- Questo topic ha 55 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 7 mesi fa da
OldClaudio.
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CreatoreTopic
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16 Dicembre 2014 alle 18:53 #99175
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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16 Dicembre 2014 alle 19:09 #99176::
claudio” post=98705Domanda sicuramente stupida ma mi piacerebbe conoscere una risposta
accade a volte che un pacchetto chiami altri pacchetti che possono essere a loro volta chiamati da altri etc…
è conveniente studiare queste dipendenze o lasciare a Tex il compito di gestirle?
ciao
claudioDirei che non vanno ignorate.
Un caso pratico: carico il pacchetto A che a propria volta chiama B. Ma io non lo sapevo e magari ho caricato B con qualche opzione dopo A. Otterrei certamente degli errori.
Non so come si possa studiare queste dipendenze né dove, ma di certo la documentazione di ciascun pacchetto segnala queste cose nella parte iniziale. Forse basterebbe leggere lì.
Ciao
Tommaso
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18 Dicembre 2014 alle 14:43 #99177::
giocando a guardare i log ho avuto qualche sorpresa babel c’è sempre 🙂
basta guardare questo micro codice
`
\documentclass{minimal}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\listfiles
\begin{document}
prova
\end{document}
`e relativo log
This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.15 (TeX Live 2014/W32TeX) (preloaded format=pdflatex 2014.12.1) 16 DEC 2014 16:45
entering extended mode
\write18 enabled.
%&-line parsing enabled.
**Minputenc2.tex
(./Minputenc2.tex
LaTeX2e <2014/05/01>
Babel <3.9l> and hyphenation patterns for 79 languages loaded.
(c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/minimal.cls
Document Class: minimal 2001/05/25 Standard LaTeX minimal class
) (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/inputenc.sty
Package: inputenc 2014/04/30 v1.2b Input encoding file
\inpenc@prehook=\toks14
\inpenc@posthook=\toks15(c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/latin1.def
File: latin1.def 2014/04/30 v1.2b Input encoding file
)) (./Minputenc2.aux)
\openout1 = `Minputenc2.aux’.LaTeX Font Info: Checking defaults for OML/cmm/m/it on input line 4.
LaTeX Font Info: … okay on input line 4.
LaTeX Font Info: Checking defaults for T1/cmr/m/n on input line 4.
LaTeX Font Info: … okay on input line 4.
LaTeX Font Info: Checking defaults for OT1/cmr/m/n on input line 4.
LaTeX Font Info: … okay on input line 4.
LaTeX Font Info: Checking defaults for OMS/cmsy/m/n on input line 4.
LaTeX Font Info: … okay on input line 4.
LaTeX Font Info: Checking defaults for OMX/cmex/m/n on input line 4.
LaTeX Font Info: … okay on input line 4.
LaTeX Font Info: Checking defaults for U/cmr/m/n on input line 4.
LaTeX Font Info: … okay on input line 4.[1{c:/texlive/2014/texmf-var/fonts/map/pdftex/updmap/pdftex.map}]
(./Minputenc2.aux)*File List*
minimal.cls 2001/05/25 Standard LaTeX minimal class
inputenc.sty 2014/04/30 v1.2b Input encoding file
latin1.def 2014/04/30 v1.2b Input encoding file
***********)
Here is how much of TeX’s memory you used:
64 strings out of 493109
1156 string characters out of 6138587
52967 words of memory out of 5000000
3612 multiletter control sequences out of 15000+600000
3640 words of font info for 14 fonts, out of 8000000 for 9000
1141 hyphenation exceptions out of 8191
21i,4n,23p,143b,92s stack positions out of 5000i,500n,10000p,200000b,80000s
Output written on Minputenc2.pdf (1 page, 10820 bytes).
PDF statistics:
12 PDF objects out of 1000 (max. 8388607)
7 compressed objects within 1 object stream
0 named destinations out of 1000 (max. 500000)
1 words of extra memory for PDF output out of 10000 (max. 10000000)ciao
claudio
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18 Dicembre 2014 alle 19:42 #99178
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18 Dicembre 2014 alle 23:06 #99179
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19 Dicembre 2014 alle 12:37 #99180
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19 Dicembre 2014 alle 13:30 #99181::
Si, nel tuo esempio e nel corrispondente logo risulta caricato inputenc da te e un certo numero di pacchetti dal file di formato; questi sono pacchetti che riguardano comandi più o meno sperimentali di LaTeX3 e diverse altre cose, ma leggendo il file .log ti accorgi di quando e in che sequenza sono caricati i pacchetti che tu hai nominato nel preambolo e quelli che vengono caricati dietro le quinte dal file di formato.
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19 Dicembre 2014 alle 13:44 #99182::
OldClaudio” post=98740Si, nel tuo esempio e nel corrispondente logo risulta caricato inputenc da te e un certo numero di pacchetti dal file di formato; questi sono pacchetti che riguardano comandi più o meno sperimentali di LaTeX3 e diverse altre cose, ma leggendo il file .log ti accorgi di quando e in che sequenza sono caricati i pacchetti che tu hai nominato nel preambolo e quelli che vengono caricati dietro le quinte dal file di formato.
quindi solo il log è la via maestra
ciao
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19 Dicembre 2014 alle 13:54 #99183::
Io mi rifaccio sempre al logo, ma non credo che basti; per esempio dal logo non si capisce che hyperref deve essere caricato prima dei pochi pacchetti che lo usano, quindi che ne dipendono, anche se in generale non è sbagliato caricarlo per ultimo; tuttavia se volessi scrivere in ebraico, per esempio, dovresti chiamare il pacchetto bidi dopo hyperref. Questo non lo scopri dal log, ma dalla documentazione dei pacchetti se è ua buona documentazione.Il file logo ti aiuta a non caricare pacchetti che sono già stati caricati, ma non a caricare certi pacchetti prima che altri pacchetti ne abbiano bisogno.
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19 Dicembre 2014 alle 16:39 #99184
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21 Dicembre 2014 alle 13:53 #99185
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21 Dicembre 2014 alle 14:04 #99186::
avendo due orette libere ho fatto qualche prova
il risultato è l’allegato
che ne pensate?
da far crescere?
ciao
claudio
esperimento
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21 Dicembre 2014 alle 15:23 #99187
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21 Dicembre 2014 alle 16:30 #99188
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21 Dicembre 2014 alle 16:51 #99189::
Claudio, il tuo “esperimento” è molto interessante, ma procede dall’alto in basso e non permette, secondo me, di vedere chi effettivamente è caricato da chi.Ti faccio un esempio semplice.
amsfonts è caricato da amssymb, sempre; quindi effettivamente uno è autorizzato a ritenere che amsfonts dipenda da amssymb. Giusto; Ma proprio per questo amsfonts non dovrebbe mai venire caricato dall’utente, perché quando ha caricato amssymb, senza il quale non dispone dei comandi per i vari simboli, amssymb carica amsfonts che l’utente lo voglia o no; L’albero amssymb -> amsfonts non interferisce con altri pacchetti.Altro esempio: caricando graphicx, viene caricato anche graphics; se ne deduce correttamente che il primo dipende dal secondo; sì, è corretto, ma la situazione non è simile a quella di amssymb e amsfonts; se carichi graphics, questo non carica graphicx; quindi esiste una dipendenza, ma unilaterale. Se specifichi graphicx, quindi, esso carica ciò da cui dipende, ma a sua volta carica trig (per le funzioni trigonometriche necessarie per le rotazioni e i cambiamenti di scala che richiedono di costruire adeguatamente la matrice di trasformazione dei linguaggi PDF e PS). Si può dedurre che graphicx dipenda da trig. Ma per stabilire come costruire correttamente la matrice di trasformazione deve conoscere con quel “engine” si sta compilando il file e saputolo, carica un opportuno file .def (dvips.def, pdftex.def, xetex.def,…) quindi graphicx dipende da tutti questi file .def. Ma è giusto chiamarle dipendenze?
Quindi il tuo approccio è giusto, ma va spiegato meglio chi chiama chi e \listfiles dà solo l’elenco dei file caricati; per sapere chi ha caricato che cosa, bisognerebbe esaminare di volta in volta il file .log e controllare l’apertura e la chiusura delle parentesi tonde; nel file .log l’apertura di in file è segnalata dal nome completo di percorso del file preceduto da una tonda aperta; la fine della lettura di quel file è segnalata da una tonda chiusa. Fra queste due parentesi possono venire caricati e letti altri file che a loro volta possono… eccetera; solo così si può sapere esattamente chi chiama che cosa e si può costruire un albero delle dipendenze.
Un’altra cosa: le classi standard di solito per ogni opzione caricano un file che ne implementa le funzionalità; non tutte le opzioni si comportano così, ma è frequente. Per esempio book, report e article per ogni opzione di corpo caricano un file opportuno con estensione .clo che sta per class option, anche la posizione delle equazioni e dei loro numeri dipende da due altri file .clo. In questi casi si può dire che book e compagnia dipendano dai file .clo, ma in parte è vero e in parte no: cioè book e compagni dipendo dai file .clo per impostare i font con i loro corpi, ma di volta in volta scelgono solo una di queste opzioni, non tutte contemporaneamente; per questo io non considererei i file .clo come dei prerequisiti al funzionamento delle classi; certo, almeno uno di questi file ci vuole, ma non è necessario che ci siano anche gli altri file .clo per gli altri corpi. Oppure non è obbligatorio che ci siano solo tre file .clo per i corpi; la classe memoir dispone di una collezione di file .clo per i corpi che va, mi pare, da 7pt a 60pt.
Altre dipendenze soo più delicate; sarebbe una cosa utile se tutti i pacchetti che richiedono di essere caricati dopo di altri lo verificassero e nel caso segnalassero un errore; molti autori lo dicono nella documentazione, ma spesso non creano il codice di verifica o non provvedono a caricare inizialmente il pacchetto o i pacchetti necessari. Per certi versi fanno bene, perché se li caricassero con certe opzioni, e poi l’utente li ricaricasse con altre opzioni si avrebbe l’errore di “option clash”.
Insomma è molto difficile scoprire le vere dipendenze, certamente \listfiles non basta anche se è un buon punto di partenza.
Conclusione: il lavoro che hai cominciato è utile ed interessante, ma dovresti almeno corredare il tuo elenco con dei capoversi esplicativi per avvertire i lettori di alcune cose come quelle che ti ho segnalato (che sono ben lontane dall’esaurire la casistica) in modo che il lettore sia messo sull’avviso.
Ottimo lavoro: continua pure e tienici informati. Grazie
Claudio
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21 Dicembre 2014 alle 16:52 #99190::
Claudio, il tuo “esperimento” è molto interessante, ma procede dall’alto in basso e non permette, secondo me, di vedere chi effettivamente è caricato da chi.Ti faccio un esempio semplice.
amsfonts è caricato da amssymb, sempre; quindi effettivamente uno è autorizzato a ritenere che amsfonts dipenda da amssymb. Giusto; Ma proprio per questo amsfonts non dovrebbe mai venire caricato dall’utente, perché quando ha caricato amssymb, senza il quale non dispone dei comandi per i vari simboli, amssymb carica amsfonts che l’utente lo voglia o no; L’albero amssymb -> amsfonts non interferisce con altri pacchetti.Altro esempio: caricando graphicx, viene caricato anche graphics; se ne deduce correttamente che il primo dipende dal secondo; sì, è corretto, ma la situazione non è simile a quella di amssymb e amsfonts; se carichi graphics, questo non carica graphicx; quindi esiste una dipendenza, ma unilaterale. Se specifichi graphicx, quindi, esso carica ciò da cui dipende, ma a sua volta carica trig (per le funzioni trigonometriche necessarie per le rotazioni e i cambiamenti di scala che richiedono di costruire adeguatamente la matrice di trasformazione dei linguaggi PDF e PS). Si può dedurre che graphicx dipenda da trig. Ma per stabilire come costruire correttamente la matrice di trasformazione deve conoscere con quel “engine” si sta compilando il file e saputolo, carica un opportuno file .def (dvips.def, pdftex.def, xetex.def,…) quindi graphicx dipende da tutti questi file .def. Ma è giusto chiamarle dipendenze?
Quindi il tuo approccio è giusto, ma va spiegato meglio chi chiama chi e \listfiles dà solo l’elenco dei file caricati; per sapere chi ha caricato che cosa, bisognerebbe esaminare di volta in volta il file .log e controllare l’apertura e la chiusura delle parentesi tonde; nel file .log l’apertura di in file è segnalata dal nome completo di percorso del file preceduto da una tonda aperta; la fine della lettura di quel file è segnalata da una tonda chiusa. Fra queste due parentesi possono venire caricati e letti altri file che a loro volta possono… eccetera; solo così si può sapere esattamente chi chiama che cosa e si può costruire un albero delle dipendenze.
Un’altra cosa: le classi standard di solito per ogni opzione caricano un file che ne implementa le funzionalità; non tutte le opzioni si comportano così, ma è frequente. Per esempio book, report e article per ogni opzione di corpo caricano un file opportuno con estensione .clo che sta per class option, anche la posizione delle equazioni e dei loro numeri dipende da due altri file .clo. In questi casi si può dire che book e compagnia dipendano dai file .clo; ma in parte è vero e in parte no: cioè book e compagni dipendo dai file .clo per impostare i font con i loro corpi, ma di volta in volta scelgono solo una di queste opzioni, non tutte contemporaneamente; per questo io non considererei i file .clo come dei prerequisiti al funzionamento delle classi; certo, almeno uno di questi file ci vuole, ma non è necessario che ci siano anche gli altri file .clo per gli altri corpi. Oppure non è obbligatorio che ci siano solo tre file .clo per i corpi; la classe memoir dispone di una collezione di file .clo per i corpi che va, mi pare, da 7pt a 60pt.
Altre dipendenze soo più delicate; sarebbe una cosa utile se tutti i pacchetti che richiedono di essere caricati dopo di altri lo verificassero e nel caso segnalassero un errore; molti autori lo dicono nella documentazione, ma spesso non creano il codice di verifica o non provvedono a caricare inizialmente il pacchetto o i pacchetti necessari. Per certi versi fanno bene, perché se li caricassero con certe opzioni, e poi l’utente li ricaricasse con altre opzioni si avrebbe l’errore di “option clash”.
Insomma è molto difficile scoprire le vere dipendenze, certamente \listfiles non basta anche se è un buon punto di partenza.
Conclusione: il lavoro che hai cominciato è utile ed interessante, ma dovresti almeno corredare il tuo elenco con dei capoversi esplicativi per avvertire i lettori di alcune cose come quelle che ti ho segnalato (che sono ben lontane dall’esaurire la casistica) in modo che il lettore sia messo sull’avviso.
Ottimo lavoro: continua pure e tienici informati. Grazie
Claudio
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21 Dicembre 2014 alle 17:01 #99191
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21 Dicembre 2014 alle 19:02 #99192
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21 Dicembre 2014 alle 21:04 #99193::
claudio” post=98788Esempio di caricamento
color prima di xcolor
sono caricati entrambi
xcolor prima di color
viene caricato solo xcolorQui non si può parlare di dipendenza ma esclusione dipendente dall’ordine
altri esempi?
Sì e no.
Xcolor contiene già il codice di color, quindi non ne ha bisogno.
Nello stesso tempo nella riga 259 del file xcolor.sty c’è una istruzione che simula il caricamento di color, cosicché se provi a caricarlo \usepackage controlla se è già caricato verificando che il comando \ver@color abbia una definizione non vuota; siccome xcolor definisce quella macro con un argomento non nullo (una data nel formato LaTeX), \usepackage lo ritiene già caricato e non lo ricarica una seconda volta.
Viceversa se color è caricato prima di xcolor, tutte le sue definizioni sono “ricoperte” da quelle di xcolor. Questo è un caso in cui l’autore di xcolor ha fatto le cose per bene; nella documentazione raccomanda di non caricare color; leggendo il codice sappiamo perché: se caricato prima viene sovrascritto, se caricato dopo il suo caricamento non ha luogo.
È difficile in questo caso parlare di dipendenze, ma certamente di incompatibilità gestita correttamente o di esclusione, come l’ha chiamata.
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22 Dicembre 2014 alle 5:06 #99194
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22 Dicembre 2014 alle 8:50 #99195::
claudio” post=98796Forse bisogna partire da un vocabolario comune
1) dipendenza: il file viene caricato dal pacchetto
2) esclusione: al file viene impedito il caricamento
3) incompatibilità: la compilazione non va a buon fine
ciao
claudioSì, sono d’accordo.
Non voglio avere l’ultima parola, quindi prendi quel che dico come una proposta non come una critica alla tua terminologia.1) dipendenza di x da y: il file y viene caricato dal file x
2) compatibilità di x e y: il file x e il file y non hanno nessun legame reciproco e possono venire caricati in un ordine qualsiasi
3) indipendenza di x da y: il file y, anche se invocato, non viene caricato da y
4) incompatibilità di x e y; se x e y vengono invocati entrambi la compilazione non va a buon fine
5) sequenzialità di x e y: i pacchetti x e y vanno caricati in una sequenza precisaNaturalmente i 5 nomi possono essere scelti in modo diverso, ma i concetti dopo i due punti, anche se formulati diversamente, restano quelli. Nota che la sequenzialità implica un dipendenza, ma il file x NON carica il file y (o viceversa) ma tocca all’utente invocarli in un ordine preciso.
Come ho già scritto nei messaggi precedenti, escluderei da questa classifica i file che corrispondono alla specificazione di opzioni alla classe o ai pacchetti. Quindi escluderei i file .clo (opzioni di classe), i file .def (opzioni di pacchetti, per esempio graphicx, inputenc, fontenc, eccetera), i file .ldf (opzioni di babel}, i file .fd (richiamati direttamente dalle classi e/o dai pacchetti per gestire i font), i file .cnf o .cfg (file di configurazione di molti pacchetti e di certe classi).
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22 Dicembre 2014 alle 12:23 #99196
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22 Dicembre 2014 alle 12:35 #99197
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23 Dicembre 2014 alle 6:07 #99198::
Al momento carico solo un pacchetto alla volta quindi vedo quello che lui carica per funzionare
ma come fare le prove?
`
\documentclass{minimal}
\listfiles
\begin{document}
prova
\end{document}
`
ecco il mio file minimo su cui inserire il pacchetto
può andare o è meglio qualcosa di più complesso?
ciao
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24 Dicembre 2014 alle 12:29 #99199::
un grafico per AmsMath
un primo grafico di prova
`
\documentclass{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}\tikzset{main node/.style={rectangle, draw,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{main verb/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90}, }
\node[main node] (1) {AMSXTRA};
\node[main node] (2){AMSMATH};
\node[main node] (5)
{AMSBSY};
\node[main node] (6) [below =of 5] {AMSOPN};
\node[main node] (4) [above =of 5] {AMSTEXT};
\node[main node] (3) [below =of 6] {AMSCD};
\node[main node] (7){AMSGEN};
\foreach \x /\y in{1/2,2/4,2/5,2/6,4/7,5/7,6/7,3/7}
\path[linea] (\x) edge node {} (\y);
%%
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
-
26 Dicembre 2014 alle 6:53 #99200::
graphics
`
\documentclass{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}\tikzset{main node/.style={rectangle, draw,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{main verb/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90}, }
\node[main node] (a) {GRAPHICS};
\node[main node] (b) [above right =of a] {GRAPHICS.CFG};
\node[main node] (c){PDFTEX.DEF};
\node[main node] (d) [below =of a] {TRIG};
\node[main node] (e) [below =of c] {SUPP-PDF.MKII};
\node[main node] (1){EPSTOPDF-BASE};
\node[main node] (3) [ right =of 1] {INFWARERR};
\node[main node] (4) [above right =of 1] {GRFEXT};
\node[main node] (5) [below right =of 1] {PDFTEXCMDS};
\node[main node] (6) [above =of 1] {KVOPTIONS};
\node[main node] (7) [above right=of 6] {KEYVAL};
\node[main node] (8) [above =of 6] {KVSETKEYS};
\node[main node] (9) [above left=of 6] {ETEXCMDS};
\node[main node] (10){KVDEFINEKEYS};
\node[main node] (11){LTXCMDS};
\node[main node] (12){IFPDF};
%\node[main node] (12) [above =of 13] {PDFTEXCMDS};
\node[main node] (13) [below right =of 5] {IFLUATEX};
% \node[main node] (15) [below =of 14] {PDFTEXCMDS};\node[main node] (f) [above left =of 1] {EPSTOPDF-SYS.CFG};
\foreach \x /\y in{1/3,1/4,1/5,1/6,6/7,6/8,6/9,4/10,10/11,5/3,5/11,5/12,5/13,a/b,a/c,a/d,b/1,b/5,c/5,c/3,c/e,1/f}
\path[linea] (\x) edge node {} (\y);
%%
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
-
26 Dicembre 2014 alle 9:45 #99201::
skevin93″ post=98806Io lo segnerei come “incompatibile” con tutti quei pacchetti che emula: se uso [tt]titlesec[/tt] o [tt]geometry[/tt] nella classe [tt]memoir[/tt] vado certamente incontro a dei problemi
Tra la fine della pagina xxix e l’inio della pagina xxx, la documentazione di memoir spiega quali pacchetti emula e di cui vieta il caricamanto e quali pacchetti, pur offrendo funzionalità simili a quelle contenute in memoir possono essere usati lo stesso. Vale pae na leggere uei pochi capoversi per rendersi conto delle compatibilità e delle indipendenze. In particolare titelesece e geometry sono usabili anche con memori.Come collaboratore iniziale di imakeidx posso dire che, benché memoir vieti il caricamento di makeidx (come specificato verso la fine della pagina xxix) non vieta espressamente imakeidx, perc cui le funzionalità di quest’ultimo possono essere usate tranquillamente, pur di non usare i comandi propri di memoir, e in effetti funziona beniissimo. Alla finde di dicembre dovrebbe essere caricato su CTAN e aggiunto ai pacchetti di TeX Live (e MiKTeX ?) il nuovo pacchetto indextools, che è un fork di imakeidx compatibile con la presenza del pacchetto bidi; siccome memori emula le funzionalità di bidi, la cosa potrebbe presentare un vantaggio per gli utenti. Non lo so, vedremo.
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26 Dicembre 2014 alle 10:03 #99202::
@claudio, stai facendo un ottimo lavoro; quei grafici con tikz vanno interpretati, ma sono formidabili nel mostrare i legami con altri pacchetti.Ci sono però alcune cose che forse varrebbe la pena di marcare, come per esempio i pacchetti caricati dal formato, non dai singoli pacchetti. Prendiamo per esempio ltxcmds; guardando il diagramma di graphics, sembrerebbe un pacchetto da cui molti altri pacchetti dipendono. Se vai a leggere la documentazione di ltxcmds, ti accorgi che è servito a Oberdiek per rendere accessibili a pacchetti da usare con Plain TeX epr disporre di funzionalità simili a quelle di LaTeX.
A che cosa serve? Qual è l’utente LaTeX a cui verrebbe in mente di caricare quel pacchetto? Ci pensa il file di formato a caricarlo e certamente non perché l’utente finale ne faccia uso. la stessa cosa vale per i file .def, l’utente in generale non ha nessuna scelta su questi pacchetti. Può essere utile conoscerne l’esistenza da parte di chi scrive file per pacchetti o per classi, ma l’utente finale certamente no.
Allora perché rendere complicati i grafici delle dipendenze con pacchetti che l’utente non vedrà e non userà mai?
Se dal grafico relativo a graphics togli i nodi relativi ai fie .def e ai pacchetti caricati dal formato, il grafico diventa comprensibile senza dover fare elucubrazioni strane.Ciò non toglie che il lavoro che stai facendo sia molto bello e credo molto utile, specialmente se lo rendi comprensibile anche a chi non è addentro alle segrete cose del nucleo di LaTeX, ai vari file .ini che vengono letti durante la creazione dei file di formato, e ai vari pacchetti che ne vengono coinvolti.
Se hai texlive, nell’albero texmf-var/web2c/pdftex/ vi sono i file di formato e i file .log con cui sono stati creati; prova a leggere il file pdflatex.log e ti rendi conto della quantità di pacchetti che fanno già parte del formato (in particolare vedi anche come sono caricati i file di sillabazione per le lingue, una ottantina, numerate da 0 a 79). Non vorrai mica elencare anche i file di sillabazione fra le dipendenze? eppure sono caricati anche quelli.
Complimenti per il tuo lavoro eccellente.
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26 Dicembre 2014 alle 14:28 #99203::
avevo paura di tagliare qualche ponteecco color
prima e dopo la cura
`
\documentclass{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}\tikzset{main node/.style={rectangle, draw,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{main verb/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90}, }
\node[main node] (1) {COLOR};
\node[main node] (2)[below =of 1] {COLOR.CFG};
\node[main node] (3){PDFTEX.DEF};
\node[main node] (4)[above right =of 3] {INFWARERR};
\node[main node] (5)[below right =of 3] {SUPP-PDF.MKII};
\node[main node] (6){LTXCMDS};
\foreach \x /\y in{1/2,1/3,2/3,3/5,3/4,4/6}
\path[linea] (\x) edge node {} (\y);
%%
\end{tikzpicture}
\end{document}
``
\documentclass{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}\tikzset{main node/.style={rectangle, draw,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{main verb/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90}, }
\node[main node] (1) {COLOR};
\node[main node] (4)[ right =of 1] {INFWARERR};
\node[main node] (6){LTXCMDS};
\foreach \x /\y in{1/4,4/6}
\path[linea] (\x) edge node {} (\y);
%%
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
intendevi questo ?
ciao
e grazie per l’attenzione
claudio
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26 Dicembre 2014 alle 14:54 #99204::
Più o meno si. Ma…Metterei la dipendenza dal driver, vale a dire che invece di PDFTEX.DEF metterei
.DEF per indicare che un drivere con le definizioni dei suoi comandi di basso livello ci vuole, altrimenti color non funziona, ma non specificherei il nome del friver PDFTEX, perché quello è solo il driver che si usa con il compositore pdflatex ed altri programmi simili basati sul motore di composizione pdftex; con xelatex si usa il driver XETEX.DEF, con altri programmi si usano altri driver, corrispondenti ciascuno ad una opzione; in realtà non è necessario specificarlo perché il driver giusto è ricavato dal file di configurazione.Eliminerei infwarerr e ltxcmds che sono caricati dal formato.
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26 Dicembre 2014 alle 16:51 #99205::
OldClaudio” post=98880
Io lo segnerei come “incompatibile” con tutti quei pacchetti che emula: se uso [tt]titlesec[/tt] o [tt]geometry[/tt] nella classe [tt]memoir[/tt] vado certamente incontro a dei problemi
Tra la fine della pagina xxix e l’inio della pagina xxx, la documentazione di memoir spiega quali pacchetti emula e di cui vieta il caricamanto e quali pacchetti, pur offrendo funzionalità simili a quelle contenute in memoir possono essere usati lo stesso. Vale pae na leggere uei pochi capoversi per rendersi conto delle compatibilità e delle indipendenze. In particolare titelesece e geometry sono usabili anche con memori.Come collaboratore iniziale di imakeidx posso dire che, benché memoir vieti il caricamento di makeidx (come specificato verso la fine della pagina xxix) non vieta espressamente imakeidx, perc cui le funzionalità di quest’ultimo possono essere usate tranquillamente, pur di non usare i comandi propri di memoir, e in effetti funziona beniissimo. Alla finde di dicembre dovrebbe essere caricato su CTAN e aggiunto ai pacchetti di TeX Live (e MiKTeX ?) il nuovo pacchetto indextools, che è un fork di imakeidx compatibile con la presenza del pacchetto bidi; siccome memori emula le funzionalità di bidi, la cosa potrebbe presentare un vantaggio per gli utenti. Non lo so, vedremo.
Hai ragione: non utilizzando quella classe, sapevo solamente che era in grado di emulare molti pacchetti di personalizzazione, ma non ero a conoscenza di queste compatibilità 😀
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26 Dicembre 2014 alle 20:54 #99206::
OldClaudio” post=98881 @claudio, stai facendo un ottimo lavoro; quei grafici con tikz vanno interpretati, ma sono formidabili nel mostrare i legami con altri pacchetti.
Ci sono però alcune cose che forse varrebbe la pena di marcare, come per esempio i pacchetti caricati dal formato, non dai singoli pacchetti. Prendiamo per esempio ltxcmds; guardando il diagramma di graphics, sembrerebbe un pacchetto da cui molti altri pacchetti dipendono. Se vai a leggere la documentazione di ltxcmds, ti accorgi che è servito a Oberdiek per rendere accessibili a pacchetti da usare con Plain TeX epr disporre di funzionalità simili a quelle di LaTeX.
A che cosa serve? Qual è l’utente LaTeX a cui verrebbe in mente di caricare quel pacchetto? Ci pensa il file di formato a caricarlo e certamente non perché l’utente finale ne faccia uso. la stessa cosa vale per i file .def, l’utente in generale non ha nessuna scelta su questi pacchetti. Può essere utile conoscerne l’esistenza da parte di chi scrive file per pacchetti o per classi, ma l’utente finale certamente no.
Allora perché rendere complicati i grafici delle dipendenze con pacchetti che l’utente non vedrà e non userà mai?
Se dal grafico relativo a graphics togli i nodi relativi ai fie .def e ai pacchetti caricati dal formato, il grafico diventa comprensibile senza dover fare elucubrazioni strane.Ciò non toglie che il lavoro che stai facendo sia molto bello e credo molto utile, specialmente se lo rendi comprensibile anche a chi non è addentro alle segrete cose del nucleo di LaTeX, ai vari file .ini che vengono letti durante la creazione dei file di formato, e ai vari pacchetti che ne vengono coinvolti.
Se hai texlive, nell’albero texmf-var/web2c/pdftex/ vi sono i file di formato e i file .log con cui sono stati creati; prova a leggere il file pdflatex.log e ti rendi conto della quantità di pacchetti che fanno già parte del formato (in particolare vedi anche come sono caricati i file di sillabazione per le lingue, una ottantina, numerate da 0 a 79). Non vorrai mica elencare anche i file di sillabazione fra le dipendenze? eppure sono caricati anche quelli.
Complimenti per il tuo lavoro eccellente.
ti riferivi a questo?
C:\texlive\2014\texmf-var\web2c\pdftex\jadetex.log (37 hits)
Line 851: ) (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/array.sty
Line 859: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/longtable.sty
Line 878: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/color.sty
Line 892: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/colortbl/colortbl.sty
Line 897: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/marvosym/marvosym.sty
Line 900: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/graphicx.sty
Line 903: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/keyval.sty
Line 907: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/graphics.sty
Line 910: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/trig.sty
Line 921: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/multicol.sty
Line 970: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/ulem/ulem.sty
Line 982: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/fancyhdr/fancyhdr.sty
Line 993: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/hyperref/hyperref.sty
Line 996: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/hobsub-hyperref.sty
Line 1000: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/hobsub-generic.sty
Line 1041: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/ifxetex/ifxetex.sty
Line 1044: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/oberdiek/auxhook.sty
Line 1047: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/oberdiek/kvoptions.sty
Line 1074: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/url/url.sty
Line 1112: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/oberdiek/rerunfilecheck.sty
Line 1119: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/inputenc.sty
Line 1127: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/mlnames.sty
Line 1231: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/unicode.sty
Line 1235: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/fontenc.sty
Line 1248: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tipa/tipa.sty
Line 1251: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tipa/tone.sty
Line 1255: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/amssymb.sty
Line 1258: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/amsfonts.sty
Line 1266: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/bm.sty
Line 1270: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/textcomp.sty
Line 1351: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/psnfss/pifont.sty
Line 1363: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/wasysym/wasysym.sty
Line 1369: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/stmaryrd/stmaryrd.sty
Line 1376: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/dummyels.sty
Line 1380: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/eucal.sty
Line 1390: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/ucharacters.sty)
Line 1391: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/jadetex/base/uentities.sty)
C:\texlive\2014\texmf-var\web2c\pdftex\pdfjadetex.log (39 hits)
Line 851: ) (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/array.sty
Line 859: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/longtable.sty
Line 878: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/color.sty
Line 889: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/infwarerr.sty
Line 892: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/ltxcmds.sty
Line 897: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/colortbl/colortbl.sty
Line 902: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/marvosym/marvosym.sty
Line 905: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/graphicx.sty
Line 908: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/keyval.sty
Line 912: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/graphics.sty
Line 915: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/graphics/trig.sty
Line 926: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/multicol.sty
Line 975: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/ulem/ulem.sty
Line 987: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/fancyhdr/fancyhdr.sty
Line 998: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/hyperref/hyperref.sty
Line 1001: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/hobsub-hyperref.sty
Line 1005: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/oberdiek/hobsub-generic.sty
Line 1046: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/generic/ifxetex/ifxetex.sty
Line 1049: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/oberdiek/auxhook.sty
Line 1052: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/oberdiek/kvoptions.sty
Line 1079: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/url/url.sty
Line 1109: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/oberdiek/rerunfilecheck.sty
Line 1116: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/inputenc.sty
Line 1124: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/mlnames.sty
Line 1228: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/unicode.sty
Line 1232: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/fontenc.sty
Line 1245: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tipa/tipa.sty
Line 1248: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tipa/tone.sty
Line 1252: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/amssymb.sty
Line 1255: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/amsfonts.sty
Line 1263: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/tools/bm.sty
Line 1267: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/base/textcomp.sty
Line 1348: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/psnfss/pifont.sty
Line 1360: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/wasysym/wasysym.sty
Line 1366: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/stmaryrd/stmaryrd.sty
Line 1373: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/dummyels.sty
Line 1377: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/latex/amsfonts/eucal.sty
Line 1387: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/xmltex/passivetex/ucharacters.sty)
Line 1388: (c:/texlive/2014/texmf-dist/tex/jadetex/base/uentities.sty) -
26 Dicembre 2014 alle 23:12 #99207
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27 Dicembre 2014 alle 3:09 #99208
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27 Dicembre 2014 alle 7:08 #99209::
Continuo a giocare, fuori fa freddo quindi non si esce. Sono qualche anno che uso latex e mi considero solo un utilizzatore di basso livello del sistema. Non conosco la programmazione ma cerco di tentare di capire come funziona il tutto. Mi sono chiesto carico un pacchetto nel preambolo ma cosa succede poi cosa fa il compilatore? Per ora ho solo capito che non è banale e dipende fortemente dal contesto
Ecco il topolino da laboratorio la cavia insomma
`
\RequirePackage{snapshot}
\documentclass{minimal}
\usepackage{graphicx}
\listfiles
\begin{document}
prova
\end{document}
`
modificato geneticamente con l’aggiunta di
`
\RequirePackage{snapshot}
`
per produrre dei file dep
prima compilazione pdflatex\RequireVersions{
*{application}{TeX} {1990/03/25 v3.x}
*{format} {LaTeX2e} {2014/05/01 v2.e}
*{package}{snapshot} {2002/03/05 v1.14}
*{class} {minimal} {2001/05/25 v0.0}
*{package}{graphicx} {2014/10/28 v1.0g}
*{package}{keyval} {2014/10/28 v1.15}
*{package}{graphics} {2014/10/28 v1.0p}
*{package}{trig} {1999/03/16 v1.09}
*{file} {graphics.cfg}{2010/04/23 v1.9}
*{file} {pdftex.def} {2011/05/27 v0.06d}
*{package}{infwarerr} {2010/04/08 v1.3}
*{package}{ltxcmds} {2011/11/09 v1.22}
*{file} {supp-pdf.mkii}{0000/00/00 v0.0}
*{package}{pdftexcmds} {2011/11/29 v0.20}
*{package}{ifluatex} {2010/03/01 v1.3}
*{package}{ifpdf} {2011/01/30 v2.3}
*{package}{epstopdf-base}{2010/02/09 v2.5}
*{package}{grfext} {2010/08/19 v1.1}
*{package}{kvdefinekeys}{2011/04/07 v1.3}
*{package}{kvoptions} {2011/06/30 v3.11}
*{package}{kvsetkeys} {2012/04/25 v1.16}
*{package}{etexcmds} {2011/02/16 v1.5}
*{file} {epstopdf-sys.cfg}{2010/07/13 v1.3}
}seconda compilazione xelatex
\RequireVersions{
*{application}{TeX} {1990/03/25 v3.x}
*{format} {LaTeX2e} {2014/05/01 v2.e}
*{package}{snapshot} {2002/03/05 v1.14}
*{class} {minimal} {2001/05/25 v0.0}
*{package}{graphicx} {2014/10/28 v1.0g}
*{package}{keyval} {2014/10/28 v1.15}
*{package}{graphics} {2014/10/28 v1.0p}
*{package}{trig} {1999/03/16 v1.09}
*{file} {graphics.cfg}{2010/04/23 v1.9}
*{file} {xetex.def} {2014/07/25 v4.03}
}terza compilazione lualatex
\RequireVersions{
*{application}{TeX} {1990/03/25 v3.x}
*{format} {LaTeX2e} {2014/05/01 v2.e}
*{package}{snapshot} {2002/03/05 v1.14}
*{class} {minimal} {2001/05/25 v0.0}
*{package}{graphicx} {2014/10/28 v1.0g}
*{package}{keyval} {2014/10/28 v1.15}
*{package}{graphics} {2014/10/28 v1.0p}
*{package}{trig} {1999/03/16 v1.09}
*{file} {graphics.cfg}{2010/04/23 v1.9}
*{file} {pdftex.def} {2011/05/27 v0.06d}
*{package}{infwarerr} {2010/04/08 v1.3}
*{package}{ltxcmds} {2011/11/09 v1.22}
*{package}{pdftexcmds} {2011/11/29 v0.20}
*{package}{ifluatex} {2010/03/01 v1.3}
*{package}{ifpdf} {2011/01/30 v2.3}
*{package}{luatex-loader}{2010/03/09 v0.4}
*{file} {supp-pdf.mkii}{0000/00/00 v0.0}
*{package}{epstopdf-base}{2010/02/09 v2.5}
*{package}{grfext} {2010/08/19 v1.1}
*{package}{kvdefinekeys}{2011/04/07 v1.3}
*{package}{kvoptions} {2011/06/30 v3.11}
*{package}{kvsetkeys} {2012/04/25 v1.16}
*{package}{etexcmds} {2011/02/16 v1.5}
*{file} {epstopdf-sys.cfg}{2010/07/13 v1.3}
}quarta latex
\RequireVersions{
*{application}{TeX} {1990/03/25 v3.x}
*{format} {LaTeX2e} {2014/05/01 v2.e}
*{package}{snapshot} {2002/03/05 v1.14}
*{class} {minimal} {2001/05/25 v0.0}
*{package}{graphicx} {2014/10/28 v1.0g}
*{package}{keyval} {2014/10/28 v1.15}
*{package}{graphics} {2014/10/28 v1.0p}
*{package}{trig} {1999/03/16 v1.09}
*{file} {graphics.cfg}{2010/04/23 v1.9}
*{file} {dvips.def} {2014/10/14 v3.0j}
}Un bel impazzimento
ciao
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27 Dicembre 2014 alle 7:36 #99210::
Non direi che ci sia tanto da impazzire se si considerano due cose:
1) pdflatex e lualatex hanno come motere di composizione pdftex, mentre latex e xelatex hanno come motore solo tex e xetex, molto simili, nel senso che il secondo gestisce anche i font OpenType, mentre il primo non li gestiche, ma il loro output sono due varianti del formato DVI, non del formato PDF. il loro file di uscita deve venire trasformato in PDF mediante opportuni programmi; per il DVI di latex si può usare sia dvips+pstopdf, sia dvipdfm; per l’uscita del file DVI speciale di xelatex ci pensa da solo l’eseguibile xetex a lanciare una versione speciale di dvipdfm, ma mediante un’opzione questa trasformazione può essere disabilitata (in genere non viene disabilitata — io non l’ho mai disabilitata).Allora mi pare evidente che i due snapshot di latex e xelatex siano molto simili, e a loro volta i due snapshot di pdflatex e lualatex siano molto simili; la differenza sta nel fatto che i formati basati su pdftex vengono sviluppati attivamente per far sì che pdftex possa produrre il massimo che il linguaggio di uscita possa dare. Invece il motore tex è congelato per volere di Knuth; di fatto latex viene compilato con una versione di pdftex impostata per produrre il formato di uscita DVI che non ha tutte le raffinatezze del formato PDF. Xetex è nato molto più avanzato di tex e include già di suo le estensioni di etex, soltanto che per chissà quale decisione degli anni 2000-2005 che non conosco, è stato deciso di usare un formato DVI modificato per poter gestire i fon con codifica UNICODE; tant’è che lo sviluppo di lualatex è cominciato proprio quando è uscito xetex/xelatex. Mettendo mano su un programma nuovo, gli sviluppatori si sono sbizzarriti con una quantità di funzionalità in più, in particolare l’inclusione di buona parte dell’interprete Lua che ne caratterizza il nome.
Comunque buona parte dei pacchetti in più che gli snapshot di pdflatex e lualatex mostrano, sono pacchetti inclusi nel formato, non richiamati né da minimal, né dal pacchetto di cui stai cercando le dipendenze. Prova a fare lo snapshot senza chiamare nessun pacchetto e vedrai che la lista rimane molto lunga lo stesso, perché è il formato che richiede almeno una mezza dozzina di pacchetti che xelatex e latex non richiamano.
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27 Dicembre 2014 alle 18:34 #99211
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28 Dicembre 2014 alle 7:50 #99212::
ma babel con l’opzione italiano funziona così?
`
\documentclass{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\tikzset{main node/.style={rectangle, draw,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{internal node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{driver node/.style={ellipse, draw,dashed,
text centered}, }
\tikzset{formato node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered}, }
\tikzset{cfg node/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90},}
\node[main node] (1) {babel};
\node[internal node] (10)[above=of 1] {switch.def};
\node[driver node] (2){italian.sty};
\node[driver node] (3){italian.ldf};
\node[internal node] (4)[above right =of 3] {etoolbox};
\node[cfg node] (5)[below right =of 3] {babel.def};
\node[internal node] (6){etex};
\foreach \x /\y in{1/2,2/3,2/3,3/4,3/5,4/6,1/10}
\path[linea] (\x) edge node {} (\y);
% %%
\end{tikzpicture}
\end{document}`
driver file che cambia a seconda dell’opzione
cfg file di configurazione ???
internal pacchetto chiamato per uso interno ???
ciao
claudio
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28 Dicembre 2014 alle 8:53 #99213::
A me non risulta.italian.sty viene deprecato perché serve per attuare una retrocompatibilità specialmente con LaTeX209, ma il suo uso con LaTeX2e è deprecato; l’autore prima chiama babel senza specificare nessuna lingua poi chiama chiama italian.sty che ia sua invoca babel.def e tutto il resto.
Il modo corretto di usare babel è quello di chiamarlo con le opzioni (che d’altra parte possono anche essere indicate fra le opzioni della classe, cosicché diventano opzioni globali, usabili anche da altri pacchetti).
Babel.sty carica babel.def e switch.sty; poi esamina la lista di opzioni locali e globali e carica i file .ldf, in questo caso italian.ldf.
Quest’ultimo file controlla se è già disponibile etoolbox.sty (che potrebbe già essere stato caricato dalla classe o da altri pacchetti invocati prima di babel) e nel caso lo carica; etoolbox a sua volta carica etex.La versione di babel 3.9 è abbastanza diversa dalle versioni precedenti e siccome risulta dalla sovrapposizione di moltissimi interventi eseguiti negli ultimi 20 anni da curatori diversi, non è molto trasparente; forse andrebbe riscritto; a me non dispiacerebbe che fosse riscritto in stile polyglossia, ma altri hanno opinioni opposte; a me piace che ogni lingua possa essere impostata con opzioni sue proprie, senza ricorrere agli attributi o o ai modificatori dell’ultima versione di babel; con polyglossia secondo me l’uso delle lingue è più lineare.
Me ne rendo conto quando devo aggiornare italian.ldf e gli altri file consimili che curo io; con il latino nelle sue varianti sono diventato matto con il modulo per babel, mentre con il modulo per polyglossia le cose sono state molto più lisce (purtroppo il curatore di polyglossia interviene, forse, una volta all’anno, quindi il modulo gloss-latin.ldf non è ancora disponibile nelle varie installazioni, benché glielo abbia inviato sei mesi fa — LATINISTI; SE NE AVETE BISOGNO SCRIVETEMI!).
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28 Dicembre 2014 alle 9:25 #99214::
OldClaudio” post=98919A me non risulta.
italian.sty viene deprecato perché serve per attuare una retrocompatibilità specialmente con LaTeX209, ma il suo uso con LATeX2e è deprecato; l’autore chiama italian.sty che ia sua invoca babel e tutto il resto. Certo babel deve verificare se italian.sty è stato caricato, ma non ne dipende affatto; casomai è italian.sty che dipende da babel.
Il modo corretto di usare babel è quello di chiamarlo con le opzioni (che d’altra parte possono anche essere indicate fra le opzioni della classe, cosicché diventano opzioni globali, usabili anche da altri pacchetti).
Babel.sty carica babel.def e switch.sty; poi esamina la lista di ozioni locali e globali e carica i file .ldf, in questo caso italian.ldf.
Quest’ultimo file controlla se è già disponibile etoolbox.sty (che potrebbe già essere stato caricato dalla classe o da altri pacchetti invocati prima di babel) e nel caso lo carica; etoolbox a sua volta carica etex.La versione di babel 3.9 è abbastanza diversa dalle versioni precedenti e siccome risulta dalla sovrapposizione di moltissimi interventi eseguiti negli ultimi 20 anni da curatori diversi, non è molto trasparente; forse andrebbe riscritto; a me non dispiacerebbe che fosse riscritto in stile polyglossia, ma altri hanno opinioni opposte; a me piace che ogni lingua possa essere impostata con opzioni sue proprie, senza ricorrere agli attributi o o ai modificatori dell’ultima versione di babel; con polyglossia secondo me l’uso delle lingue è più lineare.
Me ne rendo conto quando devo aggiornare italian.ldf e gli altri file consimili che curo io; con il latino nelle sue varianti sono diventato matto con il modulo per babel, mentre con il modulo per polyglossia le cose sono state molto più lisce (purtroppo il curatore di polyglossia interviene, forse, una volta all’anno, quindi il modulo gloss-latin.ldf non è ancora disponibile nelle varie installazioni, benché glielo abbia inviato sei mesi fa — LATINISTI; SE NE AVETE BISOGNO SCRIVETEMI!).
mi aspettavo questa riposta dopo che ho letto la documentazione di babel e ho visto che il chiamare direttamente italian era deprecato. Comunque italian.ldf è il driver e etoolbox è un pacchetto interno
ciao e grazie
claudio
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28 Dicembre 2014 alle 17:46 #99215
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28 Dicembre 2014 alle 21:19 #99216::
Non ho capito che cosa chiedi con “trovato formato?”, dove formato contiene il link a CTAN.I file di formato si trovano direttamente nella tua distribuzione/installazione di qualunque tipo, altrimenti non potresti ricostruire il formato ogni volta che ne hai bisogno; MiKTeX nella sua pagina di Settings ha un apposito bottone per ricreare i formati; TeXLive e MacTeX non dispongono di una simile GUI, ma ricreano i formati con il comando da terminale fmtutil o fmtutil-sys dandogli opportune opzioni, Istruzioni con texdoc tlmgr e texdoc texlive.
I file di formato, per esempio quello del markup LaTeX si trova in …/tex/latex/base/latex.ltx.
Ma la documentazione si trova nella carella suorce; inoltre i file fmtutil(-sys) in realtà invocno un file .ini per ciascun tipo di formato da costruire sul motore di composizione che lo userà; il motore di composizione funziona con l’opzione –ini per poter eseguire il dump del file .fmt, una volta letto tutto quello che deve per creare un particolare formato.
Tieni presente che con il motore pdftex e il file di markup latex.ltx si possono creare (almeno) tre diversi formati latex.fmt, pdflatex.fmt, pdfelatex.fmt, oltre ad altri meno noti. La cosa dipende da quale file .ini viene letto prima di caricare latex.ltx.
Come vedi la cosa è abbastanza complessa. ma il file .log, si trovano nella stessa cartella dei file .fmt e nel file .log c’è scritto tutto quello che serve. Io che sperimento spesso con i file di patter per la divisione in sillabe, ricreo il formato pdflatex una decina di volte all’anno, e ho abbastanza esperienza nel farlo,ma non mi sono mai preso la briga di leggere tutto il file .log; leggo solo la parte che riguarda i pattern di sillabazione.
-
28 Dicembre 2014 alle 22:11 #99217::
la fretta e la mia cecagna hanno colpito ancora e visto che ho due minuti di tempo
mi spiego meglio.
Su ctan ho trovatoTopic format
macros to build a format
ed è una raccolta di pacchetti per ottenere i vari formati
in un certo senso cercavo una scorciatoia per ottenere un elenco de pacchetti pre caricati nel formato
senza impazzirmi a cercare i file presenti in latex.ltx
Comunque grazie per la pazienza
claudio
-
29 Dicembre 2014 alle 8:20 #99218::
claudio” post=98942la fretta e la mia cecagna hanno colpito ancora e visto che ho due minuti di tempo
mi spiego meglio.
Su ctan ho trovatoTopic format
macros to build a format
ed è una raccolta di pacchetti per ottenere i vari formati
in un certo senso cercavo una scorciatoia per ottenere un elenco de pacchetti pre caricati nel formato
senza impazzirmi a cercare i file presenti in latex.ltx
Comunque grazie per la pazienza
claudioSì, ma cliccando il link relativo a latex avrai trovato che c’è scritto:
latex – A TeX macro package that defines LaTeX
LaTeX is a widely-used macro package for TeX, providing many basic document formating commands extended by a wide range of packages. It is a development of Leslie Lamport’s LaTeX 2.09, and superseded the older system in June 1994. The basic distribution is catalogued separately, at latex-base; apart from a large set of contributed packages and third-party documentation (elsewhere on the archive), the distribution includes:
– a bunch of required packages, which LaTeX authors are “entitled to assume” will be present on any system running LaTeX; and
– a minimal set of documentation detailing differences from the ‘old’ version of LaTeX in the areas of user commands, font selection and control, class and package writing, font encodings, configuration options and modification of LaTeX.For downloading details, see the linked catalogue entries above.
Home page http://www.latex-project.org/
Version 2011-06-27
License The LaTeX Project Public License
Copyright 1993-2009 The LaTeX3 Project
Maintainer The LaTeX Team
Leslie Lamport (inactive)
Contained in TeXlive as latex
MikTeX as ltxbase
Topics macros to build a formate hai certamente notato che la tez’ultima riga ti dice che i pacchetti e i file per costruire il formato per LaTeX sono già contenute in TeXLive e in MiKTeX; in modo più conciso c’è scritto quello che ti ho scritto io…
-
1 Gennaio 2015 alle 20:06 #99219::
ecco una cosa un po sofisticata
suftesi
SICURAMENTE vi sono errori e non è completa
per rappresentarla ho dovuto abbandonare il sistema dei nodi che ho usato prima. Mi ha aiutato un articolo di Fiandrino per Arstexnica n.13 che mi ha fornito i mezzi per costruire il grafico.
Buon divertimento
claudio
`
\documentclass{article}
\usepackage{dot2texi}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\tikzset{main node/.style={rectangle, draw,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{internal node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{driver node/.style={ellipse, draw,dashed,
text centered}, }
\tikzset{formato node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered}, }
\tikzset{cfg node/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90},}
\begin{dot2tex}[dot,format=tikz,scale=0.5,styleonly]
digraph G{
edge [style=bold]
rankdir=”LR”;
1 [style=”main node”,texlbl=”suftesi”]
2 [style=”main node”,texlbl=”geometry”]
201 [style=”internal node”,texlbl=”keyvall”]
202 [style=”internal node”,texlbl=”ifpdf”]
203 [style=”internal node”,texlbl=”atbegshi”]
204 [style=”internal node”,texlbl=”ifvtex”]
3 [style=”main node”,texlbl=”xkeyval”]
301[style=”internal node”,texlbl=”xkeyval.tex”]
302[style=”internal node”,texlbl=”xkvutils.tex”]
303[style=”internal node”,texlbl=”keyval.tex”]4 [style=”main node”,texlbl=”enumitem”]
5 [style=”main node”,texlbl=”caption”]
51 [style=”internal node”,texlbl=”caption3″]
6 [style=”main node”,texlbl=”color”]
61 [style=”cfg node”,texlbl=”color.cfg”]
62 [style=”driver node”,texlbl=”pdftex.def”]
63 [style=”internal node”,texlbl=”infwarerr”]
64 [style=”internal node”,texlbl=”ltxcmds”]
65 [style=”internal node”,texlbl=”supp-pdf.mkii”]
7 [style=”main node”,texlbl=”multicol”]
8 [style=”main node”,texlbl=”emptypage”]
9 [style=”main node”,texlbl=”textcase”]
10 [style=”main node”,texlbl=”ifxetex”]
11 [style=”main node”,texlbl=”microtype”]
111[style=”driver node”,texlbl=”microtype-pdftex.def”]
112[style=”cfg node”,texlbl=”microtype.cfg”]
113[style=”driver node”,texlbl=”mt-ppl.cfg”]
12 [style=”main node”,texlbl=”cclicenses”]
13 [style=”main node”,texlbl=”fontenc”]
1301 [style=”driver node”,texlbl=”lgrenc.def”]
1302 [style=”driver node”,texlbl=”greek-fontenc.def”]
1303 [style=”driver node”,texlbl=”t1enc.def”]
1304 [style=”driver node”,texlbl=”lgrcmr.fd”]
14 [style=”main node”,texlbl=”sostitutefont”]
15 [style=”main node”,texlbl=”crop”]
151 [style=”internal node”,texlbl=”graphics”]
152 [style=”internal node”,texlbl=”trig”]
153 [style=”cfg node”,texlbl=”graphics.cfg”]
154 [style=”driver node”,texlbl=”epstopdf-base”]
155 [style=”internal node”,texlbl=”pdftexcmds”]
156 [style=”internal node”,texlbl=”ifpdf”]
157 [style=”internal node”,texlbl=”ifluatex”]
158 [style=”internal node”,texlbl=”grfext”]
159 [style=”internal node”,texlbl=”kvoptions”]
1510 [style=”internal node”,texlbl=”kvsetkeys”]
1511 [style=”internal node”,texlbl=”etexcmds”]
1512 [style=”cfg node”,texlbl=”epstopdf-sys.cfg”]
16 [style=”main node”,texlbl=”titlesec”]
1601[style=”cfg node”,texlbl=”ttlkey.cfg”]
17 [style=”main node”,texlbl=”extramarks”]
18 [style=”main node”,texlbl=”fancyhdr”]
19 [style=”main node”,texlbl=”titletoc”]
20 [style=”main node”,texlbl=”fixltxhyph”]
21 [style=”main node”,texlbl=”mathpazo”]
22 [style=”main node”,texlbl=”beramono”]15->151
151->152
151->153
151->62
153->62
153->154
154->63
154->155
153->155
62->155
155->156
155->157
154->158
158->159
159->64
154->159
159->1510
159->1511
159->201
154->1512
1->2
2->201
2->202
2->203
2->204
2->10
3->201[style=bold,labelfloat= true, label = “blocca”]
3->301
3->302
3->303
1->3
1->4[style=bold,labelfloat= true, label = “[inline]”]
1->5
1->6
6->61
6->62
62->63
63->64
62->65
61->62
5->51
5->201
11->111
11->112
11->201
11->113
1->7
1->8
1->9
1->10
1->11[style=bold,labelfloat= true, label = “[final]”]
1->12
1->13[style=bold,labelfloat= true, label = “[LGR,T1]”]
1->14
1->15[style=bold,labelfloat= true, label = “[A4,CAM,CENTER]”]
15->6
1->16
16->1601
1601->201
1->17
1->18
1->19
1->20
1->21
1->22
22->201
13->1301
1301->1302
1302->1303
13->1304
}
\end{dot2tex}
%%
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
buon anno
-
1 Gennaio 2015 alle 21:54 #99220::
Ecco quanto mi risponde il programma se faccio girare il tuo ultimo esempio.
`Opening dot2tex stream DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot
runsystem(dot2tex –figonly –format=tikz –styleonly –prog=dot –graphstyle=”scale=0.5,transform shape” -o DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.tex DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot)…executed.Package dot2texi Warning: Conversion of DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot failed..
Package dot2texi Warning: Please convert DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot manually.`Devo leggere l’articolo di ClaudioF. o è qualcosa che non va?
-
2 Gennaio 2015 alle 3:52 #99221::
OldClaudio” post=99023Ecco quanto mi risponde il programma se faccio girare il tuo ultimo esempio.
`Opening dot2tex stream DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot
runsystem(dot2tex –figonly –format=tikz –styleonly –prog=dot –graphstyle=”scale=0.5,transform shape” -o DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.tex DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot)…executed.Package dot2texi Warning: Conversion of DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot failed..
Package dot2texi Warning: Please convert DipendenzeSuftesi-dot2tex-fig1.dot manually.`Devo leggere l’articolo di ClaudioF. o è qualcosa che non va?
il problema è dot2tex per il mio sistema windos ho risolto trovando un programmino dot2tex.exe che si mette fra pdflatex e il programma graphviz che in pratica genera il grafico
non conosco il mondo della mela ma so che esiste un dot2tex in python che fa lo stessa cosa
[attachment=1231]classesuftesi.pdf[/attachment]
provo ad allegare il file risultato
ciao
claudio
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2 Gennaio 2015 alle 7:41 #99222::
Il pacchetto dot2texi, incluso in TeXlive da diversi anni in sostanza automatizza quanto avevo scritto nell’articolo per Ars 2013. Questo vuol comunque dire che serve avere installato graphviz e lo script dot2tex: altrimenti il grafo non viene generato inizialmente e dot2tex non può convertire nulla.Per installare graphviz, la seguente pagina riporta le procedure per varie piattaforme: http://www.graphviz.org/Download..php
Se non mi sbaglio, dot2tex viene installato in background con TeXLive e il pacchetto dot2texi. Altrimenti la pagina da consultare è https://dot2tex.readthedocs.org/en/latest/ (dovrebbe essere diversa rispetto a quanto riportato nell’articolo).
P.S. Ho fatto girare il documento (togliendo il bold di default agli edge e riducendo un po’ le dimensioni) e il risultato è:
Ciao
Claudio
-
2 Gennaio 2015 alle 9:38 #99223::
Dialogo fra tre Claudi…Grazie ad entrambi per l’aiuto che mi avete dato; vorrei far notare che per grafi così complessi bisogna trovare un altro metodo, perché la parte scritta è illeggibile se non con la lente, e in ogni caso entrambi i grafi escono dalla gabbia di composizione.
Suggerirei che una volta fatti i grafi di pacchetti molto usati, tanto per fare un esempio graphicx, in altri grafi si possa dire qualcosa di equivalente a “vedi dipendenze di graphicx”.
Allora il concetto sarebbe quello di seguire queste due indicaazioni:
1) fare in modo che le parti scritte non vengano rimpicciolite ma abbiano un corpo finale equivalente a 10pt
2) sfruttare abbondantemente il rinvio ad altri grafi, senza dover ripetere sempre gli stessi rami in grafi di classi o pacchetti diversi.Claudio n. 3
-
2 Gennaio 2015 alle 11:47 #99224::
Una soluzione così?
`
\documentclass{article}
\usepackage{dot2texi}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\tikzset{main node/.style={rectangle, draw=red,text=black,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{main2 node/.style={main node,green,text=black}, }
\tikzset{internal node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{driver node/.style={ellipse, draw,dashed,
text centered}, }
\tikzset{formato node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered}, }
\tikzset{cfg node/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90},}\begin{dot2tex}[dot,format=tikz,scale=1.0,styleonly]
digraph G{rankdir=”LR”;
0 [style=”main2 node”,texlbl=”report.cls”]
1 [style=”main node”,texlbl=”toptesi.cls”]
101[style=”main2 node”,texlbl=”babel”]
102[style=”main2 node”,texlbl=”ifxetex”]2[style=”main node”,texlbl=”toptesi.sty”]
201[style=”main2 node”,texlbl=”pdfx”]
202[style=”main2 node”,texlbl=”etoolbox”]
203[style=”main2 node”,texlbl=”graphicx”]
2031[style=”main2 node”,texlbl=”vedi…”]
204[style=”main2 node”,texlbl=”hyperref”]
3[style=”main node”,texlbl=”topcoman.sty”]
301 [style=”main2 node”,texlbl=”textcomp”]
4[style=”main node”,texlbl=”topfront.sty”]
5[style=”cfg node”,texlbl=”toptesi.cfg”]
1->2
1->0
1->102
1->1012->3
2->201
2->202
2->203
203->20312->204
2->4
3->301
3->102
4->5
}
\end{dot2tex}
% \begin{pgfonlayer}{background}
% \draw[rounded corners=2em,line width=5em,blue!20,cap=round]
% (103.center) — (104.center);
% \end{pgfonlayer}\end{tikzpicture}
\end{document}
`altro esempio
`
\documentclass{article}
\usepackage{dot2texi}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\tikzset{main node/.style={rectangle, draw=red,text=black,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{main2 node/.style={main node,green,text=black}, }
\tikzset{internal node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{driver node/.style={ellipse, draw,dashed,
text centered}, }
\tikzset{formato node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered}, }
\tikzset{cfg node/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90},}
\begin{dot2tex}[neato,format=tikz,scale=1.2,styleonly]
digraph G{0[style=”main2 node”,texlbl=”book.cls”]
1 [style=”main node”,texlbl=”suftesi”]2 [style=”main2 node”,texlbl=”geometry”]
201 [style=”internal node”,texlbl=”keyvall”]3 [style=”main2 node”,texlbl=”xkeyval”]
4 [style=”main2 node”,texlbl=”enumitem”]
5 [style=”main2 node”,texlbl=”caption”]
51 [style=”internal node”,texlbl=”caption3″]
6 [style=”main2 node”,texlbl=”color”]7 [style=”main2 node”,texlbl=”multicol”]
8 [style=”main2 node”,texlbl=”emptypage”]
9 [style=”main2 node”,texlbl=”textcase”]
10 [style=”main2 node”,texlbl=”ifxetex”]
11 [style=”main2 node”,texlbl=”microtype”]
111[style=”driver node”,texlbl=”microtype-pdftex.def”]12 [style=”main2 node”,texlbl=”cclicenses”]
13 [style=”main2 node”,texlbl=”fontenc”]14 [style=”main2 node”,texlbl=”sostitutefont”]
15 [style=”main2 node”,texlbl=”crop”]
151 [style=”internal node”,texlbl=”graphics”]16 [style=”main2 node”,texlbl=”titlesec”]
1601[style=”cfg node”,texlbl=”ttlkey.cfg”]
17 [style=”main2 node”,texlbl=”extramarks”]
18 [style=”main2 node”,texlbl=”fancyhdr”]
19 [style=”main2 node”,texlbl=”titletoc”]
20 [style=”main2 node”,texlbl=”fixltxhyph”]
21 [style=”main2 node”,texlbl=”mathpazo”]
22 [style=”main2 node”,texlbl=”beramono”]15->151
1->0
1->2
2->2012->10
3->2011->3
1->4
1->5
1->65->51
5->201
11->11111->201
1->7
1->8
1->9
1->10
1->11
1->12
1->13
1->14
1->15
15->6
1->16
16->1601
1601->201
1->17
1->18
1->19
1->20
1->21
1->22
22->201}
\end{dot2tex}
%%
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
ciao
claudio
-
3 Gennaio 2015 alle 9:43 #99225::
Concordo con OldClaudio: il testo risulta illeggibile per grafi grandi (e attenzione perché grafi molto grandi non ci stanno su una pagina).Per alleviare il problema puoi provare a scalare solo i nodi testuali aggiungendo agli stili che hai definito [tt]scale=
,transform shape[/tt]. In teoria questa modifica dovrebbe ingrandire solo il testo lasciando inalterato il posizionamento. Ripeto: “in teoria”. Comunque è una prova che costa poco. Ciao
Claudio (2 visto che OldClaudio ha scelto il 3 😀 )
-
3 Gennaio 2015 alle 19:14 #99226::
ho seguito il consiglio di Claudio 2, sono inoltre riuscito finalmente ad installare dot2tex vero!!!
comunque ho un problema il grafico viene stretto ma si posiziona in alto a destra leggermente fuori pagina
come convincerlo a tornare al centro ?
ciao
claudio 1`
\documentclass{article}
\usepackage[debug]{dot2texi}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\tikzset{main node/.style={rectangle, draw=red,text=black,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{main2 node/.style={rectangle, draw=green,text=black,
text centered, rounded corners}, }
%\tikzset{main2 node/.style={main node,green,text=black}, }
\tikzset{complesso node/.style={diamond, draw=blue,text=black,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{internal node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered, rounded corners}, }
\tikzset{driver node/.style={ellipse, draw,dashed,
text centered}, }
\tikzset{formato node/.style={rectangle, draw,dotted,
text centered}, }
\tikzset{cfg node/.style={minimum size=1cm}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90},}
\begin{dot2tex}[neato,graphstyle={scale=1,transform shape},styleonly,options=–cache]
digraph G{
0 [style=”main2 node”,texlbl=”book.cls”]
1 [style=”main node”,texlbl=”suftesi”]
2 [style=”complesso node”,texlbl=”geometry”]
3 [style=”main2 node”,texlbl=”xkeyval”]
4 [style=”main2 node”,texlbl=”enumitem”]
5 [style=”complesso node”,texlbl=”caption”]
6 [style=”complesso node”,texlbl=”color”]
7 [style=”main2 node”,texlbl=”multicol”]
8 [style=”main2 node”,texlbl=”emptypage”]
9 [style=”main2 node”,texlbl=”textcase”]
10 [style=”main2 node”,texlbl=”ifxetex”]
11 [style=”complesso node”,texlbl=”microtype”]
12 [style=”main2 node”,texlbl=”cclicenses”]
13 [style=”main2 node”,texlbl=”fontenc”]
14 [style=”main2 node”,texlbl=”sostitutefont”]
15 [style=”complesso node”,texlbl=”crop”]
16 [style=”main2 node”,texlbl=”titlesec”]
1601[style=”cfg node”,texlbl=”ttlkey.cfg”]
17 [style=”main2 node”,texlbl=”extramarks”]
18 [style=”main2 node”,texlbl=”fancyhdr”]
19 [style=”main2 node”,texlbl=”titletoc”]
20 [style=”main2 node”,texlbl=”fixltxhyph”]
21 [style=”main2 node”,texlbl=”mathpazo”]
22 [style=”main2 node”,texlbl=”beramono”]
1->0
1->2
1->3
1->4
1->5
1->6
1->7
1->8
1->9
1->10
1->11
1->12
1->13
1->14
1->15
15->6
1->16
16->1601
1601->3
1->17
1->18
1->19
1->20
1->21
1->22
22->3
}
\end{dot2tex}
%%
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
-
18 Gennaio 2015 alle 21:31 #99227::
mi sono divertito con beamer e questo è il risultato
`
\documentclass[10pt,a4paper,oneside]{book}
\usepackage[debug,autosize]{dot2texi}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[osf,sc]{mathpazo}
\usepackage[scaled=0.8]{beramono}
\renewcommand{\sfdefault}{iwona}
\usepackage[final]{microtype}
\usepackage[english,italian]{babel}
\usepackage{tikz}
\tikzset{base/.style={align=center,text=black}, }
%\tikzset{testobase/.style={minimum width=1.0em, }, }
\tikzset{testo/.style={,align=left}, }
\tikzset{main node/.style={base, draw=red, rounded corners}, }
\tikzset{main2 node/.style={base, draw=green,rounded corners}, }
\tikzset{complesso node/.style={base, draw=blue}, }
\tikzset{internal node/.style={base, draw=magenta,dashed,rounded corners}, }
\tikzset{driver node/.style={base,dashed,draw=blue!20}, }
\tikzset{formato node/.style={base,dotted}, }
\tikzset{cfg node/.style={base,trapezium,,trapezium left angle=70,trapezium right angle=-70,draw=brown}, }
\tikzset{linea/.style={-triangle 90},}
\usetikzlibrary{external}\usetikzlibrary{shapes,arrows,positioning,shapes.misc,shapes.geometric}
\usetikzlibrary{matrix}
\usepackage{caption}
\captionsetup[figure]{name=Grafico}
\listfiles
\begin{document}
\begin{figure}
\begin{tikzpicture}\matrix(tabella)[matrix of nodes,column sep=1em, row sep=.4em]
{
\node[testo,align=center] (a){Tipo};&&\node[testo,align=center] (b){Simbolo};\\
\node[testo] (1){Principale}; &&\node[main node] (2){test}; \\
\node[testo] (3) {Secondario};&&\node[main2 node] (4){test};\\
\node[testo] (5) {Complesso}; &&\node[complesso node] (6){test};\\
\node[testo] (7) {Interno}; &&\node[internal node] (8){test};\\
\node[testo] (9) {Driver};&&\node[driver node] (10){test};\\
\node[testo] (11) {Cfg};&&\node[cfg node] (12){test};\\
\node[testo] (13) {Formato};&&\node[formato node] (14){test};\\
};
\end{tikzpicture}
\captionsetup{name=Legenda}
\caption{grafici}
\label{fig:didascaliagrafici}
\end{figure}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]\begin{dot2tex}[format=tikz,scale=1,styleonly]
digraph G{
size = “8.3,11.8”;
rankdir=”LR”;
1 [style=”main node”,texlbl=”beamer.cls”]
2 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasercs”]
3 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasemodes”]
30[style=”internal node”,texlbl=”beamerbasedecode”]4 [style=”internal node”,texlbl=” ifpdf”]
5 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbaseoptions”]
50[style=”internal node”,texlbl=”keyvall”]
6 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcore”]
60 [style=”complesso node”,texlbl=”graphicx”]
61 [style=”complesso node”,texlbl=”pgfsys”]
63 [style=”complesso node”,texlbl=”xcolor”]
64 [style=”complesso node”,texlbl=”pgfcore.code.tex”]7 [style=”main2 node”,texlbl=”xxcolor”]
8 [style=”complesso node”,texlbl=”atbegshi”]
9 [style=”complesso node”,texlbl=”hyperref”]
10 [style=”complesso node”,texlbl=”beamerbaserequires”]
1->2
1->3
3->30
1->4
1->5
5->50
1->6
6->60
6->616->50
6->63
6->647->63
1->7
1->8
1->9
1->10
10->50
8->4
60->4
}
\end{dot2tex}
%%
\end{tikzpicture}
\caption{Beamer generale}
\label{fig:beamer0}
\end{figure}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\begin{dot2tex}[format=tikz,scale=.8,styleonly]
digraph G{
size = “8.3,11.7”;
center=”true”;
rankdir=”LR”;
10 [style=”main node”,texlbl=”beamerbaserequires”]
100 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasecompatibility”]
101 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasefont”]
1010 [style=”internal node”,texlbl=”amssymb”]
102 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasetranslator”]
1020 [style=”complesso node”,texlbl=”translator”]
103 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasemisc”]
104 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasetwoscreens”]
105 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbaseoverlay”]
106 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasetitle”]
107 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasesection”]
108 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbaseframe”]
109 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbaseverbatim”]
110 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbaseframesize”]
111 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbaseframecomponents”]
112 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasecolor”]
113 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasetoc”]
114 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasetemplates”]
1140 [style=”internal node”,texlbl=”beamerbaseauxtemplates”]
11400 [style=”internal node”,texlbl=”beamerbaseboxes”]
115 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbaselocalstructure”]
1150 [style=”internal node”,texlbl=”enumerate”]
116 [style=”internal node”,texlbl=”beamerbasenavigation”]
117 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasetheorems”]
1170 [style=”complesso node”,texlbl=”amsmath”]
1171 [style=”complesso node”,texlbl=”amsthm”]
118 [style=”main2 node”,texlbl=”beamerbasethemes”]
10->100
10->101
101->1010
10->102
102->1020
10->103
10->104
10->105
10->106
10->107
10->108
10->109
10->110
10->111
10->112
10->113
10->114
114->1140
1140->11400
10->115
115->1150
10->116
10->117
117->1170
117->1171
10->118}
\end{dot2tex}
%%
\end{tikzpicture}
\caption{Beamer beamerbaserequires}
\label{fig:beamer2}
\end{figure}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\begin{dot2tex}[format=tikz,scale=.9,styleonly]
digraph G{
size = “8.3,11.7”;
center=”true”;
rankdir=”LR”;
64 [style=”main node”,texlbl=”pgfcore.code.tex”]
640 [style=”complesso node”,texlbl=”pgfmath.code.tex”]
641 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorepoints.code.tex”]
642 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorepathconstruct.code.tex”]
643 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorepathusage.code.tex”]
644 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorescopes.code.tex”]
645 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcoregraphicstate.code.tex”]
646[style=”main2 node”,texlbl=”pgfcoretransformations.code.tex”]
647 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorequick.code.tex”]
648 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcoreobjects.code.tex”]
649 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorepathprocessing.code.tex”]
6410 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorearrows.code.tex”]
6411 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcoreshade.code.tex”]6412 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcoreimage.code.tex”]
64120 [style=”internal node”,texlbl=”pgfcoreexternal.code.tex”]6413 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorelayers.code.tex”]
6414 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcoretransparency.code.tex”]
6415 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfcorepatterns.code.tex”]
64->640
64->641
64->642
64->643
64->644
64->645
64->646
64->647
64->648
64->649
64->6410
64->6411
64->6412
6412->64120
64->6413
64->6414
64->6415}
\end{dot2tex}
%%
\end{tikzpicture}
\caption{Beamer pgfcore.code.tex}
\label{fig:beamer3}
\end{figure}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\begin{dot2tex}[format=tikz,scale=.8,styleonly]
digraph G{
size = “8.3,11.7”;
center=”true”;
rankdir=”LR”;
640 [style=”main node”,texlbl=”pgfmath.code.tex”]
6400 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathcalc.code.tex”]
64000 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathutil.code.tex”]
64001 [style=”internal node”,texlbl=”pgfmathparser.code.tex”]
64002 [style=”complesso node”,texlbl=”pgfmathfunctions.code.tex”]6401 [style=”internal node”,texlbl=”pgfmathfloat.code.tex”]
640->6400
6400->64000
6400->64001
6400->64002640->6401
}
\end{dot2tex}%%
\end{tikzpicture}
\caption{Beamer pgfmath.code.tex}
\label{fig:beamer4}
\end{figure}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\begin{dot2tex}[format=tikz,scale=1,styleonly]
digraph G{
size = “8.3,11.8”;
rankdir=”LR”;
61 [style=”main node”,texlbl=”pgfsys”]
610 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfrcs”]
6100 [style=”internal node”,texlbl=”pgfutil-common.tex”]
6101 [style=”cfg node”,texlbl=”pgfutil-latex.def”]
61010 [style=”internal node”,texlbl=”everyshi”]
6102 [style=”internal node”,texlbl=”pgfrcs.code.tex”]
611 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfsyssoftpath.code.tex”]
612 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfsyaprotocol.code.tex”]
61->610
610->6100
610->6101
6101->61010
610->6102
61->611
61->612
}
\end{dot2tex}
\end{tikzpicture}
\caption{Beamer pgfsys}
\label{fig:beamer5}
\end{figure}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\begin{dot2tex}[format=tikz,scale=1,styleonly]
digraph G{
size = “8.3,11.7”;
center=”true”;
rankdir=”LR”;
1020 [style=”main node”,texlbl=”translator”]
10200 [style=”cfg node”,texlbl=”translator-basic-dictionary”]
10201 [style=”cfg node”,texlbl=”translator-bibliography-dictionary”]
10202 [style=”cfg node”,texlbl=”translator-environment-dictionary”]
10203 [style=”cfg node”,texlbl=”translator-months-dictionary”]
10204 [style=”cfg node”,texlbl=”translator-numbers-dictionary”]
10205 [style=”cfg node”,texlbl=”translator-theorem-dictionary”]
10206 [style=”internal node”,texlbl=”keyval”]
10207 [style=”cfg node”,texlbl=”translator-language-mappings”]
1020->10200
1020->10201
1020->10202
1020->10203
1020->10204
1020->10205
1020->10206
1020->10207
}
\end{dot2tex}
\end{tikzpicture}
\caption{Beamer translator}
\label{fig:beamer6}
\end{figure}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}%[scale=0.8]
\begin{dot2tex}[format=tikz,scale=1,styleonly]
digraph G{
size = “8.3,11.7”;
center=”true”;
rankdir=”LR”;64002 [style=”main node”,texlbl=”pgfmathfunctions.code.tex”]
640020 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.basic.code.tex”]
640021 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.trigonometric.code.tex”]
640022 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.random.code.tex”]
640022 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.comparison.code.tex “]
640023 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.base.code.tex “]
640024 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.round.code.tex “]
640025 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.misc.code.tex “]
640026 [style=”main2 node”,texlbl=”pgfmathfunctions.integerarithmetics.code.tex”]64002->640020
64002->640021
64002->640022
64002->640023
64002->640024
64002->640025
64002->640026}
\end{dot2tex}
\end{tikzpicture}
\caption{Beamer pgfmathfunctions.code.tex}
\label{fig:beamer7}
\end{figure}
\end{document}
`
se a qualcuno interessa
ciao
claudio
-
19 Gennaio 2015 alle 9:59 #99228::
Finalmente mi sono ricordato del nome di un pacchetto che ti potrebbe interessare: pkgloader. Trovi più informazioni su Automated management of package options and loading order.Ciao
Claudio
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19 Gennaio 2015 alle 12:57 #99229::
cfiandra” post=99371Finalmente mi sono ricordato del nome di un pacchetto che ti potrebbe interessare: pkgloader. Trovi più informazioni su Automated management of package options and loading order.
Ciao
Claudiograzie
ma quello che è interssante è, dal mio punto di vista, questo
ciao
claudio
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19 Gennaio 2015 alle 15:27 #99230::
È solo un po’ datato e scritto da uno che non legge il nostro forum 🙂
Di tutto quello che ha scritto conserverei solo un paio di segnalazioni; le altre sono tutti errori dell’utente, perché il passaggio da pdflatex a xelatex era stato appena fatto; oggi siamo nel 2015, non nel 2007 o 2008, quando xelatex era agli inizi. I problemi con hyperref sono tutti noti e da sempre qui sul forum diciamo che hyperef è da caricare per ultimo, tranne che con alcuni pacchetti, quali ad esempio bidi.Comunque va bene; leggere la data di un post, non guasta, se non altro per mettere il post nella giusta prospettiva. Invece il pacchetto pkgloader è nuovissimo,, forse ha 6 mesi di vita, e certamente più affidabile, anche se non ancora perfetto.
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