Ciao a tutti, sto cercando una definizione (semplicissima, semplificata, cortissima, a portata di principiante) del concetto di “scatola” in LaTeX.
Il comando \includegraphics (come del resto l’ambiente tabular) non inizia un nuovo capoverso; esso produce una sorta di “grosso carattere” (una “scatola”, nel gergo di LaTeX) e può quindi essere utilizzato “in linea” e senza racchiuderlo nell’ambiente figure.
Quell’equivalenza “scatola = grosso carattere” non mi soddisfa molto (anche perché in teoria una scatola può anche essere molto piccola…).
Insomma, parafrasando S. Agostino, “so che cos’è una scatola, ma se me lo chiedono, non lo so più”!
Probabilmente la traduzione “scatola” non è la migliore. In inglese “box” significa anche “area delimitata da linee rette”, in particolare un’area della pagina stampata che va riempita o che è visualmente separata da righe.
Penso che Knuth abbia scelto il termine pensando a questa seconda accezione, sebbene il capitolo del TeXbook che tratta l’argomento sia preceduto dal disegno del leoncino che costruisce cassette di legno.
Una box è, per TeX, un’unità indivisibile che però può contenere arbitrari elementi tipografici. Come ogni carattere ha i le sue dimensioni (larghezza, altezza e profondità) e un punto di riferimento per il posizionamento sulla linea di base, così ogni box, in qualsiasi modo costruita, ha queste caratteristiche e TeX la tratta proprio come se fosse un carattere, grande o piccolo che sia.
Il mestiere principale di TeX è proprio di costruire queste box, nel retroscena, ma possiamo istruirlo a costruire quelle che desideriamo anche noi. Il lavoro è: raccogliere il testo di un capoverso come se fosse un’unica riga e poi spezzarlo nel modo migliore in un numero opportuno di box “orizzontali” che vengono impilate l’una sull’altra con qualche zeppa per far stare a distanza fissa fra loro le linee di base (se possibile). Quando questa piila di box orizzontali arriva oltre l’altezza stabilita della gabbia, una parte della pila viene tolta e disposta in modo da riempire la gabbia in modo ottimale. A questo punto vengono aggiunte opportune box per testatine e piede e il tutto viene inviato al torchio (cioè al comando \shipout).
Come vedi il procedimento è molto simile a quello usato dai tipografi “antichi” e non molto dissimile da quello delle più recenti macchine compositrici. Un tipografo che avesse avuto bisogno di qualcosa di inconsueto, avrebbe costruito ciò che gli serviva, magari segando un paio di caratteri e riunendoli, tenendoli stretti con morsetti o altri accorgimenti: ecco la “box”. Certo, non ti ho dato la definizione “cortissima” che speravi. 🙂
Ciao
Enrico