Guarda che la soluzione è nell’esempio che citi: ogni strofa deve essere conclusa con \\!. verse usa una delle varianti di \\ per stampare la numerazione. (Tra l’altro, c’è un piccolo bug: la numerazione viene stampata anche con \\>, che indica invece una sticomitia.)
Il seguente codice, compila perfettamente, per me.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{verse}
\newcommand{\autorestr}[1]{
\par\vspace{5ex}%
\hspace*{\stretch{3}}%
\footnotesize #1\normalsize%
\hspace*{\stretch{1}}%
\vspace{5ex}%
}
\begin{document}
\vspace*{\fill}
\settowidth{\versewidth}{rompono agli euri e al grande Ionio il corso.}
\poemtitle{Ode all'amica risanata}
\begin{verse}[\versewidth]
\poemlines{6}
\addtolength{\parskip}{10pt}
\vspace{0.5cm}
\hspace{0.3cm} Qual dagli antri marini\\
l'astro più caro a Venere\\
co' rugiadosi crini\\
fra le fuggenti tenebre\\
appare, e il suo viaggio\\
orna col lume dell'eterno raggio,\\!
\hspace{0.3cm} sorgon così tue dive\\
membra dall'egro talamo,\\
e in te beltà rivive,\\
l'aurea beltate ond'ebbero\\
ristoro unico a' mali\\
le nate a vaneggiar menti mortali.\\!
\hspace{0.3cm} Fiorir sul caro viso\\
veggo la rosa, tornano\\
i grandi occhi al sorriso\\
insidiando; e vegliano\\
per te in novelli pianti\\
trepide madri, e sospettose amanti.\\!
\hspace{0.3cm} Le Ore che dianzi meste\\
ministre eran dei farmachi,\\
oggi l'indica veste,\\
e i monili cui gemmano\\
effigiati Dei\\
inclito studio di scalpelli achei,\\!
\hspace{0.3cm} e i candidi coturni\\
e gli amuleti recano\\
onde a' cori notturni\\
te, Dea, mirando obbliano\\
i garzoni le danze,\\
te principio d'affanni e di speranze.\\!
\hspace{0.3cm} O quando l'arpa adorni\\
e co' novelli numeri\\
e co' molli contorni\\
delle forme che facile\\
bisso seconda, e intanto\\
fra il basso sospirar vola il tuo canto\\!
\hspace{0.3cm} più periglioso; o quando\\
balli disegni, e l'agile\\
corpo all'aure fidando\\
ignoti vezzi sfuggono\\
dai manti, e dal negletto\\
velo scomposto sul sommesso petto.\\!
\hspace{0.3cm} All'agitarti, lente\\
cascan le trecce, nitide\\
per ambrosia recente,\\
mal fide all'aureo pettine\\
e alla rosea ghirlanda\\
che or con l'alma salute april ti manda.\\!
\hspace{0.3cm} Così ancelle d'Amore\\
a te d'intorno volano\\
invidiate l'Ore,\\
meste le Grazie mirino\\
chi la beltà fugace\\
ti membra, e il giorno dell'eterna pace.\\!
\hspace{0.3cm} Mortale guidatrice\\
d'oceanine vergini\\
la Parrasia pendice\\
tenea la casta Artemide\\
e fea terror di cervi\\
lungi fischiar d'arco cidonio i nervi.\\!
\hspace{0.3cm} Lei predicò la fama\\
olimpia prole; pavido\\
diva il mondo la chiama,\\
e le sacrò l'Elisio\\
soglio, ed il certo telo,\\
e i monti, e il carro della luna in cielo.\\!
\hspace{0.3cm} Are così a Bellona,\\
un tempo invitta amazzone,\\
die' il vocale Elicona;\\
ella il cimiero e l'egida\\
or contro l'Anglia avara\\
e le cavalle e il furor prepara.\\!
\hspace{0.3cm} E quella a cui di sacro\\
mirto te veggio cingere\\
devota il simolacro,\\
che presiede marmoreo\\
agli arcani tuoi lari\\
ove a me sol sacerdotessa appari\\!
\hspace{0.3cm} regina fu, Citera\\
e Cipro ove perpetua\\
odora primavera\\
regnò beata, e l'isole\\
che col selvoso dorso\\
rompono agli euri e al grande Ionio il corso.\\!
\hspace{0.3cm} Ebbi in quel mar la culla,\\
ivi erra ignudo spirito\\
di Faon la fanciulla,\\
e se il notturno zeffiro\\
blando sui flutti spira\\
suonano i liti un lamentar di lira:\\!
\hspace{0.3cm} ond'io, pien del nativo\\
aer sacro, su l'Itala\\
grave cetra derivo\\
per te le corde eolie,\\
e avrai divina i voti\\
fra gl'inni miei delle insubri nepoti.\\!
\end{verse}
\autorestr{Ugo Foscolo, \textit{Poesie}}
\vspace*{\fill} \clearpage
\end{document} `