Premesso che è solo da due giorni che leggo la documentazione di non mi è chiaro del perchè dici:
ottenere un bel risultato muovendosi alla cieca, andando per tentativi..
Non credo assolutamente che tu debba andare alla cieca, per creare le copertine ho sempre usato dei software che mi permettono di “vedere bene” quello che faccio
Eh, in effetti più che “alla cieca” avrei dovuto dire “senza seguire un modello predefininito”.
Il vantaggio principale di LaTeX è che si occupa della forma, lasciando l’autore libero di concentrarsi sul contenuto. Ad esempio, per comporre il frontespizio di una tesi di laurea o di dottorato, l’omonimo pacchetto di Enrico Gregorio rispecchia in pieno questa filosofia, dal momento che l’autore si limita ad inserire le informazioni “contenutistiche”, mentre il pacchetto si occupa dell’impaginazione. Il pacchetto di Enrico, fra l’altro, colma una lacuna di LaTeX (che sostanzialmente non offre strumenti per comporre frontespizi degni di questo nome).
Se però si desidera comporre un frontespizio di un libro (e non di una tesi), è inevitabile far ricorso all’ambiente titlepage, che non offre alcun vantaggio rispetto ai software WYSIWYG che hai menzionato (se non quello di poter usare gli stessi font del resto del documento). Usando l’ambiente titlepage, l’autore deve andare per tentativi, fidandosi del suo estro (e quindi correndo il rischio di ottenere risultati tipografici discutibili).
Non credo che il problema abbia soluzione: creare un bel frontespizio partendo da zero è più un’arte che una scienza.
Ciao,
L.
P.S. Grazie mille a Massimiliano per l’eccellente riferimento!