Mi sono espresso male, volevo dire che in quella tabella non mostri come farlo con i comandi di LaTeX. (In altre parti del testo però lo mostri.)
A volte può tornare utile saperlo e poi è per la completezza della guida.
Continuo a non capire, Francesco. Prima riga, seconda colonna della tabella:
`\’o`
con di fianco il risultato:
ó
Ovviamente, per inserire una “e” con accento grave, l’utente userà l’apposito carattere direttamente da tastiera.
La codifica ASCII rappresenta 128 simboli. Per “evitare di uscire dai 128 caratteri dell’ASCII” intendevo solo “evitare di usare altre codifiche”.
“Altre” rispetto all’ASCII, dici? E che altre codifiche potrebbe usare, un utente? Cioè, un utente che usa un editor per LaTeX, che scrive il suo documento (diciamo pure con la codifica latin1 o utf8), che caratteri devi evitare? Ovvero, potresti farmi esempi di caratteri che non fanno parte dei 128 ammessi, e di come l’utente potrebbe trovarsi (magari inavvertitamente) ad inserirli nel suo documento (mandandone a pallino la portabilità)?
Enrico ha, ovviamente, ragione. Infatti non dicevo di consigliarlo (ad esempio TeXniccenter non supporta ancora utf8…!) ma di suggerire solo che il futuro sarà utf8, e che per ora è meglio usare latin 1.
Uhm… magari potrei inserire una frase più dubitativa, qualcosa come “per ora la codifica migliore è la latin1, anche se, in futuro, le cose potrebbero cambiare”. Ci penso.
Però aspettiamo il parere di Enrico.
Parole sante!
Grazie (della pazienza)!
Grazie a te della tua pazienza.
A presto,
L.