Ancora sull’interlinea

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  • #99298
    samiel
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      In un testo zeppo di note (coi relativi numeri in apice), benché di per sé l’interlinea
      non sia affatto stretta, dove compaiono gli apici l’interlinea viene leggermente aumentata,
      producendo una fastidiosa irregolarità. È possibile impostare un’interlinea fissa,
      ma il mio problema è un po’ più complesso. Ipotizziamo questa situazione:
      ho due paragrafi a spaziatura automatica, uno senza apici e uno con.
      Come posso impostare il primo con la stessa interlinea (fissa) del secondo,
      ovvero come faccio a sapere, posto che uso un certo carattere, quale altezza
      viene attribuita in automatico alla riga? In secondo luogo, adottando cose come
      `\renewcommand{\baselinestretch}{0.90}
      \linespread{…}
      \setstretch{0.9}
      \begin{spacing}{0.85}…\end{spacing}`
      la nuova interlinea è sempre proporzionale, non assoluta e il problema permane
      Che metodi è possibile adottare? Il pacchetto leading è consigliabile?
      E invece `\linespread{0.9}`
      è misura assoluta o relativa (perché occhio mi sembra risolvere)?
      Ma ho le idee tutt’altro che chiare… Se 11pt equivalgono a 9.12p,
      come faccio a capire, in un documento impostato a 11 pt, la dimensione
      del carattere impiegato nelle note se l’indicazione che fornisco
      è ad esempio footnotesize?

      grazie
      m

      PS
      peccato che non si trovi la documentazione di setspace

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      • #99299
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        È possibile avere un esempio mimo compilabile?
        Una cosa del genere non dovrebbe succedere. C’è qualche problema nel font.

        Ciao
        Ivan

      • #99300
        samiel
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          Ho creato un file identico all’originale, inserendo però la bibliografia
          in \filecontent invece che in un separato file .bib e il problema no si presenta.
          Devo vedere meglio per riprodurre il problema. Ma… ho io le traveggole
          o in effetti l’interlinea varia FRA le note e ALL?INTERNO di ogni singola nota?

          [attachment=1218]out01.jpeg[/attachment]

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        • #99301
          OldClaudio
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            setspace non fa altro che impostare valori diversi per \linespread. Quest’ultimo è una specie di dichiarazione che moltiplica il valore di \baselineskip (lo scartamento fre le righe, ciò la distanza fra lre righe di base di due righe successive, erroneamente troppo spesso chimato interlinea) che come tutte le dichiarazioni è globale se non lo si chiude dentro un ambiente.

            Ma mentre non ci sono problemi ad impostare valori di “spread” maggiori di 1, ci sono a impostarli minori di 1.

            Ricorda \baselineskip è pari la corpo del font usato più l’interlinea; questa normalmente è fissata in un 20% del corpo; quindi corpo 10pt, interlinea 2pt, scartamento 12pt. Se moltiplichi il valore di \baselinsckip per un numero maggiore di uno, diciamo 1.3, allora lo scartamento diventa 15.6pt, il corpo è rimasto lo stesso, quindi l’interlinea è più che raddoppiata, visto che ora vale 5.6pt invece che 2pt.

            Se perì fra i discendenti di una riga e gli ascendenti della riga successiva c’è una distanza inferiore a \lineskiplimit, allora il motore ci composizione inserisce interlinea ulteriore pari a \lineskip. Quindi, sempre per fare un esempio, gli apici di nota salgono tanto in alto da essere meno distanti dal valore di 2pt di \lineskiplimit, allora l’intera riga viene spostata in basso in modo che ci sia 1pt fra l’ascendeza degli apici e i discendenti della riga precedente.

            Vedi dunque che non si possono agevolmente mantenere le righe più compatte con fattori \linespread minori di 1, perché gli ascendenti generano il problema e le righe risultano scostate. In generale è poco prudente scendere sotto un valore di 0.95.

            Naturalmente se non ti interessa che le righe possano sovrapporsi in parte (cosa che tipograficamente sarebbe molto scorretta) puoi impostare il valore di \lineskip a 0pt e il valore di \lineskilimita ad un valore negativo, così da ottenere righe uniformemente spaziate anche se discendenti e ascendenti di due righe successive possono sovrapporsi.
            Ovviamente NON ti consiglio questa soluzione, ma ti consiglio di NON impostare valori di \linspread minori di 1.

            La spiegazione di \lineskio e \lineskiplimit è contenuta nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato che probabilmente hai già scaricato dall sezione Documentazione/GuidteGuIT Tematichhe di questo sito.

          • #99302
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            samiel” post=98815Ho creato un file identico all’originale, inserendo però la bibliografia
            in \filecontent invece che in un separato file .bib e il problema no si presenta.
            Devo vedere meglio per riprodurre il problema. Ma… ho io le traveggole
            o in effetti l’interlinea varia FRA le note e ALL?INTERNO di ogni singola nota?

            [attachment=1218]out01.jpeg[/attachment]

            Potrei sbagliarmi (non conosco bene come vengono composte le note), ma lo spazio che indichi tu penso sia uno spazio verticale inserito come separatore tre le varie note. Per questo non risentirebbe delle varie modifiche apportate all’interlinea: non centra niente con essa. Dovresti cercare su i pacchetti per personalizzare le note se esiste un modo per modificare tale spazio.

          • #99303
            samiel
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              Avevo già consultato il Reference ecc. Però non capisco, in pratica, dei vari comandi
              che ho riportato nel primo post quale imposti un’intelinea fissa, non una proporzionalmente
              ridotta (a parte il pacchetto leading, che però non so se sia consigliabile).

              @ skevin
              Non si tratta di uno spazio separatore innanzitutto perché ho messo il codice
              `\usepackage{enotez}
              \newlength{\normalparindent}
              \AtBeginDocument{\setlength{\normalparindent}{0.7\parindent}}
              \DeclareInstance{enotez-list}{plain}{paragraph}
              {
              notes-sep=0pt,
              format=\footnotesize\normalfont\leftskip\normalparindent,
              number=\makebox[0pt][r]{\makebox[\normalparindent][l]{\textsuperscript{#1}}}
              \ignorespaces,
              }`
              dove notes-sep=0pt annulla quello spazio. In secondo luogo, modificando
              il testo ho notato che nella prima pagina delle note l’interlinea è regolare, nella seconda,
              dove alle note che occupano mezza pagina segue la Bibliografia, compare appunto quello spazio.
              Evidentemente si tratta di spazio elastico aggiunto ad LaTeX per riempire convenientemente la pagina.

            • #99304
              OldClaudio
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                Non esiste un comando per imporre uno scartamento fisso; esiste un comando per annullare l’interlinea che è rappresentato dal valore di \lineskip. Nonostante questo non basta, devi anche modificare il margine su cui verificare la necessità dell’interlinea.

                Quindi:`\lineskip=0pt
                \lineskiplimit=-1000pt`Ti ho già spiegato quali inconvenienti incontri a seguire questa via.

                Oppure, se temi che gli ascendenti degli apici di nota siano troppo altri, puoi modificare le macro che imposta questi richiami sia nel testo sia prima della nota in calce, in modo da farli sembrare di altezza nulla; il comando per farlo è \vphantom o hphantom, non ricordo quale dei due, ma per fare questa modifica devi ridefinire alcune macro interne a lLaTeX.

                Poi puoi sempre ricorrere al pacchetto grid che dovrebbe realizzare la composizione su una griglia fissa; non so se ce la faccia con le note.

              • #99305
                samiel
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                  La soluzione funziona nel mio caso, anche se capisco che in certe situazioni
                  può produrre risultati tipograficamente inaccettabili come la sovrapposizione
                  delle righe o almeno degli apici alla riga sopra.
                  Conosco grid, un questo forum una volta ci fu una discussione sul tema,
                  ma i risultati che mi dava erano orribili. Verosimilmente, bisogna usarlo a modo.
                  Il fatto è che con i programmi di impaginazione (io da linuxiano ho Scribus)
                  si lavora all’interno di una griglia e, allo stesso modo, i libri stampati hanno pagine
                  sempre uguali. A volte LaTeX produce altezze dverse…

                  m

                • #99306
                  OldClaudio
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                    Anch’io ho cercato di usare Scribus, con scarsissimi risultati. Ma non è una questione di LaTeX o di Scribus.
                    La questione è che se in una griglia inserisci qualcosa la cui altezza non è multiplo intero del passo della griglia, comporre in gliglia richiede di inserire spazi verticlai che sono più brutti del mancato rispetto della griglia.

                    Di fatto Scribus e gli altri impaginatori funzionano bene con documenti di solo testo, con i richiami di nota bassi, con uno scartamento (un passo di griglia) non inferiore al corpo amplificato del 15-20%, senza formule e senza figure/tabelle con didasclaia di lunghezza e numero di righe variabile scritte in corpo minore. Insomma LaTeX ottimizza una pagina che contiene o pu o contenenere certe cose; Scribus & Co ottimizza la pagina per altri tipi di testi.

                    Per costruire un classe per comporre un libro d’arte su due colonne con le colonne pareggiate a fine capitolo, ho dovuto usare multicol e ho dovuto rinunciare alla mobilità automatica degli oggetti flottanti; ho dovuto anche costruire figure e tabelle dentro scatole verticali a cui a posteriori ho dovuto cambiare l’altezza e profondità, perché altrimenti il punto di riferimento non si allineava sulla griglia, e il top della tabella o della figura non risultava allineato correttamente con la linea di base della colonna adiacente. Insomma è stato un supplizio e ho dovuto prevedere ambienti appositi con un mucchio di parametri facoltativi per aggiustare a mano la posizione verticale delle figure.

                    Di sicuro ridurre lo scartamento con un fattore inferiore a 0.95 è autolesionistico con la maggior parte dei font; scegliendo font dall’occhio interno grande e l’altezza degli ascendenti e la profondità dei discendenti piccole potrebbe funzionare, ma bisogna aspettarsi posizioni in cui la griglia non è rispettata.

                    Ho scritto un intero libro con i font Latin Modern e uns scartamento normale del 14% maggiore del corpo; ero al limite ma mi era stata imposta l’altezza della gabbia e il numero di righe; ho dovuto intervenire a mano moltissime volte, agendo sulle singole righe. non lo farò mai più.

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