Secondo me mettere il punto (solo) fuori dalla parentesi è visivamente migliore, sia che il “backref” chiuda la voce bibliografica sia che la chiuda . Con il punto dentro sembra che ci sia un periodo che inizia dopo una parentesi, mentre ci si aspetta che il periodo dovrebbe iniziare dopo il punto. Per il momento rimando (ma non abbandono!) il problema.
Penso che l’ideale sarebbe avere i riferimenti finali alla fine della voce. Ma mi rendo conto che possano esserci diffcioltà TeXniche non indifferenti. Sono contento che non abbandoni il problema.
Sarei disposto, al massimo, ad avere in maiuscoletto tutti i cognomi, anche se la cosa non mi piace. Si fa con:
`\renewcommand*{\mkbibnamelast}{\textsc}
`Ma non lo metto di default.
Mah, visto che le citazioni sono del tipo “PANTIERI, 2009”, mi sembra logico scrivere nella bibliografia “PANTIERI, Lorenzo” e non “PANTIERI, LORENZO”, che disturba, per eccesso di enfasi. La parola da evidenziare è “PANTIERI”, non “Lorenzo” (poiché nel documento il nome non viene citato, ma solo il cognome). Se non lo metti di default, pazienza. L’importante è che questo risultato si possa avere con (relativa) facilità.
Stesso discorso del punto 3. Metterò una nota nelle “Personalizzazioni”
Ricordo che biblatex accetta l’opzione natbib, che permette di usare i comandi di questo pacchetto. Mi sembra che quello che chiedi si faccia con \citealp*, ma non sono esperto di natibib.
Tutte le volte che leggo “PANTIERI 2009” ho un sobbalzo. Anche se avere “PANTIERI, 2009” è molto facile, lo metterei di dafault. Senza dubbio.
5*. Le etichette con lo stesso autore e anno: “PANTIERI 2009a“, “PANTIERI 2009b“. Le lettere “a”, “b”, … sono in corsivo. Io le lascerei in tondo.
Si può fare. Ma come fai a notare questi dettagli 😯 ?
Sono un perfezionista, che vuoi farci. 😉 Metterei quelle etichette in tondo e non in corsivo, il corsivo lì non c’entra nulla. Nessun dubbio, anche qui,
L’ultima che ho messo in rete non ha “URL”. Per quanto riguarda la giustificazione è un problema. L’indirizzo dei siti viene gestito dal pacchetto url, un po’ criptico. A me sembra che sia più semplice sistemare a mano quei casi in cui il pacchetto url sembra non riuscire a gestire il titolo. Per esempio, eliminando URL il link alla tua Arte appare corretto.
Gli stili più diffusi non giustificano l’URL. Fra l’altro, questo deve valere a maggior ragione per il tuo (bellissimo!) stile: lo spazio per scrivere le informazioni è ancora più piccolo (visto che lo spazio disponibile è diviso di fatto in due colonne, una per la data e una per le info vere e proprie). Assolutamente, non giustificare l’URL! Se hai problemi con il pacchetto url, sono sicuro che Enrico saprò darti una mano!
Quando lo stile sarà ultimato nei file tese non ci saranno più quelle righe. Ma nella doc rimarranno le indicazioni su come modificare quei parametri.
Ok!
È vero. Però ho scoperto un problema. Se uso il campo month esce qualcosa come ArsTeXnica 6 (ott. 2008). In questo caso l’anno è duplicato, è grave o si può accettare? E poi, usando il campo month, anche eliminando il secondo 2008, si avrebbe: ArsTeXnica (6) (ott.), che non mi sembra un gran che.
Toglierei il mese, che qui mi sembra inultile. Scriverei “ArsTeXnica (6)”, il sesto numero di ArsTeXnica. Scrivere “ArsTeXnica 6” mi provoca lo stesso sobbalzo di “PANTIERI 2009”. Siamo gentili, con i nostri lettori! 😉
Lo stile mla e lo stile historian mantengono questa scelta, che a me non dispiace. In generale sarei per mettere in bibliografia il nome prima del cognome (ordinando sempre per cognome, si capisce), ma è chiaro che avere prima il cognome è più comodo per trovare la voce bibliografica. Dopo di che non ha più senso mettere prima il cognome del nome, mi sembra un linguaggio eccessivamente “burocratico”. 😯
Non sono molto ‘accordo. La scelta di scrivere prima il cognome e poi il nome è di certo burocratica, ma si fa per l’ordine alfabetico. Dopo, bisognerebbe essere coerenti con questa scelta. Quindi, “MORI, Lapo Filippo e HIMMELMANN, Maurizio”. Una scrittura del tipo “MORI, Lapo Filippo e Maurizio HIMMELMANN” non è omogenea, e le disomogeneità in tipografia andrebbero evitate. Certo, se mi citi un’auctoritas che dice il contrario ci si può pensare, ma dev’essere un’auctoritas molto… autorevole!
A presto,
L.