Re: “L’arte di scrivere con LaTeX”

#23240
lorenzo.pantieri
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    Ciao a tutti, con un bel po’ di anticipo (causa immenente partenza per le vacanze) riporto le modifiche relative alla versione di agosto 2009.

    1. A pagina 15 spiego come abilitare il controllo ortografico per l’italiano con LEd:

    Per usufruire della funzione di controllo ortografico è necessario scaricare, dal menu Configuration -> Add-ons, il dizionario della lingua italiana; successivamente, dal menu Configuration -> Options -> Spellchecking -> Dictionaries, si abilita la funzione selezionando la voce Italian.

    2. A pagina 43 ho ritoccato (per l’ennesima volta…) il paragrafo sulla codifica dei font. In particolare:

    In effetti, l’impiego di tale codifica [la codifica T1 dei font]richiede l’uso di font con un formato opportuno (vettoriale) per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo quando si visualizza il documento in formato PDF (con programmi come Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare, se non sono installati i relativi font nel formato opportuno, può accadere che i font appaiano sgranati.

    al posto di

    In effetti, l’impiego di tale codifica richiede l’uso di font con un formato opportuno (vettoriale) per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni non aggiornate di programmi per visualizzare file PDF (come ad esempio Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare, se non sono installati i relativi font nel formato opportuno, può accadere che i font appaiano sgranati.

    3. A pagina 76, nel paragrafo sulle regole generali che è opportuno seguire nella composizione delle tabelle, ho aggiunto il seguente cenno di motivazione:

    Così vuole la tradizione tipografica, che contrasta con la cattiva abitudine, purtroppo oggi molto diffusa, di comporre le tabelle come se fossero parti di un foglio elettronico.

    4. A pagina 86 ho completamente rivisto il paragrafo sulle tabelle su più pagine, consigliando longtable al posto di xtab.

    L’ambiente longtable si comporta come il normale tabular, ma controlla le dimensioni in altezza della tabella a ogni riga: se queste dimensioni superano quelle dell’intera pagina, vengono inseriti automaticamente il contenuto del piede e il comando \end{tabular}, e la tabella viene fatta continuare su una nuova pagina inserendo il contenuto dell’intestazione. Il piede può essere usato per scrivere alla fine di ogni pagina in cui è presente la tabella l’indicazione “continua nella prossima pagina” (o “si conclude dalla pagina precedente”), mentre l’intestazione permette di scrivere l’indicazione “continua dalla pagina precedente”. Piedi e intestazioni sono facoltativi (se non li si specifica esplicitamente sono vuoti e non viene stampato nulla), ma è consigliabile che compaiano almeno le intestazioni (o i piedi) per aiutare il lettore a capire che la stessa tabella occupa più di una pagina.

    E in nota:

    Esistono altri due pacchetti simili a longtable: xtab e il suo sviluppo. Essi però presentano alcune limitazioni (per esempio, non sono del tutto compatibili con array e altri pacchetti), per cui se ne sconsiglia l’uso.

    5. A pagina 117 ho aggiunto un nuovo paragrafo sugli spazi in modo matematico. Ho anche ritoccato la tabella 28 a pagina 117.

    6. A pagina 133 ho rivisto il paragrafo sui diagrammi commutativi, scegliendo un esempio d’uso del pacchetto amscd più semplice: quello di prima, che avevo tratto dalla doc. ufficiale del pacchetto, era inutilmente complicato.

    7. A pagina 133 ho rivisto il paragrafo sulle unità di misura. Ho modificato tutti gli esempi del pacchetto siunitx e ho aggiunto la seguente osservazione:

    Tutti i precedenti comandi funzionano sia in modo testuale sia in modo matematico. Per inserire i gradi Celsius o sessagesimali è consigliabile caricare anche il pacchetto textcomp, che rende possibile la ricerca del simbolo ° nel documento finale.

    8. A pagina 192 (in fondo), ho aggiunto la seguente precisazione:

    (oltretutto, il comando \: non dovrebbe mai essere usato; vedi il paragrafo 7.2.10 a pagina 117).

    9. Qualche altra finezza qua e là.

    A presto,
    Lorenzo

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