Ecco, io mi trovo nei panni di Pierino: ho scoperto che scrivendo
`\includegraphics[width=\linewidth]{…}`
le immagini vengono inserite correttamente in tutti i casi che ho provato (immagini fuori testo in ambiente figure e figure*, immagini in testo, all’interno di elenchi, …; in documenti composti su una o più colonne).Ma tu, sulla base della tua esperienza, mi dici che questa non è una buona prassi, che esistono (o possono esistere) casi in cui quel parametro potrebbe essere ridefinito e dare problemi.
Ecco, io vorrei, se possibile, toccare con mano uno solo di questi casi.
In ogni caso, anche in assenza di questo controesempio, mi fiderò senz’altro dei tuoi autorevoli consigli: se mi dici che quella non è una buona prassi (e l’hai ribadito con estrema chiarezza), è senz’altro così!
Enrico, ti ringrazio di cuore per la tua pazienza!
Avevo detto che la risposta precedente sarebbe stata l’ultima, ma preso da pietà nei tuoi confronti provo di nuovo a spiegarti. 😉
Un tale di nome Isaac scoprì una regola quasi magica che spiegava un sacco di cose e si mise a usare la sua regoletta con entusiasmo, insegnandola a tutti i suoi amici. Poi, molti anni dopo, un tale Albert, non fidandosi della regoletta di Isaac, ci riflettè su e venne fuori con una nuova regoletta che comprendeva casi a cui Isaac non aveva nemmeno pensato.
Non c’è alcuna legge che vieti l’uso di \linewidth nei casi che indichi, può anche darsi che durante la tua vita nessuno si troverà mai nella situazione di doversi grattare indeciso la capoccia perché non capisce come mai la sua bella illustrazione non sia al posto giusto. L’impiego di \linewidth in quelle situazioni è concettualmente sbagliato, e ti ho già spiegato il perché.
Supponiamo che uno creda che i tuoni siano rumorini prodotti dagli angioletti che hanno mangiato fagioli. È una faccenda che non ha alcuna conseguenza pratica e non penso che quel tale si troverà mai in una situazione in cui la conoscenza del vero motivo del tuono gli sia essenziale. Ma, a meno che non sia un bambino innocente, è probabile che qualcuno prima o poi gli spiegherà la dura verità.
LaTeX ha ben tre parametri per contenere le lunghezze “orizzontali” rilevanti per la composizione. Si deve usare quello giusto per il proprio scopo. In un ambiente figure o figure* l’uso del parametro \linewidth non ha senso, ce l’ha solo in un ambiente per liste, dove assume il valore adeguato.
Se vuoi insegnare una regola pratica che “funziona”, fallo pure, ma poi non lamentarti se qualcuno ti accusa di ingannare il discente. Il famoso Ferrauto (libro di testo mai abbastanza deprecato) contiene un buon numero di falsità matematiche; alcuni insegnanti lo adottavano perché aveva molti esercizi, anche guidati: “tanto, poi, nessuno degli studenti incontrerà casi in cui quello che c’è scritto sul libro non funziona”.
Vado OT, forse. Sul volume per il quinto anno c’è una “definizione” di successione che è stupidamente ridicola. Concepire un esempio in cui sia davvero necessaria una corretta definizione di successione è complicato e richiederebbe forse concetti superiori a quelli che uno studente liceale si troverebbe davanti. Possiamo forse tacere di fronte a quella “definizione”, tanto per gli studenti va bene lo stesso? Lo so, è una scusa per non produrre l’esempio che tanto vai chiedendo, ma non ho voglia di rompermi la testa per trovare un caso in cui la faccenda non funziona, perché so che comunque quell’uso è sbagliato.
Ciao
Enrico
PS: guardando sul tuo sito le fotografie mi sono accorto che chiami cattedrale la chiesa del Tyn, è scorretto: non è affatto una cattedrale. Lo sai che dentro c’è la pietra tombale di Tycho Brahe?