Buonasera a tutti.
**Mi permetto una piccola premessa: sono nuovo di LaTeX e sono nuovo del forum: in questo periodo ho ingurgitato un sacco di guide, introduzioni, … al punto che quello che leggo di nuovo tende a spingere furori dalla mia testolina le prime cose che ho letto! Sto provando a compilare una relazione per un corso di meccanica e ho inciampato in alcune (eufemismo) piccole difficoltà da principiante. Quasi tutte sono state risolte consultando topic già aperti; per quello che chiedo ora, invece, non trovo soluzione (anche se i topic in materia sono molti, spero non me ne sia sfuggito nessuno). Chiedo scusa in anticipo se porrò domande “banali” e spero di non attirare su di me l’ira di nessuno di voi maxi esperti a causa della mia (innocente) ingenuità.**Software: LaTeX2e – TeXnicCenter
OS: Win XPProblema: devo scrivere (ahimé, per intero) alcune equazioni di moto di un sistema a 2 gdl. Tali equazioni superano abbondantemente i limiti imposti dai margini, e non posso fare a meno di andare a capo (anche 6 o 7 volte in una sola equazione); i problemi di allineamento li ho risolti con i vari {align} , {eqnarray} , … (dei quali, confesso, comincio a perdere il senso delle differenze tra l’uno e l’altro, ma questa è un’altra storia). Non riesco invece a risolvere il problema legato allo spazio verticale tra una riga e l’altra della stessa equazione: vi riporto un esempio, nel quale è chiaro che tre le righe 3 e 4 dell’equazione c’è troppo poco spazio in confronto alle righe 1 e 2 (lo so, la 1 e la 2 contengono delle frazione, la 3 e la 4 no, ma l’effetto fa schifo…). Come posso migliorarmi?
Grazie a chi avrà la pazienza di scortarmi alla soluzione…
La differenza fra align e eqnarray è presto detta: eqnarray non va usato mai.
L’esempio che fai non è proprio minimale, ma quasi. Mi dà l’occasione per ricordarti che epsfig è un pacchetto obsoleto e non va più caricato. Altra cosa: qui TeXnic Center non c’entra nulla.
Ci sono anche evidenti errori di scrittura: il punto sopra una variabile, che io sappia, va sopra la variabile anche se ha un indice: \dot{\theta}_1; se poi elevi al quadrato, non aver paura di mettere l’esponente sopra l’indice. A meno che dalle tue parti non si usi diversamente. Non usare spaziature esplicite, se non in due casi, in queste formulacce: quando \sin\theta o \cos\theta è seguito da qualcosa che moltiplica, inserisci uno spazio sottile (\,); in tutte le altre situazioni non vanno. Non userei nemmeno la ripetizione del segno di addizione, ma anche questo dipende dagli usi “locali”.
Si indicano le parentesi aperte e chiuse con \biggl e \biggr, rispettivamente; questo corregge da sé certe spaziature.
E adesso ecco la mia proposta: usare equation e split. Hai il vantaggio che il numero viene messo al centro. Trattandosi di un’equazione unica dovrebbe essere così, a mio parere; però c’è l’opzione tbtags da dare a amsmath se vuoi che il numero vada sulla prima o ultima riga (a seconda di dove stanno i numeri, se a destra o a sinistra).
`\begin{equation}
\label{eq:ecbig}
\begin{split}
E_c = {}&
\frac{1}{2}m \dot{x}_2^2 +
\frac{1}{2} m_1 \biggl[ \dot{x}^2 + \frac{L_1^2}{4} \dot{\theta}_1^2 +
\dot{x} L_1 \dot{\theta}_1 \cos \theta_1 \biggr] + \frac{1}{2} J_1 \dot{\theta}_1^2
\\
& + \frac{1}{2} m_2\biggl[ \dot{x}^2 + L_1^2 \frac{L_2^2}{4} \dot{\theta_1^2}
(\dot{\theta}_1 + \dot{\theta}_2)^2 + 2 \dot{x} L_1 \dot{\theta_1} \cos{\theta_1}
\\
& + \dot{x} L_2 (\dot{\theta}_1 + \dot{\theta}_2) \cos(\theta_1 + \theta_2)
\vphantom{\bigg|}\\
& + L_1 \dot{\theta}_1 \cos \theta_1\, L_2 (\dot{\theta}_1 + \dot{\theta}_2)
\cos(\theta_1 + \theta_2)
\vphantom{\bigg|}\\
& + L_1 \dot{\theta}_1 \sin \theta_1\, L_2 (\dot{\theta}_1 + \dot{\theta}_2)
\sin(\theta_1 + \theta_2) \biggr ] +
\frac{1}{2} J_2 ( \dot{\theta}_1 + \dot{\theta}_2 )^2
\end{split}
\end{equation}`
Non sono del tutto sicuro che i due \vphantom per correggere la spaziatura ci vadano; se preferisci così, lasciali. La loro funzione è di introdurre un oggetto “fantasma” di altezza pari a quella delle parentesi \bigg e di larghezza nulla.
Ciao
Enrico