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Siccome non uso più Windows da circa 9 anni, i miei ricordi sono fumosi, ma non del tutto assenti.
Con Windows hai una ulteriore possibilità, che gli utenti di Linux e Mac usano abbastanza spesso con i loro script bash e simili. Ma anche Windows dispone da sempre, dai tempi del vecchio DOS, di un linguaggio di scripting che si chiama batch; se apri il prompt dei comandi e ci scrivi dentro il comando help e lo esegui, ti vene l”elenco di tutti i comandi che puoi usare con questo linguaggio.
Se crei un file nomenclatura.bat e lo salvi in una cartella che Windows abbia sul suo percorso di ricerca (nel prompt dei comandi esegui il comando path e sullo schermo ti appare tutta la lista delle cartelle che Windows esamina per cercare i file eseguibili; l’elenco è una sola stringa dove i vari percorsi sono separati da un punto e virgola — all’occorrenza puoi aggiungere altri percorsi eseguendo quanto indicato nell’apposita finestra di configurazione del sistema che poi vedere con il pannello comandi) puoi eseguirlo come se fosse un comando di sistema. Queste sono cose che da quando esiste Windows e le icone da cliccare si sono perse nell’uso comune degli utenti; è un peccato, perché con quei comandi si possono fare cose inimmaginabili con il mouse e le icone.
Allora apri un editor ASCII, come il tuto shell editor che usi abitualmente per i sorgenti latex, ci scrivi dentro la riga che si trova alla fine della pagina 2 della documentazione di nomenclature nella forma seguente:
`makeindex %1.nlo -s nomencl.ist -o %1.nls`e lo salvi con il nome suddetto: nomenclatura.bat; il nome lo puoi cambiare a tuo piacimento, ma l’estensione .bat la devi conservare. Il simbolo %1 indica simbolicamente il primo argomento che usi dopo il nome del comando (un po come #1 nelle macro di latex).
Salvato il file, quando vuoi elaborare la nomenclatura del documento myfile.tex, nel quale hai inserito e usato tutti ci comandi descritti nella documentazione di nomenclature prima della indicazione di quella riga magica, apri il prompt dei comandi, e ci scrivi dentro`nomenclatura myfile`ed esegui il comando premendo il tasto . Dopo un breve istante nella finestra riappare il prompt per accettare un altro comando, ma a quel punto il file myfile.nls esiste già e puoi proseguire con l’ulteriore compilazione del tuo file sorgente per avere la documentazione compost.
Questa via attraverso la procedura batch è leggermente più scomoda rispetto a quella di cliccare una icona nella barra del tuo shell editor, ma è decisamente più comoda rispetto a quella di scrivere ogni volta a mano l’intero comando nella finestra comandi, se non altro perché non commetti errori nello scrivere il comando batch con tutte le varie opzioni scritte correttamente.
Questa è una via di mezzo fra lo scrivere tutto quanto a mano e configurare lo shell editor per faccia tutto da solo; certo la soluzione più rapida sarebbe quella di usare imakeidx o indextools, ma direi che sia un ragionevole compromesso.
Ricorda che tutto il sistema TeX è nato come un sistema batch e prima che fosse messo in circolazione Win95 (il precedente Windows 3 era perennemente in crash e totalmente inaffidabile) e prima che uscisse il primo shell editor per Windows era l’unico modo che avevamo noi vecchi utenti per usare il sistema TeX. Tieni presente che ho creato le 944 polizze di font greci disponevo solo di DOS e sono andato avanti a suon di comandi batch; se non ci fossero state queste funzionalità invece di tre anni (solo week-end e feste e vacanze comandate), me ne sarebbero occorsi almeno 30:shock: Non lo rifarei più oggi, ma disegnare font, sia pure con i sistemi batch di allora, è una attività che ti cattura e non smetteresti più.