Ho scritto su ArsTeXnica un articolo sull’argometo; purtroppo il numero 7 della rivista non è ancora scaricabile nella sua interezza, e contiene solo gli abstracts. I soci del Guit, ricevono la rivista in abbonamento.
Per farla breve è estremamente difficile che un file passi le verifiche di conformità dello standard archiviabile pdf/a anche nella forma meno stringente chiamanta pdf/a-1b.
Innanzi tutto bisogna usare con pdflatex il pacchetto pdfx con l’opzione pdfa (leggere la documentazione); bisogna avere predisposto un file speciale con i metadata necessari alla conformaità rispettando accuratamente la sintassi di quei metadata (leggere la documentazione). Bisogna speficicare un profilo di colore effettivo e valido; bisogna usare font che siano costruiti correttamente; fra questi non compaiono nemmeno i font matematici standard del sistema TeX; nel mio articolo ho indicato come correggere gli errori generati dai font che contengono segni con larghezza nulla (per esempio il segno prodotto con il comando \not per negare un operatore di relazione). Per la conformità con lo standard psd/a-1b non è necessario che i font siano completamente inclusi, ma siano inclusi tutti i segni di ogni font che vengono usati nel documento; i font bitmapped sono vietati.
Detto questo, io sono riuscito a creare alcuni documenti pdt conformi, ma ci ho sudato le proverbiali sette camicie; mi pare strano che Karlsruhe TH, che conosco bene, richieda un formato così specifico, senza mettere a disposizione un servizio di consulenza e dei sistemi infomatici hardware e software per superare le infinite difficoltà che bisogna affrontare per produrre file conformi alla specifica ISO 19005-1 (deta volgarmente pdf/a).