Re: “L’arte di scrivere con LaTeX”

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mi permetto di dare anche io un piccolo suggerimento.

Chi è abituato a utilizzare Oo Writer o MS Word inserisce le virgolette e gli apici con ” e ‘ ed il software provvede a trasformarle in virgolette aperte o chiuse.

Con LaTeX ci si comporta in maniera un po’ diversa (più complicata?) e tu, nell’Arte (pag. 50) descrivi per filo e per segno il procedimento.

Come emergeva da questa discussione sul forum, però, soprattutto nella versione stampata è difficile riconoscere quali simboli utilizzi per ` piuttosto che per ‘ o ancora per “ ”.

Allora, visto che il tuo lavoro è in costante aggiornamento, ti consiglio di rendere il più chiaro possibile il paragrafo.

Ciao a tutti.

Come avevo ammesso subito “a caldo”, l’obiezione sollevata dal nostro amico -che ringrazio di cuore- coglie(va) nel segno. Il fatto è che i Bera Mono -ma anche i Palatino- hanno caratteri molto simili per rappresentare le virgoletta aperta e chiusa. Questo di regola non costituisce un problema, ma in una guida che spiega come inserire le virgolette lo è, senza dubbio.

Mi sono venute in mente diverse soluzioni, tutte con pro e contro.
[ul]
[li]Lasciare le cose così come stavano, magari aggiungendo una nota per mettere in guardia il lettore: in questo caso l’estetica di ClassicThesis è invariata, ma il passo non sarebbe risultato chiaro.
[li]All’estremo opposto, rinunciare ai Palatino e ai Bera Mono in favore dei Computer Modern, che hanno caratteri per le virgolette aperta e chiusa molto diversi, che si distinguono bene: in questo caso non ci sarebbe stato più alcun problema con le virgolette, ma l’estetica di ClassicThesis sarebbe andata a farsi friggere.
[/ul]
In mezzo a queste soluzioni manichee, ce ne sono altre.
[ul]
[li]Creare una famiglia di font virtuali formati dai Bera Mono (e dai Palatino), ma con le virgolette dei CM. Un chimerismo che però mi lascia davvero perplesso.
[li]Solo nei passi che spiegano l’uso delle virgolette, usare le virgolette dei CM, lasciando invariato il resto.
[/ul]

Alla fine, ho optato per quest’ultima possibilità perché mi sembra di gran lunga la migliore (un pessimista direbbe: è il male minore). Un purista potrebbe storcere il naso: di regola mescolare i font non si dovrebbe mai fare. Tuttavia la tipografia è più un’arte che una scienza: in una guida a LaTeX, la chiarezza ha la precedenza.

Visto che c’ero, ho anche riformulato i due paragrafi problematici. Potete giudicare il risultato nella nuova versione dell’Arte (pag. 19 e 49-50), che ho appena messo in linea.

http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

Che ne pensate?

A presto,
L.

Ciao
Indubbiamente, con le nuove modifiche che hai apportato la spiegazione è molto più chiara.
Se mi è permesso, ti riporto quello che avrei fatto io (ovviamente, il codice che ti cito andrebbe rimaneggiato per utilizzarela famiglia di font Computer Modern e non con i Palatino e i Bera Mono, usati nel resto del tuo documento):

`\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\begin{document}
[\ldots\negthinspace] In \LaTeX, tutti e tre i tipi di virgolette possono essere inseriti direttamente nel sorgente, purché si carichi il pacchetto \texttt{inputenc} (con la codifica appropriata).

Si nota esplicitamente che, indipendentemente dalla lingua specificata dall'opzione passata al pacchetto \texttt{babel}, il tasto \textsc{Maiusc + 2} nella tastiera italiana \emph{non} funge da \emph{fac totum} per inserire le virgolette alte, aperte o chiuse — come, invece, accaderebbe su una macchina per scrivere —, ma si devono usare gli appositi simboli \texttt{“ ''}: il primo si ottiene scrivendo due \texttt{`} (il paragrafo 4.1.2 a pagina 18 spiega come inserirli con la tastiera italiana), il secondo scrivendo due \texttt{'} (il normale apostrofo nella nostra tastiera). Questo stesso discorso vale qualora si volessero inserire gli apici, ovviamente inserendo solo una volta il simbolo per l'apertura, una per la chiusura.

Passiamo ora l'opzione \texttt{italian} al pacchetto \texttt{babel}:
\begin{itemize}
\item le virgolette alte \emph{aperte} possono anche essere inserite con \verb!””!
(ovvero, 2 volte le normali virgolette nella tastiera italiana, \textsc{Maiusc + 2}),
mentre per quelle chiuse continua a valere la regola descritta poc'anzi;
\item per ottenere i caporali aperti e chiusi si può scrivere \verb!”<! e \verb!">!, rispettivamente.
\end{itemize}

\end{document}`

A questo, si potrebbe eventualmente aggiungere il comportamento di TeXnicCenter, che premendo Maiusc + 2 inserisce la prima volta “`, la seconda “‘, assecondando quello che l’utente word/writer è abituato a fare, ma questo è un altro discorso che farebbe la faccenda più grande di quello che è.

Spero di non averti infastidito con la mia rielaborazione del tuo paragrafo, è solo che nel mio post originale ti suggerivo solo di rendere più chiaro il paragrafo, ora che tu hai preso le tue decisioni (in fondo, è tua la guida!) mi permetto di sottoporti la mia idea! Fammi sapere che ne pensi…

Complimenti ancora per il tuo ottimo lavoro,
a presto
GG

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