Per prima cosa grazie Enrico della risposta e al solito della gentilezza.
Credo di capire il senso di quello che scrivi, e proprio per questo penso a questo punto di essermi spiegato male o di aver scelto una via sbagliata. Proprio stamani mi stavo chiedendo, sfogliando il manuale di memoir, se non fosse più indicato trattare il testo che intendo inserire nell’ambiente ‘elenco’ come endnotes. Se non mi ero persuaso a seguire questa strada è perché (a ragione o a torto) avevo trovato che l’ambiente list si avvicinava molto all’impostazione che desideravo. Poi naturalmente c’è stata la complicazione delle etichette. Provo ora a spiegarti cosa debbo fare (e con quali vincoli).
Ho 100 capitoli di testo principale; alla fine di ogni capitolo vi sono delle note/commento ad alcune voci del testo più o meno lunghe (ad esempio: a. Cielo] Nell’aria, che sono gli uccelli). Quindi note per il mio autore del ‘500, ma testo altrettanto importante per me editore moderno. Mentre le mie note a pie’ di pagina (sia al testo che alle note/commento originale) sono delle normalissime footnote, il testo delle note/commento del ‘500 ha per etichette le 23 lettere di cui abbiamo parlato, che compaiono sia in apice a fianco della parola o del testo (massimo 3-4 parole), sia, appunto, alla fine del capitolo, come etichetta (non considero etichetta le voci perché talvolta vi sono delle varianti, se pur minime tra voce nel testo e voce riportata nel commento). Ecco perché avevo pensato iniziamente a rendere la seconda serie con degli apicini nell’ambiente list. Lo stampatore del ‘500 invece non si era preccupato della eventuale confusione che sarebbe potuta insorgere nel lettore, e dopo la fine della prima serie di 23 lettere ricominciava tranquillamente da capo senza alcun accorgimento grafico. Pur non dovendo fare una edizione diplomatica, c’era l’idea di rimanere abbastanza fedeli all’impostazione originale (per tutta una serie di ragioni che non vale star qui a dire), ma con qualche accorgimento per non indurre in confusione il lettore moderno.
I capitoli che hanno a corredo un commento con più di 43 voci sono molto pochi, ma ci sono, ed avere tre apicini non è il massimo. Ecco perché avevo pensato di affiancare un numero mantendendo come etichetta di base la lettera. Ovviamente le tre lettere espunte non vengono recuperate nemmeno per le serie successive. Per la questione dell’incertezza interpretativa ammetto che non ci avevo pensato perché mi pareva fosse chiaro. Avevo pensato anche alla forma aa, bb, cc etc. (la usavano per numerare le carte degli incunaboli), ma nei rari casi di quattro a affiancate la resa grafica sarebbe pessima.
Scusa per il lungo messaggio, ma almeno così mi puoi dire che l’ambiente list non fa al caso mio, anche se ti assicuro che graficamente è molto ordinato. Nella speranza di ricevere lumi…
Ciao e ancora grazie,
Luca