Re: “L’arte di scrivere con LaTeX”

#23170
lorenzo.pantieri
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    Francamente non sono d’accordo.

    In primis, diversi anni fa era possibile ancora individuare come geek gli utenti Linux, ma ormai ce n’è passata di acqua sotto i ponti e le prove di questo si trovano dappertutto: sotto il naso ho proprio questa discussione che dimostra esattamente quello che intendo: gli utenti Linux magari sono un pochino più intraprendenti e ambiziosi, ma non sono ormai più solo smanettoni (“mediamente” parlando), e come vedi da quella discussione, gioverebbe loro il tuo aiuto nell’Arte. Aggiungo che anch’io sono un “quasi-ignorante” di bash, ma riesco ad usare Linux anche per applicazioni piuttosto complesse e raffinate.

    In seconda istanza, non ritengo sia giusto abbandonare a se stessi gli utenti Linux (e quindi involontariamente punirli) solo perché ritenuti più intraprendenti e più “evoluti”, al contrario andrebbero premiati per questo! Anche gli utilizzatori di LaTeX sono decisamente più intraprendenti ed “evoluti” di quelli di Word o OpenOffice Writer, ma non per questo meritano di essere privati di una guida completa e utilissima come l’Arte (sebbene chiunque sia capace di raccattare in rete o anche solo su questo forum quasi tutte le informazioni lì contenute).

    Infine non mi sembra che si tratti di “appesantire troppo il discorso”, ma semplicemente di perseguire il fine ultimo della guida: avviare un principiante all’uso di LaTeX (e fra questi ci sono molti Linux users), per cui più che una digressione, un (seppur lungo) paragrafo su questo argomento è fondamentale, dal mio punto di vista, non opzionale.

    Quello che hai scritto mi ha fatto ricredere, e devo dire di trovarmi ora in larga misura d’accordo con te, Emanuele.

    Scrivendo l’Arte, avevo in mente la classificazione per tipologie di utenti che ti dicevo: “utente Linux” = “utente esperto”, “utente Windows” = “utente mediamente meno esperto”. Ero consapevole che questa classificazione era (è) tagliata con l’accetta, ma se non altro mi è servita come ipotesi di lavoro. D’altra parte, se è vero che negli ultimi tempi su Linux si sono affermate interfacce grafiche che lo rendono facile da usare (quasi?) quanto un PC con Windows, la mia sensazione è che una differenza fra le abilità richieste a chi usa Linux e chi usa Windows, per quanto assottigliatasi, ci sia ancora.

    Ma non è questo il punto. LaTeX è, per fortuna!, multipiattaforma, quindi una guida che si rispetti deve spiegare come funziona LaTeX sulle diverse piattaforme, senza fare discriminazioni (che, oltre ad essere odiose, non avrebbero alcun senso).

    L’unica riserva che ho su quanto hai scritto è la necessità di inserire un paragrafo sull’installazione di LaTeX anche se molto lungo. Dici che l’Arte è una guida “completa”, ma così non è. Come ha scritto Enrico nella sua prefazione, nessuna guida a LaTeX protrà mai essere completa. Ci sono argomenti che, per esigenze di spazio, non hanno trovato posto nella guida. Ciò non significa che quegli argomenti non siano importanti: il fatto è che a volte inserire un’indicazione e un link è la soluzione più efficace. Se dico che per creare oggetti mobili personalizzati è utile il pacchetto float e do un link alla documentazione di quel pacchetto, non sto sminuendo l’importanza dell’argomento: solo, faccio una scelta a vantaggio di concisione e sintesi (caratteristiche che, come dicevo qualche pagina fa, desidero tenere ben ferme, negli aggiornamenti della guida).

    Torniamo all’installazione di TeX LIve 2008 su una distribuzione Debian-like. Ho riformulato quel paragrafo (pag. 16) dell’Arte, appena aggiornata, tenendo conto delle indicazioni fin qui emerse.

    L’installazione di un sistema LaTeX su Linux non presenta, di regola, difficoltà eccessive.

    al posto di

    L’installazione di un sistema LaTeX su Linux non presenta difficoltà eccessive.

    E poi:

    Su Linux, la distribuzione TeX Live (http://www.tug.org/texlive/) può essere installata dalla linea di comando (scelta comune fra gli utenti di questa piattaforma) oppure avvalendosi di interfacce grafiche, come per esempio KDE. Generalmente non c’è altro da fare, salvo, se si installa una versione di TeX Live precedente alla 2008, eseguire il programma texconfig per configurare il sistema per l’uso della lingua italiana (vedi il paragrafo 5.1.1 a pagina 39). Neppure la gestione dei pacchetti presenta troppe difficoltà (vedi il paragrafo 4.4.4 a pagina 29). Se si usa una distribuzione di Linux basata su Debian (fra cui Ubuntu e le sue varianti), l’installazione di TeX Live presenta qualche problema in più; nell’attesa che la prossima TEX Live 2009 renda più semplice l’installazione nei sistemi Debian, è possibile seguire la procedura descritta nella pagina Web http://weblog.elzevir.fr/2008/11/tex-live-2008-a-la-vanille-sur-debian-like (in francese, ma abbastanza leggibile).

    Ora ci due link, e l’utente ha modo di documentarsi. Ma forse così non è ancora sufficiente.

    Altrove ho caldeggiato gli utenti di Linux di scrivere una piccola guida (qualche paragrafo!) all’installazione di una TeX Live 2008 su Debian (non sono utente di Linux, quindi questo non posso farlo io). Se la guida avrà dimensioni ragionevoli, sarò lieto di inserirla direttamente nell’Arte. Altrimenti, se il documento risulterà troppo lungo, sostituirò il link francese con il link alla (nuova) guida italiana.

    Ovviamente la guida è di Lorenzo e ci può scrivere ciò che vuole .

    Considerando (anche solo) i contributi emersi in questa discussione, quello che scrivi è vero solo in un certo senso. 😉

    A presto e grazie di tutto,
    L.

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