Re: [OT] Filosofia open source

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Lorenzo, ti rispondo solo parzialamente, per mancanza di tempo. Come dice Lapo, molto dipende dal tipo di licenza con cui il software è rilasciato.

Contattare l’autore (o gli autori; ed eventualmente, per la documentazione, i traduttori) e chiedere il permesso di aggiornare/ampliare? E se questo permesso non dovesse arrivare (magari solo perché gli autori sono irrintracciabili)?

Se il progetto è sotto licenza GNU, non è necessario alcun permesso. La licenza vincola comunque il progetto derivato ad essere a sua volta rilasciato sotto licenza GNU. Chiunque rilasci un codice sotto licenza GNU, lo sta condividendo con la comunità. L’unica cosa che gli interessa è che questa “condivisione” sopravviva in tutti i software derivati.

La nuova realizzazione come dovrebbe essere strutturata? Basterrebbe citare genericamente il precedente lavoro, o è necessario specificare esattamente dove finiscono i “vecchi” contributi e dove iniziano quelli “nuovi”?

Citare è un obbligo morale, a prescindere dal tipo di licenza. Nell’interesse della comunità, comunque, è bene dire quali sono le novità, le differenze, le sostituzioni apportate dal nuovo software, e soprattutto la compatibilità del nuovo progetto con il vecchio.

Sull’argomento ci sarebbe moltissimo da dire, e questo è solo un assaggio. L’unico messaggio che ti volevo trasmettere è che, se mettere al corrente gli sviluppatori del software precedente è sempre buona educazione, non ti devi sentire un approfittatore se modifichi a tuo piacimento software open source, perché quello è proprio lo spirito del progetto. A rigore, non ti dovresti sentire un approfittatore neppure se prendessi il codice scritto da altri e lo vendessi, purché rispettassi i termini della licenza GNU. Questo succede ogni mese in quei CD allegati a riviste che si occupano del mondo Open Source, senza che gli autori se ne rammarichino.

Come ho detto, comunque, molto dipende dalla licenza con cui il software è rilasciato.

Ciao

Daniele

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