Re: [OT] Lingua italiana: la “d” eufonica

#34116
lorenzo.pantieri
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    Non linguista, bensì feroce avversario della “d” eufonica, impostaci da grammatiche antiquate alle scuole elementari. Poi succede che, scrivendo, ci si faccia condizionare da quegli insegnamenti, avvenuti quando il cervello era in fase molto plastica, e si arrivi a obbrobri come un “od ad uno” che mi capitò di leggere.

    “Ad esso/i/a/e” mi pare orrido. “Ad opera” e “ad oggi” sono burocratici, “ad uso” è inqualificabile. 🙂 “Ad esempio” è stato bandito dalle mie espressioni con decreto di qualche anno fa.

    Purtroppo i toscani non sono capaci di pronunciare certi incontri di fonemi e hanno imposto al resto d’Italia la loro incapacità. 🙂 Eppure lingue come il tedesco ci dimostrano che incontri di vocali o consonanti “strani” non hanno alcuna difficoltà di pronuncia, basta un pizzico di allenamento. Dov’è la difficoltà di dire “un s-ciopo”? (Il trattino indica che non si deve usare il suono š, una trascrizione “fonetica” sarebbe “unsčopo”, in italiano “un fucile”). Eppure i toscani pronunciano “scervellato” con il suono “š”. 🙄

    Si potrebbe ampliare con le questioni sugli articoli davanti a parole “straniere”: “pneumatico”, per esempio. Io trovo che pronunciare “gli pneumatici” sia molto più complicato che “il pneumatico”. Ma se decidiamo che si dice “lo pneumatico”, quale legge suprema impone l’uso di “gli”? Se la questione è eufonica, si dica “lo pneumatico” e “i pneumatici”. Per finire, “i gnocchi” li mangio, “gli gnocchi” no. 😀 Influenze regionali? Forse. In veneto l’articolo è “el/i”, davanti a qualsiasi parola.

    Grazie mille per il delizioso intervento, Enrico. “Ad esempio” è bruttino, finora lo usavo per non ripetere sempre “per esempio”, ma ora vedrò di adeguarmi al decreto… 😉

    Quando il mio cervello era in una fase molto plastica, mi pare di ricordare di aver imparato che il plurale di “il” è “i” (“il cane, i cani”), mentre il plurale di “lo” è “gli” (“lo zoppo, gli zoppi”), ma può darsi benissimo che questa “regola” sia arbitraria o superata (o che io la ricordi male). Ciò non toglie che “i gnocchi” mi risultino piuttosto indigesti, scritti così…

    Grazie ancora,
    L.

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