Re: Dividere URL per andare a capo

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OldClaudio
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    Magari non è tanto carino avere http; da solo a fine riga, ma è difficile avere la cosiddetta moglie ubriaca e la botte piena.

    Abbiamo due casi:
    1) l’url deve rimanere cliccabile, perché il tuo documento deve venire letto a schermo e quindi la navigazione con gli hyperlink è un fattore importante.
    2) L’url deve venire solo scritto e non essere cliccabile perché il documento deve essere solo stampto e letto su carta.

    A seconda dei due casi, il rattoppo è diverso, ma non è detto che ti piaccia, perché come ho detto, non si possono avere simultaneamente cose mutuamente esclusive.

    Vediamo:
    1) proverei oltre a specificare \raggedright per comporre la bibliografia, metterei l’opzione openbib fra le opzioni della classe; questa opzione comincia una nuova riga per ogni campo della bibliografia, quindi ogni voce bibliografica invece di occupare due o tre righe, ne può occupare anche 4 o 5; Non è una brutta soluzione, ma richiede più spazio e questo può essere un problema.

    2) si può comporre l’url come argomento di \texttt{….}; attento ai caratteri speciali come ~, &. %, eccetera che appaiono spesso negli url e che vanno trattati come caratteri speciali di LaTeX; quindi alcuni vanno scritti con il backslash prima, altri richiedono di aver caricato il font Companion Font (pacchetto textcomp) e di usare comandi tipo \textasciitilde e simili. Poi bisogna introdurre questa stringa [tt]\discrectionary{}{}{}[/tt] a mano nei punti dove vuoi che l’url vada a capo; questo lo puoi anche fare nel file .bib, ma devi provare e riprovare (quindi comporre alternativamente pdflatex e bibtex o biber per vedere se l’url è spezzato bene senza uscire dai margini.

    Spero che il tuo documento non abbia una bibliografia fatta solo di riferimenti a siti internet; la cosa sarebbe accettabile per un documento da scrivere oggi, da leggere domani, e da cestinare domani l’altro; per un documento usufruibile in un arco di tempo di alcuni anni è quasi certo che diversi siti non siano più attivi. In ogni caso ti consiglierei di seguire questa terza soluzione.

    3) Separi la bibliografia dei testi scritti e archiviati in biblioteche, emeroteche e simili, dalla sitografia; la bibliografia dei testi la componi come ti pare ricorrendo alle innumerevoli possibilità di LaTeX (stili bibliografici o biblatex, database bibliografico, bibtex o biber, eccetera); la sitografia la componi a mano usando l’ambiente thebibliography, descritto sia nell’Arte sia nella Guida GuIT, sia nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato. Quanto hai già composto e hai già usato per mandarci le immagini ti è di modello per scegliere i font e come disporre il materiale, ma dopo aver scritto l’url con i vari \discretionary al posto giusto, aggiungi la frase “(verificato il 2016-01-23)” senza le virgolette, am con le parentesi e con la data effettiva in cui hai controllato che quell’indirizzo internet fosse attivo e contenesse proprio quello che hai indicato. Chi leggerà quel documento fra alcuni anni saprà che in quella data il sito era attivo ma se non lo fosse più al momento della sua lettura saprà anche che o si da da fare per trovare un eventuale nuovo sito, oppure che l’informazione poteva essere utile anni prima ma è diventata inutile.

    Spero di esserti stato utile; confermo però che le tre strade che ti ho indicato sono delle pezze su dei brutti buchi, dovuti al fatto che i siti internet , oltre a non essere concepiti come oggetti da scrivere in documenti a stampa con giustezza di riga limitate, non dovrebbero mai venire citati come riferimenti a lungo termine.

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