Re: “L’arte di scrivere con LaTeX”

#23093
lorenzo.pantieri
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    Ciao a tutti,
    di seguito riporto le modifiche relative all’edizione di gennaio 2009.

    1. A pagina 101, nel paragrafo sulle didascalie laterali con sidecap, ho aggiunto la seguente precisazione:

    (Esistono anche gli ambienti SCfigure* e SCtable*, la cui sintassi è la stessa di SCfigure e SCtable, che permettono di avere rispettivamente una figura o una tabella mobile — con didascalia laterale — estesa su tutta la pagina in un documento a più colonne.)

    2. A pagina 145:

    Una volta opportunamente posizionato plain_ita.bst — la posizione dipende dalla distribuzione di LaTeX che si usa, ma in genere è sufficiente collocare il file nella cartella bibtex/bst dell’albero personale (vedi il paragrafo 4.4.4 nella pagina 25), eventualmente creando tale cartella, se non ci fosse già — basta specificare
    `\bibliographystyle{plain_ita}`

    La precisazione “eventualmente creando tale cartella, se non ci fosse già” mancava, nella versione precedente.

    3. A pagina 146, ho aggiunto:

    Il pacchetto natbib permette anche di avere citazioni in formato numerico. A tal fine, è sufficiente indicare l’opzione numbers. In questo caso, per avere citazioni numeriche multiple ordinate e compresse, come ad esempio [2–4, 8] al posto di [4, 2, 8, 3], basta selezionare l’opzione sort&compress.
    `\usepackage[square,numbers,sort&compress]{natbib}`
    Se si usano riferimenti autore-anno, l’opzione sort&compress è identica a sort.

    4. A pagina 151:

    Una volta opportunamente posizionato classic.ist — la posizione, al solito, dipende dalla distribuzione di LaTeX che si usa, ma in genere è sufficiente collocare il file nella cartella makeindex dell’albero personale (vedi il paragrafo 4.4.4 nella pagina 25), eventualmente creando tale cartella, se non ci fosse già — le istruzioni per la compilazione dell’indice analitico sono le seguenti […].

    Anche qui, la precisazione “eventualmente creando tale cartella, se non ci fosse già” mancava, nella versione precedente.

    5. A pagina 170, nell’appendice sulle norme tipografiche dell’italiano, ho aggiunto un paragrafo sull’uso delle maiuscole.

    L’iniziale maiuscola, oltre che all’inizio del periodo, si usa solo per i nomi propri. Questo è l’uso italiano, che contrasta con la consuetudine di altre lingue. A parte il tedesco, dove tutti i sostantivi sono scritti con l’iniziale maiuscola, in inglese c’è l’abitudine di usare l’iniziale maiuscola, per esempio, nei nomi dei mesi e delle stagioni, nei nomi di alcuni settori disciplinari (ad esempio “Electrical and Electronic Engineering”, “Information and Communication Technology”, …), negli aggettivi che indicano la nazionalità e nelle parole “principali” — ovvero diverse da articoli, congiunzioni e preposizioni, che (ad eccezione della prima parola) rimangono in minuscolo — che compongono i titoli di un libro (in italiano scriviamo “I promessi sposi”, ma in inglese troviamo “The Betrothed” con due maiuscole iniziali). Allo stesso modo, non si usa la maiuscola nell’abbreviazione di figura, tabella, eccetera, come avviene invece regolarmente in inglese; non solo, ma in italiano si fa riferimento ad una figura, una tabella, o simili, mediante la preposizione articolata, e quindi si scriverà correttamente “Come si vede nella figura 14”, e non “Come si vede in Fig. 14”.

    6. Nelle pagine 170-171, nel paragrafo sulle parole straniere, ho aggiunto i seguenti due capoversi:

    Riempire i propri scritti con parole straniere non è solo cacofonico, è anche provinciale. Non bisogna quindi usare le parole straniere quando c’è una valida alternativa in italiano. Così si può benissimo scrivere “scadenza” invece di deadline, “diagramma” invece di chart, “competenze” al posto di know-how, e così via. Bisogna tuttavia evitare di cadere nel ridicolo per troppo purismo, come a volte fanno i fancesi con i loro logiciel, ordinateur e page d’accueil. Si può scrivere tranquillamente “software”, “browser ”, “editor ”, “file”; valide alternative non ce ne sono.

    È ovvio che la sillabazione delle altre lingue è diversa da quella dell’italiano, ed è altrettanto ovvio che scrivendo in lingue diverse dall’italiano è possibile che alcune cesure risultino errate. Nel caso di singole parole straniere inserite in una frase italiana è ammessa la divisione in fin di riga seguendo le regole applicabili per l’italiano. Qualora invece sia riprodotto un intero brano in una lingua straniera, occorre attenersi alle regola della lingua in questione (vedi il paragrafo 5.1.1 nella pagina 35).

    Riguardo a quest’ultima osservazione (“nel caso di singole parole straniere inserite in una frase italiana è ammessa la divisione in fin di riga seguendo le regole applicabili per l’italiano”), l’ho riportata perché la fonte è autorevole (Serianni).

    Tuttavia, a mio modesto parere, sarebbe meglio non spezzare le parole straniere, o, se proprio necessario, spezzarle solo nel punti di cesura comuni alle due lingue. Per esempio, per “Heaviside” (che si spezza in italiano come “Hea-vi-si-de” e in inglese come “Heav-i-side”) penso che la suddivisione migliore, in un documento italiano, sia “Heavi-side”.

    Non ho riportato questa indicazione sulla guida innanzitutto perché non sono un’auctoritas, e non ho trovato traccia altrove di questa (mia) idea: come regola generale, preferisco che nella guida siano riportate indicazione il più possibile “accreditate”. In secondo luogo, si tratta forse di un eccesso di zelo (che però IMHO non stona, in una composizione “d’arte”), che richiede un intervento manuale dell’utente. Nella guida, ho fatto dunque prevalere le ragioni della semplicità (fermo restando che se in un mio lavoro vedessi una cosa come “Heavisi-de”, correrei subito ai ripari con un perentorio “Heavi\-side”).

    Fatemi sapere sa avete altre idee o proposte al riguardo.

    Di seguito trovate una recensione del lavoro, scritta da Michele Bologna (che ringrazio).
    http://mb.netsons.org/2008/12/come-scrivere-la-tesi-di-laurea-con-latex/

    Prossimo al traguardo della laurea specialistica, ho scritto la mia seconda tesi di laurea ancora con LaTeX. Nonostante io sia un fanboy della suite Office di Microsoft, ho deciso di rimanere fedele al LaTeX: perché?

    • perché l’inserimento delle figure non crea grossi grattacapi come con Word;

    • perché la resa tipografica è di gran lunga migliore;

    • perché è sicuramente molto più adatto per scrivere un libro (quale una tesi di una laurea) rispetto a Word, grazie alla filosofia che permette all’autore di separare il contenuto dal documento dalla sua formattazione (capirete il perché leggendo una delle guide qui sotto).

    Fino ad oggi ho letto una decina di guide, tra le migliori posso ricordare Impara LaTeX! (… e mettilo da parte), Una (mica tanto) breve introduzione a LaTeX e Scrivere la tesi di laurea con LaTeX.

    Ultimamente ho trovato una guida che riassume e completa le tre precedenti: oserei chiamarla LA guida. È aggiornatissima, contienere molte nozioni (anche quelli di grammatica italiana che spesso servono) e le presenta in modo chiaro e semplice, utilizzando sempre degli esempi. Inoltre, ogni esempio è corredato dalla rispettiva versione “codice sorgente”. La guida è stata scritta da Lorenzo Pantieri, e si intitola L’arte di scrivere con LaTeX. Non dimenticate di fargli avere il vostro feedback (sul suo sito sono presenti i contatti).

    Ora, per i più impazienti, che cosa vi serve per scrivere la vostra tesi di laurea? Supponendo che usiate Windows (non importa se XP o Vista), vi servono essenzialmente due cose:

    • Un “compilatore” e tutto la relativa suite LaTeX: io consiglio MikTeX

    • Un editor di testi che si integri con LaTeX: io consiglio TeXnic Center

    Dopo aver installato MikTeX e TeXnic Center, il gioco è fatto: da questo momento in poi dovrete solo aprire TeXnic Center e cominciare a scrivere, utilizzando la sintassi del LaTeX (se non la conoscete dovete, appunto, leggere la guida).

    Se usate altri sistemi operativi (come Linux o MacOSX), nella guida di Pantieri trovate tutto il materiale per installare correttamente la suite LaTeX per il vostro sistema operativo.

    A tutti voi, i miei auguri di buone Feste.

    L.

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