http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Cirillico.pdf
Attenzione, però: si tratta, per ora, solo di una bozza. La pubblico solo per facilitare il processo di correzione.
In particolare vanno chiariti i seguenti dubbi, aggravati dal fatto che, a differenza del greco, il cirillico non lo conosco proprio! 😳
1. I font wncyr sono preinstallati in una MiKTeX di base? Oppure occorre una MiKTeX completa?
2. I font wncyr sono parte della distribuzione CM-Super?
Non so dirti su MiKTeX; i wncyr sono fra quelli forniti dalla BlueSky:
`/usr/local/texlive/2008/texmf-dist/fonts/type1/bluesky/ams/wncyr10.pfb`
scrive pdftex dopo la compilazione.
3. Come mai
`\textcyr{Horoxo}`
e
`\textcyr{horosho}`
danno lo stesso output? In particolare, due mie studentesse (bielo)russe mi hanno detto che \textcyr{horosho} non significa “prego”…
Certo che non significa “prego”, ma nemmeno “buono”, bensì “bene” (è avverbio). Naturalmente i due input non danno lo stesso risultato, perché nel primo l’iniziale è maiuscola. 🙂 La combinazione di caratteri “sh” si lega nel carattere che sta nello slot della “x”. Ciò non significa che sia conveniente dire all’utente che la “sha” si può scrivere con la x; anzi direi proprio che nella tabella di pagina 3 sia meglio togliere le corrispondenze accidentali (c, q, w, x).
4. Qual è il modo migliore per scrivere in italiano (non in cirillico, quindi) “Chebyshev” e “Solzhenitzin”. Sono nomi spesso storpiati, come è stato autorevolmente sottolineato: non vorrei anch’io dare il mio contributo in quella direzione… 😉
Ci sono due scuole di pensiero: una propende per la “traslitterazione scientifica” in cui i due nomi si scriverebbero “\v{C}eby\v{s}\”ev” e “Sol\v{z}enicyn” (sebbene la pronuncia dell’ultima vocale sia “i” per motivi fonologici, la grafia richiede la “y”). La seconda linea di pensiero propende per la traslitterazione “americana” nella quale i due nomi si scrivono “Chebyshev” (senza le dieresi sull’ultima vocale) e “Solzhenitsyn”. Si usi coerentemente l’una o l’altra; la traslitterazione “americana” ha il vantaggio di non usare accenti e diacritici. Si evitino di sicuro le schifezze come Breznev, Gorbacioff e Cruscioff che si trovano ancora: si scriva Bre\v{z}nev, Gorbac\”ev, Khru\v{s}\v{c}\”ev oppure Brezhnev, Gorbacev, Khrushchev.
Può essere utile una codifica come UTF8 dove i caratteri per usare la traslitterazione scientifica possono essere immessi da tastiera.
Non va però trascurato il fatto che certi cognomi sono stati “decirillizzati” in maniere e in epoche diverse: sarebbe ridicolo scrivere “Anna Kulishev”, per esempio, in un testo in italiano.
5. Tabella 2: l’ho presa da una tabella che mi ha inviato “egreg9”. Enrico mi ha anche inviato una seconda tabella, con altri segni, tutti coincidenti con la prima, ma con in più tre caratteri (li ho messi nell’ultima riga della tabella 2). Si tratta di segni in qualche modo “speciali”? O posso metterli tranquillamente con gli altri, e non in una riga a parte?
Se è così, in quale riga della tabella mettereste quei tre glifi? Nella seconda o nella quarta?
Mi accorgo che nella tabella di pagina 3 c’è una discrepanza fra il terzo e il quarto gruppo; l’unica differenza fra le legature “maiuscolo+
Dividerei invece prima delle lettere che richiedono un accento esplicito.
Ci sono poi i due caratteri che si ottengono con \# e +, cioè yat in maiuscolo e minuscolo. Si tratta di uno dei caratteri aboliti dalla riforma ortografica del 1918: oltre alla yat c’erano la “I”, la “fita” e la “izhitsa”; queste tre lettere si trovano ancora nelle codifiche della categoria T2, perché servono in alcune lingue che usano l’alfabeto cirillico. Chi adopera la yat lo fa per fini “politici”: è un po’ il simbolo del rifiuto della riforma ortografica.
La “I” si ottiene con la legatura “I1” (e corrispondente minuscola), mentre la “fita” e la “izhitsa” non hanno un modo di input diretto se non con \char’025 e \char’035 (fita maiuscola e minuscola) o \char’024 e \char’034 (izhitsa maiuscola e minuscola). Non so perché non siano state previste legature per ottenere questi caratteri.
Prima del 1918 il nome “Fedor” era scritto con la fita, che indicava un suono corrispondente alla Theta greca, poi diventato uguale alla “f”. Analogamente la “izhitsa” corrispondeva come suono alla “ypsilon” greca, poi diventato indistinguibile dalla “i”.
Ultima osservazione: occorre precisare che i font WNCyr sono adatti solo per l’accostamento ai Computer Modern.
Ciao
Enrico