Ai repository (non c’è una traduzione decente in italiano di questa parola?) di MikTeX vengono continuamente aggiunti nuovi pacchetti.
“Repository”: “deposito”, “magazzino”, “ripostiglio”. Non ci siamo proprio. Ci sono due strade: o usi una circonlocuzione (per esempio qualcosa come “la cartella di MiKTeX in cui vengono archiviati i pacchetti”) oppure lasci l’inglese.
Succede, sai? Chi usa Mac OS lancia le applicazioni dal “Dock”: il termine “banchina” sarebbe semplicemente ridicolo. Il fatto dipende (anche) dalla tendenza degli americani di usare per il software (ecco un altro termine sostanzialmente intraducibile) parole immaginifiche, che in italiano stonerebbero: per esempio, sempre su Mac si sono gli “spring-loaded folders” (letteralmente, “cartelle caricate a molla”), tradotti più sobriamente con “cartelle a impulso”; oppure gli “stickies” (“appiccicosi”), che diventano degli squallidi “promemoria”.
Ciao,
L.