Ciao Lorenzo,
non sono di sicuro un profondo conoscitore delle regole della lingua italiana..ma il poco latino che mi porto dietro dal liceo mi fa rabbrividire all’idea di non pretendere un curricula quando si parla al plurale.
E’ vero che con le parole straniere non si applica la stessa regola, ma credo che in quel caso ci si trovi nella condizione di “importare” espressioni non propriamente nostre (vuoi per le radici storiche, culturali e via dicendo)…dovremmo sapere come si rendono al maiuscolo parole di ogni lingua che entra nel nostro quotidiano..
Con il latino la situazione per me cambia, è un po’ il nonno della nostra lingua, e credo sia quindi giusto usarlo con un minimo di rispetto. Inoltre è stato la lingua dei dotti fino a non tanto tempo fa (in senso relativo) ed è sempre stato utilizzato nella forma corretta, plurale o singolare che fosse..ad usarla in modo “improrio”, seguendo la regola per le lingue straniere, si rischia qualche bacchettata sulle mani da chi lo conosce bene…commenti del tipo “se non lo sai, evita di usarlo-abusarne”..
Per me curriculum e curricula sono ottimi, anzi secondo me trovare nei testi questa distinzione attira l’attenzione del lettore..in un certo senso lascia pensare che chi scrive non è poi uno sprovveduto ed un ha po’ di cultura..qualche anno fa tutti i miseri telegiornali nazionali si sono sbrodolati per un giorno intero quando un noto politico in parlamento ha parlato di curricula mostrando un livello culturale mai sperato..
Io sto con i “currucula”!
Ciao
Cristiano