Divido (idealmente!), gli utenti di LaTeX in due categorie:
1. gli utenti finali (per esempio, i laureandi che devono scrivere la tesi), compresi i principianti di LaTeX.
2. i programmatori.
Il mio pubblico sono gli appartenenti alla prima categoria, non alla seconda.Gli appartenenti alla prima categoria è bene che ci vadano pianino con le personalizzazioni, il rischio di combinare guai è alto: è la filosofia di LaTeX, no?
Quello che intendo dire io è che secondo me c’è un pubblico che sta a metà strada: quello che non si accontenta (per varie ragioni) delle impostazioni di default, in particolare di quelle proprie delle classi più tradizionali di LaTeX e vuole arrivare a fare qualche scelta personale approfittando soprattutto delle opzioni fornite da pacchetti aggiuntivi, ma difficilmente ha intenzione di programmare LaTeX e qundi non cerca quel tipo di istruzione per programmatori.
Fortunatamente a questa aspettativa vengono incontro i tanti pacchetti che si sono aggiunti nel tempo e che sempre più spesso sono molto ricchi di opzioni che favoriscono le scelte personali.
Quello che serve quindi è innanzitutto conoscere i pacchetti a disposizione: molto utile da questo punto di vista è The TeX Catalogue by Graham Williams soprattuto nella versione Topic Index by Jürgen Fen: http://www.tex.ac.uk/tex-archive/help/Catalogue/bytopic.html
Per es. voglio personalizzare l’Indice delle materie? Allora cerco per argomento e clicco su Table of Contents: arrivo alla pagina http://www.tex.ac.uk/tex-archive/help/Catalogue/bytopic.html#toc che mi elenca tra gli altri i packages tocloft e titletoc: questi mi aiutano a personalizzare l’indice: sono fatti apposta.
Quindi non è che devo saper programmare per utilizzare pacchetti aggiuntivi e sfruttare le loro opzioni. Devo solo conoscerli.
Un’altra risorsa molto utile è il Main Index del TeXnik web site http://www.texnik.de/cgi-bin/mainFAQ.cgi?file=index perché anche lì posso cercare per argomento
Altre cose si trovano in rete: per es. si scopre che basta inserire \makeatletter \renewcommand{\@dotsep}{10000} \makeatother per rimuovere i puntini dagli indici Basta copiare: non occorre programmare.
Per quanto riguarda biblatex invece questo non basta e il discorso va fatto a un altro livello: faccio osservare che i V. p. al posto di Citato a p. non va bene: al di là delle preferenze per l’uno o l’altro il V. p. è ambiguo: fa pensare che mi si segnalino pagine da consultare all’interno delle pubblicazioni citate, non che ci si riferisca a pagine del mio documento. Ciato a p. è sotto questo profilo molto più chiaro. Ma se ne siamo convinti allora dobbiamo sapere come fare la sostituzione, no? A me pare che basta spiegarlo: non ci vogliono abilità particolari. E secondo me è anche questo un modo per far crescere l’uso del LaTeX: cioè farne capire le potenzialità.
Per concludere: il problema che trovo io nelle pubblicazioni sul LaTeX è non spiegano mai tante cose che uno vorrebbe sapere e questo forse succede perché c’è una visione troppo rigida delle supposte categorie di utenti, divise solo in 2: gli inesperti (che devono accontenarsi delle a volte deludenti impostazioni di default) e gli avanzati. La realtà non è così rigida e bipolare, per cui mi pare che ci vorrebbero pubblicazioni a metà strada: non per programmatori, ma neppure che si limitano a dirti che per ottenere l’Indice metti \tableofcontents e via.
I nuovi pacchetti a disposizione pieni di opzioni mi pare tengano conto di questo. Si tratta di sfruttare la cosa rendendola più nota.
Con tutti ciò ti rinnovo i complimenti per le tue pubblicazioni: semplicemente penso che c’è motivo per andare oltre e costruire su quella esperienza. Di fatto lo fai già: per es. nel capitolo sulle Tabelle. Si può fare anche in altre sezioni. Ho imparato che nel LaTeX c’è molto di non reso abbastanza esplicito e noto, ma in realtà fattibilissimo, solo un po’ nascosto. A volte basta un suggerimento in più.
pierfranco