Re: “L’arte di gestire una bibliografia con biblatex”

#36422
lorenzo.pantieri
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    […] è proprio questo il problema contro cui molti si scontrano: la scarsa documentazione sulla personalizzazione di LaTeX, in particolare pensata per utenti non programmatori, non avanzati.

    Divido (idealmente!), gli utenti di LaTeX in due categorie:
    1. gli utenti finali (per esempio, i laureandi che devono scrivere la tesi), compresi i principianti di LaTeX.
    2. i programmatori.
    Il mio pubblico sono gli appartenenti alla prima categoria, non alla seconda.

    Gli appartenenti alla prima categoria è bene che ci vadano pianino con le personalizzazioni, il rischio di combinare guai è alto: è la filosofia di LaTeX, no?

    D’altra parte, i programmatori che desiderano rivoltare LaTeX come un calzino devono leggersi la documentazione originale (in inglese). Se un programmatore vuole costruire un nuovo stile di biblatex, deve conoscere biblatex a menadito (codice sorgente compreso). Non è il mio caso, fra l’altro.

    Gli utenti finali usano gli stili, non li programmano. Guarda come spiego la bibliografia nell’Arte (rivolta agli utenti finali, ribadisco):
    1. Spiego come si usa BibTeX, con i suoi stili standard.
    2. Spiego che gli stili standard di BibTeX sono per bibliografie in inglese; indico due stili già pronti ottimizzati per l’italiano. Spiego come usarli.
    3. Faccio presente che esistono tantissimi stili già pronti, e indico un link di riferimento.
    4. Faccio presente che se nessuno degli stili disponibili va bene, c’è il modo di realizzarne uno su misura (accenno a makebst).

    Impossibile accompagnare per mano l’utente nel punto 3, le possibili esigenze sono praticamente infinite. Se l’utente vuole avventurarsi nel punto 4, ha bisogno di studiare parecchio (o di chiedere aiuto a un programmatore esperto; io l’ho fatto un sacco di volte). 😉

    Ciao,
    L:

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