Re: “L’arte di scrivere con LaTeX”

#23117
lorenzo.pantieri
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    Carissimi,

    recentemente alcuni di voi (a proposito: ringrazio Antonio, Francesco, Marco, Matteo e Tommaso per i preziosi suggerimenti) mi hanno fatto notare che le parti della guida riguardanti l’installazione di LaTeX (capitolo 3) e la gestione dei pacchetti (paragrafo 4.4.4) potevano essere spiegate meglio. I punti su cui riflettere erano (e sono) numerosi e importanti, per cui ho preferito prendermi qualche giorno di riflessione.

    L’esito di questo lavoro potete leggerlo in questa nuova versione dell’Arte, a pag. 11-17 e 29-31: non si tratta di scelte “definitive” (nessuna guida a LaTeX potrà mai dirsi “conclusa”), ma solo di una nuova tappa, dalla quale ripartire sulla spinta delle vostre nuove osservazioni e dei vostri nuovi commenti, che spero non mancheranno.

    Di seguito vi riporto le mie considerazioni, punto per punto.

    1 Strutturare per distribuzione o per OS?

    Rispetto a quando il capitolo sull’installazione di LaTeX è stato scritta, ora la distribuzione TeX Live è disponibile anche per Windows. Questo, naturalmente, impone un aggiornamento della guida.

    Mi è stata suggerita la possibilità di ristrutturare il capitolo sull’installazione di LaTeX sulla base della distribuzione usata e non del sistema operativo:

    • MiKTeX (per Windows);

    • TeX Live (multipiattaforma).

    Nonostante una classificazione di questo tipo sia possibile, ho preferito mantenere quella di prima, per OS (e non per distribuzione):

    • Windows (con la possibilità di scegliere fra MiKTeX e TeX Live);

    • Mac (su cui c’è MacTeX, che è una TeX Live per Mac);

    • Linux (con TeX Live).

    Il fatto è che così mi sembra più comodo. Mettiamoci nei panni di un lettore principiante, diciamo un utente Mac: giunto al capitolo 3, l’utente legge il paragrafo introduttivo, salta a piè pari il paragrafo “Installazione per Windows” (che non lo riguarda), legge il paragrafo “Installazione per Mac” (dove apprende che la “sua” distribuzione è la MacTeX e che l’editor consigliato è TeXShop), salta il paragrafo “Installazione per Linux” (che non lo riguarda) e prosegue nella lettura. Lo trovo decisamente pratico.

    Se il capitolo fosse strutturato per distribuzione, l’utente Mac non avrebbe un paragrafo “tutto per sé”, che spieghi quale distribuzione e quali editor vanno bene per la sua piattaforma: dovrebbe invece andare nel paragrafo sulla TeX Live e cercare (fra quelli per le altre piattaforme) il sottoparagrafo che lo riguarda; poi dovrebbe andare nel paragrafo sugli editor e cercare (fra quelli per gli altri OS) il sottoparagrafo giusto. In questo modo, le informazioni sarebbero sparpagliate in diversi paragrafi, e il risultato sarebbe (un po’) meno comodo. Questo vale ovviamente anche per gli utenti degli altri OS. Ecco spiegato il perché della scelta.

    2 Il “dualismo” motore-editor

    Questo era un punto da chiarire meglio, dal momento che molti principianti continuano a confondere il “motore” LaTeX con l’editor usato per scrivere il sorgente .tex. In realtà, più che di un “dualismo”, sarebbe forse più corretto parlare di una “tripartizione” – l’editor (ad esempio WinEdt), il “motore” (ad esempio pdfLaTeX) e il previewer (ad esempio Adobe Reader) – anche se è difficile che un principiante confonda LaTeX con Adobe Reader (mentre ricordo che in tempi non lontani un forumista confondeva WinEdt con pdfLaTeX). In ogni caso, il paragrafo 3.1 spiega la questione, nell’intento di evitare fraintendimenti.

    Come anticipato nel capitolo precedente, gli elementi essenziali per scrivere un documento con LaTeX sono:
    • un editor di testo con cui creare il file sorgente .tex contenente il testo da comporre;
    • LaTeX, che elabora il file .tex creato con l’editor e produce il documento tipocomposto (in formato .pdf o .dvi)
    • un programma per visualizzare il documento (.pdf o .dvi) elaborato da LaTeX.

    E in nota, a rafforzare il concetto:

    Non bisogna confondere LaTeX, che è un “motore” di tipocomposizione, con l’editor usato per scrivere il sorgente .tex.

    3 L’importanza di usare un editor specifico per LaTeX

    È bene sottolineare che nonostante, in teoria, sia possibile usare qualsiasi editor di testo, per gestire al meglio i file sorgente è opportuno servirsi di un editor specifico per LaTeX. In questo modo, fra l’altro, basta premere un pulsante dell’editor per compilare con LaTeX e, se non ci sono errori, per attivare anche il programma per visualizzare il documento; ad ogni successiva compilazione, la finestra del programma impiegato per visualizzare il documento viene di regola aggiornata automaticamente, per cui si ha una compilazione “quasi sincrona”. Esistono numerosi editor specifici per LaTeX, fra cui è possibile scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

    4 Una “definizione” di distribuzione

    Più che una definizione, la seguente è una descrizione.

    Una distribuzione di LaTeX è una raccolta di file e programmi che contiene quanto serve per comporre un documento con LaTeX. Generalmente una distribuzione contiene, oltre al sistema LaTeX (e ai programmi principali ad esso connessi) uno o più editor e uno o più programmi per visualizzare i documenti elaborati da LaTeX. Le distribuzioni di LaTeX possono essere installate da DVD oppure da Internet.

    5 CTAN e i suoi mirror

    Si tratta di un concetto che andava spiegato. Ho cercato di essere il più semplice e sintetico possibile.

    Per installare una distribuzione di LaTeX da Internet, il sito di riferimento è il CTAN (Comprehensive TeX Archive Network, “archivio completo di TeX in Rete”, http://www.ctan.org/). In esso è possibile rintracciare tantissimo software e materiale che riguarda LaTeX, ad esempio pacchetti, programmi, stili, font.

    Nel mondo esistono molti siti che sono copie integrali (mirror, “specchio”) del CTAN. Il vantaggio di collegarsi ad un server CTAN più vicino invece che al sito “originale” (che può essere sovraffollato), è di poter disporre, solitamente, di una connessione più veloce. Gli indirizzi dei server CTAN disponibili in Rete sono indicati nella pagina Web http://www.ctan.org/tex-archive/CTAN.sites. In Italia esiste, ad esempio, il server (in realtà non molto veloce) dell’Università Tor Vergata di Roma (ftp.uniRoma2.it), cui si viene automaticamente indirizzati quando si scaricano da CTAN le distribuzioni MiKTeX o TeX Live; se si scarica una distribuzione di LaTeX da Internet, può essere opportuno cambiare il sito da cui scaricarla: si può scegliere, ad esempio, http://bo.mirror.garr.it/mirrors/CTAN, che è un server più veloce.

    Nel capitolo sulla gestione dei pacchetti, a pag. 30, ho aggiunto un paio di rimandi a questo paragrafo.

    6 La distribuzione TeX Live per Windows

    Questa distribuzione sarà anche eccellente, ma la sua procedura di installazione è, semplicemente, troppo difficile per un principiante. 👿 Una guida ha (anche) il compito di dare consigli: allo stato attuale, mi sento di consigliare la TeX Live per Windows solo ad utenti esperti, che si sentano a proprio agio leggendo documentazione in inglese e che, se serve, non disdegnino la linea di comando.

    Su Windows sono disponibili le distribuzioni MiKTeX e TeX Live: sono entrambe eccellenti, ma mentre MiKTeX è specifica per Windows e facile da installare e gestire, TeX Live è multipiattaforma e più adatta agli utenti esperti.

    La distribuzione MiKTeX è specifica per il sistema operativo Windows. La sua installazione, simile a quella di ogni altro programma per Windows, non presenta particolari difficoltà (bastano pochi clic del mouse). È possibile scaricare MiKTeX dal sito http://miktex.org/. Dalla pagina di download, si scarica il file setup.exe: questo programma va eseguito una prima volta per scaricare la distribuzione e una seconda volta per effettuare l’installazione vera e propria. È sufficiente seguire le semplici istruzioni a video. Sono disponibili due versioni di MiKTeX, “di base” (basic) e “completa” (complete), che differiscono unicamente per la disponibilità di pacchetti, che con MiKTeX si possono gestire in modo particolarmente semplice (vedi il paragrafo 4.4.4 a pagina 29). La versione completa è ovviamente la scelta consigliata.

    Dal 2008, la distribuzione TeX Live, nata in ambiente Unix/Linux, è disponibile anche per Windows. Nonostante si tratti di una distribuzione robusta e affidabile, le procedure di installazione e di manutenzione della TeX Live per Windows non sono semplici come quelle di MiKTeX, che è pensata appositamente per gli utenti di Windows: bisogna studiare la documentazione (in inglese, http://tug.org/tex/texlive/windows.html) e può essere necessario servirsi della linea di comando. Allo stato attuale, se ne consiglia l’uso solo agli utenti esperti.

    7 Il confronto fra gli editor

    Mi è stato suggerita la possibilità di confrontare fra loro i vari editor per LaTeX, evidenziandone pro e contro. La mia idea è che un confronto fra editor di piattaforma diverse non abbia molto senso: un utente Windows, verosimilmente, non sarà interessato a capire i vantaggi e gli svantaggi di (poniamo) Kile rispetto a WinEdt, dal momento che tanto Kile non lo può usare. Il confronto va fatto, al massimo, tra editor della stessa piattaforma. Sull’Arte qualcosa c’è. Per esempio:

    TeXnicCenter è abbastanza simile a WinEdt, rispetto al quale presenta un’interfaccia e delle funzioni più semplici.

    Poi, in definitiva, scegliere un editor o un altro è una questione di gusti. Ho aggiunto questi capoversi “di orientamento”, nei rispettivi paragrafi.

    Su Windows sono disponibili numerosi editor specifici per LaTeX. Fra i più diffusi vi sono TeXnicCenter, WinEdit e LEd, che sono tutti facili da installare e usare. Quale impiegare è, in definitiva, questione di gusti: si consiglia all’utente di provarli e di scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

    Su Mac sono disponibili diversi editor specifici per LaTeX: TeXShop è un classico, semplicissimo da installare e usare, mentre Aquamacs è riservato ai programmatori esperti.

    8 L’Arte deve essere “neutrale” o “di parte”?

    Con particolare riferimento ai due punti precedenti, qualcuno di voi sostiene che una guida di base come l’Arte non debba prendere posizione (fra le distribuzioni, gli editor, …) e debba limitarsi a presentare in modo neutrale le opzioni disponibili, lasciando al lettore la libertà di scelta. Altri sostengono invece che così si rischia di confondere il lettore, che rischia di perdersi fra le varie possibilità. Credo che ci sia del vero in entrambe le posizioni, e che sia opportuno decidere caso per caso. Ad esempio, ad un utente principiante di Windows consiglierei senza esitazioni MiKTeX rispetto a TeX Live (ho provato personalmente, constatando come quest’ultima sia decisamente ostica, almeno per ora), mentre non mi sentirei di dare consigli su quale editor usare fra WinEdt, TeXnicCenter e LEd: trovo che siano editor molto simili, quale scegliere è essenzialmente una questione di gusti. Fra gli editor, su Mac il discorso è diverso: fra TeXShop e Aquamacs, il secondo è riservato ai guru, bisogna che il lettore lo sappia. Eccetera.

    9 Scrivere un articolo a parte sull’installazione di LaTeX?

    No. L’obiettivo dell’Arte è (anche) quello di fare una sintesi di diversi materiali, presentandoli in un unico documento. Ciò naturalmente non vuol dire che sia inutile scrivere un articolo del genere. Tuttavia, per quanto mi riguarda, vorrei (se sarà necessario) ampliare il capitolo dell’Arte, possibilmente senza appesantire eccessivamente il documento.

    I seguenti punti richiedono il vostro aiuto.

    10 Aggiungere qualche screenshot

    Ora qualche screenshot c’è: quelli presenti li ho scaricati da Internet. Purtroppo, nella figura a pagina 14 l’unico che trovo accettabile è quello su TeXShop. Sarebbe più carino vedere come uno stesso documento di prova compare nei quattro diversi editor considerati. Andrebbero scelti caratteri molto grandi (ingranditi apposta), perché vorrei mantenere la stessa dimensione assoluta delle figure, ingrandendo solo i caratteri all’interno. Qui però dovete aiutarmi voi. Per esempio, potreste inviarmi una foto dello schermo usando questo documento di prova:
    `\documentclass[a4paper,11pt]{article}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[colorlinks=true,urlcolor=blue]{hyperref}

    \author{Lorenzo Pantieri}
    \title{L'arte di scrivere con \LaTeX}

    \begin{document}
    \maketitle

    \section{Introduzione}

    \LaTeX{} è un programma di composizione tipografica liberamente disponibile, particolarmente indicato per l’elaborazione di documenti
    scientifici. Vedi \url{http://www.guit.sssup.it/}.

    \end{document}`
    La data dovrebbe essere impostata nell’orologio di sistema a un valore comune, diciamo 1 maggio 2009. Andrebbe anche evidenziata (via editor) l’espressione “documenti scientifici”. Si devono vedere sia il sorgente sia il relativo documento composto. Servono immagini di Kile, WinEdt e TeXmaker. Si veda la figura 4b a pagina 14 per capire il risultato da ottenere.

    Anche le immagini a pag. 31 non mi entusiasmano: con il vostro aiuto, si può fare meglio. Servono screenshot con caratteri ingranditi (anche in questo caso vorrei mantenere la stessa dimensione assoluta delle figure) del MiKTeX Package Manager e della TeX Live Utility.

    11 Miglioramenti futuri

    Se non basta, potrei articolare ancora di più il capitolo sull’installazione di LaTeX, inserendo spiegazioni passo per passo (e non solo “raccontate”), eventualmente aggiungendo qualche altro screenshot (oltre a quelli ora presenti). Prima di farlo, però, vorrei sapere che cosa ne pensate.

    12 Gli alberi principale e locale

    Una menzione a questi alberi è di certo opportuna, ma, alla fine, ho deciso di non appesantire troppo le cose, limitandomi a un cenno (sto parlando della nota a pag. 21).

    Le distribuzioni MiKTeX e TeX Live prevedono altre due cartelle in cui trovare i file da usare: l’albero principale (ovvero la cartella in cui sono contenuti i file installati con la distribuzione usata, che sono disponibili per tutti gli utenti) e l’albero locale (ovvero la cartella che rende i file disponibili a tutti gli utenti senza dover modificare manualmente l’albero principale). Per i dettagli: http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.php.

    Mettiamoci nei panni di un principiante, che sta leggendo il capitolo intitolato “Le basi” di una guida introduttiva a LaTeX: il lettore ha appena imparato che con LaTeX più spazi equivalgono ad uno spazio, che i comandi iniziano con la barra rovescia, che un documento inizia con \documentclass. Bisogna che il paragrafo sui pacchetti si mantenga semplice: il rischio di bombardare il lettore con informazioni in fondo non necessarie mi ha fatto propendere per un cenno veloce. In questo modo, si ribadisce che:

    • è bene che l’utente installi una distribuzione MiKTeX completa o una TeX Live, che contengono numerosi pacchetti, sufficienti per gran parte delle esigenze di scrittura;

    • se è necessario aggiungere o aggiornare un pacchetto disponibile con la propria distribuzione, vanno usati gli appositi programmi di gestione del pacchetti (il MiKTeX Package Manager e tlmgr);

    • se è necessario installare un pacchetto non disponibile con la propria distribuzione, bisogna mettere manualmente il .sty nell’albero personale (e la guida spiega dove esso si trova).

    • si accenna che esistono anche gli alberi principale e locale (che non dovrebbero essere toccati dall’utente “medio”, ma solo dai power user; anzi, l’albero principale non andrebbe toccato mai).

    A proposito, il link suggerito nella nota a pag. 21 – http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.php – contiene informazioni non del tutto aggiornate. Qualcuno dello Staff potrebbe riscrivere quella pagina del nostro sito? Si tratta di sostituire il paragrafo sugli alberi con il testo seguente:

    Le distribuzioni TeX Live (che su Mac è nota come MacTeX) e MiKTeX prevedono tre cartelle in cui trovare i file da utilizzare:
    • Albero principale: è la cartella in cui sono contenuti i file installati con la distribuzione utilizzata, che sono disponibili per tutti gli utenti. Dal momento che l’albero principale è quello che viene gestito da eventuali aggiornamenti, è bene non modificarlo manualmente: in caso contrario, si rischia che le proprie aggiunte vengano cancellate.
    • Albero locale: è la cartella che rende i file disponibili a tutti gli utenti senza dover modificare manualmente l’albero principale.
    • Albero personale: è la cartella in cui il singolo utente può inserire i pacchetti che utilizza e che non sono inclusi nella distribuzione. La posizione degli alberi dipende dalla particolare distribuzione usata:
    • Su Windows, se si usa MiKTeX l’albero principale è la cartella C:\Programmi\MiKTeX 2.7\, l’albero locale è radicato in C:\Documents and Settings\All Users\Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\, mentre l’albero personale si trova in C:\Documents and Settings\ \Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\ o, equivalentemente, in C:\Documents and Settings\ \Impostazioni locali\Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\.
    • Su Mac, l’albero principale si trova in /usr/local/texlive/2007/texmf-dist/, l’albero locale è radicato in /usr/local/texlive/texmf-local/ e l’albero personale è $HOME/Library/texmf/.
    • Su Linux, la posizione degli alberi dipende dalla particolare distribuzione usata. La radice dell’albero personale in qualsiasi distribuzione può essere controllata con la variabile $TEXMFHOME: il suo valore può essere visualizzato dalla linea di comando con kpsexpand ’$TEXMFHOME’. Allo stesso modo si possono controllare le radici degli alberi principale e locale; le variabili rilevanti sono $TEXMFDIST e $TEXMFLOCAL, il cui valore viene visualizzato lanciando rispettivamente i comandi kpsexpand ’$TEXMFDIST’ e kpsexpand ’$TEXMFLOCAL’. Su una Debian, per esempio, l’albero principale è radicato in /usr/share/texmf-texlive/, l’albero locale in /usr/share/texmf/ e l’albero personale in ~/texmf/.

    Per installare un pacchetto è sufficiente:
    A. copiare il relativo file .sty nella sotto-cartella /tex/latex/ di uno dei tre alberi (eventualmente creando tale sotto-cartella, se non ci fosse già);
    B. per i primi due alberi è necessario aggiornare la base di dati dei pacchetti: a tal fine, se si usa la distribuzione MiKTeX ci si avvale dell’interfaccia grafica (come spiegato di seguito), mentre se si usa TeX Live si lancia dalla linea di comando sudo mktexlsr (è necessario disporre dei privilegi di amministratore). In alternativa, è sufficiente copiare i file necessari nella stessa cartella in cui si trova il file .tex.

    In alternativa, qualcuno sa suggerirmi un link più aggiornato?

    13 Qualche domanda sulla TeX Live per Windows

    a) Qual è la posizione dell’albero personale, se si usa la distribuzione TeX Live su Windows?

    b) Se si usa la distribuzione TeX Live per Windows, per attivare la sillabazione italiana che cosa bisogna fare?

    c) Che cosa bisogna fare, se si usa TeX Live su Windows, per disporre dei privilegi di amministratore? Si consideri infatti la seguente affermazione (a pag. 30):

    Per usare il programma TeX Live Manager dalla linea di comando bisogna disporre dei privilegi di amministratore; a tal fine è necessario premettere ad ogni istruzione il comando sudo (super user do) o, in alternativa, dare le istruzioni in qualità di utente root — quale alternativa seguire dipende dal sistema operativo usato.

    Questo va bene se si usa Linux (o Mac, che è di fatto un sistema Unix con un’interfaccia grafica proprietaria), ma escludo che per assumere i privilegi di amministratore su Windows si debba scrivere sudo (che è un comando Unix); anche il concetto di utente root credo sia esclusivo di Unix. Quindi la frase precedente come va riformulata?

    Mi rendo conto che i temi discussi sono davvero molti, e mi scuso della lunghezza di questo intervento. Aspetto i vostri commenti sui punti che ho elencato (ed eventualmente su altri che vorrete evidenziare).

    Ciao,
    L.

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