Re: Convenzioni tipografiche in italiano

#11472
lorenzo.pantieri
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    Capisco il senso, ma credo che un manuale di stile sia un investimento a ben più lungo termine della sola tesi e che tornerà utile nelle attività di stesura di documenti strutturati che – a un futuro laureato – si presume capiteranno ripetutamente durante la sua carriera. Anche fosse solo per la tesi, sarebbe comunque possibile leggere solo le parti di maggior interesse. Reperirne una copia in biblioteca, infine, non dovrebbe essere impossibile.

    Sono d’accordo con la tua osservazione sul fatto che leggere *un* libro non sia la soluzione più adatta: è sempre meglio consultare più fonti, quando possibile.

    In teoria sono d’accordo con te: sarebbe meglio che un futuro laureato eccetera.

    In pratica… Ricordo la mia esperienza di laureando: relatrice rompiscatole, esami ancora da dare, una montagna di articoli e libri da esaminare, il progetto di tesi costantemente in fieri, una scadenza per la consegna difficile da rispettare, tempi stretti, burocrazia, varie ed eventuali… In questo contesto, non credo sia realistico aspettarsi da un laureando lo studio comparato di cui tu parli.

    Ecco perché ritengo che l’articolo di Gus -che affronta il 95% dei problemi sulle “convenzioni tipografiche della lingua italiana”, in modo sintetico ma esaustivo- sia uno strumento eccellente e, concretamente, migliore della soluzione che prospetti.

    Ciao,
    L.

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