Allora, va benissimo che venga indicato come agire sull’albero personale e che (in nota) venga accennata l’esistenza degli altri due alberi con un riferimento alla pagina di documentazione, per cultura personale.
Proprio così, questa è la conclusione cui, in omaggio al principio di semplicità, sono approdato dopo una lunga riflessione.
Nell’Arte è nettissima la distinzione MikTeX = Windows, TeXLive = Linux. Io non mi ritengo assolutamente un utente avanzato, eppure ho TeXLive su Windows. Ancora, e parlo per esperienza personale, avendolo testato su inconsapevoli cavie, installare TeXLive su Windows Vista (che ha un modo tutto suo di gestire i privilegi di amministratore) tramite interfaccia testuale (la ‘bestia nera’ per un utente win) è veramente alla portata di tutti (o per lo meno alla portata di chiunque voglia, non appena installata una distribuzione LaTeX, incominciare a comporre documenti).
Ho qualche riserva sul fatto che installare un programma via interfaccia testuale sia davvero una cosa che metta a proprio agio qualunque utente di Windows. Tieni presente che il mio lettore ideale è il principiante assoluto. E questo non è limitante: se una cosa è chiara per un principiante, a maggior ragione lo sarà per un esperto (mentre il viceversa naturalmente non vale). Ma qui le cose cambiano in fretta: sperabilmente, la procedura di installazione delle diverse distribuzioni di LaTeX nelle varie piattaforme converge(rà) verso la semplicità. Francamente, aspetterei il momento in cui la TeX Live per Windows sarà installabile via doppio clic. Anzi, visto che sei usi quella distribuzione, ti prego di tenermi informato!
Allora, ciò che nella guida è, a mio modestissimo parere, ‘incompleto’ è l’elenco puntato di pagina 34: se uso texlive su win, come faccio a sapere dov’è l’albero personale?!?
D’accordissimo su questo. Ricordo di aver lanciato qualche mese fa un appello agli utenti della TeX Live su Windows per integrare quel passo, ma non ho ricevuto risposta. Come sopra: se sai fornirmi indicazioni, le inserisco nella prossima versione.
Insomma, io sono del parere (ma se ne era già parlato) che suddividere le distribuzioni LaTeX per sistemi operativi stia un po’ stretta sia a TeXLive (che su win funziona egregiamente) sia a MikTeX (che sta pian piano muovendo alla conquista del mondo Linux, con i tools multipiattaforma) – l’unico a vivere nel suo universo felice è l’utente Mac, che ha il suo bel MacTeX e vive sereno.
Continuo a pensare che sia bene strutturare per OS. Così un utente, poniamo di Mac, salta le parti relative a Windows e Linux (che non gli interessano minimamente) e legge solo quello che lo riguarda.
Infine, aggiungo ancora una volta che, secondo me, è decisamente opportuno mettere in guardia in maniera esplicita l’utente italiano dalla proverbiale lentezza del mirror roma2.
Sono proprio sbadato in modo imperdonabile. Mi ripropongo di farlo, ma lo dimentico sempre. 😳 Nella prossima versione prometto di rimediare. Intanto scusami!
Ciao,
L.