Ovviamente il problema dipende dalla nota. Se non ci sta nella pagina, viene portata, con tutto ciò che è necessario come i titoli di sezione precedenti, nella seguente. Non c’è nulla da fare, se non cambiare il testo.
Ok mi stavo inpelagando nel provare i comandi tipo \raggedbottom, \interfootnotepenality, opzione bottom per il pacchetto footmisc… Mentre scopro che invece non c’è nulla da fare… Li ho tolti tutti (anche il pacchetto footmisc l’ho tolto, ho fatto bene?) e cambierò il testo… 🙁 Quello che non capisco è perchè se invece la dimensione del font è maggiore o minore la nota viene tranquillamente spezzata (per l’appunto in un punto “ottimale”, cioè viene mandata a pagina nuova una frase intera!)…
Le note al piede molto lunghe possono dare problemi. In corpo più piccolo, probabilmente, TeX riesce a far stare due righe della nota nella pagina e mandare il resto in quella seguente. Sono problemi di impaginazione che vanno risolti solo quando il documento è completo e va solo rivisto nei dettagli. Se per caso devi modificare ciò che viene prima di quel punto, è possibile che il problema sparisca.
\paragraph{} per “lasciare una riga vuota” è un orrore™ :). Se proprio devi (e di solito non è affatto necessario), usa \medskip dopo una riga bianca nel documento .tex
Proprio ora che cominciavo a prendere la mano col LaTeX, mi rendo conto di aver commesso un sacco di “orrori”?!?! 😳 Mi scuso per l’ignoranza (su Latex e tipografica) e l’OT, ma già che ci siamo, chiedo consiglio: essendoci a volte molto testo di filato, non mi sembrava di cattivo gusto lasciare una riga bianca tra paragrafi diversi… Visto che non ho modificato neppure l’interlinea, mi sembrava troppo pesante tutto attaccato… L’ho visto fare, ma forse ho preso un cattivo esempio…
Non preoccuparti di avere molti capoversi uno di fila all’altro; i romanzi sono perfettamente leggibili anche se non ci sono stacchi. Quelle “righe vuote” sono molto diffuse perché è facile ottenerle con i noti “word processors”, ma sono normalmente inutili, a volte anche dannose per la leggibilità del testo. L’interlinea “compatta” è sicuramente migliore di quella “allargata”.
Ciao
Enrico