Ciao a tutti,
la seguente domanda mi è sorta durante la scrittura di un articolo scientifico,
dove la casa editrice richiedeva l’uso di txfonts.Anche Beccari consiglia il pacchetto txfonts e pxfonts per usare rispettivamente Times e Palatino.
Nel forum però raramente ho trovato consigli a riguardo.
La maggior parte consiglia le seguenti tre righe per il Times (prese dai “peccati da evitare”)
`\usepackage{mathptmx}
\usepackage[scaled=.90]{helvet}
\usepackage{courier}`
e le seguenti tre righe per il palatino (prese dai “peccati da evitare”)
`\usepackage{mathpazo}
\usepackage[scaled=.95]{helvet}
\usepackage{courier}`La domanda è: quale è la scelta migliore per scrivere in Times come font principale? E in Palatino?
Ho provato a dare un’occhiata a A Survey of Free Math Fonts for TeX and LaTeX di Stephen Hartke e alla documentazione di txfonts e pxfonts ma non ho concluso molto.
In sostanza dovrebbero cambiare i font usati per gli stili diversi da quello normale (cioè matematica, ecc…) e inoltre txfonts e pxfonts dovrebbero essere più completi.
Il pacchetto mathptmx va usato solo per un motivo: rendere leggero il pdf prodotto minimizzando il numero dei font inclusi. Il risultato tipografico è, in presenza di formule matematiche appena più che elementari, molto discutibile. Diverso il caso di mathpazo, che carica font per i simboli matematici appositamente creati per essere compatibili con Palatino.
I pacchetti txfont e pxfonts caricano font creati da Young Ryu, molto forniti di simboli e caratteri; hanno un difetto: che i simboli matematici sono troppo “magri”, nel senso che, rispetto ad altre famiglie di simboli, hanno poca spaziatura che li circonda; questo, in certe situazioni, ha effetti di “collisioni” fra simboli.
Ciao
Enrico