ti segnalo due piccole sviste:
– a pagina 55: “Il trattino breve si si […]”;
– a pagina 90, penultima riga: “alle righe spari […]”.
Corretto. Grazie per la segnalazione, Antonio.
Grazie per l’Arte di giugno.
A questo proposito, visto che i punti su cui sono intervenuto sono tanti, anche se sono un po’ in anticipo sui tempi riporto, di seguito, i cambiamenti relativi alla prossima versione di giugno 2009 (scaricabile fin d’ora).
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
1. A pagina 16, ho riformulato il paragrafo sull’installazione di TeX Live per Linux.
2. A pagina 69, ho riformulato il paragrafo sugli acronimi e i glossari, consigliando, fra l’altro, il pacchetto glossaries al posto di nomencl.
Talvolta è opportuno far precedere al testo del documento un glossario, ovvero un elenco degli acronimi, dei termini e delle notazioni usate. Ogni voce di un glossario è formata da un nome accompagnato da una descrizione (ed eventualmente da un simbolo associato).
Con LaTeX, la gestione degli acronimi può essere efficacemente relizzata con il pacchetto acronym, alla cui documentazione si rinvia il lettore; tra le altre cose, tale pacchetto genera automaticamente i riferimenti ipertestuali tra acronimi nel testo e la loro definizione all’interno dell’elenco degli acronimi.
Per gestire la terminologia e le notazioni adottate nel documento è utile il pacchetto glossaries, che genera gli elenchi automaticamente per mezzo del programma MakeIndex.
3. A pagina 72:
Il valore di \looseness è un parametro locale relativo al capoverso in cui compare, quindi l’effetto del comando non si propaga ai capoversi successivi (che vengono composti con parametro \looseness=0).
al posto di
Il valore di \looseness è un parametro locale relativo al capoverso in cui compare, quindi l’effetto del comando non si propaga.
4. A pagina 73 (anche attirato dall’idea monella di scrivere sulla guida l’espressione “figlio di p.”), ho riformulato il paragrafo sulle vedove e orfane:
In tipografia, si usa chiamare “orfana” una riga solitaria in fondo alla pagina (tipicamente, la prima riga di un capoverso) e “vedova” una riga solitaria in cima alla pagina seguente (tipicamente, l’ultima riga di un capoverso). Entrambi questi casi andrebbero evitati, ma le righe vedove sono particolarmente gravi, come testimonia la terminologia tedesca: una riga orfana si chiama Schusterjunge (“apprendista ciabattino”), mentre una riga vedova Hurenkind (“figlio di p.”). Bisogna fare in modo che ci siano almeno due righe di uno stesso capoverso sia in cima che in fondo a ogni pagina. LaTeX è già programmato per ottenere questo effetto, ma a volte può essere necessario un intervento “manuale” dell’utente.
5. A pagina 130, a proposito dell’ambiente proof fornito dal pacchetto amsthm, ho aggiunto la seguente nota.
Per sostituire la scritta “Dimostrazione” con un’altra, ad esempio “Soluzione”, è sufficiente scrivere \begin{proof}[Soluzione].
Ringrazio Marco Di Bello per il suggerimento.
6. A pagina 131, nel paragrafo sui diagrammi commutativi, al posto del pacchetto kuvio (obsoleto) vengono consigliati i pacchetti Xy-pic e PSTricks.
7. A pagina 157, nel paragrafo sulla personalizzazione dell’indice analitico,
`headings_flag 1
heading_prefix “\\goodbreak\\textsc{”
heading_suffix “}\\par\\nobreak\\vskip\\smallskipamount\\nobreak”
symhead_positive “Simboli”
symhead_negative “simboli”
numhead_positive “Numeri”
numhead_negative “numeri”`
al posto di
`headings_flag 1
heading_prefix “\n \\item \\textsc{”
heading_suffix “}”
symhead_positive “Simboli”
symhead_negative “simboli”
numhead_positive “Numeri”
numhead_negative “numeri”
`
Ringrazio il prof. Claudio Beccari avermi fatto notare la possibilità di migliorare il codice originario e il prof. Enrico Gregorio per aver fornito il nuovo codice.
8. A pagina 196 ho aggiunto un paragrafo sull’importanza di scrivere codici sorgenti leggibili. Ringrazio Francesco Beccari per il suo eccellente contributo.
9. Nella bibliografia ho aggiornato l’anno di edizione (2009) della guida del Prof. Beccari “Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX”.
10. Nel documento, “Xy-pic” al posto di “xypic”.
11. Un punto che piacerà a Tommaso. 😉 A pagina 176 ho aggiunto un paragrafo sulla “d” eufonica
Nella lingua italiana (parlata e scritta), la “d” eufonica è un fenomeno che implica l’aggiunta finale della lettera “d” ad alcune particelle, qualora l’incontro vocalico con parole che iniziano per vocale crei cacofonie o difficoltà di pronuncia. Nell’italiano moderno scritto, l’uso della “d” eufonica dovrebbe essere limitato alla congiunzione “e” e alla preposizione “a”, nei casi in cui precedano parole che iniziano rispettivamente per “e” e per “a” (ad esempio “ed ecco”, “ad andare”, “ad ascoltare”), e a forme consolidate come “ad esempio”.
Coerentemente, nel documento ho eliminato tutte le “d” eufoniche superflue.
12. Qualche altra finezza qua e là.
Di seguito riporto quanto scrive dell’Arte il prof. Beccari (che ringrazio) nella sua “Introduzione all’arte della composizione tipografica”:
In italiano è appena uscito il testo di Lorenzo Pantieri dal titolo simile a questa Guida: L’arte di scrivere con LaTeX. È un’ottima Guida, anche se è ancora in elaborazione; tipograficamente parlando è molto più bella di quest Guida; l’autore, infatti, s è servito del pacchetto di estensione ClassicThesis, che modifica le prestazioni delle classi della serie KOMA Script, di cui si è già parlato, producendo un layout assai elegante e composto con font scelti con cura; al di là del contenuto, interessantissimo e ben scritto, anche lo stile tipografico può costituire un buon modello a cui ispirarsi. Invece in questa Guida si sono usati la classe standard book e i pacchetti standard in modo da mostrare quello che LaTeX può fare da solo; come si è già detto, una delle poche e piccolissime modifiche apportate è stata quella di cambiare il modo di scrivere i numeri romani minuscoli per renderli sempre con il maiuscoletto. Nel testo di Pantieri, invece, è stato cambiato praticamente tutto; il risultato è eccellente, ma per i neofiti potrebbe risultare difficile sfruttare le possibilità di ClassicThesis per ottenere le stesse bellissime pagine.
Buona serata a tutti voi,
L.