Ancora un topic “by minnolina”.
Leggendo la parte relativa all’interlinea (pag. 43 di questa guida]) mi è sorto un dubbio: si dice che per interlinea singola, di 1.5 o doppia si consiglia il pacchetto setspace, per altri valori si dice di usare \linespread. Ora a me sembra si possa usare ancora il pacchetto: nel .sty c’è infatti scritto
[quote]If an increased spacing different from one-and-a-half or double spacing is required then the spacing environment can be used. The spacing environment takes one argument which is the larger baselinestretch to use, e.g., \begin{spacing}{2.5}.[/quote]
Sull’Elenco dei peccati degli utenti di LaTeX c’è un passo molto interessante, che riporto:Secondo una buona regola pratica i parametri relativi al documento si dovrebbero modificare solo agendo dal “livello più elevato possibile disponibile all’interno dell’interfaccia utente
Dunque, se desiderate variare la spaziatura interlinea del vostro documento, potete farlo su tre livelli:
1. usando il pacchetto setspace.sty ;
2. o tramite il comando LaTeX \linespread{};
3. oppure attraverso una nuova definizione di \baselinestretch.La ridefinizione di parametri, come ad esempio \baselinestretch, opera sul più asso livello disponibile sul quale sarebbe opportuno che operassero solo le classi ed i pacchetti.
Il comando \linespread è stato messo a disposizione con lo scopo consentire la modifica della spaziatura interlinea, pertanto costituisce una alternativa migliore rispetto alla soluzione precedente. L’uso del pacchetto setspace.sty si configura come la soluzione ideale tra quelle proposte in quanto tale estensione si prende cura, oltre che dell’impostazione della spaziatura interlinea, anche della gestione degli spazi nelle note di piè pagina e negli ambienti di tipo lista, che di solito non vorreste alterare quando modificate la spaziatura interlinea nel testo del vostro documento.
A questo punto, se vi occorre solamente aumentare lo spazio verticale tra una linea e l’altra, diciamo per esempio che vorreste impostare una spaziatura a doppia interlinea, potete farlo nel modo più semplice utilizzando il pacchetto setspace.sty. Altrimenti, se il vostro intento è solo quello di utilizzare famiglie di caratteri non appartenenti al gruppo dei Computer Modern, allora potreste apportare alcuni piccoli aggiustamenti alla spaziatura interlinea tramite il solo comando \linespread{
}. Per fare un esempio, con il font Palatino, \linespread{1.05} dovrebbe costituire un aggiustamento appropriato. Continuo a non capire. Prima dice che è meglio usare setspace, poi dice che se l’intento è solo quello di utilizzare famiglie di caratteri non Computer Modern, si può usare \linespread.
Ho pensato di cambiare il passo incriminato così:
Per modificare l’interlinea del documento è consigliabile caricare il pacchetto setspace. Tale pacchetto fornisce tre interlinee predefinite richiamate con i comandi \singlespacing (interlinea singola), \onehalfspacing (interlinea 1,5) e \doublespacing (interlinea doppia).
Se è necessaria un’interlinea differente, è sufficiente utilizzare l’ambiente
\begin{spacing}{}
…
\end{spacing}
dove l’argomento tra parentesi graffe rappresenta il fattore di scala per l’avanzamento di riga. In alternativa, per quest’ultimo caso si può usare il comando standard di \LaTeX \linespread{}. ma aspetto conferme…
Il pacchetto setspace va usato se è necessario cambiare l’interlinea in varie parti del documento. Se si vuole solo modificarla una volta per tutte per adattarla a situazioni particolari (giustezza elevata o caratteri che richiedono un’interlinea ampliata come Lucida o Palatino) meglio dare un solo comando \linespread e non pensarci più.
Sarebbe bene scoraggiare l’uso di setspace, non tanto perché il pacchetto sia mal fatto, quanto perché la piaga della doppia interlinea dovrebbe sparire. 🙄
Ciao
Enrico