Enrico, perdonami, ma non ti seguo:
Lascia perdere la vecchia definizione. Se la provi con differenziali di ordine superiore vedrai subito che l’esponente va troppo in alto.
L’uso di differenziali di ordine superiore non è da imputare al comando \deriv, non \diff, o mi sbaglio? Inoltre nell’articolo citato (pag. 46, colonna destra) c’è proprio un esempio di derivata seconda ottenuta con il comando \deriv
`a\deriv[2]{y}{x}+…` e a me non sembra sbagliata la posizione dell’esponente. Forse non ho capito quello che mi dicevi?
Prova a guardare affiancate le formule ottenute con la vecchia definizione (cambia il nome in \diffold) e la nuova. Vedrai che l’esponente è nettamente più in alto (0.84pt, per la precisione).
confronta le due formule
`\int\biggl(\frac{1}{x}+\frac{1}{1-x}\biggr)\diff x
\int\biggl(\frac{1}{x}+\frac{1}{1-x}\biggr)\mathrm{d} x`(in un display, naturalmente) e scoprirai che nella prima c’è una spaziatura di troppo.
D’accordo, la tua pars destruens ha fatto breccia. La pars costruens? Non posso mica usare sempre \mathrm{d} e ricavarmi ogni volta gli spazi a mano?
Perché no? Si tratta di mettere (o no) un \, davanti a \mathrm{d}; con
`\newcommand{\diff}{\mathrm{d}}`
puoi scrivere
`\int_{a}^{b}f(x)\,\diff x`
Ciao
Enrico