Re: Difficoltà con interfootnotelinepenalty e raggedbottom

#14826
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Permettimi, a questo proposito, di allargare il discorso con una piccola digressione. Ci sono aspetti dove LaTeX è perfetto e fa tutto da solo (senza che vi sia il bisogno di operare alcun “aggiustamento”), come la gestione degli “oggetti numerati” (siano essi paragrafi, teoremi, equazioni, …), delle immagini (che pure sono oggetto di tanti dubbi da parte dei principianti), dei riferimenti incrociati e della bibliografia. Altri aspetti invece richiedono gli aggiustamenti di cui parli: le note a piè pagina (per evitare che vengano spezzate in due pagine), il “bilanciamento” tra le pagine affiancate (affinché siano “alte uguali”), l’indice analitico (per evitare che una colonna termini con l’inizale delle rispettive voci, o con una voce che a sua volta comprende delle sottovoci).

La cosa snervante, naturalmente, è che intervenire su uno di questi aspetti può influire negativamente sugli altri, per cui può succedere -per esempio- di riformulare un periodo per correggere un problema di bilanciamento delle pagine, creando come effetto collaterale che una nota che prima era su un’unica pagina ora viene inopinatamente spezzata. 🙁

Tutti i problemi tipici di Word, per intenderci. 👿

Comunque siamo d’accordo: LaTeX è uno strumento eccezionale, ma fare degli aggiustamenti manuali in sede di revisione finale è inevitabile, se si vuole ottenere un risultato “d’arte”.

Vedo che continui a ignorare \enlargethispage. 👿 😀

L’uso di questo fondamentale attrezzo, insieme a \looseness, permette cose che sembrerebbero impossibili altrimenti. Ovviamente \enlargethispage è da sconsigliare se si stampa su carta di bassa grammatura, perché l’aggiustamento si vedrebbe in trasparenza sfogliando il volume. Su carta di buona qualità il problema non si pone: l’importante è che non si vedano disparità sulla coppia di pagine affiancate. Una riga in più o in meno rispetto al normale non dà nell’occhio.

La differenza rispetto ai comuni “word processors” è che non hai bisogno di perdere tempo in cose inutili, come controllare il testo capoverso per capoverso, basta solo curare l’aspetto finale delle pagine. I capoversi, esclusi i casi di “overfull” e “underfull” segnalati, sono di solito ben strutturati e basta un colpo d’occhio per distinguere i “fiumi” più evidenti sui quali agire.

Ciao
Enrico

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