i nomi prpri e per i nome degli enti formati da più di due parole; pensa che la Repubblica Italiana è scritta con le due maiuscole, ma la carica istituzionale del Presidente della repubblica è scritto con una sola iniziale maiuscola. Inoltre nei titoli, o nelle intestazioni in generale, non si va mai a capo dopo un articolo, una preposizione semplice o articolata, un avverbio corto, e simili.
          Quindi se vuoi mettere su due righe il titolo scriverai Titolo\\della tesi di laurea e per la scuola, o la scrivi so una sola riga oppure scrivi [tt\Scuola\\di Scienze della salute umana[/tt]; per la laurea scrivi su due righe Corso di laurea magistrale\\in Medicina e chirurgia. Queste regole non me le sono inventate, ma è la prassi della buona tipografia. Poi, evidentemente, fai quello che credi, ma ti prego, dimenticati dell’inglese nella titolazione del frontespizio

          Ti ringrazio per queste informazioni. Per caso hai una fonte da citare? Non per deresponsabilizzarmi, ma la scelta di dove andare a capo è stata in realtà un po’ incosciente. Sono andato a capo semplicemente dove andava a capo nel modello fornito dall’università (se dai un’occhiata al PDF, è scritto per esempio: “Titolo della\\Tesi di Laurea”), senza farmi troppe domande. Idem per la scelta delle maiuscole.

          grazie, Lorenzo

        • #96038
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          Non ne avevo idea. Non avevo mai approfondito molto la scrittura in greco (a me serve ogni tanto scrivere qualche lettera, niente di più). Per la cronaca, avevo preso questa impostazione qualche anno fa (credo nel 2009) dall’Arte di scrivere in greco con LaTeX di Lorenzo (giusto per scrupolo ho ricontrollato: il documento è lo stesso e contiene ancora quell’impostazione). Forse andrebbe aggiornato?

          Probabilmente sul sito c’è una versione vecchia (troppo). Se la scarichi dal sito di Lorenzo trovi la versione 2012, ma gli autori stanno lavorando sulla versione 2014.

          Siccome si raccomanda sempre di tenere aggiornata la propria distribuzione per avere le ultime versioni dei pacchetti, secondo me è anche importante documentarsi sulle versioni più recenti delle guide.

          Ciao
          Claudio

        • #96039
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          cfiandra
          Probabilmente sul sito c’è una versione vecchia (troppo). Se la scarichi dal sito di Lorenzo trovi la versione 2012, ma gli autori stanno lavorando sulla versione 2014.

          Non mi riferivo all’Arte di scrivere con LaTeX, ma all’Arte di scrivere *in greco* con LateX. Comunque non volevo criticare la guida, volevo solo portare l’attenzione su questa cosa, in caso Lorenzo desiderasse aggiornare quella guida.

        • #96040
          OldClaudio
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            L’Arte di scrivere con LaTeX è in fase di revisione da parte di Tommaso Gordini; uno degli apsetti più delicati per il suo aggiornamento è proprio quello relativo alle lingue antiche, il greco in particolare; le novità che ti ho indicato nel mio messaggio sono di questi giorni, ma i modificatori esistono da almeno un anno e la pseudo lingua polutonikogreek è obsoleta da una quindicina d’anni; non so perché Lorenzo prima e Tommaso poi abbiano continuato a suggerire l’uso della lingua politonica moderna; forse non lo sapevano nemmeno che la sillabazione di quella antica non era attivata; io stesso che ho disegnato i font greci non me ne sono accorto per anni, ma ne ero al corrente da almeno un lustro.

            Per aggiungere qualche lettera come nell’esempio che hai indicato, non ti serve la lingua politonica moderna né quella antica; ti basta il greco monotonico, quindi senza specificare nessun modificatore; ricordati che se usi comandi “strani” come quelli per impostare la lingua greca, i riferimenti ipertestuali (utili per versioni da usare per la lettura a schermo, ma inutili per la versione a stampa) potrebbero darti risultatati non accettabili se non ricorri a protezioni particolari. Per la verità ti basterebbero i simboli greci della matematica. Per esempio il titolo Tumor Growth Factor beta o TGF-β potrebbe venire scritto semplicemente come Tumor Growth Factor beta o TGF-$\beta$.

            Per quel che riguarda la scrittura dei titoli e la non separazione delle brevi “paroline” qualunque grammatica italiana per adulti potrebbe essere adatta; ma, sebbene capisca che volevi riprodurre il frontespizio .doc/.pdf creato come modello dalla tua università, ti ho già segnalato che quel frontespizio è stato creato da un incompetente. Il suo modo di scrivere che rispecchia l’inglese ne è una ulteriore prova. Non saprei indicarti un testo di riferimento per due motivi 1) ora non sono a casa e resterò in vacanza fino alla fine del mese; 2) tutti i libri che ho consultato nell’arco degli anni sono a casa. Ma, ripeto, qualunque grammatica per adulti lo dovrebbe dire, sicuramente per quel che riguarda le lettere maiuscole; La non separazione delle paroline nasce dal buon senso, visto che ciascuna di quelle paroline non ha senso senza il sostantivo o la locuzione nominale che la segue. È lo stesso motivo epr il quale non si separano gli appellativi, specialmente se abbreviati dai nomi che essi accompagnano per cui si scrive [tt]prof.~Rossi[/tt] e non [tt]prof. Rossi[/tt] per evitare che un fine riga separi l’appellativo prof. dal nome Rossi.

            Ho controllato e l’Iwona contiene davvero il maiuscoletto. ma nel tuo file .tex hei messo`\begin{Huge}
            {\sc \bf
            \hspace{3cm}\noindent Titolo della

            \medskip

            \hspace{3cm}\noindent Tesi di Laurea
            }
            \end{Huge}`
            Ma come vedi nel risultato della tua composizione il Titolo della tesi risulta composto in maiuscolo/minuscolo, non in maiuscoletto. Il motivo di questo comportamento è che hai usato i vecchi comandi per i font, i quali sono conservati nelle classi standard per compatibilità con il passato, ma nel passato ognuno di questi comandi faceva un bel reset delle caratteristiche dei font e poi selezionava quando richiesto dal comando; i nuovi comandi non eseguono il reset, quindi cambiano solo la caratteristica specificata dal comando; se lasci e ivecchi comandi e scrivi [tt]\bf\sc[/tt] al posto di [tt]\sc\bf[/tt] noterai una notevole differenza, mentre se scrivi in qualunque oridne [tt]\scshaoe\bfseries[[/tt] scambiare di posto i comandi non modifica il risultato. Comunque ti ringrazio di avermi fatto notare che conosco poco gli Iwona.

            Usa per il frontespizio le stesse impostazioni del testo; per avere la prima riga che sporga fuori di margini di 25mm, usa le scatole \makebox come matrioske oppure usa i comandi \put dell’ambiente picture nativo di LaTeX e puoi mettere qualunque cosa in qualunque posto sulla pagina. Vedi Il LaTeX Reference Manual commentato fra le guide tematiche. Guarda che margini di 25 mm sono assolutamente normali, non sono affatto esagerati; I margini vanno scelti in base alla giustezza del testo e al corpo del font usato; Vedi la guida tematica sul layout della pagina. Ci sono motivi precisi per avere sulla carta A4 margini così “grandi”; spostando la gabbia di 10mm per la rilegatura (tro[[i 10mm a meno che la rilegatura della tesi non sia fatta con viti passanti…) togliendo quindi 60mm dai 210mm della larghezza della carta, spostando la gabbia di 10mm, resta una giustezza di 150 mm, che di solito è ritenuta grande rispetto a qualunque font non così grande come quelli che si usano nei libri di prima elementare. La classe book usa una giustezza attorno ai 130 mm, quindi con margini ancora più grandi.

            Se poi ti hanno fissato un avanzamento di riga grande, questo in qualche maniera mitiga la giustezza troppo grande. Ma il disegno della pagina è proprio quello che imposterebbe una persona che usa Word o Writer e ha poche o nessuna informazione sulla composizione tipografica. Anche con Wor o con Writer si possono fare le cose bene, ma bisogna conoscere un po’ di teoria relativa alla composizione tipografica.

          • #96041
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            OldClaudio” post=95643
            Per aggiungere qualche lettera come nell’esempio che hai indicato, non ti serve la lingua politonica moderna né quella antica; ti basta il greco monotonico, quindi senza specificare nessun modificatore; ricordati che se usi comandi “strani” come quelli per impostare la lingua greca, i riferimenti ipertestuali (utili per versioni da usare per la lettura a schermo, ma inutili per la versione a stampa) potrebbero darti risultatati non accettabili se non ricorri a protezioni particolari. Per la verità ti basterebbero i simboli greci della matematica. Per esempio il titolo Tumor Growth Factor beta o TGF-β potrebbe venire scritto semplicemente come Tumor Growth Factor beta o TGF-$\beta$.

            Alcuni anni fa, quando mi sono avvicinato a LaTeX, avevo sperimentato varie opzioni per i simboli greci, ma non ricordo come mai ero finito proprio con quella. In ogni caso, alla luce delle nuove informazioni, sicuramente rivaluterò il mio modo di farli – usare i simboli greci della matematica mi sembra una soluzione attraente.

            OldClaudio” post=95643
            Per quel che riguarda la scrittura dei titoli e la non separazione delle brevi “paroline” qualunque grammatica italiana per adulti potrebbe essere adatta; ma, sebbene capisca che volevi riprodurre il frontespizio .doc/.pdf creato come modello dalla tua università, ti ho già segnalato che quel frontespizio è stato creato da un incompetente. Il suo modo di scrivere che rispecchia l’inglese ne è una ulteriore prova. Non saprei indicarti un testo di riferimento per due motivi 1) ora non sono a casa e resterò in vacanza fino alla fine del mese; 2) tutti i libri che ho consultato nell’arco degli anni sono a casa. Ma, ripeto, qualunque grammatica per adulti lo dovrebbe dire, sicuramente per quel che riguarda le lettere maiuscole; La non separazione delle paroline nasce dal buon senso, visto che ciascuna di quelle paroline non ha senso senza il sostantivo o la locuzione nominale che la segue. È lo stesso motivo epr il quale non si separano gli appellativi, specialmente se abbreviati dai nomi che essi accompagnano per cui si scrive [tt]prof.~Rossi[/tt] e non [tt]prof. Rossi[/tt] per evitare che un fine riga separi l’appellativo prof. dal nome Rossi.

            Giusto per evitare fraintendimenti: leggo questo forum da anni. Io non ho alcun dubbio che tu abbia ragione. Il problema è che in pratica io mi dovrò scontrare con rappresentanti della burocrazia universitaria che di queste norme non sanno assolutamente niente, e probabilmente non vogliono saperne niente. È già successo in passato, seppure in ambiti diversi – riesco a immaginarmi nitidamente scene in cui spiego pazientemente ad una impiegata di qualche front office che è scorretto scrivere Scuola di Scienze della Salute Umana come è scritto lì, e quella mi risponde che non ne sa niente, non può farci niente, che nel modello è scritto così e io devo seguire quello. Nella mia esperienza, queste persone sono impervie al ragionamento. E da una parte non posso dar loro torto, visto che il modello per il frontespizio è stato probabilmente imposto da Qualcuno burocraticamente più in alto e non ritengono di avere l’autorità di contestare quella decisione.

            Tutto questo per dire che se voglio proporre un modello diverso con l’ambizione che il mio sia più corretto, dovrò prevedibilmente motivare le mie scelte. Chiedevo delle fonti per questo, non perché non mi fidi io. E anche così, è molto probabile che mi dicano di adeguarmi al modello che è lì e stop. La cosa ancora più probabile è che mi ignorino totalmente.

            OldClaudio” post=95643
            Ho controllato e l’Iwona contiene davvero il maiuscoletto. ma nel tuo file .tex hei messo`\begin{Huge}
            {\sc \bf
            \hspace{3cm}\noindent Titolo della

            \medskip

            \hspace{3cm}\noindent Tesi di Laurea
            }
            \end{Huge}`
            Ma come vedi nel risultato della tua composizione il Titolo della tesi risulta composto in maiuscolo/minuscolo, non in maiuscoletto. Il motivo di questo comportamento è che hai usato i vecchi comandi per i font, i quali sono conservati nelle classi standard per compatibilità con il passato, ma nel passato ognuno di questi comandi faceva un bel reset delle caratteristiche dei font e poi selezionava quando richiesto dal comando; i nuovi comandi non eseguono il reset, quindi cambiano solo la caratteristica specificata dal comando; se lasci e ivecchi comandi e scrivi [tt]\bf\sc[/tt] al posto di [tt]\sc\bf[/tt] noterai una notevole differenza, mentre se scrivi in qualunque oridne [tt]\scshaoe\bfseries[[/tt] scambiare di posto i comandi non modifica il risultato. Comunque ti ringrazio di avermi fatto notare che conosco poco gli Iwona.

            Ho capito; sono stato poco attento a questo aspetto. Grazie per la spiegazione. Per ridurre la mia ignoranza, ho anche cercato su google e ho trovato questo; metto il link per chi dovesse capitare su questo thread non sapendone niente come me.

            OldClaudio” post=95643
            Usa per il frontespizio le stesse impostazioni del testo; per avere la prima riga che sporga fuori di margini di 25mm, usa le scatole \makebox come matrioske oppure usa i comandi \put dell’ambiente picture nativo di LaTeX e puoi mettere qualunque cosa in qualunque posto sulla pagina. Vedi Il LaTeX Reference Manual commentato fra le guide tematiche. Guarda che margini di 25 mm sono assolutamente normali, non sono affatto esagerati; I margini vanno scelti in base alla giustezza del testo e al corpo del font usato; Vedi la guida tematica sul layout della pagina. Ci sono motivi precisi per avere sulla carta A4 margini così “grandi”; spostando la gabbia di 10mm per la rilegatura (tro[[i 10mm a meno che la rilegatura della tesi non sia fatta con viti passanti…) togliendo quindi 60mm dai 210mm della larghezza della carta, spostando la gabbia di 10mm, resta una giustezza di 150 mm, che di solito è ritenuta grande rispetto a qualunque font non così grande come quelli che si usano nei libri di prima elementare. La classe book usa una giustezza attorno ai 130 mm, quindi con margini ancora più grandi.

            Se poi ti hanno fissato un avanzamento di riga grande, questo in qualche maniera mitiga la giustezza troppo grande. Ma il disegno della pagina è proprio quello che imposterebbe una persona che usa Word o Writer e ha poche o nessuna informazione sulla composizione tipografica. Anche con Wor o con Writer si possono fare le cose bene, ma bisogna conoscere un po’ di teoria relativa alla composizione tipografica.

            Ci lavoro un po’, poi posto il risultato.

            (Potrebbe passare qualche giorno)

          • #96042
            OldClaudio
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              Non ti preoccupare per il passaggio di qualche giorno; in fondo siamo a ferragosto e i nonni, come me, devono assecondare i nipotini per farli interessare a qualcosa di intelligente, che non siano le solite fiere o le solite mangiate. I giovani come te in questi giorni avranno sicuramente qualcsa più interessanti da fare.

              La FAQ che riporti deve essere molto vecchia, anche dse fa parte delle FAQ inglesi il cui ultimo aggiornamento risale a un paio di mesi fa, come è scritto in fondo alla pagina Web.

              Le informazioni riguardo ai font non c’è bisogno di cercarle in rete, ma basta leggere la documentazione che viene distribuita con ogni distribuzione completa del sistema TeX; in particolare le due guide da leggere sono la clsguide e la fntguide, entrambi i nomi da dare in pasto a comando texdoc in una finestra comandi o terminale, che dir si voglia.

              La prima guida illustra i nuovi concetti relativi alle classi e ai pacchetti e spiega che cosa è cambiato rispetto a LaTeX209, cosa che è avvenuta 20 anni fa, nel 1994, quindi non proprio ieri. La seconda guida spiega come si accede alle sei caratteirstiche di ogne selezione di font; e lo spiega illustrando i comandi di basso livello che le selezionano o le impostano; si tratta di \fontencoding{}, \fontfamily{}, \fontseries{}, \fontshape{}, \fontsize{}{}, \selectfont

              Ciascuno di questi comandi modifica una sola delle caratteristiche del font che si vuole usare (tranne ovviamante \fontsize, perché l’avanzamento di riga deve essere proporzionato al corpo).

              Questa capacità di separare le caratteristiche dei font per selezionarle separatamente è la novità del New Font Selection Scheme adottato con LaTeX2e; LaTeX209 seguiva un metodo “primordiale” simile a quello usato con Plain TeX.

              Infatti nei file di classe i vecchi comandi sono ancora presenti per compatibilità con il passato, ma sono ridefinti in quanto modo, per esempio`\renewcommand\bf{\normalfont\normalsize\bfseries`\normalfont rimette le caratteristiche di di famiglia, serie e forma rispettivamente ai valori di \rmfamilly, \mdseries e \upshape; poi normalisze reimpsta il corpo normale; infine \bfseries sostituisce la \mdseries. Le aptre caratterisitche rimandoo invariate, quindi scriveno con la codifica T1, qualunqe font si stesse usando prima di eseguire \bf, la codifica resta invariate così come il corpo e il corrispondente avanzamanto di riga, ma la famiglia viene cambiata nella famiglia di default con grazie, la serie viene in seconda battuta impostata al neretto, e la forma torna ad essere quella diritta.
              I comandi di LaTeX209, come quelli di Plain tex, selezionano, invece direttamente il font cmrx10 senza curasi minimamente del corpo e della codifica. Il risultato è quasi lo stesso di quello che si ottiene con i comandi ridefiniti.

              Tutto quel che si dice nella FAQ non è una cretinata, ma denota il fatto che lo scrivente non conosce il New Font Selection Scheme; se vuoi saperne di più su questo schema di selezione dei font puoi leggere la guida tematica sui font scaricandola dalla sezione Documentazione di questo sito.

              Abituati a leggere la documentazione che hai già installata sul tuo elaboratore, qualunque sistema operativo tu stia usando e qualunque installazione del sistema TeX tu abbia installato; abituati anche a dare almeno una scorsa alle guide presenti in questo sito, con particolare attenzione alal guide tematiche; esse sviluppano un solo tema, ma lo sviscerano (parola adatta ad un laureando di medicina) fino in fondo.

              Per una autorevole guida italiana di tipografia da parte mia devi aspettare la fine del mese; se qualcun altro ha cose più agevolmente sottomano e ti può dare indicazioni senza farti aspettare troppo, tanto meglio.

            • #96043
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              Scusate, ci ho messo ben più di qualche giorno a causa di impegni imprevisti.

              Ecco il risultato del frontespizio con le correzioni suggerite da @OldClaudio:

              http://ge.tt/4QGzJ5r1

              Nel frattempo mi sono informato, e ho avuto conferma che l’anno scorso sono stati molto rigidi nell’imporre quel modello a tutte le tesi. Per questo motivo mi sono astenuto dal modificare il modello in maniera troppo evidente (es. per quanto riguarda i margini). Ho anche lasciato alcune delle maiuscole “sbagliate”, perché mi sembra più sicuro, almeno in un primo momento, riprodurre la scelta di maiuscole che si vede sul sito dell’Università. Tuttavia ho scritto alla segreteria per chiedere di modificare il modello di frontespizio, o almeno di distribuirlo anche in formati diversi dal .doc 🙂 Vediamo se mi rispondono.

              Tra qualche giorno penso che aprirò un thread per alcuni problemi col frontespizio della mia tesi. Preparate gli antiemetici.

            • #96044
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              OldClaudio” post=95677Non ti preoccupare per il passaggio di qualche giorno; in fondo siamo a ferragosto e i nonni, come me, devono assecondare i nipotini per farli interessare a qualcosa di intelligente, che non siano le solite fiere o le solite mangiate. I giovani come te in questi giorni avranno sicuramente qualcsa più interessanti da fare.

              La FAQ che riporti deve essere molto vecchia, anche dse fa parte delle FAQ inglesi il cui ultimo aggiornamento risale a un paio di mesi fa, come è scritto in fondo alla pagina Web.

              Le informazioni riguardo ai font non c’è bisogno di cercarle in rete, ma basta leggere la documentazione che viene distribuita con ogni distribuzione completa del sistema TeX; in particolare le due guide da leggere sono la clsguide e la fntguide, entrambi i nomi da dare in pasto a comando texdoc in una finestra comandi o terminale, che dir si voglia.

              La prima guida illustra i nuovi concetti relativi alle classi e ai pacchetti e spiega che cosa è cambiato rispetto a LaTeX209, cosa che è avvenuta 20 anni fa, nel 1994, quindi non proprio ieri. La seconda guida spiega come si accede alle sei caratteirstiche di ogne selezione di font; e lo spiega illustrando i comandi di basso livello che le selezionano o le impostano; si tratta di \fontencoding{}, \fontfamily{}, \fontseries{}, \fontshape{}, \fontsize{}{}, \selectfont

              Ciascuno di questi comandi modifica una sola delle caratteristiche del font che si vuole usare (tranne ovviamante \fontsize, perché l’avanzamento di riga deve essere proporzionato al corpo).

              Questa capacità di separare le caratteristiche dei font per selezionarle separatamente è la novità del New Font Selection Scheme adottato con LaTeX2e; LaTeX209 seguiva un metodo “primordiale” simile a quello usato con Plain TeX.

              Infatti nei file di classe i vecchi comandi sono ancora presenti per compatibilità con il passato, ma sono ridefinti in quanto modo, per esempio`\renewcommand\bf{\normalfont\normalsize\bfseries`\normalfont rimette le caratteristiche di di famiglia, serie e forma rispettivamente ai valori di \rmfamilly, \mdseries e \upshape; poi normalisze reimpsta il corpo normale; infine \bfseries sostituisce la \mdseries. Le aptre caratterisitche rimandoo invariate, quindi scriveno con la codifica T1, qualunqe font si stesse usando prima di eseguire \bf, la codifica resta invariate così come il corpo e il corrispondente avanzamanto di riga, ma la famiglia viene cambiata nella famiglia di default con grazie, la serie viene in seconda battuta impostata al neretto, e la forma torna ad essere quella diritta.
              I comandi di LaTeX209, come quelli di Plain tex, selezionano, invece direttamente il font cmrx10 senza curasi minimamente del corpo e della codifica. Il risultato è quasi lo stesso di quello che si ottiene con i comandi ridefiniti.

              Grazie mille, adesso è più chiaro.

              OldClaudio” post=95677
              Tutto quel che si dice nella FAQ non è una cretinata, ma denota il fatto che lo scrivente non conosce il New Font Selection Scheme; se vuoi saperne di più su questo schema di selezione dei font puoi leggere la guida tematica sui font scaricandola dalla sezione Documentazione di questo sito.

              Abituati a leggere la documentazione che hai già installata sul tuo elaboratore, qualunque sistema operativo tu stia usando e qualunque installazione del sistema TeX tu abbia installato; abituati anche a dare almeno una scorsa alle guide presenti in questo sito, con particolare attenzione alal guide tematiche; esse sviluppano un solo tema, ma lo sviscerano (parola adatta ad un laureando di medicina) fino in fondo.

              Di norma leggo la documentazione dei pacchetti che utilizzo, e ho anche più volte consultato le guide qui sul forum (che mi ha introdotto a LaTeX e che leggo, anche se silenziosamente, dal 2009). Tuttavia hai centrato molto bene una delle mie lacune, ovvero la mancanza di una comprensione organica del funzionamento di LaTeX; spesso consulto la documentazione in maniera focalizzata – saltando i passaggi che non sono pertinenti al problema che sto cercando di risolvere. A breve termine questo mi permette di solito di risolvere il problema del momento, però nel lungo termine mi impedisce di sapere realmente quello che sto facendo. Sicuramente mi servirebbe studiare le guide tematiche – cercherò di farlo quanto prima. Grazie 🙂

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