Re: “L’arte di gestire una bibliografia con biblatex”

#36439
lorenzo.pantieri
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    Carissimi, Tommaso Gordini “il linguista1972” mi ha scritto un prezioso messaggio di commento al lavoro. Dal momento che penso che le sue osservazioni, precise, puntuali e competenti, possano interessare anche altri frequentatori del forum, mi permetto di pubblicarle, assieme alle soluzioni che ho deciso di adottare.

    Ciao Lorenzo.
    In nome della precisione che ci contraddistingue, trovo il tempo solo ora per mandarti qualche osservazione sul tuo ultimo articolo.
    Il lavoro ha raggiunto la sua versione definitiva, hai scritto, ma mi sa che i tuoi venticinque lettori si meritano una tiratina d’orecchi, per non averti segnalato per tempo almeno i refusi che ancora contiene (non è una critica nei tuoi confronti: si sa che l’autore di un lavoro, a forza di rileggerlo, non vede più gli errori di battitura).
    Lo dico soltanto perché so che hai già mandato l’articolo alla redazione di ArsTeXnica.

    Dunque, dividerò le mie osservazioni in: (1) indicazione dei refusi; (2) aspetti che non riesco a capire; (3) osservazioni di forma.
    Attenzione: queste ultime rispondono al mio personalissimo gusto, ma siccome in passato hai accolto osservazioni simili da parte di altri frequentatori del forum, allora mi permetto di farle anch’io. Spero che almeno una di queste incontri il tuo favore.
    Mi riferirò alla versione datata 16 settembre 2009.

    1. Refusi

    a. p. 4, secondo item della description (OPZIONALE): finisce con un punto e virgola anziché con un punto fermo.

    b. p. 5, item MISC, terza riga: “Campo obbligatorio” va sostituito con “Campi obbligatori”.

    c. p. 9, secondo esempio di codice e prima riga dopo il terzo esempio di codice: “alpahbetic” va sostituito con “alphabetic”.

    d. p. 12, nota a piè di pagina: “compatibiltà” va sostituito con “compatibilità”.

    e. p. 27, ultimo item della list: finisce con un punto e virgola anziché con un punto fermo.

    Corretti tutti.

    2. Aspetti che non riesco a capire

    a. Nel titolo del tuo lavoro, scrivi il nome del pacchetto che andrai a descrivere come BIB maiuscolo) seguito dal logo di LaTeX, che immagino avrai scritto come \LaTeX. Ora, se non sbaglio, LaTeX scritto come lo scrivi tu nel titolo è il nome del programma, mentre biblatex è soltanto un pacchetto. Andando a vedere la documentazione di una ventina di pacchetti, il nome del pacchetto nel titolo della documentazione è invariabilmente scritto in minuscolo e senza grazie, e così anche in tutte le sue successive occorrenze. Si comporta così anche Lehman nella documentazione del pacchetto, e proprio a partire dal titolo. Siccome anche tu, nel corso dell’articolo, ti attieni a quest’usanza, mi chiedevo come mai nel titolo dell’articolo il nome del pacchetto è scritto in quel modo.

    È una nota dolente, questa. Il nome del pacchetto è un simbolo? Se lo è, va scritto sempre alla stesso modo (come bisogna fare con un simbolo matematico: per esempio, $a$ non è la stessa cosa di $\mathbf{a}$); se non lo è, sono ammesse grafie differenti. Con le classi standard il problema non si pone: si scrive
    `L'arte di gestire la bibliografia con \textsf{biblatex}`
    e “biblatex” è scritto in minuscolo sans serif, come si fa di regola con i nomi dei pacchetti. Nel mio caso, il problema è che il titolo dell’articolo, in Iwona, è in maiuscoletto spaziato, quindi non posso scrivere biblatex in minuscolo: starebbe male. Ecco l’origine della confusione.

    Tempo fa proposi la domanda (“i nomi dei pacchetti sono simboli o no?”) a Enrico, che non mi diede una risposta in un senso o nell’altro, ma si limitò a osservare che, se i nomi dei pacchetti sono simboli, vanno scritti sempre allo stesso modo, e che quindi bisogna scegliere un font adeguato che permetta di farlo.

    Per quanto mi riguarda, è un dubbio che ho ancora…

    3. Osservazioni di forma

    a. Dal momento che biblatex si presenta come una soluzione abbastanza completa per soddisfare esigenze scientifiche e umanistiche, allora riformulerei il titolo così: “L’arte di gestire la bibliografia con biblatex”.

    b. p. 2, prime due righe. Le riformulerei così: “[…] che offre all’utente una soluzione generale per la gestione e la personalizzazione della bibliografia in un documento composto con LaTeX”. L’uso di “una”, secondo me, fa porre al lettore attento domande del tipo: “quante bibliografie ci sono in un documento?”. Anche più di una, dirai tu. Bene. Ma poi io mi chiederei: “e quale di queste viene risolta da biblatex”?
    Scrivere “della bibliografia”, invece, disambigua l’espressione precedente: “la” bibliografia è una sezione del documento, che può essere a sua volta suddivisa in più bibliografie distinte.

    c. p. 2, paragrafo 1, secondo capoverso. Lo riformulerei così, per maggiori chiarezza e scorrevolezza e per evitare la ripetizione delle stesse parole che usi a partire dalla prima riga della pagina: “Il pacchetto biblatex, invece, offre all’utente una soluzione complessiva per gestire e personalizzare gli stili bibliografici e di citazione. Infatti, oltre a includere le funzioni di molti pacchetti, tramite comandi LaTeX permette di effettuare modifiche anche profonde di un particolare stile bibliografico.”

    d. p. 2, paragrafo 2.1, prima frase. La riformulerei così: “Il pacchetto biblatex è ancora in fase di sviluppo ma, pur non essendo ancora incluso nelle distribuzioni ufficiali, è comunque reperibile su CTAN”. Allo stesso modo riformulerei la prima frase del secondo capoverso dello stesso paragrafo: “Il pacchetto biblatex richiede il pacchetto etoolbox, anch’esso in fase di sviluppo, ma ugualmente scaricabile da CTAN”.

    e. p. 3, seconda parentesi del secondo capoverso. Per maggiore chiarezza, farei questa aggiunta: “che non hanno un analogo standard in BibTeX”.

    Ho corretto tutti questi punti, sulla base delle tue indicazioni.

    f. Casso le osservazioni di questo punto perché ne abbiamo già discusso abbastanza in pubblico.

    Ho lasciato questo punto com’era: “Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera” non mi pare una concordanza a senso. Ma questo è un punto su cui riflettere(mo) ancora.

    g. p. 4, subito dopo l’esempio di codice. Con “Al solito” tu intendi “come sempre” o “di regola”? (Stessa cosa a p. 13, a sette righe dalla fine.)

    Corretto in “come sempre”, in entrambi i casi.

    h. p. 5, item MISC. Al posto di “Tipo da usare” scriverei, per maggiore chiarezza, “Tipo di record da usare” oppure “Record da usare”. La specificazione sembra richiesta da “tipo”, in questo caso.

    Corretto in “record da usare”.

    i. p. 5, item REPORT. O metti tutti gli articoli indefiniti, o li togli tutti: “[…] da un’università, una scuola o un’altra istituzione”, oppure “[…] da università, scuole o altre istituzioni”.

    Corretto in “[…] da un’università, una scuola o un’altra istituzione”.

    l. p. 6, campi AUTHOR ed EDITOR. Specificherei meglio così: “Il nome e il cognome […]”.

    Corretto.

    m. p. 6, campo LABEL. Sceglierei una di queste due forme: “È un’etichetta da usare […]”,
    oppure “Etichetta da usare […]”.

    Corretto in “È un’etichetta da usare […]”.

    n. p. 7, campo MONTH. So che “intero” in matematica significa “numero intero”, ma gli umanisti, che rientrano tra quelli per cui hai scritto questo articolo, non sono tenuti a saperlo se non cercando in un dizionario. Secondo me “Dev’essere un numero intero” chiarisce la faccenda.

    Corretto sulla base delle tue indicazioni.

    o. p. 7, campo NOTE. Il verbo “aiutare” va saturato con due argomenti, per cui è davvero necessario indicare “a fare cosa” viene aiutato il lettore.

    Corretto in “Informazioni supplementari che possono aiutare il lettore a identificare meglio l’opera”. Che ne dici?

    p. p. 11, schema di citazione predefinito AUTHORYEAR, AUTHORYEAR-COMP, penultima riga. Per “analogo” non si può individuare nessun referente maschile singolare nel testo che precede. Io scriverei “analogamente”.

    Corretto.

    q. p. 11, nota a margine. “Quale” è riferito a due nomi, per cui io scriverei “Quali schema e stile usare”, oppure “Quale schema e quale stile usare”, o ancora “Schema e stile da usare dipendono”.

    Corretto in “Quale schema e quale stile usare […]”.

    r. p. 11, ultime due righe fino al primo punto fermo della pagina successiva. Non mi è molto chiaro, si potrebbe riformulare: “[…] i risultati di questo schema sono dubbi, dato che non è sintetico come lo schema numerico e al tempo stesso non riporta sufficienti informazioni nel caso in cui autore e anno di pubblicazione risultino essenziali per la comprensione della frase”. Di quale frase si tratti, poi, non riesco proprio a capirlo. Forse è una citazione?

    Corretto sulla base delle tue indicazioni. Ho cambiato “per la comprensione della frase” in “[…] per la comprensione della citazione”.

    s. p. 11, circa a metà dell’ultimo capoverso. “[…] ha di per sé un significato”: di che tipo? Importante, notevole, grande, altro? Allora scriverei: “[…] ha di per sé significato”, oppure “[…] ha di per sé notevole, grande, … significato”.

    Corretto in “[…] ha di per sé significato”.

    t. p. 12, nota a piè di pagina. Stessa cosa: “[…] permette di mantenere la compatibilità” oppure “[…] permette di mantenere una certa compatibilità” o ancora “[…] permette di mantenere una compatibilità quasi totale”.

    Corretto in “[…] permette di mantenere una compatibilità quasi totale […]”.

    u. p. 15, paragrafo 3.1. Scriverei, per maggiore chiarezza: “Si possono applicare a tutti i record bibliografici”, se no sembra che si debba farlo. (O almeno, sembra a me.)

    Fatto.

    v. p. 15, campo HYPHENATION: “[…] il valore dev’essere […]”. La mancata elisione suona un po’ antiquata; del resto qualche pagina prima tu scrivi “d’opera” e non “di opera”.

    Fatto.

    z. p. 23, capoverso dopo il codice. Va assolutamente corretto con: “[…] ciascuno dei quali ha la propria bibliografia”: il referente del possessivo è il soggetto della frase.

    Fatto.

    aa. p. 25, secondo capoverso. L’inciso è bruttino, si può spostare così: “Schematizzando, per generare le bibliografie locali con biblatex e includerle […]”, oppure “Schematizzando, per generare con biblatex le bibliografie locali e includerle […]”, o ancora “Schematizzando, per generare le bibliografie locali e includerle nel documento con biblatex […]”.

    Corretto in “Schematizzando, per generare le bibliografie locali con biblatex e includerle […]”.

    bb. Nell’articolo tu scrivi Web e Internet maiuscoli, come vanno scritti. Non so, però, se vadano maiuscoli come nomi e minuscoli come sostantivi, in questo modo: “Ho trovato quest’informazione nel Web/in Internet” e “Ho appena consultato un sito web/sito internet”. È un dubbio che mi è venuto strada facendo.

    Ho lasciato tutto in maiuscolo: a naso, penso che scrivere “Web” e “Internet” ora in maiuscolo ora in minuscolo potrebbe essere fonte di confusione, e far pensare a una svista più che all’applicazione di una regola. Ma non ne sono del tutto sicuro.

    cc. L’ultima cosa che ti segnalo riguarda il link che metti in bibliografia. Se clicco

    http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex/biblatex.pdf

    (quello che tu indichi), il CTAN risponde che il materiale non si trova in quella destinazione.
    Se invece clicco

    http://tug/ctan/org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex/doc/

    si apre la pagina con l’elenco dei file presenti nel pacchetto. Poi, se clicco nella stessa pagina biblatex.pdf, si apre il .pdf della documentazione, il cui URL, almeno sul mio PC, recita così:

    http://ftp.uniroma2.it/Tex/macros/latex/exptl/biblatex/doc/biblatex.pdf

    Forse bisognerebbe indicare quest’ultimo URL, se si vuole visualizzare direttamente la documentazione del pacchetto.

    Ho modificato il link in “http://tug/ctan/org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex/doc/”. Lascerei stare quello con uniroma2, se non altro perché quel server a volte è lento (anche se non dovrebbero esserci problemi con pochi mega di documentazione).

    Ho finito, se Dio vuole. Ti avevo promesso che ti avrei scritto. Tengo a precisarti che, a parte i refusi che vanno eliminati, il tuo lavoro va benissimo così com’è: non sto insegnando nulla a nessuno. Semplicemente, ho un gusto che mi sono fatto in anni di letture di libri e di compiti dei miei ragazzi. Che può benissimo rimanere un gusto che piace solo a me.

    Come vedi, ho accolto tutte le tue osservazioni, con l’unica eccezione di quel “Poi si riempie una serie di campi che definiscono l’opera”, ma solo perché trovo che l’alternativa che mi hai proposto (“Poi si riempiono i campi che definiscono l’opera”), pur migliore dal punto di vista dell’italiano, non sia altrettanto efficace dal punto di vista didattico ed espressivo. Ti viene in mente qualcosa di diverso?

    In conclusione, hai fatto un lavoro di revisione splendido, Tommaso. Io e i miei venticinque lettori te ne siamo davvero riconoscenti. 😀

    Non posso chiederti di fare un lavoro di revisione analogo con l’Arte: dico solo che, se trovassi il tempo e la voglia di farlo, sono pronto ad accogliere i tuoi suggerimenti.

    Grazie mille,
    Lorenzo

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