Re: Termini stranieri: cambiamento maniacale di lingua + textit?

#23698
lorenzo.pantieri
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    Le parole straniere sono da evitare, per quanto possibile. […]

    Come giustamente osserva Lorenzo, le parole straniere non comunemente usate dal lettore “medio” del testo andrebbero in corsivo, almeno alla prima apparizione dove ne viene spiegato il significato. L’esempio di “skyscraper” non è proprio calzante, visto che il calco “grattacielo” è ampiamente diffuso in italiano; inoltre la corretta sillabazione in inglese è sky-scrap-er.

    […]

    A questo punto sorge il problema delle regole di cesura da scegliere per la parola straniera accettata. Mi sentirei di fare questa proposta: la parola straniera non si spezza per niente, se possibile. Se proprio diventa impossibile l’impaginazione con la parola intera, si decide caso per caso.

    È ovvio che in una grammatica inglese le parole in quella lingua devono essere spezzate secondo le regole dell’inglese. Probabilmente lo stesso vale per un testo di carattere filosofico che contenga le solite “Weltanschauung” e simili. Per parole più comuni e diffuse in italiano, propenderei per una cesura con le regole dell’italiano.

    Riprendo questo filone perché vorrei provare a farne una sintesi.

    1. Le parole straniere andrebbero usate il meno possibile.

    2. Se si scrivono intere frasi in lingua straniera (come in un abstract bilingue, o in una citazione), vanno adottate le regole di cesura di quella lingua.

    3a. Se si citano singole parole all’interno di un documento, la cosa migliore sarebbe non spezzarle per niente (basta metterle dentro \hyphenation o \mbox, naturalmente).

    3b. Se in questo modo l’impaginazione diventa problematica, si decide a seconda del tipo di documento.

    Ecco, vorrei, se possibile, sviluppare un po’ quest’ultimo punto. Per esempio, in un documento italiano “Knuth” viene sillabato come “Knu-th” (!), “Heaviside” come “Hea-vi-si-de”, mentre “Weltanschauung” come “Welt-an-shauung” In inglese, la sillabazione è invece “Knuth” e “Heav-i-side”. In tedesco, si ha “Welt-an-shau-ung”. Adotterei questa soluzione (in un documento italiano).
    `\hyphenation{Knuth Heavi-side}`
    In altre parole, se impedendo che una parola sia spezzata l’impaginazione diventa difficile, si adottano come punti di cesura solo quelli comuni tra le due lingue, se ve ne sono. (Nel caso in questione, non occorre dare \hypehation{Welt-an-shauung}, perché la sillabazione italiana è più restrittiva di quella tedesca.) Si tratta di una soluzione forse troppo macchinosa, però in questo modo si è sicuri che la sillabazione è comunque “giusta”.

    Vorrei sapere che cosa ne pensate. In particolare, sono alla ricerca di esempi “calzanti” e “didattici”, di parole straniere che si possono trovare citate a proposito in documenti italiani, ma con sillabazione diversa nelle due lingue.

    Grazie mille,
    L.

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