ma latex è pazzo?!?!?!?!? (problema immagini…!)

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  • #97560
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    ho un serio problema con le immagini, non capisco proprio il criterio con cui “ragiona” il latex (o winedt con cui sto scrivendo) …panico

    devo mettere due immagini in sequenze, e dopo comincia una nuova section del mio testo. le ho messe entrambe, ma prima della prima ho messo un newpage perché le voglio entrambe sulla stessa pagina. è quindi venuta una pagina con queste due immagini, le loro didascalie, e poi nella pagina successiva inizia una nuova section. bellissimo, come lo volevo.

    ho poi leggermente cambiato la sintassi per inserire il \caption: ho messo \begin{image} e \end{image} e ovviamente il \caption prima e dopo le due figure… il delirio

    per cominciare mi ha messo la prima figura su una nuova pagina, e la seconda su una seconda (in sostanza le ha divise su due fogli diversi). so per certo che c’entravano entrambe… insomma, c’entravano prima! ho anche provato a ridurre le didascalie delle due immagini a un solo rigo, ma non ne vuole sapere: due pagine diverse

    allora ho cambiato: ho messo un solo \begin{image} prima della prima immgina e un solo \end{image} alla fine della seconda… qui è stato forte: ha messo le immagini come volevo io, sulla stessa pagina, una sopra l’altra, perfette… ma esattamente 5 pagine dopo o.O dovevano stare su pag 6, sono finite su pag 11 (però., a dimostrazione di quello che dicevo, con la didascalia “completa” ci vanno sulla stessa pagina)

    altre idee non mi vengono in mente… riporto le due sintassi per spiegare le mie versioni:

    VERSIONE 1
    blablabla \newpage \begin{figure} [h] \centering \includegraphics[…]{…} \caption[…] {…} \end{figure} \begin{figure} [h] \centering \includegraphics[…]{…} \caption[…] {…} \end{figure}

    \newpage
    \section{…}
    blablabla

    VERSIONE 2
    blablabla \newpage \begin{figure} [h] \centering \includegraphics[…]{…} \caption[…] {…} \centering \includegraphics[…]{…} \caption[…] {…} \end{figure}

    \newpage
    \section{…}
    blablabla

    ps: ho cambiato anche \centering con \begin{center} e \end{center}, per provare, ma OVVIAMENTE non cambia

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    • #97561
      lorenzo.pantieri
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        Prova” post=96963ho un serio problema con le immagini, non capisco proprio il criterio con cui “ragiona” il latex (o winedt con cui sto scrivendo)…

        Escludo categoricamente che WinEdt abbia capacità pensanti.

        Quanto ha LaTeX, “ha una personalità sua” (cit. Il Signore degli anelli): ma anche lui è un programma, si limita a eseguire quanto gli si ordina. 😉

        Riguardo al posizionamento degli oggetti, nell’Arte è spiegato tutto. In sintesi, se usi “figure” stai rinunciando a mettere gli oggetti dove vuoi tu, e LaTeX li mette dove vuole lui (di solito, dove stanno meglio). Soluzioni? Opzione H del pacchetto float. Oppure, non usare l’ambiente figure.

        `Questa immagine, cascasse il mondo, segue questo testo:
        \begin{center}
        \includegraphics{qui}
        \ebd{center}

        Idem per quest'altra:
        \begin{center}
        \includegraphics{qua}
        \ebd{center}`

      • #97562
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        nono mi convinco giorno dopo giorno che latex pensa hahaha ed è cazzimmoso

        la h del pacchetto float intendi la [h] che ho messo nella sintassi? pensavo di aver risolto con quella… e invece…….

        rinunciare all’ambiente figure non è che mi crea particolari traumi, ma poi posso richiamare nell’elenco figure? intendo con caption?

      • #97563
        OldClaudio
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          Primo: non usare MAI l’opzione h da sola. MAI vuol dire esattamente MAi. La cosiddetta pazzia di LATeX dipende dal quell’ h

          Secondo: vuoi assicurarti che due figure stiano assieme sulla stessa pagina? Dentro una mbeinte figure puoi metteri più di una immagine con al sua didascalia (non sto parlando del pacchetto subfig che permette di mettere un un solo ambiente tanti piccole figure con una didasclia generale e le sottodidascalie per ciascuna figurina); Un po’ come hai fatto tu, ma con l’opzione p per il poszionamento della grande figura che ne contiene due.
          `\begin{figure}[p]
          \centering
          \includegraphics[…]{…}
          \caption[…]{…}\labe{…}
          \bigskip

          \includegraphics[…]{…}
          \caption[…]{…}\label{…}
          \end{figure}`

          Non è vero in generale che \centering e l’ambiente center facciano la stessa cosa; \centering centra orizzontalmente tutto quello che c’è nel suo gruppo (è una dichiarazione e va usata solo all’interno di un gruppo, che può essere costituito dall’ambiente figure, o table, o da una coppia di graffe, o…). Invece l’ambiente center cetra orizzontalmente il suo contenuto, ma mette anche una riga vuota sopra e un’altra sotto al materiale centrato. Ne caso di un’unica figura (o doppoa figura) che occupi l’intera pagina non ti accorgi di questo spazio sopra e sotto; ma te ne accorgeresti se usassi l’ambiente center per ceentrare immagini che poi sono precedute o seguite da altro testo. Tant’è che la solita guida L’Arte di scrivere con LaTeX spiega per filo e per segno perché NON bisogna usare l’ambiente center per centrare figure o tabelle all’interno dei rispettivi ambienti di “galleggiamanto” figure e table.

        • #97564
          lorenzo.pantieri
          Partecipante
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            Prova” post=96966
            rinunciare all’ambiente figure non è che mi crea particolari traumi, ma poi posso richiamare nell’elenco figure? intendo con caption?

            Problema affrontato più e più volte sul forum. In sintesi brutale, delle due l’una:

            1. hai bisogno di una didascalia –> l’immagine può andare dove vuole e usi “figure”;
            2. non hai bisogno di alcuna didascalia, ma l’immagine appartiene al flusso del discorso e deve andare lì –> non usi “figure”.

          • #97565
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            piuccheperfetto

            ps: differenza tra center e centering capita!

          • #97566
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            lorenzo.pantieri” post=96970

            rinunciare all’ambiente figure non è che mi crea particolari traumi, ma poi posso richiamare nell’elenco figure? intendo con caption?

            Problema affrontato più e più volte sul forum. In sintesi brutale, delle due l’una:

            1. hai bisogno di una didascalia –> l’immagine può andare dove vuole e usi “figure”;
            2. non hai bisogno di alcuna didascalia, ma l’immagine appartiene al flusso del discorso e deve andare lì –> non usi “figure”.

            ma questo era chiaro. solo mi avevi consigliato di mettere l’h o di rinunciare a figure. l’h l’avevo già messa (SE è quella che ho capito io) e l’ambiente figure non lo potevo toglier eproprio perché dovevo mettere la didascalia, il caption e via dicendo.per questo la mia domanda… ladifferenza tra il mettere l’ambiente figure e il non metterlo la so, perché ho iniziato a scrivere la tesi con solo includegraphics, poi sono passata proprio all’ambiente figure e secondo me la qualità è migliorata tantissimo

          • #97567
            lorenzo.pantieri
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              Prova” post=96973
              solo mi avevi consigliato di mettere l’h […]

              Mai detto questo. Ho detto che H (maiuscolo) di float permette di forzare il posizionamento di un oggetto. È un’operazione che va fatta solo in sede si revisione finale. nell’Arte c’è tutto.

            • #97568
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              e qui è la differenza tra me che sono ignorante (e uso sempre gli stessi 2-3 comandi), e chi sa usare il programma

            • #97569
              OldClaudio
              Partecipante
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                Lorenzo, ci sarà anche scritto nell’Arte, ma H non lo si deve usare MAI. Ci sono altri modi per gestire le figure e gli oggetti mobili che non richiedono l’aggiustamento manuale, quando dopo aver usato uno di questi metodi, scopri che ti mancava una parola chiarificatrice qualche capoverso prima e quella impostazione H ti sballa tutto. Persino H, usato da solo, senza alternative è in grado di bloccare le code se usato in un punto dove poteva essere usato, il tutto viene sconvolto da una modifica minima qualche capoverso prima.

                Io non ci credevo; Enrico continuava ripeterlo, ma non l’ho interiorizzato fino a quando non mi sono messo a studiare approfonditamente il processo di collocamento degli oggetti mobili. Ora, se devo modificare qualche cosa, preferisco modificare i parametri su cui si basa l’algoritmo di posizionamento; naturalmente per farlo bisogna sapere con precisione quello che si sta facendo. Senza esperienza è meglio non toccare niente ed evittare di usare H e di usare h da solo; le impostazioni di default tbp sono di solito le migliori; talvolta conviene usare p da solo..

              • #97570
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
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                  OldClaudio” post=96981Lorenzo, ci sarà anche scritto nell’Arte, ma H non lo si deve usare MAI.

                  Non sarei così categorico.

                  È vero che l’opzione H è una contraddizione logica (un’oggetto mobile è per definizione un oggetto che può andarsene a spasso sulla pagina, mentre con H ne blocchi la posizione “lì”). Però esistono circostanze, di certo rare, in cui può essere usato. Per esempio, in sede di revisione finale, per raggiungere risultati particolari risultati estetici. Oppure, perché no, per dotare comunque di una didascalia una figura che appartiene al flusso del discorso.

                  Non per essere ripetitivo, ma nel documento che sto scrivendo in questi giorni ho fatto un gran uso di immagini posizionate con H:

                  http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/Quarta.pdf

                  Nel secondo capitolo, praticamente tutte le immagini con didascalia le ho introdotte con H. Motivo? Beh, volevo che il mio studente, a colpo d’occhio, vedesse che cosa rappresenta la figura: la didascalia glielo spiega. Eppure, sono figure che appartengono al flusso del discorso.

                  L’opzione H la sconsiglierei decisamente a un principiante (che rischia di non capire gli oggetti mobili e di fare disastri tipografici e TeXnici), ma un utente esperto che sa quello che sta facendo può trarne giovamento.

                  Ciao,
                  L.

                • #97571
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                  Io penso solo una cosa. Che chi si mette a scrivere qualcosa con LaTeX e non ne ha letto i rudimenti da qualche parte, avrà sempre problemi. Sempre.

                  Peggio ancora, usare un modello passato da chissà chi o trovato chissà dove.

                  So di non essere stato di molto aiuto. 😥

                  Ciao
                  Tommaso

                • #97572
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                  Io condivido la posizione di Claudio e Enrico.

                  Se si usano oggetti flottanti, allora è meglio lasciare che l’algoritmo li posizioni dove è meglio. Anziché rendere fisso un oggetto mobile con H, se proprio non si vuole avere oggetti mobili, la strada maestra è non usare gli ambienti figure e table per nulla. Serve una didascalia? Il pacchetto caption mette a disposizione il comando [tt]\captionof[/tt] per queste situazioni.

                  Ciao
                  Claudio

                • #97573
                  lorenzo.pantieri
                  Partecipante
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                    cfiandra” post=96999
                    Serve una didascalia? Il pacchetto caption mette a disposizione il comando [tt]\captionof[/tt] per queste situazioni.

                    C’è differenza tra
                    1. un oggetto mobile con didascalia introdotto con figure o table e bloccato “lì” con l’opzione H di float, e
                    2. un oggetto in testo introdotto con l’ambiente center e dotato di didascalia con \captionof
                    ?

                    Posto che in entrambi i casi si sta facendo qualcosa di anomalo, a occhio e croce non mi pare ci sia molta differenza…

                  • #97574
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                    lorenzo.pantieri” post=97004

                    Serve una didascalia? Il pacchetto caption mette a disposizione il comando [tt]\captionof[/tt] per queste situazioni.

                    C’è differenza tra
                    1. un oggetto mobile con didascalia introdotto con figure o table e bloccato “lì” con l’opzione H di float, e
                    2. un oggetto in testo introdotto con l’ambiente center e dotato di didascalia con \captionof
                    ?

                    Posto che in entrambi i casi si sta facendo qualcosa di anomalo, a occhio e croce non mi pare ci sia molta differenza…

                    Con il secondo metodo non hai oggetti nella coda degli oggetti flottanti. Cambia parecchio 🙂

                    Ciao
                    Claudio

                  • #97575
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      La spiegazione di Claudio F. Non fa una piega. È chiarissima e mi pare che tagli al testa al toro in merito alla discussione se usare o non usare H.

                      Tuttavia ho presente le bozze di dispense che hai allegato ai tuoi messaggi nella sezione Tipografia.

                      Nel tuo caso specifico, non solo non hai bisogno di rendere flottanti le figure, se proprio non vuoi (tuttavia con varioref e i link ipertestuali, non dovrebbe essere così importante che le figure si muovano e galleggino altrove), ma ti basta mettere le soluzioni degli esercizi comprese le figure dentro la parte inferiore del riquadro costruito con tcolorbox; Come sai questo pacchetto consente di specificare oggetti correlati sia side by side, sia over and under; se usi la tecnica di dividere il riquadro in due parti sovrapposte, nella parte superiore metti l’enunciato dell’esempio/esercizio e nella parte inferiore metti al soluzione; se questa richiede una figura e non vuoi che vada altrove, la metti nella parte inferiore del riquadro sotto la soluzione analitica e/o numerica. Il riquadro provvede a legare la figura al suo contesto e non hai nemmeno bisogno di una didascalia numerata, che comunque puoi ottenere con \captionof.

                    • #97576
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                      illinguista1972″ post=96985Io penso solo una cosa. Che chi si mette a scrivere qualcosa con LaTeX e non ne ha letto i rudimenti da qualche parte, avrà sempre problemi. Sempre.

                      Peggio ancora, usare un modello passato da chissà chi o trovato chissà dove.

                      So di non essere stato di molto aiuto. 😥

                      Ciao
                      Tommaso

                      sono d’accordo e lo sperimento perché a me di volta in volta si presentano problemi nuovi

                      nonostante questo, una cosa la devo dire: in questo forum va molto il consiglio di “studiare il latex”, che è sicuramente la strada migliore in assoluto, ma se uno la può percorrere. prendete una persona come me – e come ce ne sono tante – che scrive il suo primo documento in latex, completamente da autodidatta, con una scadenza “a breve” (come sempre accade a chi deve scrivere una tesi)… voglio dire, sarebbe impraticabile. sviscerare una guida decente in latex richiede secondo me minimo minimo 20 giorni buoni… è ovvio, la risposta allora è “eh, ma non puoi pretendere la cosa bella e fatta”… pienamente d’accordo, ma deve pur esistere una via di mezzo!

                      io ho preso un pacchetto già fatto, e mi sta dando un sacco di problemi perché mi sto fissando a voler cambiare alcune cose, ma (1) ci sono persone meno folli di me, che si prendono il pacchetto come è, e la tesi come viene viene, non fanno tanto i pretenziosi, e (2) se io avessi dovuto scrivere interamente il file da sola, avrei fatto questo conto: i venti/trenta giorni che impiego a studiare una guida, li uso appunto per studiare la guida, o mi applico a fare la tesi? e ovviamente sarebbe finita ad abbandono del programma

                      è ovvio, la soluzione migliore sarebbe essere un poco previdente e cominciare con anticipo, in modo da avere tempo di prendere pratica col programma, però comunque questi modelli non sono completamente da condannare (per come la vedo io): avvicinano molto al latex, perché il mio atteggiamento ora è “caspita, questo programma è VERAMENTE bello e ha una potenzialità ENORME e studiarlo ne vale DAVVERO DAVVERO la pena perché lo potrei sfruttare al meglio e non mi troverei nemmeno tutti quei problemi che ora trovo”, e quindi c’è il proposito di studiare per bene il latex dopo la tesi… però non sarei mai arrivata a questo pensiero se prima non mi fossi trovata nel latex “fino al collo”, e questo è stato possibile solo grazie al modello

                      io mi rendo perfettamente conto che per voi utenti del forum che ne sapete veramente tanto, questi file precompilati sono orridi, e anche concettualmente uno che si mette a scrivere un documento di 100-120 pagine su un file precompilato, quando poi il latex può fare semplicemente tutto, vi annoda lo stomaco. però penso che in questo forum ci sia poca comprensione per chi vuole approcciare il latex facendosi un’idea generale, e poi affrontandolo seriamente.

                      voglio dire, non mi faccio capace di come, ogni volta che pongo una domanda, ci sia sempre qualcuno che risponde “vedi la guida”. insomma, è ovvio, è un’offesa all’intelligenza umana pensare che non ci arrivavo da sola… è che ci sono persone che vogliono esplorare le potenzialità “base” del latex, chiedendo un aiuto “rapido” quando si trovano di fronte a problemi che richiedono una conoscenza più approfondita.

                      non lo so se mi sto facendo capire. in questo forum ci sono utenti (non mi riferisco a te in realtà) che hanno un po’ l’atteggiamento “o te lo studi per bene o niente”. non ha senso, anche se mi rendo conto che noialtri a livello “base” (o anche meno, nel mio caso) facciamo domande magari stupide, o postiamo costrutti che fanno venire la nausea… però non ci possono essere solo gli utenti da word e gli utenti superesperti di latex. ci sono utenti “in fase di innamoramento da latex”, non andrebbero scoraggiati. ripeto, non è il tuo caso, ma alcuni utenti invece di porsi con “vattelo a studiare”, potrebbero dire “guarda, la risposta è questa, ma ti consiglio di leggerti qualcosa sulla differenza tra questi due comandi perché veramente scopriresti cose utilissime”… questo manca un poco ecco

                      ripeto, credo che andrebbero tollerati anche gli utenti che approcciano il latex per vie “non convenzionali”. non stanno rubando niente a nessuno, non stanno facendo una furbata, niente.

                      conclusione del discorso: non credo che i modelli che si trovano in giro sono da condannare completamente. sicuramente portano un sacco di rogne, come uno che apre un libro di greco e pretende di fare una traduzione senza aver studiato le declinazioni. nonostante questo, sono un valido “invito” al mondo del latex, perché ti permettono di trovartici dentro subito, e poi da lì se uno vuole se lo studia seriamente.

                    • #97577
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                      In parte hai ragione ma in parte no.
                      Io sono un grande ignorante per quanto riguarda latex nel senso che mi rendo conto di sapere solo quel poco che mi consente di compilare i miei documenti e poco altro. Il percorso che stai facendo te adesso l’ho passato anche io non più di anno fa. Dovevo scrivere la tesi e ho preso un modello trovato non so dove via internet.
                      Ho cominciato a scrivere l’inizio ed ero contentissimo della resa grafica ottenuta senza sforzo. Il modello però era pieno di cose per me incomprensibili. Ho quindi cominciato a rendere il modello conforme a quanto voleva la mia università e sono cominciati, ovviamente, i problemi.
                      Ore ed ore perse a cercare di far funzionare le cose; ore che sarebbero state meglio impiegate nella lettura di una guida.

                      Alla fine ho letteralmente buttato a mare il modello ed ho cominciato dal foglio bianco. Probabilmente se non avessi preso questa scelta starei ancora combattendo con quel modello 😉
                      Quello che ti voglio dire è che quella che poteva sembrare una immensa perdita di tempo in realtà è stata una salvezza. Invece di sbattere la testa per ore su cose che non capivo, andando per tentativi ed errori; ho impiegato quel tempo per leggere guide e documentazione dei pacchetti che mi servivano (per sfogliare una guida non ci vogliono 20 giorni…ci avrò messo 10 ore per consultare tutta la documentazione di cui avevo bisogno)

                      La mia esperienza poi immagino che sia abbastanza condivisa anche tra gli altri utenti del forum. Non sono stato il solo a cominciare in questo modo e se il consiglio è di buttare il modello e leggere una guida il motivo non è perché io mi rigiro nel letto pensando che c’è qualcuno nel mondo che sta “maltrattando” latex. Il motivo è che tu invece di sentirti frustrata nell’utilizzo di latex riesca ad apprezzarlo e a godere delle sue potenzialità (risparmiando tempo).

                      Conclusione finale perché mi si sta facendo tardi:
                      hai ragione…a volte certi interventi ti possono portare a pensare una cosa simile

                      credo che andrebbero tollerati anche gli utenti che approcciano il latex per vie “non convenzionali”. non stanno rubando niente a nessuno, non stanno facendo una furbata, niente.

                      in realtà l’esperienza insegna che quelli sono i migliori consigli da dare ad un neofita che gli consentiranno di giungere a dei risultati risparmiando tempo.

                      Facendo i conti con il tempo: se devi consegnare tra 4 giorni è un conto….lascialo come è il modello e compila. Non hai tempo per modificarlo e nemmeno per capirci qualcosa e farne uno tuo (soprattutto se devi ancora finire di scrivere la tesi).
                      Se hai già una mesata il discorso cambia e il tempo ce l’hai 😉

                    • #97578
                      robitex
                      Amministratore del forum
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                        Prova” post=97021

                        Io penso solo una cosa. Che chi si mette a scrivere qualcosa con LaTeX e non ne ha letto i rudimenti da qualche parte, avrà sempre problemi. Sempre.

                        Peggio ancora, usare un modello passato da chissà chi o trovato chissà dove.

                        So di non essere stato di molto aiuto. 😥

                        Ciao
                        Tommaso

                        sono d’accordo e lo sperimento perché a me di volta in volta si presentano problemi nuovi

                        nonostante questo, una cosa la devo dire: in questo forum va molto il consiglio di “studiare il latex”, che è sicuramente la strada migliore in assoluto, ma se uno la può percorrere. prendete una persona come me – e come ce ne sono tante – che scrive il suo primo documento in latex, completamente da autodidatta, con una scadenza “a breve” (come sempre accade a chi deve scrivere una tesi)… voglio dire, sarebbe impraticabile. sviscerare una guida decente in latex richiede secondo me minimo minimo 20 giorni buoni… è ovvio, la risposta allora è “eh, ma non puoi pretendere la cosa bella e fatta”… pienamente d’accordo, ma deve pur esistere una via di mezzo!

                        io ho preso un pacchetto già fatto, e mi sta dando un sacco di problemi perché mi sto fissando a voler cambiare alcune cose, ma (1) ci sono persone meno folli di me, che si prendono il pacchetto come è, e la tesi come viene viene, non fanno tanto i pretenziosi, e (2) se io avessi dovuto scrivere interamente il file da sola, avrei fatto questo conto: i venti/trenta giorni che impiego a studiare una guida, li uso appunto per studiare la guida, o mi applico a fare la tesi? e ovviamente sarebbe finita ad abbandono del programma

                        è ovvio, la soluzione migliore sarebbe essere un poco previdente e cominciare con anticipo, in modo da avere tempo di prendere pratica col programma, però comunque questi modelli non sono completamente da condannare (per come la vedo io): avvicinano molto al latex, perché il mio atteggiamento ora è “caspita, questo programma è VERAMENTE bello e ha una potenzialità ENORME e studiarlo ne vale DAVVERO DAVVERO la pena perché lo potrei sfruttare al meglio e non mi troverei nemmeno tutti quei problemi che ora trovo”, e quindi c’è il proposito di studiare per bene il latex dopo la tesi… però non sarei mai arrivata a questo pensiero se prima non mi fossi trovata nel latex “fino al collo”, e questo è stato possibile solo grazie al modello

                        io mi rendo perfettamente conto che per voi utenti del forum che ne sapete veramente tanto, questi file precompilati sono orridi, e anche concettualmente uno che si mette a scrivere un documento di 100-120 pagine su un file precompilato, quando poi il latex può fare semplicemente tutto, vi annoda lo stomaco. però penso che in questo forum ci sia poca comprensione per chi vuole approcciare il latex facendosi un’idea generale, e poi affrontandolo seriamente.

                        voglio dire, non mi faccio capace di come, ogni volta che pongo una domanda, ci sia sempre qualcuno che risponde “vedi la guida”. insomma, è ovvio, è un’offesa all’intelligenza umana pensare che non ci arrivavo da sola… è che ci sono persone che vogliono esplorare le potenzialità “base” del latex, chiedendo un aiuto “rapido” quando si trovano di fronte a problemi che richiedono una conoscenza più approfondita.

                        non lo so se mi sto facendo capire. in questo forum ci sono utenti (non mi riferisco a te in realtà) che hanno un po’ l’atteggiamento “o te lo studi per bene o niente”. non ha senso, anche se mi rendo conto che noialtri a livello “base” (o anche meno, nel mio caso) facciamo domande magari stupide, o postiamo costrutti che fanno venire la nausea… però non ci possono essere solo gli utenti da word e gli utenti superesperti di latex. ci sono utenti “in fase di innamoramento da latex”, non andrebbero scoraggiati. ripeto, non è il tuo caso, ma alcuni utenti invece di porsi con “vattelo a studiare”, potrebbero dire “guarda, la risposta è questa, ma ti consiglio di leggerti qualcosa sulla differenza tra questi due comandi perché veramente scopriresti cose utilissime”… questo manca un poco ecco

                        ripeto, credo che andrebbero tollerati anche gli utenti che approcciano il latex per vie “non convenzionali”. non stanno rubando niente a nessuno, non stanno facendo una furbata, niente.

                        conclusione del discorso: non credo che i modelli che si trovano in giro sono da condannare completamente. sicuramente portano un sacco di rogne, come uno che apre un libro di greco e pretende di fare una traduzione senza aver studiato le declinazioni. nonostante questo, sono un valido “invito” al mondo del latex, perché ti permettono di trovartici dentro subito, e poi da lì se uno vuole se lo studia seriamente.

                        Secondo me questa discussione andrebbe approfondita per facilitare gli studenti che arrivano alla tesi senza conoscere LaTeX mentre, per sua natura, LaTeX andrebbe affrontato partendo da documenti più semplici ed in modo graduale.

                        Esiste il progetto in seno al GuIT di predisposizione di template per le tesi ma non è ancora partito effettivamente perché così com’è secondo me rischia di non essere la soluzione giusta Spero di parlarne il prossimo sabato al meeting di Verona nella discussione sulle prospettive del gruppo. Ivan per esempio dice che di guide ce ne sono anche troppe.

                        Tra l’altro proprio al meeting c’è un intero intervento per guidare gli studenti nella tesi con tanto di articolo su ArsTeXnica. E questo mi riaggancia al discorso del consiglio ‘leggiti la guida’. Cioé, se le informazioni che cerchi sul forum sono state già presentate in una guida è chiaro che sul forum invece di rispondere di nuovo ti reindirizzo a quella guida.

                        Non vi è nessuna presunzione, io credo, ma la semplice economia di risposta: in una guida si ha modo di spiegare molto meglio un argomento complesso e articolato, ovvio, che non in un post.
                        Del resto sono d’accordo con te. Ci deve essere un mezzo veloce che presenti LaTeX ai tesisti.

                        L’esigenza non è nuova e non è neppure semplice. L’ideale è che sia l’Università a fornire il ‘modello’ LaTeX per la tesi, un modello TeXnicamente aggiornato ben costruito e documentato.

                        Tieni anche conto che è raro, almeno nella mia esperienza, che i tesisti restituiscano il feedback sull’uso di LaTeX. Ancora più raro è che lo studente laureato dia poi un contributo sul forum agli studenti che arrivano alla tesi.

                        La via di mezzo penso sia questa: cominciare con il modello ben fatto e domandare sul forum o ricercare risposte a specifiche esigenze.

                        Insomma. Io do il mio contributo. Desidero capire effettivamente cosa c’é che non va e proporre soluzioni efficaci.

                        Anche se non sono un accademico, sono convinto però che la soluzione è una collaborazione tra tutte le componenti coinvolte nella tesi: lo studente, l’Università ed anche il GuIT ed è questa la novità.

                        R.

                      • #97579
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                        Prova” post=97021sono d’accordo e lo sperimento perché a me di volta in volta si presentano problemi nuovi

                        nonostante questo, una cosa la devo dire: in questo forum va molto il consiglio di “studiare il latex”, che è sicuramente la strada migliore in assoluto, ma se uno la può percorrere. prendete una persona come me – e come ce ne sono tante – che scrive il suo primo documento in latex, completamente da autodidatta, con una scadenza “a breve” (come sempre accade a chi deve scrivere una tesi)… voglio dire, sarebbe impraticabile. sviscerare una guida decente in latex richiede secondo me minimo minimo 20 giorni buoni… è ovvio, la risposta allora è “eh, ma non puoi pretendere la cosa bella e fatta”… pienamente d’accordo, ma deve pur esistere una via di mezzo!

                        io ho preso un pacchetto già fatto, e mi sta dando un sacco di problemi perché mi sto fissando a voler cambiare alcune cose, ma (1) ci sono persone meno folli di me, che si prendono il pacchetto come è, e la tesi come viene viene, non fanno tanto i pretenziosi, e (2) se io avessi dovuto scrivere interamente il file da sola, avrei fatto questo conto: i venti/trenta giorni che impiego a studiare una guida, li uso appunto per studiare la guida, o mi applico a fare la tesi? e ovviamente sarebbe finita ad abbandono del programma

                        è ovvio, la soluzione migliore sarebbe essere un poco previdente e cominciare con anticipo, in modo da avere tempo di prendere pratica col programma, però comunque questi modelli non sono completamente da condannare (per come la vedo io): avvicinano molto al latex, perché il mio atteggiamento ora è “caspita, questo programma è VERAMENTE bello e ha una potenzialità ENORME e studiarlo ne vale DAVVERO DAVVERO la pena perché lo potrei sfruttare al meglio e non mi troverei nemmeno tutti quei problemi che ora trovo”, e quindi c’è il proposito di studiare per bene il latex dopo la tesi… però non sarei mai arrivata a questo pensiero se prima non mi fossi trovata nel latex “fino al collo”, e questo è stato possibile solo grazie al modello

                        io mi rendo perfettamente conto che per voi utenti del forum che ne sapete veramente tanto, questi file precompilati sono orridi, e anche concettualmente uno che si mette a scrivere un documento di 100-120 pagine su un file precompilato, quando poi il latex può fare semplicemente tutto, vi annoda lo stomaco. però penso che in questo forum ci sia poca comprensione per chi vuole approcciare il latex facendosi un’idea generale, e poi affrontandolo seriamente.

                        voglio dire, non mi faccio capace di come, ogni volta che pongo una domanda, ci sia sempre qualcuno che risponde “vedi la guida”. insomma, è ovvio, è un’offesa all’intelligenza umana pensare che non ci arrivavo da sola… è che ci sono persone che vogliono esplorare le potenzialità “base” del latex, chiedendo un aiuto “rapido” quando si trovano di fronte a problemi che richiedono una conoscenza più approfondita.

                        non lo so se mi sto facendo capire. in questo forum ci sono utenti (non mi riferisco a te in realtà) che hanno un po’ l’atteggiamento “o te lo studi per bene o niente”. non ha senso, anche se mi rendo conto che noialtri a livello “base” (o anche meno, nel mio caso) facciamo domande magari stupide, o postiamo costrutti che fanno venire la nausea… però non ci possono essere solo gli utenti da word e gli utenti superesperti di latex. ci sono utenti “in fase di innamoramento da latex”, non andrebbero scoraggiati. ripeto, non è il tuo caso, ma alcuni utenti invece di porsi con “vattelo a studiare”, potrebbero dire “guarda, la risposta è questa, ma ti consiglio di leggerti qualcosa sulla differenza tra questi due comandi perché veramente scopriresti cose utilissime”… questo manca un poco ecco

                        ripeto, credo che andrebbero tollerati anche gli utenti che approcciano il latex per vie “non convenzionali”. non stanno rubando niente a nessuno, non stanno facendo una furbata, niente.

                        conclusione del discorso: non credo che i modelli che si trovano in giro sono da condannare completamente. sicuramente portano un sacco di rogne, come uno che apre un libro di greco e pretende di fare una traduzione senza aver studiato le declinazioni. nonostante questo, sono un valido “invito” al mondo del latex, perché ti permettono di trovartici dentro subito, e poi da lì se uno vuole se lo studia seriamente.

                        Ti ringrazio per questo feedback!

                        In effetti hai ragione: molte volte si rimanda alla lettura di guide. Secondo me per due ragioni. Da un lato la motivazione è che le guide sono scritte proprio partendo dai problemi più comuni che gli utenti incontrano. Quindi anziché postare 800000 volte lo stesso codice, l’idea è di rimandare il lettore ad un unico indirizzo. Il secondo motivo è che.. non c’è santo che tenga: la curva di apprendimento di LaTeX è ripida. Se non ti scontri un po’ non si impara. E fidati: con quel metodo si impara davvero. Non si diventa certo dei super esperti, ma ci si destreggia bene.

                        Partire da un template in genere è in apparenza più facile. Voglio sottolineare in apparenza. Avendone utilizzati, vedo alcuni grossi problemi.

                        1: Diventano obsoleti se l’autore non li aggiorna costantemente o è molto bravo in quello che fa. Il che è un po’ un controsenso, visto che chi scrive un template lo fa per poterlo riutilizzare più volte con il minimo numero di modifiche. Purtroppo, il mondo LaTeX cambia abbastanza velocemente: un aggiornamento ad una classe può rendere inutilizzabili opzioni che un template sfrutta. Quindi ci si ritrova al punto che da un momento all’altro tutti i documenti composti con quel template non compilano. E non è proprio bello.

                        2: Tornando al punto “autore molto bravo in quello che fa”, beh qui se ne possono dire a bizzeffe. Una buona parte dei template di tesi che ho visto da quando frequento il forum sono spazzatura (ce ne sono anche di ben fatti a dire il vero). Si, è un termine forte, ma credimi è davvero così. Sono il primo a dire che all’inizio è difficile, che è normale sbagliare eccetera. Purtroppo invece capita molto spesso che questi template vengono tramandati di generazione in generazione, ogni volta con aggiunte di nuovi pacchetti. In genere la primissima versione è stata creata almendo 10/15 anni fa… sono memorie storiche, anche interessanti per la quantità di pacchetti obsoleti caricati. Alla fine, nelle ultime versioni è un macello; ci sono sempre conflitti e gli utenti si rivolgono qui dicendo: “non compila”. Ma dai? Per questo (come diceva anche Little) è meglio iniziare da zero. L’idea è che si debbano caricare solo i pacchetti utili, non mezza distribuzione perché “magari poi serve”. Quando si è alle prime armi è difficile valutare cosa serve e cosa no, perciò è consigliabile caricare solo ciò che si è sicuri di utilizzare in quel documento. Detta così è una banalità, ma nessuno la osserva. Inoltre, ogni “aggiunta” non è in genere fatta da persone competenti, ma si opera alla cieca (incollando pezzi di soluzioni da internet). Ricorda: in questi template c’è sempre prima o poi un punto di rottura in cui non funziona più nulla.

                        3: I template funzionano benissimo per quello per cui sono stati progettati. Fare qualche modifica sostanziale all’aspetto richiede un certo sforzo. Per cui se ti sei avvicinata a LaTeX “facilmente” con un template, ma devi fare modifiche importanti ti risulta molto, molto difficile. Partire da zero e magari avere letto guide e documentazione, invece, può sembrare una cosa impossibile all’inizio perché serve investire tempo. In effetti si sposta semplicemente tutta “la parte difficile”. Anziché avere proceduto speditamente e poi piano succede il contrario. Si “perde” un po’ di tempo all’inizio, ma poi si procede molto più spediti. E ad ogni problema che si incontra, perché ce ne sono sempre, si è già acquisita la metodologia corretta per affrontarlo.

                        Quindi, se proprio devi utilizzare un template, controlla almeno che l’autore sia qualcuno di affidabile 🙂

                        Ciao
                        Claudio

                      • #97580
                        alegenn
                        Partecipante
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                          cfiandra” post=97024
                          Quindi, se proprio devi utilizzare un template, controlla almeno che l’autore sia qualcuno di affidabile 🙂

                          Ciao
                          Claudio

                          Parole sante!

                        • #97581
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            @Prova
                            , mi sento chiamato in causa, perché reindirizzo spessissimo a leggere la documentazione.

                            Avendone scritta molta, per i miei pacchetti su CTAN (e quindi inclusi in TeXLive) spesso l’ho scritta sia in italiano sia in inglese, ritengo che la lettura della documentazione sia essenziale e faccia risparmiare molto tempo.

                            Hai perfettamente ragione a dire che non è il momento della tesi quello per iniziare a studiare qualcosa sulle guide, ma… Come è stato sottolineato da molti che hanno partecipato a questa discussione, Conviene leggere i primi capitoli de L’Arte di scrivere con LaTeX, lettura che richiede probabilmente un paio d’ore; poi sfogliare il resto dell’Arte per sapere quali tematiche vengono trattate, senza studiarle ma soltanto imparando dove studiarle. Fatto questo i template non servono e diventa facilissimo costruirsi da soli il preambolo della tesi per gradi, via via che serve qualcosa.

                            Anch’io ho scritto una classe per comporre tesi; documentata in italiano e in inglese; eppure ancora ieri un laureando ha scritto sul forum per dire: Ho seguito un breve coso su LaTeX. Voglio comporre la tesi con ….; ho scaricato il pacchetto e l’ho installato, ma adesso che cosa faccio?. Cosa posso rispondergli se non Leggiti al documentazione
                            Non si può mica scrivere un post qui sul forum che riporti la documentazione, no?

                            Non dico di essere un autore affidabile; non dico nemmeno che la mia classe sia la migliore, anzi. È una classe che ha più di 20 anni, ma l’ho aggiornata mediamente due volte all’anno; l’ultimo aggiornamento risale a un paio di settimane fa. Non è aggiornata solo la classe, ma anche le documentazioni nelle due lingue.

                            Spiego troppo? Spiego male? Spiego in modo che leggere quella cinquantina di pagine sia troppo “time consuming”? Può darsi. Ma non ho mai ricevuto nessun feedback per modificare la documentazione o per modificare la classe.

                            Ci sono però alcune cose che bisogna saper fare con LaTeX e alcune sono difficili; gli shell editor aiutano un bel po’, ma non possono fare tutto loro. Esistono anche programmi come LyX (che sconsiglio vivamente sempre e dovunque) installabili su qualunque piattaforma con qualunque sistema operativo, che vorrebbero facilitare il compito dell’utente trasformando il complesso “editor+LaTeX” in una cosa simile a Word o a Writer. Inizialmente è molto facile usare questi programmi; poi appena vuoi uscire un poco dal seminato, non sai come fare e qui sul forum nessuno (o pochissimi) sanno dare consigli per continuare con LyX, e consigliano sempre di abbandonare LyX.

                            Vedi LaTeX è un linguaggio di programmazione; non puoi usare nessun linguaggio di programmazione se non te ne studi le basi.

                            Poe le persone anziane come me la cosa a suo tempo è stata più semplice ma molto più laboriosa, perché non esistevano guide per nessun programma e e nemmeno per LaTeX, tranne, per quest’ultimo, il testo di Leslie Lamport (di cui ho tradotto il Reference Manual commentandolo, e si trova qui nella sezione Documentazione/Guide tematiche) che a sua volta richiedeva conoscenze che all’inizio degli anni Ottanta nessuno di noi aveva. Io mi sono studiato LaTeX leggendo il file sorgente del formato LaTeX; altro che 20 giorni! Spesso mi riferisco al file sorgente ancora oggi, perché anche se sono una trentina d’anni che lo uso, non posso ricordare tutto a memoria. Ma so che la cosa più importante è documentarsi; prima ti documenti, più in fretta risparmi tempo.

                            Vorrei trasmettere questo messaggio che deriva dalla mia stessa esperienza trentennale.

                          • #97582
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                            sono abbastanza d’accordo con tutti voi, ma, da “neofita” vi posso assicurare che il punto di vista del tesista che si avvicina al latex è: se devo studiarlo PRIMA di usarlo, mi metto a fare altro. OVVIO, non si fa di tutta l’erba un fascio

                            robitex” post=97023L’ideale è che sia l’Università a fornire il ‘modello’ LaTeX per la tesi, un modello TeXnicamente aggiornato ben costruito e documentato.

                            […]

                            Anche se non sono un accademico, sono convinto però che la soluzione è una collaborazione tra tutte le componenti coinvolte nella tesi: lo studente, l’Università ed anche il GuIT ed è questa la novità.

                            non sempre è possibile. a parte che io ovviamente ho fatto l’esempio del laureando perché rispecchia la mia situazione, ma penso ci sia una varietà di esigenze più ampia, magari qualcuno che si avvicina al latex senza altre persone cui far riferimento

                            ma poi non tutte le università sono uguali. nella mia facoltà non è proprio concepita la tesi in latex – non conosco assolutamente persone (nella mia facoltà) che abbiano usato questo programma per la tesi (nel senso che una volta ho incontrato una persona che sapesse di che programma parlo, punto). ancora pochi giorni fa il mio professore della tesi mi ha chiesto perché non devo usare i word “come tutte le persone un poco normali” (che non era un disprezzo del latex, ma un modo per dire “non hai riferimenti, devi sbatterci la testa… usa il word che è più semplice”)

                            questo per dire: non sempre c’è una base cui fare riferimento

                          • #97583
                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              @prova
                              ,
                              non ti avvilire, perché nella tua università non c’è nessuno che abbia mai usato LaTeX; vi si avvicinano quando vedono una tesi bene composta co LaTeX e chiedono, “ma come lhai composta?”

                              Certo che usare Word o Writer è più semplice; non devi studiare praticamente niente, e puoi far molto semplicemente uno schifo di documento, senza neanche sapere che si tratta si una porcheria. Chi usa Word o Writer professionalmente, li sa usare bene, ha studiato molto e ha imparato tutte le diavoleria che nessun neofita immaginerebbe neanche che si possano fare con quei word processor; produce lavori passabili talvolta anche decenti o carini, ma non di qualità tipografica, proprio perché si tratta di word processor e non di programmi di tipocomposizione.

                              Una volta parlavo con una signora che, conosciuto il mio nome e la mia afferenza al PoliTO, mi chese se ero io colui che aveva scritto la classe per scrivere tesi in quell’ateneo; avutane risposta positiva, mi disse: Io mi sono laureata in economia e ho scritto la tesi con un (noto) word processor; mi ci sono dannata sopra solo per scriverla molti mesi. Mio fratello al PoliTO quando ha cominciato a scrivere la tesi ci ha messo un mese ed è venuta molto meglio della mia.” Quelle parole la dicono lunga sul vantaggio di scrivere con LaTeX; ci metti un po’ di più a partire, a scaldare il motore, ma quando ti muovi vai poi spedito e sicuro alla fine con un risultato che, salvo errori pacchiani, è molto ben fatto.

                            • #97584
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                              ma io infatti non sono avvilita, anzi la vedo a metà strada tra una sfida e la possibilità di fare qualcosa di molto più bello degli altri

                              precisavo solo che non bisogna dare per scontato che chi si avvicina al latex abbia un riferimento dietro cui rivolgersi per i problemi…

                            • #97585
                              lorenzo.pantieri
                              Partecipante
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                                OldClaudio” post=97027 @Prova, mi sento chiamato in causa, perché reindirizzo spessissimo a leggere la documentazione.

                                Anch’io mi sento chiamato in causa, avendo, fra l’altro (seppur con riluttanza, per i motivi spiegati nel topic), scritto alcuni template. Oddio, non saranno i favoleggiati “template del GuIT”, peraltro ancora da scrivere, ma se non altro sono disponibili e usati da anni…

                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

                                Chi li usa mi fa un favore comunicandomi se ci sono problemi.

                              • #97586
                                Up
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                                lorenzo.pantieri” post=97086

                                @Prova, mi sento chiamato in causa, perché reindirizzo spessissimo a leggere la documentazione.

                                Anch’io mi sento chiamato in causa, avendo, fra l’altro (seppur con riluttanza, per i motivi spiegati nel topic), scritto alcuni template. Oddio, non saranno i favoleggiati “template del GuIT”, peraltro ancora da scrivere, ma se non altro sono disponibili e usati da anni…

                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

                                Chi li usa mi fa un favore comunicandomi se ci sono problemi.

                                I tuoi rientrano nella categoria “scritti da persone affidabili” 😉
                                z
                                Anche suftesi è una sorta di template “affidabile”: non è pronto al 100%, nel senso che serve includere altri pacchetti, ma con le possibilità di personalizzazioni è un template più flessibile dal punto di vista del layout.

                                Ciao

                              • #97587
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                                Continuo, ogni tanto, a curiosare tra i vecchi messaggi e a trovare talvolta qualcosa che attira la mia attenzione, inducendomi a riaprire una discussione morta e sepolta. Come in questo caso:

                                OldClaudio” post=96981[Lo specificatore] H [del pacchetto float]non lo si deve usare MAI. […] H, usato da solo, senza alternative è in grado di bloccare le code […].

                                Io non ci credevo; Enrico continuava ripeterlo, ma non l’ho interiorizzato fino a quando non mi sono messo a studiare approfonditamente il processo di collocamento degli oggetti mobili. […]

                                Tutti sappiamo che Enrico (se è l’Enrico che penso io 🙂 ) non parla a vanvera; ho però provato a leggere la documentazione di float, e non mi ci ritrovo. Intanto, H non può essere usato in altro modo che da solo e, in secondo luogo, quando è usato da solo, non impegna affatto le code del LaTeX.

                                È assai probabile che io stia sbagliando qualcosa, ma non riesco né a capire che cosa, né a mettere a tacere il rovello: ecco perché ho deciso di inviare questo messaggio.

                                Ciao.


                                Gustavo

                              • #97588
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Ci sono due aspetti distinti che ho mescolato e me ne scuso.

                                  1) il codice di posizione H applicato agli ambienti mobili (che indicherò collettivamente con “float”) li rende fissi, in modo assoluto; perciò
                                  `\begin{foat}[H]

                                  \catpion[…]{…}
                                  \end{float}`diventa del tutto equivalente a`\begingroup

                                  \captionof{float}[…]{…}
                                  \endgroup`Ovviamente il gruppo [tt]\begingroup… \endgroup[/tt] può essere presente implicitamente mediante un ambiente non mobile, per esempio `\begin{center}…\end{center}`se l’ambiente float conteneva \centering; e simili.
                                  Usare il pacchetto float e il codice H non è più economico che caricare il pacchetto caption e il suo comando \captionof; Il pacchetto float serve davvero se si vogliono definire altre tipologie di oggetti mobili, non per usare H.

                                  Il risultato di questa fissità, che (forse) non coinvolge le code degli oggetti flottanti, è che di solito si rovina una pagina o con uno sforamento nel margine inferiore o con l’ambiente spostato alla pagina successiva e l’allargamento enorme degli spazi verticali nella pagina dove si sarebbe voluto avere l’oggetto reso fisso. Sapendo quel che si sta facendo e conoscendo i rischi che si corrono qualche rara volta il codice H si potrebbe anche usare, ma di solito esistono modi più intelligenti per gestire gli oggetti di “grandi” dimensioni, ed è quello di lasciarli muovere naturalmente adattando la prosa che vi si riferisce sapendo che l’oggetto non si troverà nella riga successiva alla frase “… come si vede nel seguente diagramma…”.

                                  2) Il codice di posizione h non deve venire mai usato da solo, questo sì è vero e corretto; se lì dove lo si vorrebbe l’oggetto non ci sta, blocca le code degli oggetti flottanti omonimi.

                                  La conclusione, anche se i motivi sono diversi è che i codici di posizione h e H non devono venire mai usati, H mai o solo a ragion veduta; h solo se non è da solo. Perciò anche se la mia frase nel messaggio precedente non è corretta in senso assoluto, la raccomandazione di non usare mai quei codici è corretta e ovviamente un raccomandazione non è una legge assoluta, ma è una raccomandazione molto forte che risparmia non pochi mal di pancia, specialmente a chi è nuovo di LaTeX.

                                  Spiegare perché e per come quella raccomandazione sia valida è lungo e richiede una conoscenza approfondita del meccanismo interno con cui LaTeX colloca gli oggetti flottanti; conoscenza approfondita sia da parte di chi scrive, sia da parte di chi legge; specifico che io NON ho una conoscenza approfondita tale da conoscere ogni dettaglio, ma ho una buona conoscenza e credo di sapere quel che dico, anche se non escludo che qualcosa sia poco corretto o non esattamente quello che la routine di output di pdf-, xe-, lua-, tex fanno per gestire le code degli oggetti flottanti e per costruire le pagine in uscita, ma credo che non sia tanto diverso dal vero.

                                  Sul prossimo numero di ArsTeXnica ci sarà la traduzione in italiano dell’articolo di Frank Mittelbach che spiega meglio quello che io dico più succintamente e con minor precisione; anche lui non scende troppo nei dettagli, ma siccome è lui che ha riscritto molto del codice che era stato inizialmente creato da Leslie Lamport, il papà di LaTeX, credo che sappia esattamente quello che dice e ritengo che ci siano ottime ragioni per ascoltarlo.

                                  Anche Enrico (sì, proprio quello che pensi tu), che la sa molto più lunga di me (tanto che sta collaborando al nuovo linguaggio L3, che per me è ancora fuori della mia portata) afferma sostanzialmente quello che ho esposto sopra senza mescolare i due codici di posizionamento in un’unica frase.

                                  Gustavo, se trovi che quel che ho scritto sopra ammetta dei controesempi che ne dimostrino la falsità, sono ben contento di rivedere la mia comprensione del meccanismo e te ne ringrazierò moltissimo. [non ho usato congiuntivi e condizionali, perché le mia non è una frase ipotetica dell’irrealtà…]

                                  Claudio

                                • #97589
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                                  Ringrazio OldClaudio per la spiegazione che giudico di chiarezza davvero esemplare; in particolare è perfettamente calzante l’osservazione seguente:

                                  OldClaudio” post=101011[…]
                                  Usare il pacchetto float e il codice H non è più economico che caricare il pacchetto caption e il suo comando \captionof; Il pacchetto float serve davvero se si vogliono definire altre tipologie di oggetti mobili, non per usare H.

                                  Si può forse solo osservare che l’opzione [tt]H[/tt] del pacchetto float ha il piccolo vantaggio di assicurare, in modo automatico, l’uniformità della spaziatura verticale dell’oggetto mobile/non più mobile inserito ([tt]\intextsep[/tt]).

                                  OldClaudio” post=101011[…]
                                  2) Il codice di posizione h non deve venire mai usato da solo, questo sì è vero e corretto; se lì dove lo si vorrebbe l’oggetto non ci sta, blocca le code degli oggetti flottanti omonimi.

                                  … perché l’oggetto che non ha trovato posto viene, ovviamente, inviato alle code. Perfetto, ora ho capito.

                                  Sono anch’io alla ricerca di capire come funziona l’output routine del LaTeX, da anni, e ogni tanto faccio un passetto avanti. Oggi, per esempio, grazie a OldCaudio ho imparato definitivamente come funziona [tt]H[/tt]: ero già abbastanza convinto che funzionasse così, ma ora lo so con certezza, che è un’altra cosa. Dunque, l’aver riaperto la discussione non è servito a nulla! 🙂

                                  È sempre utile discutere quando ci sono aspetti non completamente chiariti: penso che ora abbiamo un post (quello precedente di OldClaudio) che si possa additare agli utenti del forum come riferimento definitivo circa l’uso dello specificatore [tt]H[/tt].

                                  OldClaudio” post=101011[…]
                                  Gustavo, se trovi che quel che ho scritto sopra ammetta dei controesempi che ne dimostrino la falsità, sono ben contento di rivedere la mia comprensione del meccanismo e te ne ringrazierò moltissimo. […]

                                  Penso che quel che hai detto sia vero e non ammetta controesempi. 🙂 Naturalmente, potremmo sempre essere in errore entrambi… 😉

                                  Ciao.


                                  Gustavo

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