Lungi da me voler criticare il lavoro altrui, che trovo peraltro ottimo, vorrei suggerire a chi di dovere l’aggiunta di un avvertimento nella guida di base meritatamente consigliata come primo approccio al mondo LaTeX “Una (mica tanto) breve introduzione a LaTeX2e”.
Mi riferisco alla parte matematica che è datata e che rischia di far prendere cattive abitudini ai neofiti.
Andrebbe specificato che usando il package “amsmath” va utilizzata solo la sintassi \[ \] invece di \begin{displaymath} e \end {displaynmath} (almeno così viene indicato nell’altra guida sui peccati da evitare usando LaTeX2e) e soprattutto che l’uso degli ambienti “array” e “eqnarray” è stato in pratica sostituito da ambienti più potenti e versatili (“matrix”, “align”, “gather”, “split” e simili) : senza riscrivere la guida basterebbe dire a chiare lettere di leggersi direttamente il manuale di “amsmath” per il loro uso e non perdere tempo con l’insoddisfacente “eqnarray”.Un avvertimento del genere a me avrebbe risparmiato un bel po’ di tempo e qualche frustrazione e non credo di essere il solo.
Saluti e complimenti a tutti per il meraviglioso aiuto che date ai novellini come me.
La mica tanto breve non vuole essere una guida completa ed esauriente. Per chi non ha esigenze particolari per formule matematiche, i comandi del LaTeX standard sono più che sufficienti. Dovendo usare qualcosa di più, ecco che entra in gioco amsmath con i suoi ambienti.
L’ambiente “displaymath” non è stato ridefinito probabilmente perché nessuno lo usa (troppo lungo da scrivere). La cura è semplice, richiede una semplice formula magica da scrivere dopo aver caricato amsmath:
`\usepackage{amsmath}
\let\displaymath\[
\let\enddisplaymath\]`
Non ti preoccupare se non lo capisci; è come il navigatore satellitare: mica sai come funziona, però lo usi.
Non è vero che “matrix” e compagnia siano più “potenti” di “array”. Del resto l’ambiente “matrix” chiama al suo interno un ambiente “array”, credici o no.
Su eqnarray invece bisogna dire che non va usato mai.
Ciao
Enrico