Ciao Lorenzo,
Il riferimento a una grammatica, o a un manuale di stile (purché recente) e l’adozione di uno stile coerente dovrebbero rappresentare una risposta più che adeguata alla richiesta sottoposta da [Marco].
Non sono proprio d’accordo. L’articolo di Gus è relativamente completo (nel senso che risponde alla maggior parte dei problemi sulle “convenzioni tipografiche italiane” che si presentano mediamente a chi scrive un articolo o un libro), ma anche sintetico (è lungo una decina di pagine).
Su un manuale c’è (quasi) tutto, certo, ma leggersi un intero libro non è sempre la soluzione più adatta, se non altro perché spesso non se ne ha il tempo! Penso al caso di un laureando medio: realistico che prima di mettersi a scrivere la tesi abbia il tempo di leggersi un articolo, più diffiile pensarlo alla prese con un intero manuale di “grammatica”.
Capisco il senso, ma credo che un manuale di stile sia un investimento a ben più lungo termine della sola tesi e che tornerà utile nelle attività di stesura di documenti strutturati che – a un futuro laureato – si presume capiteranno ripetutamente durante la sua carriera. Anche fosse solo per la tesi, sarebbe comunque possibile leggere solo le parti di maggior interesse. Reperirne una copia in biblioteca, infine, non dovrebbe essere impossibile.
Sono d’accordo con la tua osservazione sul fatto che leggere *un* libro non sia la soluzione più adatta: è sempre meglio consultare più fonti, quando possibile.
Ho appena controllato: Il manuale di stile che ho citato oggi costa 30 € su IBS.
Ciao,