Ciao Enrico. Ho dato un’occhiata al tuo codice…
Noterai qualche differenza; per prima cosa la definizione dei comandi validi solo in quella tabella può stare dentro l’ambiente sidewaystable risparmiandoti una coppia di graffe di cui ci si può dimenticare.
Hai perfettamente ragione. E potevo arrivarci anche da sola…
Ho ridefinito in quel modo con simboli diversi: usare due o tre asterischi mi sembra un po’ eccessivo, secondo me sono meglio tre simboli diversi.
In effetti, il risultato è sicuramente più gradevole.
Inoltre li ho definiti in modo che non occupino spazio orizzontale (con \rlap) che risparmia il raddoppio delle colonne: basta appoggiare il simbolino al numero corrispondente.
Grandioso! Questa non la sapevo! 😀
Il preambolo di tabella diventa nettamente più semplice e meglio controllabile dando il comando di ripetizione *{5}{…}.
Ci avevo provato anch’io, ma ottenevo un errore… avrò pasticciato con tutti quei simboli all’interno del preambolo.
Ho anche aumentato la spaziatura tra le colonne per riempire meglio la pagina, dando più respiro alla tabella; puoi diminuirlo, ma facendo attenzione che la riga lunga della nota non sia più lunga della larghezza naturale della tabella, altrimenti perdi l’allineamento dell’ultima colonna.
La spaziatura l’hai ottenuta con questo comando? 🙄
`
\addtolength{\tabcolsep}{1em}
`
E’ l’unico che non mi è del tutto chiaro…
La formula “n=115” nella nota va tra dollari e così quei “p<…".
Questa è stata una piccola dimenticanza… 😀
Per ultimo, direi che \multirow non ci sta.
Non mi ero accorta che fosse superfluo… meglio così!
Con le spaziature negative riesco a tenere più unite le righe delle note.
Anche questa è una cosa che non sapevo e davvero molto gradita! Mi ero dimenticata di chiedere espressamente come si facesse a ridurre la spaziatura fra le righe della nota. 😉
Sicura di quel “Cleam”?
Naturalmente hai ragione anche sull’acronimo. Lo scriverò in maiuscolo e ne indicherò il significato in nota.
Per ora è tutto.
Buonanotte e grazie ancora.
Ciao.
r.