puoi scrivere`\int_{a}^{b}f(x)\,\diff x`
Ok, grazie. Onestamente pensavo che dichiarare un operatore matematico imponesse qualcosa di un po’ più complicato della semplice equivalenza con`\,\mathrm{operatore}\,`
Infatti, non è così semplice. Gli spazi sottili prima o dopo ci sono solo in situazioni particolari. Per esempio, in “x+\log x” lo spazio sottile c’è solo dopo “log” e prima c’è il normale spazio dei simboli di operazione; invece in “\log(a+b)” lo spazio sottile non c’è.
Automaticamente.
La definizione proposta di \diff cerca di ottenere il meglio possibile automaticamente; a volte funziona, a volte no. Ma se si vuole ottenere il massimo tipograficamente, bisogna adattarsi a qualche raffinamento manuale ogni tanto: nessun sistema automatico può fare tutto.
Per il “dx” io, sinceramente, preferisco fare a mano, ma capisco chi cerca di risparmiare “fatiche”.
Non voglio abusare della tua pazienza, ma se scrivo`\newcommand{\diff}{\mathrm{d}}`come mi suggerisci tu, e aggiungo le definizioni`\newcommand*{\deriv}[3][]{%
\frac{\diff^{#1}#2}{\diff #3^{#1}}}\newcommand*{\pderiv}[3][]{%
\frac{\partial^{#1}#2}%
{\partial #3^{#1}}}
`è tutto ok anche per l’altezza degli esponenti delle derivate n-esime?
Nessun problema. Adesso che conosci le alternative, scegli.
Ciao
Enrico