Re: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern

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Mi chiedo se però non sia fattibile (perlomeno a me piacerebbe) creare un altro stile biblatex simile a msb-modern ma con queste modifiche:
a) usare come nome etichetta solo il nome del primo autore, mai accompagnato dal nome degli altri autori
b) nella riga sotto, dopo l’anno, ripetere i nomi autori, questa volta completi, seguiti da titolo ecc.

In questo momento non saprei come fare, ma credo che si possa fare.
Però non mi convince molto come idea…Qual è il motivo di questa scelta?
Ivan

Il motivo della proposta è duplice ma innanzitutto come ho scritto nel messaggio è stato influenzato dallo stile per bibtex creato dai francesi che si chiama these che a sua volta si basa sullo stile alpha. A parte l’ispirazione dello stile alpha, ora mi spiego meglio.

il motivo che mi spinge a suggerire la proposta che ho avanzato riguarda la situazione di chi scrive in campi disciplinari diversi da quello umanistico: cioè nei campi scientifico o degli studi sociali.
Lo stile che hai realizzato tu e che si vede nel libro di Eco è efficace nel caso si citino soprattutto monografie o comunque pubblicazioni firmate da pochi autori, e sia utile evidenziare lo sviluppo storico del discorso perché le date sono messe in evidenza.
Invece nel caso dei campi disciplinari non umanistici ci sono queste importanti differenze:
1. si citano soprattutto articoli di periodici invece che monografie
2. gli articoli di periodici sono spesso firmati da più mani
3. le date di pubblicazioni sono in genere vicine
Per questi motivi, usare lo stile msb-modern, come adesso è impostato, e se si scrive in questi ambiti disciplinari, comporta un effetto finale diverso rispetto a quello ottenuto da un ricercatore in ambito umanistico che si riassume in:

1. le etichette autori in prima riga rischiano di essere anche molto lunghe quando compaiono molti nomi e l’effetto è antiestetico (antiestetico in termini relativi: cioè in confronto al caso di pubbllicazione con un solo autore).

2. non si sfrutta l’effetto di raggruppamento di diverse pubblicazioni sotto un’unica etichetta autore e anzi ci sono scarsi raggruppamenti perché anche se ci possono essere vari casi di pubblicazioni citate che hanno gli stessi autori, questi possono aver cofirmato in occasioni diverse con altri collaboratori: quindi si ottiene un grosso spezzettamento invece che raggruppamenti per autore. Le etichette autori in prima riga riporterebbero infatti tutti gli autori e quindi si genererebbero etichette diverse per ogni singola combinazione: per es. caso 1: l’autore A+ l’autore B; caso 2: autore C + autore A ecc. ecc. A questo punto sarebbe un po’ inutile usare questo stile che ha senso se si vogliono creare raggruppamenti, anche perché si finirebbe per sprecare spazio in verticale producendo molte righe.

Per questo proponevo di prendere esempio dal trattamento delle label nel caso dello stile alpha, soprattutto nella sua variante francese: lo stile these che mi ha ispirato, e quindi usare una label costituita solo dal nome del primo autore, a cui farebbe seguito in seocnda riga la data (come per te) e poi il nome completo dell’autore, quello degli eventuali altri autori, il titolo ecc. Lo stile alpha funziona così.

Naturalmente una modifica di questo genere allo stile della bibliografia dovrebbe comportare per coerenza una modifica simile nello stile delle citazioni, sulla falsariga di quanto succede nello stile alpha. Quindi la label della citazione dovrebbe contenere solo il primo nome autore citato + l’anno. Nella bibliografia si ritroverebbe questa convenzione.
Certo mi rendo conto che questa impostazione può non interessare chi lavora in ambito umanistico e cita soprattutto pubblicazioni che hanno un solo autore. In questo campo può sembrare un sacrificio dover rinunciare, nei casi in cui compaiono, al nome del 2° o 3° autore nella label, dato che numericamente questi casi non sono molto rilevanti. In altri ambiti invece la modifica ha senso perché rende lo stile delle pagine con la bibliografia molto più elegante grazie alla concisione della label, che rispetto allo stile alpha rimane comunque “parlante”, significativa, perché è un nome e non una sigla. Inoltre uno stile di tal genere facilita la creazione di raggruppamenti per autore che si creerebbero nella bibliografia (quando il primo nome è identico), anche nei casi di pubblicazioni con molti autori.
Il mio esperimento con lo stile these modificato (cioè senza parentesi quadre che derivavano dallo stile alpha, cognome autore in maiuscoletto, anno completo di 4 cifre separato dal nome autore da uno spazio bianco) mi convince della buona riuscita estetica della proposta.
pierfranco

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