Giusto per chiarezza: “paragrafo” è un termine comune: una section, una subsection e una subsubsection sono tutti paragrafi, come un nipote, un figlio e un padre sono tutti uomini. Usare termini più precisi è una questione a volte di gusti, a volte di contesti: ma con la numerazione il problema è risolto.
Il fatto è che il termine “paragrafo” viene così ad assumere due significati:
1. in senso stretto: l’unità di testo che si ottiene con il comando \section;
2. in senso lato: indifferentemente una delle unità che si ottiene con \section, \subsection e \subsubsection.
Questa è sicuramente un’ambiguità.
Un’altra ambiguità che c’è nel mio lavoro è con il termine LaTeX, che indica.
1. in senso stretto: il programma che genera dvi e vuole immagini in formato eps;
2. in senso lato: indifferentemente LaTeX e pdfLaTeX (ovvero a volte con LaTeX si indica anche pdfLaTeX).
È un’altra ambiguità, e il principiante deve farci (molta) attenzione. Tempo fa, avevo una gran voglia di stabilire l’equazione LaTeX = pdfLaTeX e di consigliare di considerare LaTeX (nel senso 1) un retaggio del passato, ma visto che -ahimè- ci sono pacchetti e funzioni che si possono usare solo con LaTeX e non con pdfLaTeX, non penso sia il caso. Purtroppo. Perché avere due varianti incompatibili di un medesimo programma mi sembra abbastanza assurdo, e, fra l’altro, ciò è fonte di gran confusione presso i neofiti (vedi le domande ricorrenti sul forum circa i formati di immagini).
La terza ambiguità è il termine WYSIWYG, che può indicare due concetti diversi:
1. Quello che appare a video è uguale a quello che appare a stampa (in questo caso, LaTeX è WYSIWYG):
2. Si può direttamente modificare a video un testo già composto (in questo caso, LaTeX non è WYSIWYG).
In generale, le ambiguità tendo il più possibile ad evitarle.
Nel caso in questione, grazie anche al consiglio di Jhetfield, qui farò come dice Gus.
Grazie mille e scusate lo sproloquio.
Ciao,
L.